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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Una scuola grande, com’è il mondo

clicca per ingrandire.

Venghi, Fantozzi

Sabina e Beppe salvati dal governo Berlusconi

 

12 settembre

I bambini deficienti da grandi vorranno fare la satira, non la velina o il calciatore: perché la satira santificata da certi buffoni è il mestiere più bello del mondo, qualcosa che vorrebbe corrispondere a una perfetta immunità giudiziaria & civile oltretutto per autoproclamazione: satira anche se non avesse più nulla della satira, satira anche se non facesse più ridere da anni.

Satira per loro significa che puoi dire quello che vuoi, su chi vuoi, quando vuoi, come vuoi: e devi poterlo dire magari pagata dal servizio pubblico, devi poter invocare la Costituzione, devi poter chiamare nano e antidemocratico e fascista e ciccione e piduista ovviamente chi vuoi (a destra) e collaborazionista e inciucista e corrotto ovviamente chi vuoi (a sinistra) e se qualcuno avrà da ridire tu invocherai l’articolo 21, il regime, la censura, perchè tu sei intoccabile, fai satira: comica ma comiziante, satirica ma tribunizia, giullare ma requisitoria, senza contraddittorio che è roba da giornalisti, tu fai satira e quindi travestirai ogni delirio di onnipotenza da missione salvifica, ogni disturbo narcisistico da sindrome da persecuzione cilena. 

(continua…)

Macchianera Blog Awards 2008 /4 - I risultati

Macchianera Blog Award 2008Per quelli tra voi che non hanno potuto partecipare alla BlogFest, e quindi alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Blog Awards 2008, che si è tenuta nella “Sala 1000″ del Centro Congressi di Riva del Garda, ecco qui di seguito i risultati, categoria per categoria.

Per questioni di lunghezza che potete immaginare, il post è diviso in due parti, quindi assicuratevi di cliccare su “Continua a leggere…” per conoscere tutti i risultati.

Nella tabella che segue sono indicate le posizioni di tutti i cinque nominati per ciascuna categoria, nonché i voti ottenuti e la percentuale dei voti sul totale: nel corso della cerimonia non c’era il tempo materiale per dilungarsi su questi dettagli.

A metà classifica troverete anche le icone da copiare nel caso in cui il vostro blog abbia ricevuto una nomination o vinto il premio.

Per finire, ricordiamo che la scelta delle nomination e la votazione finale delle cinquine dei candidati sono state espresse esclusivamente dal voto degli utenti, senza alcun intervento di una qualsiasi giuria.

Nome Voti % Nome Voti % Nome Voti %
Miglior Blog 2008 Blogger dell’anno 2008 Blog rivelazione (Premio Windows Live)
Beppe Grillo 1810 51,7 Leonardo 981 28,0 Uccidi un grissino 1398 39,9
Daveblog 477 13,6 Daveblog 891 25,4 Canemucca 667 19,0
Leonardo 455 13,0 Zoro 678 19,3 Settore4c Fila72 Posto35 651 18,6
Piovono rane 400 11,4 Massimo Mantellini 489 14,0 Qualcosa del genere 493 14,1
Zoro 362 10,3 PaulTheWineGuy 465 13,3 L’assioma di Cole 295 8,4
Migliore Community Miglior Blog di opinione Miglior Blog Collettivo (Premio Telecom Italia)
Macchianera 1152 32,9 Voglio scendere 1521 43,4 Voglio scendere 1758 50,2
Splinder 1132 32,3 Beppe Grillo 855 24,4 Macchianera 819 23,4
Daveblog 598 17,1 Leonardo 425 12,1 Sorelle d’Italia 334 9,5
BlogFriends 347 9,9 Wittgenstein 409 11.7 Claudio Sabelli Fioretti 324 9,2
Style 275 7,8 Zoro 294 8,4 Grazia 269 7,7
Miglior Blog giornalistico Miglior Blog tecnico-divulgativo (Premio Windows Live) Miglior Blog televisivo
Voglio scendere 1715 48,9 Il Disinformatico 1427 40,7 Tvblog 1133 32,3
Piovono rane 596 17,0 Geekissimo 851 24,3 Daveblog 934 26,7
Leonardo 495 14,1 Downloadblog 490 14,0 TelefilmCult 624 17,8
Wittgenstein 450 12,8 Andrea Beggi 415 11,8 Antonio Genna 546 15,6
Camillo 248 7,1 Manteblog 321 9,2 Tommaso Tessarolo 267 7,6
Se il tuo blog ha ottenuto una nomination in una delle categorie puoi copiare e incollare l’icona ufficiale:
Macchianera Blog Awards 2008: Nomination
Se il tuo blog, invece, ha vinto in una delle categorie puoi copiare e incollare l’icona ufficiale:

(continua…)

Vicky Rorschach

Dimmi cosa vedi e capisci subito come funziona il cervello indipendentemente dal valore etico e morale di quello che è successo. Se ci vedi le torri, ha ragione Vicky. Se ci vedi un undici, ha sempre ragione Vicky. Se ci vedi qualunque altra cosa, aveva ragione Freud. Oppure sei anencefalico. Attenzione: il cervello è un muscolo automatico. Aerare la scatola cranica prima di soggiornarvelo.

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  • Macaie vecchie e nuove

    di Bertolotti e De Pirro

    di Bertolotti e De Pirro

    Neanderthal

    neanderthal
    un click sulla vignetta per ingrandirla

    BlogFest 2008 /4 (video) - Simona Sessa

    Double shot


    il fatto è che mentre disegnavo la vignetta quissù, ascoltavo in diretta Walte che faceva animazione alla Summer Shool del PD, e m’è venuta l’altra vigna qui sotto. Dovendo scegliere le ho messe entrambe, checcefrega, tanto è aggratis ;) (continua…)

    Pirati della Strada

    Quindicenni sbranati dalla primavera.

    Commento di Roberto Vecchioni a ‘Il cuocò di Salò’ di Francesco De Gregori

    (da ‘Il linguaggio della canzone’, ciclo di lezioni sui cantautori italiani che Vecchioni ha tenuto in alcune università italiane)

    Il cuoco di Salò (Amore nel pomeriggio, 2001) è una canzone inimmaginabile e fuori da ogni canone. Primo straordinario coup de théâtre è il corner storico da cui viene guardata la vicenda, perché di vicenda storica si tratta e così recente che la ferita fa ancora male. La trovata del corner per raccontare un grand affair non è nuova in arte. Il personaggio minore, angolare, che fa da protagonista e racconta dal suo punto di vista un evento più grande di lui c’è già in Shakespeare, c’è in molto cinema (La Tunica, Ben Hur, Il mondo nuovo, etc.), esiste in parecchie opere letterarie. Nella canzone in esame il trucco di lasciar descrivere gli ultimi giorni del fascismo da un personaggio ignaro, a digiuno di politiche e intrighi, ingenuo quel che basta, permette a De Gregori una descrizione non solo imparziale, quasi naturalistica (i fatti son desunti da rumori, voci, pettegolezzi) ma perfino più disincantata, lontana e nel contempo paradossalmente più vera e tragica. Il cuoco pensa a sé, alla sua vita, al suo lavoro: è lui nella sua piccola dimensione il centro: tutto il resto che è la storia fa da sfondo e risulta ai suoi occhi come occasionale incidente, ininfluente. Il cuoco vede soltanto i riflessi esterni del grande dramma che si sta compiendo, e in questo fiume in piena, in questo mondo che si sconvolge e cambia, continua quasi imperturbato a pensare come il giorno prima, come sempre, alla sua professione, al suo quotidiano. Ma, e qui sta la trovata, quando si spinge a giudicare oltre il suo orto non ha, non conosce pensieri di parte, torti o ragioni, e accomuna nel delirio di una sola morte tutti, anche quelli che stanno dalla parte sbagliata.

    (continua…)

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  • Tu come vai alla BlogFest ?

    Andiamo alla BlogFest in bici? No, non proprio tutta in bici. Diciamo che ci troviamo venerdì a mezzogiorno a Desenzano o a Peschiera. Poi, visto che abbiamo una certa età, prendiamo el bateo per un pezzo di strada (anzi, di lago) e infine ci mettiamo in sella per arrivare belli sudati a Riva del Garda. Ci stai? E tu come vai alla BlogFest?

    L’educazione del popolo

    L’analisi della sconfitta, a sinistra, contiene già la prossima.

    Affiorano schematismi che paiono insuperabili, e uno è questo: le elezioni si perdono perchè sono truccate o perchè la gente è stupida. Eccone un altro: non v’è mediazione tra il populismo più becero e demagogico (la destra) e la velleità di calare il potere dall’alto (la sinistra) spiegando alla gente che cosa deve essere e volere. A dimostrazione, alcune frasi raccolte negli ultimi giorni.

    Massimo D’Alema alla Festa dell’Unità: «Nelle grandi democrazie, rispetto a concentrazioni come quelle di Berlusconi, ci sono gli anticorpi, una borghesia e una classe dirigente che reagiscono».

    Nanni Moretti al quotidiano Guardian: «In Italia non esiste più un’opinione pubblica».

    Paolo Flores D’Arcais alla presentazione di un faldone di Travaglio: «Anche quando i regimi fascisti salirono al potere, in Europa, l’opinione pubblica non capiì subito quello che stava succedendo».

    Luca Sofri sul Wittgenstein: «Una vera buona politica deve educare noialtri e il Paese, mentre quella italiana recente lo ha maleducato incentivando comportamenti e pensieri che una volta erano almeno sanciti come sbagliati. Sul territorio bisogna starci per capire come migliorarlo, non come accontentarlo».

     

    Nota: la cosa di Sofri (la versione completa guardatevela sul suo blog) prendeva spunto da questa di Michele Serra su Repubblica:

     

    «Il vero problema, mi pare, è che conoscere il male non è più la condizione per combatterlo. In parole semplici, non abbiamo più né il coraggio né la forza di chiederci se le cose, così come sono, potrebbero cambiare, o avrebbero potuto andare diversamente. Stiamo diventando, tutti, meri registratori di una realtà a volte passabile, a volte orrenda, che comunque sovrasta la nostra speranza di mutamento, ed è già tanto se ci concede ancora libertà di giudizio e di critica. La rassegnazione (e la fuga…) sono i sentimenti dominanti di fronte a meccanismi sociali che, per la prima volta da quando siamo al mondo, ci paiono così potenti da essere immodificabili. Traducendo in politica, la frustrazione della sinistra è molto di più di una somma di sconfitte: è il timore che il campionato sia finito».

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    Citazioni

    • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
    • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
    • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
    • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
    • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
    • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
    • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
    • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
    • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

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