Cristiano Valli
23 set
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18 set
12 settembre
I bambini deficienti da grandi vorranno fare la satira, non la velina o il calciatore: perché la satira santificata da certi buffoni è il mestiere più bello del mondo, qualcosa che vorrebbe corrispondere a una perfetta immunità giudiziaria & civile oltretutto per autoproclamazione: satira anche se non avesse più nulla della satira, satira anche se non facesse più ridere da anni.
Satira per loro significa che puoi dire quello che vuoi, su chi vuoi, quando vuoi, come vuoi: e devi poterlo dire magari pagata dal servizio pubblico, devi poter invocare la Costituzione, devi poter chiamare nano e antidemocratico e fascista e ciccione e piduista ovviamente chi vuoi (a destra) e collaborazionista e inciucista e corrotto ovviamente chi vuoi (a sinistra) e se qualcuno avrà da ridire tu invocherai l’articolo 21, il regime, la censura, perchè tu sei intoccabile, fai satira: comica ma comiziante, satirica ma tribunizia, giullare ma requisitoria, senza contraddittorio che è roba da giornalisti, tu fai satira e quindi travestirai ogni delirio di onnipotenza da missione salvifica, ogni disturbo narcisistico da sindrome da persecuzione cilena.
17 set
Per quelli tra voi che non hanno potuto partecipare alla BlogFest, e quindi alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Blog Awards 2008, che si è tenuta nella “Sala 1000″ del Centro Congressi di Riva del Garda, ecco qui di seguito i risultati, categoria per categoria.
Per questioni di lunghezza che potete immaginare, il post è diviso in due parti, quindi assicuratevi di cliccare su “Continua a leggere…” per conoscere tutti i risultati.
Nella tabella che segue sono indicate le posizioni di tutti i cinque nominati per ciascuna categoria, nonché i voti ottenuti e la percentuale dei voti sul totale: nel corso della cerimonia non c’era il tempo materiale per dilungarsi su questi dettagli.
A metà classifica troverete anche le icone da copiare nel caso in cui il vostro blog abbia ricevuto una nomination o vinto il premio.
Per finire, ricordiamo che la scelta delle nomination e la votazione finale delle cinquine dei candidati sono state espresse esclusivamente dal voto degli utenti, senza alcun intervento di una qualsiasi giuria.
| Nome | Voti | % | Nome | Voti | % | Nome | Voti | % | ||
| Miglior Blog 2008 | Blogger dell’anno 2008 | Blog rivelazione (Premio Windows Live) | ||||||||
| Beppe Grillo | 1810 | 51,7 | Leonardo | 981 | 28,0 | Uccidi un grissino | 1398 | 39,9 | ||
| Daveblog | 477 | 13,6 | Daveblog | 891 | 25,4 | Canemucca | 667 | 19,0 | ||
| Leonardo | 455 | 13,0 | Zoro | 678 | 19,3 | Settore4c Fila72 Posto35 | 651 | 18,6 | ||
| Piovono rane | 400 | 11,4 | Massimo Mantellini | 489 | 14,0 | Qualcosa del genere | 493 | 14,1 | ||
| Zoro | 362 | 10,3 | PaulTheWineGuy | 465 | 13,3 | L’assioma di Cole | 295 | 8,4 | ||
| Migliore Community | Miglior Blog di opinione | Miglior Blog Collettivo (Premio Telecom Italia) | ||||||||
| Macchianera | 1152 | 32,9 | Voglio scendere | 1521 | 43,4 | Voglio scendere | 1758 | 50,2 | ||
| Splinder | 1132 | 32,3 | Beppe Grillo | 855 | 24,4 | Macchianera | 819 | 23,4 | ||
| Daveblog | 598 | 17,1 | Leonardo | 425 | 12,1 | Sorelle d’Italia | 334 | 9,5 | ||
| BlogFriends | 347 | 9,9 | Wittgenstein | 409 | 11.7 | Claudio Sabelli Fioretti | 324 | 9,2 | ||
| Style | 275 | 7,8 | Zoro | 294 | 8,4 | Grazia | 269 | 7,7 | ||
| Miglior Blog giornalistico | Miglior Blog tecnico-divulgativo (Premio Windows Live) | Miglior Blog televisivo | ||||||||
| Voglio scendere | 1715 | 48,9 | Il Disinformatico | 1427 | 40,7 | Tvblog | 1133 | 32,3 | ||
| Piovono rane | 596 | 17,0 | Geekissimo | 851 | 24,3 | Daveblog | 934 | 26,7 | ||
| Leonardo | 495 | 14,1 | Downloadblog | 490 | 14,0 | TelefilmCult | 624 | 17,8 | ||
| Wittgenstein | 450 | 12,8 | Andrea Beggi | 415 | 11,8 | Antonio Genna | 546 | 15,6 | ||
| Camillo | 248 | 7,1 | Manteblog | 321 | 9,2 | Tommaso Tessarolo | 267 | 7,6 | ||
| Se il tuo blog ha ottenuto una nomination in una delle categorie puoi copiare e incollare l’icona ufficiale: | Se il tuo blog, invece, ha vinto in una delle categorie puoi copiare e incollare l’icona ufficiale: |
16 set
Dimmi cosa vedi e capisci subito come funziona il cervello indipendentemente dal valore etico e morale di quello che è successo. Se ci vedi le torri, ha ragione Vicky. Se ci vedi un undici, ha sempre ragione Vicky. Se ci vedi qualunque altra cosa, aveva ragione Freud. Oppure sei anencefalico. Attenzione: il cervello è un muscolo automatico. Aerare la scatola cranica prima di soggiornarvelo.
16 set
15 set

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15 set
14 set

8 set
Commento di Roberto Vecchioni a ‘Il cuocò di Salò’ di Francesco De Gregori
(da ‘Il linguaggio della canzone’, ciclo di lezioni sui cantautori italiani che Vecchioni ha tenuto in alcune università italiane)
Il cuoco di Salò (Amore nel pomeriggio, 2001) è una canzone inimmaginabile e fuori da ogni canone. Primo straordinario coup de théâtre è il corner storico da cui viene guardata la vicenda, perché di vicenda storica si tratta e così recente che la ferita fa ancora male. La trovata del corner per raccontare un grand affair non è nuova in arte. Il personaggio minore, angolare, che fa da protagonista e racconta dal suo punto di vista un evento più grande di lui c’è già in Shakespeare, c’è in molto cinema (La Tunica, Ben Hur, Il mondo nuovo, etc.), esiste in parecchie opere letterarie. Nella canzone in esame il trucco di lasciar descrivere gli ultimi giorni del fascismo da un personaggio ignaro, a digiuno di politiche e intrighi, ingenuo quel che basta, permette a De Gregori una descrizione non solo imparziale, quasi naturalistica (i fatti son desunti da rumori, voci, pettegolezzi) ma perfino più disincantata, lontana e nel contempo paradossalmente più vera e tragica. Il cuoco pensa a sé, alla sua vita, al suo lavoro: è lui nella sua piccola dimensione il centro: tutto il resto che è la storia fa da sfondo e risulta ai suoi occhi come occasionale incidente, ininfluente. Il cuoco vede soltanto i riflessi esterni del grande dramma che si sta compiendo, e in questo fiume in piena, in questo mondo che si sconvolge e cambia, continua quasi imperturbato a pensare come il giorno prima, come sempre, alla sua professione, al suo quotidiano. Ma, e qui sta la trovata, quando si spinge a giudicare oltre il suo orto non ha, non conosce pensieri di parte, torti o ragioni, e accomuna nel delirio di una sola morte tutti, anche quelli che stanno dalla parte sbagliata.
8 set
Andiamo alla BlogFest in bici? No, non proprio tutta in bici. Diciamo che ci troviamo venerdì a mezzogiorno a Desenzano o a Peschiera. Poi, visto che abbiamo una certa età, prendiamo el bateo per un pezzo di strada (anzi, di lago) e infine ci mettiamo in sella per arrivare belli sudati a Riva del Garda. Ci stai? E tu come vai alla BlogFest?
6 set
L’analisi della sconfitta, a sinistra, contiene già la prossima.
Affiorano schematismi che paiono insuperabili, e uno è questo: le elezioni si perdono perchè sono truccate o perchè la gente è stupida. Eccone un altro: non v’è mediazione tra il populismo più becero e demagogico (la destra) e la velleità di calare il potere dall’alto (la sinistra) spiegando alla gente che cosa deve essere e volere. A dimostrazione, alcune frasi raccolte negli ultimi giorni.
Massimo D’Alema alla Festa dell’Unità: «Nelle grandi democrazie, rispetto a concentrazioni come quelle di Berlusconi, ci sono gli anticorpi, una borghesia e una classe dirigente che reagiscono».
Nanni Moretti al quotidiano Guardian: «In Italia non esiste più un’opinione pubblica».
Paolo Flores D’Arcais alla presentazione di un faldone di Travaglio: «Anche quando i regimi fascisti salirono al potere, in Europa, l’opinione pubblica non capiì subito quello che stava succedendo».
Luca Sofri sul Wittgenstein: «Una vera buona politica deve educare noialtri e il Paese, mentre quella italiana recente lo ha maleducato incentivando comportamenti e pensieri che una volta erano almeno sanciti come sbagliati. Sul territorio bisogna starci per capire come migliorarlo, non come accontentarlo».
Nota: la cosa di Sofri (la versione completa guardatevela sul suo blog) prendeva spunto da questa di Michele Serra su Repubblica:
«Il vero problema, mi pare, è che conoscere il male non è più la condizione per combatterlo. In parole semplici, non abbiamo più né il coraggio né la forza di chiederci se le cose, così come sono, potrebbero cambiare, o avrebbero potuto andare diversamente. Stiamo diventando, tutti, meri registratori di una realtà a volte passabile, a volte orrenda, che comunque sovrasta la nostra speranza di mutamento, ed è già tanto se ci concede ancora libertà di giudizio e di critica. La rassegnazione (e la fuga…) sono i sentimenti dominanti di fronte a meccanismi sociali che, per la prima volta da quando siamo al mondo, ci paiono così potenti da essere immodificabili. Traducendo in politica, la frustrazione della sinistra è molto di più di una somma di sconfitte: è il timore che il campionato sia finito».
Io odio quelli che consumano la droga. Perché poi non se ne trova più.
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