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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Catastrofi e bavaglio dell’informazione

Saprete tutti che abbiamo un grosso problema con una malattia dei polli, la cosiddetta influenza aviaria.
Questa malattia potrebbe essere trasmessa prima dall’animale all’uomo, e poi dall’uomo all’uomo.
Questa influenza non sarà una buona scusa per starsene a letto qualche giorno a guardare la Tv, coccolati e vezzeggiati dai familiari. Sarà qualcosa come l’influenza spagnola, che fece un numero di morti pari a quello della prima guerra mondiale. Una robina non proprio desiderabile, insomma.

Oggi, verso mezzogiorno sull’homepage del corriere come prima notizia si riportava che quando l’influenza aviaria arriverà da noi (non se, quando) provocherà circa 150.000 vittime. Più morti dell’Afghanistan e dell’Iraq messi assieme, solo in Italia. E non c’erano condizionali, tutto era declinato al futuro, come certezza.

Tornato a casa, riapro l’homepage del corriere e la notizia è semplicemente sparita. Non è scesa di priorità, è stata proprio cancellata. Si riporta invece che Angelina Jolie e Brad Pitt si sposeranno sul lago del Como. I sopravvissuti all’epidemia magari potranno tirare chicchi di riso agli sposi.

Chi ha cancellato quella notizia? E perchè? Su quale maledetta bomba siamo seduti tutti quanti?

GMG: Il giorno più bello della mia vita

Ieri è stato il giorno più bello della mia vita. In mattinata c’è stata la giornata mondiale della gioventù a Colonia. Contemporaneamente c’è stato il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, inaugurato dal mio intellettuale di riferimento Marcello Pera.

Sapete cosa vuol dire questo? Che le città italiane ieri sono state assolutamente prive sia di ciellini che di Papa boys. Bastava evitare Rimini e non c’era alcun rischio di incontrarne uno per strada. Sembrava una favola, un sogno. Il senso di libertà era travolgente, disturbato solo dai vecchi cartelloni residui del referendum, con perle del tipo :” Scelgo di non votare”, che è un po’ come dire :” Urino senza pisciare”.

Era proprio come quando nevica. I bambini giocavano spensierati per strada, mentre i vecchi nonni ricordavano loro i tempi d’oro dello stato liberale, quando i cattolici non votavano affatto e i politici, tutti scomunicati, non prendevano certo ordini dalle sottane di Ruini.
Sembra incredibile, vero?

Dobbiamo assolutamente replicare quanto prima questa congiunzione favorevole. Non ce la faccio ad aspettare Sidney 2008, facciamo giornate mondiali della gioventù ogni giorno , alternando tra Islanda, Groenlandia e Lapponia. Mettiamo il meeting di CL a Reikjavik, affianco a un bel Geyser, tutti attorno. Con Marcello Pera che ci istruisce sui valori forti della democrazia dal centro del geyser, preferibilmente mentre zampilla

L’emulazione della follia.

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il disegno.



La vignetta è opera di Rapha, in esclusiva per Macchianera. From Brazil.

Fallaci a colazione…

Sono al bar. Prendo un cornetto alla marmellata, un cappuccino.

Leggo l’articolo della Fallaci. Bombe, Londra, Madrid, New York. Le prossime? Roma, Milano, Firenze, Venezia: se lo sente nelle ossa, stavolta colpiranno anche i monumenti. Perchè lasciate che strappino i crocifissi dalle pareti, eh? Beirut. Arafat: fortuna che è morto, quella vipera.

Tse. Amici del nemico. Eurarabi.

Il cornetto è molto buono, glassato in maniera egregia, ed ancora tiepido. E’ raro mangiare un cornetto così buono, e pensare che è un prodotto di panificazione industriale. Il Panificio Asolo lo porta congelato: il barista deve solo infornarlo. Theo Van Gogh è stato ucciso quando era in bicicletta poi l’assassino gli ha aperto lo stomaco con un coltello e ci ha messo dentro una lettera.

La marmellata è stupenda. Mi chiedo se il Corano la permetta.
Voglio un altra brioche. C’è una specie di fagottino al cioccolato. L’Islam userà contro di noi la bomba demografica: verranno qui e scoperanno come pazzi, si riproduranno come i virus, ma in maniera più piacevole. L’islam userà contro di noi una bomba fatta da uno scienziato egiziano che ha studiato in America. Lo chiamano Ali il Biochimico, per distinguerlo dal generale di Saddam che gasava i curdi, Ali il Chimico.

Il fagottino non è fragrante come il cornetto, ma non è male. La cioccolata la mattina mi fa andare al bagno. A Beslan hanno ammazzato centocinquanta bambini. Era il primo giorno di scuola.
Centocinquanta bambini. Cristo, come si fa ad ammazzare un bambino? Uccidere un uomo forse si può, se non lo guardi negli occhi, se vedi solo una sagoma cadere…. ma i bambini…. gesù.

Ho la gola secca. Ordino un altro cappuccino.

La Fallaci dice che siamo in guerra. Io intanto faccio doppia colazione al bar. Rimedierò dopo, in piscina, forse salterò il pranzo: le calorie si possono smaltire.

Solo i morti non si possono rialzare.

Fatto bua

Finalmente, Silvio Berlusconi rivela le origini della sua avversione: da ragazzino i comunisti lo malmenarono.
Un po’ come nei fumetti, quando il cattivone in vantaggio, invece di finire l’eroe legato e imbavagliato davanti a lui, parte con il trauma infantile “quand’ero piccolo tutti mi scherzavano, ma ora che m’impadronisco del mondo gliela faccio vedere”, dando di fatto all’eroe la possibilità di lacerare i legacci con la scheggia di un bicchiere transitante casualmente da quelle parti.
Comunque: stando ai suoi racconti di ieri, pare che una sera un manipolo di bolscevichi nostrani abbia rovesciato la scala sulla quale il dodicenne Silvio attacchinava manifesti elettorali della DC. Secondo le sue stesse parole, Silvio torna a casa pesto e sanguinante, e racconta l’accaduto alla madre. E siccome la signora Rosa è una che conosce i suoi polli e ci vede lontano, sente puzza di balla e lo malmena pure lei.
Ecco, scusi se mi permetto, signora B, ma ho prole anch’io e due paroline di metodo, mi consenta, io le avrei dette volentieri anche a lei: dove s’è mai visto un dodicenne che se ne va in giro col buio a occuparsi di politica? L’avesse tenuto a casa a giocare alle costruzioni o a Monopoli (come fan tutti, così da placare certe pulsioni all’età giusta) oggi una cinquantina di milioni di italiani avrebbe un paio di grattacapi in meno.

Fine: ed adesso parliamone serenamente.

Ok, abbiamo perso, e di brutto, e tanta gente più preparata di me farà analisi approfondite sulle conseguenze di questo voto. Siamo tutti arrabbiati e delusi: gli ultimi giorni hanno esacerbato gli animi e inciso fratture fortissime.

Personalmente, sono incazzato nero.

Abbiamo le nostre idee, le abbiamo portate avanti con convinzione ed entusiasmo, non è bastato, bon, c’è di peggio. Prendiamo il lato buono della vita, ad esempio, Costanzo non va più in onda la sera.

Adesso però è necessario calmarci e ritrovare la tranquillità. Non ha senso chiedere chi abbia iniziato davvero questo gioco al massacro, se noi mangiapreti, i ciellini, Ruini o chi altro. Adesso è importante che il massacro finisca, che le posizioni tornino al dialogo.

Dobbiamo calmarci, sfuriare. Capire le ragioni di chi al microscopio guardando l’embrione vede una vita umana anche se noi non la vediamo (problema di occhiali?). Ma anche loro dovrebbero capire le nostre ragioni, ragioni di diritti civili e sociali. Solo così nascerà qualcosa di buono.

Un ottimo segno di distensione, per iniziare, sarebbe una revisione quanto meno delle parti più demenziali della legge 40, quelle stesse parti che anche il comitato “Scienza e vita” riteneva migliorabili.

Due tragicomici giorni di volantinaggio per i referendum

Woff, ragazzi, 8 ore di volantinaggio a favore dei referendum sotto il sole cocente in piazza Cordusio…. porcaeva dovevo portarmi quantomeno un cappello, oltre a svariati”Vaffanculo” ho ricevuto anche alcuni “Grazie di quello che state facendo” che mi hanno rincuorato dall’insolazione.

(continua…)

Gianluca Neri

Que dire de…
C’est une personne bien sous tous rapports. Intelligent, bon, honnête… Mais voilà il a ce petit défaut : dès qu’il mange du Burger King les choses se corsent. Est-ce l’oignon pas assez cuit qui lui reste en travers, le steak trop gras ou les frites froides? C’est en fait un ensemble qui fait ressurgir de vieux démons. Le fast food le transforme en misogyne incontrôlable. En effet l’ingestion de junk food lui rappelle combien il était bon de se faire servir à manger par des femmes dévouées à leur maris, de bon plats mijotés à feu doux pendant que le mari ramenait des sous à la maison. Qu’il était bon ce temps là. Sauf que voilà, Gianluca n’est pas né à cette douce époque de femmes dévouées et quand il mange du Burger King il regrette ce temps qu’il n’a pas connu.
Gianluca, Gianluca que pouvons nous faire pour toi?
Je crois avoir la solution : ARRETER BURGER KING et peut être même Mac Donald’s…

Le Americanate di dandyna

Si inaugura qui la nuova rubrica di dandyna: le americanate di dandyna, gossip e news lampo direttamente dalla vostra odiata mezzosangue californiana.

Un professore di inglese nello stato del Kansas è stato appena condannato per l’omicidio dell’ ex-moglie, che era in procinto di trasferirsi in California con la figlia di 4 anni dei due. Tale professore è stato giudicato colpevole nonostante la totale assenza di materiale o prove contro di lui. Comunque, aveva usato il computer dell’università per cercare su internet attraverso un search engine la chiave “come uccidere qualcuno e non essere scoperti.

Ah, il google rivelatore!

Peperosso Weekly

Peperosso? Meglio non dare soddisfazione se posso permettermi. Ignorare. Punto [Laura, blogger livida d'invidia].

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:: Senilità — Giorgio Bocca zzz… che scrive di cucina zzz… è interessantissimo. Interessatissimi pure i commenti.

:: Separate alla nascita — Le regole del mezzodivismo impongono il libro di cucina, e Maria Grazia Cucinotta si adegua. Ispirazione: Nigella Lawson ["quando cucina la Nigella è come guardare un porno d'autore"]. S’avanza la cucina presa di petto!

:: Guide low-cost – Mangiava nei migliori ristoranti italiani e non pagava il conto. Arrestato. E con gli ispettori delle Guide allora, come la mettiamo?

:: Peperosso vs Gambero Rosso — il contratto con gli *italiani di Stefano Bonilli, direttore del Gambero Rosso. [*Blog italiani].

:: Cibo in Tivvì – Mentre le mense scolastiche italiane, servono minestra e chiodi, quelle inglesi, per merito di Jamie Oliver - cuoco, e stella della tivvì - ottengono 280 milioni di sterline. Già, ma noi abbiamo Antonella Clerici!

:: Coito interruptus – Godeva a imporre divieti, dicono. Ma a poche ore dal calcio nel sedere, Sirchia ci manca. Per ricordarlo nel momento dell’addio, ancora un paio di sirchiate.

:: Ma cosa è la destra, cosa è la sinistra? Sinistra: “Visto che succede a portare i vostri figli da McDonald’s?” Destra: “Bella forza, un mese da Cracco-Peck sarebbe lo stesso”. Continua il dibbbatttito su “Super Size-Me” - film anti fast-food di Morgan Spurlock - e il botteghino ringrazia.

La Galleria degli Uffizi.

Non è un pollivendolo specializzato in galline di sesso maschile, questo va premesso altrimenti si rischia di fuorviare. Recita invece il sito ufficiale che “il Palazzo degli Uffizi fu costruito alla metà del Cinquecento dall’architetto Giorgio Vasari, (1511-1574) nel periodo in cui Cosimo de’ Medici, primo granduca di Toscana, andava consolidando anche burocraticamente il suo recente dominio“. Insomma il granduca - come il nome mi aveva indotto a sospettare prima che Google confermasse - aveva bisogno di un posto dove piazzare i propri impiegati. Diciamolo: trattandosi della metà del XVI secolo questi ultimi non si potevano proprio lamentare: ambienti ampi ed ariosi, illuminazione ottimale, splendida vista, niente sale di tortura. Non so se avessero Fastweb, ma è probabile: Cosimo non era certo tipo da risparmiare sui dettagli (non casualmente passò alla storia come Cosimo il Grande, non come Cosimo il Parco). E’ interessante notare come lo spirito del fondatore sia stato interpretato e conservato nei secoli, a testmonianza dell’impronta indelebile che la sua figura ha impresso sulla cultura - anche amministrativa - di Firenze. Benché gli Uffizi abbiano nel frattempo mutato di destinazione e siano ora la più importante pinacoteca del mondo ci sono infatti almeno due particolari che mi hanno colpito come sofisticati tributi intellettuali ai Medici ed al Vasari. Il primo è la totale assenza di cartellini esplicativi delle opere esposte, di talché nella stessa sala capita di soffermarsi venti minuti su un artista minore del cinquecento e poi tre - al momento di andar via - sul Tondo Doni di Michelangelo che era lì di fianco (ignorantia artis non excusat, deve aver pensato il sopraintendente con aristocratica - cosimiana direi - superiorità). Il secondo particolare notevole - evidentemente frutto di uno studio approfondito degli usi e costumi cinquecenteschi - è rilevabile nei bagni, dove l’assenza di sapone, coperchi dei water e salviette per asciugarsi le mani, catapulta l’utente indietro ai tempi di Cosimo, in cui - si sa - l’igiene non era tenuta in grande considerazione. Insomma la visita agli Uffizi è un’esperienza davvero emozionante e tutto, non scherzo, la prossima volta però vado alla Tate Gallery, che lì almeno non ho l’impressione di essere considerato un fastidioso ed inopportuno produttore di escrementi. Poi è ovvio che Luc Tuymans non vale Leonardo da Vinci, ce ne faremo una ragione.

Gran Tassonia, Bamba-Issa e Hollywood

Davvero straordinario il Topolino Story 1951 in edicola con il Corriere della Sera di oggi a 6.90 euro, e così straordinario da poter interessare anche chi di solito non presta attenzione ai capolavori Disney di metà Novecento.
In un solo volumetto, infatti, si trovano stamane tre storie eccezionali: la prima, Topolino In Gran Tassonia, è il remake di Bill Wright della leggendaria Topolino Sosia di Re Sorcio di Floyd Gottfredson, a sua volta ispirata al Prigioniero di Zenda . La seconda, Paperino e la Clessidra Magica, è uno dei dieci/dodici colpacci di Carl Barks, laddove l’Anatra vaga alla ricerca dell’Oasi di Bamba-Issa.
La terza, Topolino fra le Stelle di Walsh-Gottfredson, è per chi scrive decisamente la più fantastica: non la solita avventura mystery topolinesca, bensì una folle incursione di Pippo nella Hollywood dei 50’s, con il nome di Pippo Raspagola (in traduzione più recente “Pippo Golasecca”), e delle sue peripezie con macchine da presa e agenti come Bill Perepé (sempre altrove un più realistico “Arciciocco Katapult”
Per chi ha smesso di occuparsi di queste faccende da quando ha passato la pubertà, le storie di cui sopra sono l’occasione per ri-innamorarsi di qualcosa di forse perduto, ma mai polveroso.

Quarto Potere

quartopotere.GIF Orson Welles fece scuola, alla radio, con La guerra dei mondi: per quanto abbia sostenuto in seguito di non poter prevedere le reazioni smodate degli ascoltatori, sapeva bene a cosa andava incontro, simulando un atterraggio alieno nel bel mezzo degli Stati Uniti. Anni dopo, quando una sua trasmissione venne interrotta con l’annuncio di Pearl Harbor, molti pensarono al lupo! al lupo! Tutto ciò per dire che questa sera in macchina scovo una radio locale romana che parla di calcio e manda in onda due telefonate. In una, un tifoso romanista lamenta di aver dovuto rinunciare a recarsi allo stadio perché la strada che percorreva abitualmente era bloccata dai celerini e da gravi scontri fra questi e i tifosi (della Roma, ha specificato). Nella successiva una ragazza, sempre romanista, racconta terrorizzata l’esperienza della giornata odierna (per la cronaca si disputava Roma-Livorno), e del lancio di alcune bombe carta verso la Curva Nord (sic!).
Cerco conferme della notizia. Non trovo nulla, nè su internet nè su televideo nè in televisione.
Due ipotesi, dunque, che non possono coesistere:
1) la radio in questione ha mandato in onda telefonate inventate di sana pianta;
2) gli altri preferiscono tacere in merito.
Io non vedo - preferisco non vedere - i motivi di nessuna delle due ipotesi. Le trovo entrambe particolarmente gravi.
Chissà se qualcuno che capita da queste parti è testimone oculare in grado di fornire una versione degli accadimenti che permetta una scelta fra le due ipotesi e fra il quarto potere di una radio locale o quello dei colossi dell’informazione.

Numerologia del calcio

Il 9 era il centravanti. O il centrattacco.
E sapevi che in “quella” Lazio lì lo aveva Chinaglia. Così come il 7 di “quel” Torino era Claudio Sala.
E via con il calcio-che-non-c’è-più, e le bandiere, e il mito del buon atleta.
Chissà se l’altra sera Gigi Riva ha pensato a tutte queste cose – vere ma anche un po’ dolciastre – quando, durante una cerimonia quasi sacrificale, il Cagliari ha deciso di bloccare con un’istantanea giallo seppia il bel tempo andato e ha ritirato la mitica 11.
C’erano riconoscenza, nostalgia, commozione ferrigna allo stadio. Ma c’era anche un tentativo goffo di resurrezione di un quadretto agreste che forse non è mai esistito. Sì, è stato il diavolo moderno del merchandising a imporre il marchio dei nomi sulle spalle e i numeri impazziti, e può darsi che allora si fosse tutti più ruspanti e veri con gli eccetera di etica che ne derivano.
Ma può anche darsi che il “nuovo” calcio abbia bisogno di legittimarsi perfino per negazione.
E Riva – che è un grande – lo sa.

E’ su Leftwing.

Il vero post è solo “precox”

Uno avrebbe in mente da due mesi almeno due o tre post di quelli che si potrebbero definire “epici”, di quelli che ci tieni, di quelli che hai in mente sin nella punteggiatura. Epperò succede che arriva un nuovo lavoro (uno di quelli che alla fine ti piace pure, e comunque resta sempre valido il termine di paragone della miniera); che ti ritrovi impegnato a mettere a posto l’arredamento delle tue giornate; che tenti di accettare la convenzione del fuso orario in vigore da questa parte del globo. Eppoi resta sempre da dar da mangiare al gatto; coltivare quel tanto di vita sociale che ti sei riconquistato; e poi mangiare tu, che a volte persino te ne scordi, e allora vai di tramezzino confezionato o, se va di lusso, Quattro salti in padella.

Niente post epici, quindi, un po’ per tutti questi motivi e un po’ per uno più ameno: un post covato troppo diventa come la prima pagina di un libro: ci tieni, insomma, e non va bene. si chiama “Blocco del blogger”.

Niente post epici, dicevo, ma solo questo, scritto comodamente sdraiato sul letto, sotto il piumino, fiero possessore di un nuovo Pocket PC / Telefono che (avendo Bluetooth e Wi-Fi nonché qualsiasi altra opzione wiress incorporata) permette di farlo.

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Citazioni

  • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
  • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
  • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
  • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
  • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
  • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
  • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
  • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
  • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
  • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

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L’alunno T****i esce dalla classe senza permesso affermando che B**i, suo compagno di banco, sia “brutto dentro” — (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)


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