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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Partite

Così Massimo D’Alema a Repubblica sabato 24 giugno:
“Dobbiamo evitare che si riproduca un vecchio dualismo: di qua Prodi, di là i partiti che lo assediano. È uno schema fasullo e rischioso, che eccita il malcontento e il qualunquismo dell’opinione pubblica e rischia di indebolire rapidamente il governo”.

Così Romano Prodi oggi sul Corriere della Sera, dopo la vittoria del No:
“E’ come se si fosse rimesso in moto il popolo delle primarie, è questo popolo che ha vinto il referendum, non i partiti”.

Ora, le due posizioni non sono affatto inconciliabili come potrebbe apparire a tutta prima. Se infatti si fa il Partito democratico e Romano Prodi ne diventa il leader risolviamo la faccenda. Il problema è capire che idea ha Prodi di partito. E mi sa che è questa qui, che – intendiamoci – non è del tutto sbagliata, ma piuttosto ideologica.

«Penso che sia un dovere di ogni italiano andare a votare. Poi, ognuno ha la libertà di fare come vuole» (Franco Marini, seconda carica dello Stato).

Toh, un Presidente del Senato che non invita all’astensione per ragioni balneari: ma che non si monti la testa, il sindacalista: fare meglio di Marcello Pera è un merito elementare.


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Che ce frega della Nexus, noi c’avemo Macchiagol, Macchiagoool…

(continua…)

L’archivio sta sempre qui. E questa incorniciatela (prima pagina de il Manifesto di oggi).

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  • Plebisciti a cazzo

    Luca Volontè esterna da par suo sul tema della fecondazione e del referendum: “Il plebiscito popolare di un anno fa non può essere sovvertito con un blitz”. A parte che ai plebisciti solitamente si vota, comunque quelli dell’Udc non si devono permettere di tirare in ballo la volontà popolare. Mai.
    Sempre sul concetto di volontà popolare Paolo Del Debbio (Il Giornale di ieri) pare non avere dubbi: l’80% degli italiani si è espresso inequivocabilmente. Noi qua, fatto 100 il numero degli astensionisti, non abbiamo mica capito a quanto ammonti la quota parte degli astensionisti cattolici. Del Debbio ce li deve contare uno ad uno e poi – soltanto poi – scrivere termini impegnativi come “volontà popolare”.

    L’Onnipotente

    Come quella volta dei Papa boys che schitarravano sotto le finestre del Papa morente, anche stavolta viene da riflettere su una cosa: è legittimo ricordare a Dio quello che deve o non deve fare (“Dio non permetta mai più una cosa simile”)? E se risuccede? Comunque per una riflessione vera leggete questo.

    I senatori a vita

    E’ un po’ strampalata l’idea secondo la quale i senatori a vita non potrebbero votare la fiducia in quanto non eletti dal popolo. E allora? L’organo che in Italia rappresenta strettamente la volontà del popolo è la Camera dei Deputati. Il Senato svolga una funzione di rappresentanza altra. Simile, ma altra.
    In tutti i paesi in cui vige un sistema bicamerale la camera bassa rappresenta la volontà popolare e la camera alta serve a bilanciare questa rappresentanza in base alla tipologia di stato in cui ci si trova. In Inghilterra, paese nato da un accordo tra la borghesia e aristocrazia, la camera alta (anche se conta quanto il due di picche) rappresenta la nobiltà, in Germania e negli Stati Uniti, paesi federali, la camera alta serve a dare anche una rappresentanza territoriale da affiancare a quella popolare.
    L’Italia dello Statuto Albertino era una monarchia con costituzione concessa: a controbilanciare la volontà del corpo elettorale c’era il Senato, tutto a nomina regia, che rappresentava la volontà del sovrano. Il diritto costituzionale può far discutere, ma di solito è ben bilanciato.
    E nell’Italia Repubblicana il Senato cosa rappresenta? Molte cose, ma una cosa è certa. Non rappresenta solamente la volontà popolare. Non viene eletto da tutto il corpo elettorale ma solo da chi ha più di 25 anni. E può essere eletto solo chi ne ha più di 40. Rappresenta gli anziani? Forse. Rappresenta le tradizioni? Può darsi. Può non piacere? Sicuramente. Ma se se i costituenti hanno deciso di lasciare una traccia dello Statuto Albertino attraverso i Senatori a vita è perchè volevano dare al Senato anche una funzione di rappresentanza della tradizione nazionale. I senatori a vita, insomma, rappresentano la continuità istituzionale e culturale. E nel momento in un cittadino diventa Senatore, a prescindere da come lo diventa, ha il diritto di fare il suo dovere. Guardate che non era mica era obbligatorio concederli il diritto di voto. Si poteva anche fare a meno. Se glielo hanno dato è perchè qualcuno ha previsto che potesse venire usato. Magari proprio quando faceva comodo.

    Collocazione provvisoria

    don Tonino Bello

    Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce.

    (continua…)

    La sinistra sgamata

    La mozione d’ordine la sottoscrivo in pieno. Però a costo di essere monotono ne propongo un’altra: la sinistra internettiana che - ad urne aprte - dava l’idea di civettare con chi si asteneva (non chi dichiarava di astenersi punto e basta) e che adesso fa – diciamo così – la pragmatica e la laica (in una parola la “sgamata”) se ne stia un po’ in disparte. Per un paio di settimane almeno.

    Andate a votare, cribbio/2

    Il primo che “io non voto uno come Prodi” e poi Prodi perde e quello si lamenta di Berlusconi, vado lì e gli dò una manata sulla nuca che la racconta ai nipoti.

    Misura colma

    No, dico, qui si sta rasentando Stanlio & Ollio: Giuliano Ferrara mette giù una fricassea di comicità allo stato brado. E noi siamo costretti a scrivere questo post riportando ampi stralci del Nostro e cadendo – forse – nel trappolone di parlare di Lui, di Berlusconi.
    Dice la mosca cocchiera (che adesso ha anche la sfrontatezza di tirarsela da Bombacci che cerca la bella morte):“L’identità civile di Berlusconi è da sempre quella di un imprenditore che entra in lizza e chiede i voti agli italiani per sfidare il sistema della politica professionale forte della sua posizione sociale di uomo dell’impresa (…) Berlusconi è quella cosa lì che si vede non perché è un capopartito, ma perché riveste il doppio ruolo di leader politico e di imprenditore proprietario”.
    Cioè: nessuno si azzardi a fare una legge seria sul conflitto di interessi sennò “vuol dire inaugurare un nuovo regime”. E qui siamo veramente alla realtà rovesciata: la sinistra è costretta a non dire che Berlusconi ha creato il regime perché no, perché così si fa il suo gioco, e Ferrara – invece – ritorce l’accusa contro, piglia tutti in contropiede e dice che il regime lo vogliono gli altri? Che Berlusconi sia uomo d’impresa ok, però “sociale” e pure anti-establishment no, per favore no. Berlusconi, per diventare uomo politico professionale (perché ormai lo è, giusto?), ha raccontato la balla di voler rappresentare il popolo contro i poteri forti e, dopo aver fatto il Presidente del Consiglio ininterrottamente per cinque anni (no, dico, il PresdelCons mica il romoletto-de-trastevere) torna qua e ci racconta le cose di cinque, dieci, dodici anni fa.
    E poi dice ancora Bombacci-Ferrara: “E’ vero che nel contesto internazionale questa posizione doppia di Berlusconi è un’anomalia, ma l’anomalia risponde simmetricamente a un’altra assoluta eccezionalità: in nessun paese del mondo le principali forze moderate di governo sono state distrutte in radice da un assalto giudiziario, da nessuna parte si è aperto un vuoto politico ed elettorale come quello che si è spalancato davanti tra il 1992 e il 1994”.
    Ma mi chiedo: ammesso che tutto questo sia vero, dobbiamo dare a Berlusconi anche La7? Ma fino a quando dovremo pagarlo questo presunto golpe della magistratura? E soprattutto, dobbiamo considerare normale che Fede ci fracassi la minchia tutte le sere che manda il Signore? Ma è normale un paese che considera normale avere Emilio Fede

    12 anni dopo

    ilariaalpi-miranhrovatin.jpgIeri, a 12 anni esatti dall’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, RaiTre mandava in onda un bel documento di Roberto Scardova dal titolo “Vacanze africane” (Primopiano, ore 23:20).
    Chiaro il riferimento alle dichiarazioni di Carlo Taormina del 7 febbraio scorso: “i due giornalisti nulla mai hanno saputo e in Somalia passarono una settimana di vacanze conclusasi tragicamente“. Non mancarono neppure quelli che “ha ragione Taormina“.
    A quelle parole seguì la relazione finale della Commisione Parlamentare, che due settimane più tardi - in contrasto con la minoranza - sostenne la casualità dell’omicidio. Cambiava la forma, non la sostanza: parole diverse per la stessa vergogna.

    Eppure il documento di Roberto Scardova sottolinea un aspetto che persone oneste non giocano a trascurare: il 9 febbraio 2006, due giorni dopo i comunicati stampa di Carlo Taormina, la Commissione ascoltava il sultano di Bosaso Abdullahi Bogor Muse, lo stesso che rilasciò una lunga intervista ad Ilaria Alpi (di quel colloquio, oggi, restano appena 12 minuti di registrazione).

    (continua…)

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  • Pensiero Stupendo

    Il personaggio curioso che, a quasi 70 anni, si è candidato alla guida del paese, in un comizio si è lamentato perchè i comunisti gli hanno messo un naso da clown sui manifesti.
    Nel 2001 lo stesso personaggio curioso, all’epoca quasi 65-enne, indisse un concorso per chi taroccava meglio i suddetti poster. Fece addirittura mettere nel sito del suo partito una serie di manifesti, tra cui quello qui riprodotto; che poi era omaggio al sempiterno genio di Cuore e alla mitica copertina “Pensiero Stupendo“.

    In prigione, in prigione

    Intendiamoci, l’educazione è educazione e tutti dovrebbero sapersi ben comportare, specialmente i sindaci, e segnatamente quello di Londra. Però io qualche attenuante a Ken Livingstone mi sento di concedergliela. Umanamente, anche se non politicamente.
    Insomma può capitare che, tampinati per mesi dai microfoni dei giornalisti che chiedono col sorriso beffardo ti sei divertito alla festa? e quanto hai bevuto? e come è andato il party?, sì insomma, può capitare che uno perda la trebisonda e rifili qualche rispostaccia. Lo chiameremo “effetto Striscia”, anche se – naturalmente - il caso di Oliver Finegold dell’Evening Standard, è diverso da quello degli inviati di Striscia la Notizia che - per conto mio – andrebbero deportati in Siberia senza indugio facendo trainare la slitta ad Antonio Ricci (e se si ferma giù frustate).
    Finegold però non è un giornalista qualunque ma - e sta qui l’aggravante per il sindaco – è ebreo e Livingstone ha fatto l’imperdonabile errore di sputacchiargli in faccia: “Sarai anche ebreo ma ti stai comportando come la guardia di un campo di concentramento”.
    Insomma Ken il rosso si è rimediata una sospensione dalla carica di quattro settimane. Pena eccessiva. E anche scorretta. Eccessiva perché la risposta non mi pare poi così terribilmente antisionista. Scorretta perché utilizzare il Male Assoluto della Shoah per punire un legittimo vaffa è – come dire? – vigliaccamente sovradimensionato.
    E che sarebbe successo nel caso in cui Livingstone avesse scritto un articolo sulla vicenda dicendo che in realtà l’incidente non si era mai verificato? In forza del principio della reciprocità rovesciata, lo avrebbero messo in galera, come uno sporco Irving qualunque?

    Punta paracula

    Pier Ferdinando Casini: “I paragoni con le elezioni europee e regionali sono impropri: nel mio partito il 75% degli elettori dà la preferenza a un candidato, arrivare allo stesso risultato senza voti di preferenza equivale a triplicare il risultato elettorale”.
    Il presidente della Camera (del quale siamo convinti collazionatori di battute), in un’altra occasione, aveva anche detto che nella Cdl non conta chi piglia più voti, ma chi ha l’incremento maggiore.
    Insomma dal combinato disposto delle due dichiarazioni possiamo far discendere che: a) se la Cdl vince le elezioni; b) se l’Udc mantiene gli stessi voti delle Europee; c) se Forza Italia raddoppia i suoi voti, allora è meglio che Berlusconi si rassegni a starsene a casa perché la poltrona di presidente del Consiglio spetterebbe a Casini.
    Il che ci pare un discorso da punta paraculetta e decisamente democristiana.

    Compra lega

    Adesso se c’è qualcuno che mi viene a dire che Calderoli va difeso perché la libertà di espressione e un po’ come fosse Danimarca nella misura in cui Voltaire gli sgonfio le gomme della bicicletta.
    Molto a latere, e continuando sempre di più a pensarla così, faccio una proposta ai blog neocon che amano la mobilitazione: ‘fanculo il lego, io compro lega

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    Citazioni

    • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
    • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
    • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
    • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
    • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
    • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
    • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
    • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
    • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

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    Durante l’odierna ora di biologia, l’alunna G.M. non vuole accettare il fatto che prima o poi tutti muoiono, sostenendo di essere immortale. — (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)


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