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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Renato Farina.

Questo articolo è il risultato di una lunga inchiesta condotta consultando carte, verbali e intercettazioni inedite; si racconta, in particolare, del ruolo di Renato Farina, vicedirettore di Libero già inquisito per favoreggiamento e sospeso dall’Ordine dei Giornalisti per 12 mesi. Anche se c’è chi vorrebbe radiarlo a vita.

Di qualcosa (in sostanza di una lite tra me e Vittorio Feltri) avete già letto qua.

Ma questa è tutta l’incredibile storia.

(continua…)

Bulli? avete scoperto l’acqua calda

Illustrazione di Gipi da 'La storia di Faccia'
Illustrazione di Gipi,
tratta da “Esterno notte

Mi fanno ridere i giornali. Ci chiamano “branco”. Perché, abbiamo la faccia delle bestie? perché in mezzo a noi ci puzza di vino vomitato? E ch’è? Siamo uguali a quelli di Rione Mazzini? Quelle sono le zecche. Quelli puzzano di vino vomitato. E’ sabato e il sabato dura fino alle 6 di domenica. Tutto regolare. Che si fa? si salta, da un bar all’altro. Si fa “branco” sulla strada. E chi se ne fotte se nei palazzi sopra c’è gente che dorme. Quelli strepitano, poi si inserrano e chiamano gli sbirri, perché facciamo troppo casino. Per due o tre sgommate! Chi se ne fotte degli sbirri che passano. Loro sono due, noi siamo cento. E se gli viene in testa di fermarsi e chiederci i documenti, gli rispondiamo con le monetine, le bottiglie, le lattine. In testa, allo sbirro. E quello se ne va, con la coda tra le gambe. Coniglio! merda! e quello scappa. Mica perché ha paura. Un poco. Ma perché lo sa che mio padre gli fa la testa tanta. L’altra volta mi beccò con la stecca. Mi portò in caserma. M’interrogò, gli cacciai la carta, gli diedi il numero di mio padre, mi lasciò, mi chiese scusa. E’ vero: un po’ me la feci sotto. Mica per loro, ma per mamma, ché quella urla e strepita. “Che figura mi fai fare! A me, proprio a me?”. E allora un po’ me la cantai. Mi cantai gli amici. Dissi chi mi passava le stecche, a quanto le vendevo e a chi. Li presero e se li portarono. E poi venne uno e mi disse: “Alla scordata!”. E non mi fece niente. Ma io lo so che prima o poi, se mi trova nella scuria, mi fotte. Ma li fotto prima io. Papà c’ha il porto d’armi. Ma il ferro lo tiene nel cassetto e non ci pensa. E io ogni tanto me lo porto. Gli altri non ce l’hanno il ferro. Girano con il coltellino. Ci tagliano il pane, col coltello! Io, se voglio, me li fumo. E ch’è, l’hanno inventato loro il trucco del liceo?!
Gli sbirri: mi fanno ridere. Passano, ripassano. Pure il cagnolino si portano a scuola. E non lo sanno che io entro da dietro, lascio la stecca sotto al mattone della finestra. Gli altri vanno e se la prendono. I soldi me li portano fino a casa. Sotto al naso gliela faccio passare, la stecca. E loro pensano ancora di trovare il fesso davanti al cancello, magari pure con la bancarella.
Poi la sera ci vediamo lì, sulla strada. E ci divertiamo. Quello che se la tira, col Mercedes scoperto del padre, m’aveva puntato la ragazza. Tutte le gomme gli ho fatto tagliare. Ho regalato un paio di stecche. Così nessuno ci pensa che sono stato io. Quell’altro, che veniva nel bar mio, e faceva il capuzziello. Glielo mandai a dire: “Non ci venire, ché ti fai male”. Se ne fotte. E allora gli sta bene. Quell’altro ancora, che mi mandò a dire che il mio mezzo faceva ridere. Ce ne andammo sotto alla galleria, a tirare. E nella curva gli feci lasciare tutte le gomme a terra. Tiè, fuma! Poi è bello quando ci facciamo il giro: “Chi paga a ’sto turno?” e quelli si fanno la bottiglia piena e vedono la madonna. Io no. E pagano sempre loro. Due, tre, quattro giri. E le bottiglie le lasciamo a terra, a chi fa la catasta più grossa. E la mattina i fessi, per uscire con le macchine, bestemmiano tutto il paradiso. Ma a noi nessuno ci tocca.

Siete-tutte-tinte.

Spesso alle more piacciono i biondi. Spesso, alle bionde pure.

(continua…)

Picchiare i mongoloidi

Il demenziale per me resta un passione. Pensate se venisse fuori che quelli del video, quelli che perseguitavano il mongoloide, erano pure loro dei mongoloidi. Pensate che crogiolo di significati. Che ardite e cosmiche metafore.

(continua…)

Viaggio al termine degli Stati Uniti

Quel soggetto “semplice e con le palle” vota repubblicano perché sente di non essere “attento alle minuzie e femminilizzato” come la gran parte degli elettori di sinistra. Una sinistra che sconta il “ridicolo” di aver dimenticato il sano common sense – vera forza della nazione – e di essersi imbottigliata in una political correctness da operetta. (…) Ecco, se tutta questa gente di solito vota Bush, che cosa è successo precisamente la settimana scorsa? Perché delle due l’una: o quel popolo si è “femminilizzato” oppure, nel frattempo, sono cambiati i democratici.

Su Leftwing si viaggia al termine degli Stati Uniti. Con uno “sguardo strabico” all’Italia.

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  • Rivalutazione della Notte dei cristalli.

    Quindi dei roghi di libri.

    (continua…)

    Zucche di porpora

    In occasione della notte di Halloween prossima ventura, che sta diventando sempre più frizzante, mi è tornata in mente questa polemicuzza dello scorso anno innescata dall’allora arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone.

    Ti tocco? E’ tua l’aria?

    Allora cerchiamo di ricapitolare.
    Ci sono questi teodem che dicono: voi, cari comunisti, siete stati sconfitti dalla storia. Un po’ è vero, però calma e gesso. I teodem si rivolgono con tutta evidenza ai Ds, unica forza ex comunista del futuro Partito democratico (ex da un pezzo, ma qua si chiedono sempre ulteriori esami del sangue e la cosa sta diventando onestamente noiosa).
    I Ds - dunque - non possono fare altro che rispondere. Lo fa la capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro: attenzione – dice con sufficiente buon senso e nessun tono minaccioso – perché così non si va da nessuna parte.
    Bene, Enzo Carra replica (incredibilmente): “Sembra quasi che si voglia ripristinare un comitato politico di controllo. Ebbene, queste forme di vigilanza sull’ortodossia del partito democratico noi non le tolleriamo. Se cominciamo così, con lo zittire gli altri, allora partiamo male”.
    Allora, cosa avrebbe dovuto fare la Finocchiaro, porgere cristianamente l’altra guancia? E poi qua il gioco mi pare di questo tipo: io ti do uno schiaffo davanti a tutti, tu rispondi di non menare le mani, quindi io ti do dello stalinista e ti dico che se sei così prepotente non giochiamo più insieme.
    Qua si pensa che questi cattolici che noi-non-ci-zittite siano dei piagnoni molto aggressivi con cui sia difficile dialogare in modo costruttivo (come cercavamo di spiegare qui) e a cui la Finocchiaro potrebbe eventualmente controreplicare: tu puoi dire quello che vuoi, ma io posso dirla la mia o l’aria è tutta tua?

    Mi avete rotto il metacazzo

    Dato che non lo fa nessuno, ecco a voi il resoconto di quello che è successo venerdi al convegno di Technorati e Edelman visto da me e visto da lei.

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  • Cavoletto weekly - 16/10

    Le cavolate della settimana scorsa:
    - Do you speak maccheronica? Rispolverare la lingua di mr. Bean scoprendo delle strane fritelle australiane neanche cattive
    - The perfect quiche: torte salate di tutti i tipi, rallegratevi, è arrivato l’impasto base impossibile da sbagliare
    - Belgians do it better: la crostata 100% zucchero (ragazzette a dieta e diabetici astenersi)
    - Stanchi della solita enoteca romana? Eccone una che vale il suo peso in bollicine
    - Il cavoletto si mangia: basta farne una bella zuppetta
    - Meglio la pasticceria francese! No, meglio quella romana! No, meglio quella parigina! Venite pure voi a sfogare vena polemica e frustrazioni annesse e dite la vostra!
    - The big fat kebab blog reunion: avete un blog? siete a roma? la vostra religione non vi vieta il consumo di panini unti? aggregatevi!!

    Garibaldi, liberaci dal male

    La questione del finanziamento dei partiti, nei caldi giorni di Finanziaria, cade a pennello. Oltre che nel vuoto.
    La puntata di Report andata in onda ieri, a cura del solito Bernando Iovene, è a tratti illuminante. Per dire, è sintomatico di una qualche degenerazione il fatto che il tesoriere dei DS - con orgoglio manifesto - si definisca padre fondatore della più recente legge sul “rimborso elettorale” (tradotto nel gergo dei decenti diventa “finanziamento pubblico”). Segue pistolotto.

    (continua…)

    Eutanasia, eresia e domani chissà cos’altro!

    mi sono rotto le scatole di questi dibattiti tra intellettuali laici e cattolici. Sono piacevoli, coltissimi, interpretati nella migliore prosa possibile, ma sono inutili. In fondo alle questioni, dopo i mille salamecchi reciproci e i diecimila richiami al dialogo emerge il problemino: gli uni possiedono la Verità, gli altri, ahimè, no! Indi, non si avanza di un picometro!

    Da questa ineffabile asimmetria derivano poi, telluricamente, tutte le fratture: gli uni ovviamente ritengono di potere- anzi!- dovere imporre la verità (crocifisso nelle aule, eutanasia, legge 40 e quant’altro), mentre gli altri, poverini, offrono solo dell’antiquata ferraglia liberale, “relativista” addirittura, solo qualche modesta, lockiana, regola d’ingaggio perché la gente non si sgozzi a vicenda.

    C’è solo una cosa talmente lapalissiana che nessuno la ripete: è assolutamente possibile per i devoti vivere sotto le leggi laiche, ma non è possibile il contrario (per i radi cultori italiani delle scienze esatte, le possibilità di una teocrazia sarebbero sottoinsieme stretto di quelle di una democrazia liberale- termine quest’ultimo berluschinamente desueto, purtroppo).

    Marriage is now?

    Sia chiaro: lungi da me la difesa degli spot Vodafone, ma in quello dove lei scappa al momento del sì e, lasciando lì tutti a pensare qualcosa dietro i cappelli, monta in sella alla moto di Silvio e poi (mi pare nell’altro spot) vanno al mare e lei entra in acqua col vestito bianco, sì insomma non ci vedo nessun attentato alla famiglia. Come invece credono quelli di Cl che al meeting di Rimini hanno tributato un lungo applauso a Luca Volontè quando ha attaccato a brutto muso: “Le famiglie si facciano sentire! Dicano che cambieranno azienda se non si cambierà la pubblicità!”. Mi stavo chiedendo: ma chi glielo ha detto al Volontè e ai suoi scherani che poi la Chiatti e Muccino non li facciano sposare? Magari in Chiesa con Socci che fa il chierichetto?

    Tutte le 20 vignette, come al solito, qui. E per il 2010 voglio Cuba ai mondiali, in Sudafrica.

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  • Di Cuore

    Ma un grazie grosso così. Lo prendiamo come contropartita per avervi tolto il nano dalle palle.
    Grazie di cuore a tutti, a chi ci ha messo l’anima e a chi si è caricato con gli scandali. Ma in modo speciale un grazie a Totti, che ha recuperato in modo fenomenale, e che non ha bisogno certo Roma-Livorno per dimostrare che è un grande!

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    Citazioni

    • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
    • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
    • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
    • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
    • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
    • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
    • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
    • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
    • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

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    Renato è molto timido, Cochi no. Una volta Renato ha chiesto cinquemila lire in prestito a un mendicante e poi non gliele ha più restituite solo per timidezza. — Beppe Viola, Cochi & Renato


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