Cristiano Valli
23 mar
I bambini di una volta si infilavano le dita nel naso. I bambini di oggi infilano le dita negli occhi del compagno con gli occhiali, dopo avergli fracassato gli occhiali. I bambini di una volta acchiappavano una rana e la aprivano per vedere cosa c’era dentro. Molti bambini di oggi non hanno mai visto una rana dal vivo. I bambini di una volta erano abituati a sfracellarsi e si rialzavano come se niente fosse. I bambini di oggi non sono capaci di eseguire un normalissimo capitombolo senza scoppiare a piangere o urlare mamma o chiamare un’ambulanza.
A fare la differenza tra i bambini di una volta e i bambini di oggi, lo sappiamo, sono i genitori. I genitori di una volta erano genitori dei propri figli e, se necessario, anche dei figli altrui. Se oggi un adulto molla uno scapaccione a un ragazzino impertinente, come minimo si becca una denuncia dal padre del moccioso. Se un insegnante sospende un alunno per la sua pessima condotta in classe, quasi sicuramente la madre prenderà le difese del pargolo anziché coalizzarsi con il professore.
I genitori di una volta non ci sono più e i bambini smidollati di oggi saranno gli adulti depravati di domani. Adulti che a loro volta alleveranno un esercito di minuscoli replicanti, ancora più violenti e ancora più smidollati, che si divertiranno a picchiare gli handicappati e molestare le compagne di classe, faranno uso di droghe e guideranno ubriachi.
Ho la vaga impressione che ci siamo quasi. Nel frattempo, andiamo a vedere come siamo stati. “Monelli!” in mostra al Palazzo Litta fino a domenica 25 marzo.
Milanesitudine - E Polis Milano, 23/03/2007
19 mar
17 mar
16 mar
A separare la normalità giornalistica dall’imbarbarimento, oggi, non è solo l’assenza di una legge sulle intercettazioni: non sono stati i giudici ad aver messo la minigonna al Corriere e ad aver trasformato Panorama in Rossella Tremila.
15 mar
12 mar
8 mar
I prossimi incidenti automobilistici rischiano di essere quelli che gli automobilisti incazzati scateneranno nelle piazze, non nelle strade.
8 mar
4 mar
1 mar
Le carte ormai parlano chiaro. Da loro invece non una parola.
1 mar
“Nunc per speculum videmus in aenigmitate,
post videmus facie ad faciam veritatem.”
San Paolo, Prima lettera ai Corinzi
28 feb
DIRETTORE DE IL GIORNALE
Maurizio Belpietro
fax 02/72023880
Filippo Facci
filippofacci@tiscalinet.it
Roma, 28/2/2007
FUMO: QUALCUNO AL “GIORNALE” NON AMA I CONSUMATORI E LE BATTAGLIE CONTRO IL FUMO
“Gentile Direttore,
ci riferiamo al piccolo fondo in prima pagina che il suo quotidiano ci ha dedicato. Già in passato l’autore si peritò di ingiuriare il Codacons.
28 feb
Fermi tutti, Tex Willer fuma come un turco.
28 feb
Da un comunicato Codacons del 25 febbraio 2007:
“Come si ricorderà qualche tempo fa il Codacons denunciò il famoso fumetto Tex. L’associazione in sostanza contestava a Tex di rappresentare un esempio diseducativo per i giovani, a causa del suo brutto vizio del fumo, che lo portava a comparire troppo spesso sulla pagine dei fumetti con in mano una sigaretta accesa.
Da febbraio il quotidiano La Repubblica ha iniziato la diffusione di episodi a colori di Tex, nei quali il protagonista del fumetto pare abbia perso il vizio del fumo.
Ad esempio nel numero 3 (che contiene gli episodi “Il volo nell’abisso”, “Satania!” e “Missione a Devil’s Hole”) il ranger del Texas fuma solo in rare occasioni (per la precisione quattro) nelle quali, per giunta, la sigaretta che tiene in mano non produce alcun fumo e pare addirittura spenta. (…) Non possiamo che esserne felici, e riteniamo questa una nostra piccola vittoria”.
Il compito di greco di P******** mi è stato consegnato in bianco se si esclude un’irriverente vignetta in cui compare la sottoscritta senza vestiti abbracciata al signor Preside. E’ evidente che pur sapendo non essere recuperabile la propria insufficienza nella mia materia il P******** continua a mancarmi di rispetto.
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)
