Cristiano Valli
26 apr
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Ieri mi sono imbattuto in una PSP, una Playstation portatile (uscita prevista in Italia per giugno, il che significa settembre nel migliore dei casi, più probabilmente novembre) e, non so come dire, avete presente quella sensazione di quando uno sente di avere in mano un pezzetto di futuro?
Poi magari la storia mi sconfesserà, ma non credo. Intanto oggi è festa grande, perché da Hong Kong me ne arrivano due, e qui si sta aspettando il fattorino dell’UPS per accoglierlo in pompa magna.
Mi sbilancio per un semplice motivo: la PSP ha tutte le caratteristiche necessarie per scalzare l’iPod dalla classifica degli oggetti che fa fico avere. Tutto questo malgrado Sony, negli ultimi vent’anni, ne abbia azzeccate due in tutto: il Walkman e la prima Playstation.
Questa volta, invece, pare che ogni singolo aspetto sia stato curato per benino: la PSP serve per giocare (e la grafica è equiparabile a quella della sorella maggiore su televisore), ascoltare musica (legge Mp3 ed è predisposta per altri formati audio), guardare film (lo schermo è in 16:9 e sono già in vendita i primi mini-Dvd, anche se i veri geek preferiranno scaricarli da internet e copiarli sulla Memory Stick, piuttosto che utilizzare i dischi UMD), collegarsi ad internet (è provvista di connessione Wi-Fi). Pensateci. Un lettore mp3 wireless significa, tra le altre, una cosa semplice semplice: adolescenti che si scambiano canzoni al solo tocco di un tasto; morte delle suonerie in midi via dialer a 2,5 euro al minuto. Eccetera. Eccetera. Eccetera.
Non è ancora un telefono, ma dicono che lo sarà. E dotata di un’interfaccia USB 2, il che vuol dire che usciranno accessori a profusione. E, per la prima volta, Sony ha compreso la craccabilità di un sistema è direttamente proporzionale al successo del prodotto (alzi la mano chi non ha fatto “patchare” la propria Playstation 1 per masterizzarsi i giochi).
La PSP è, insomma, tutto quello che l’iPod doveva essere e non è diventato.
Lo dice uno che ha idolatrato l’iPod e ne ha acquistati quattro, almeno fino a quando non si è accorto che - come abitualmente usa fare - Apple si è seduta sugli allori.
Perché Apple ha questo di brutto: grandi idee prima degli altri, e poi quel dannato vizio di fossilizzarsi su quel che c’è, invece che pensare a quel che si può aggiungere.
L’iPod, sostanzialmente, aveva due anni di vantaggio su qualsiasi concorrente e Apple, invece che aumentarne la capacità, la definizione, farlo diventare un telefono, un palmare, è rimasta lì a compiacersi di quel cazzo di bianco e nero e caratteri squadrati tipici da Macintosh.
Voglio dire: le ultime tre generazioni non sono mai state costrette a rivivere la propria infanzia attraverso foto in bianco e nero; noi quanto abbiamo dovuto aspettare prima di avere un’iPod con lo schermo a colori? Uno che dovesse inventare il televisore oggi, lo realizzerebbe prima in bianco e nero e solo in secondo tempo a colori? Apple, per il proprio prodotto di punta, nel mentre gli altri progettavano schermi con risoluzioni da PC portatile si dedicava a rivoluzioni essenziali quali colorarne le cover, rimpicciolire il prodotto, diminuirne la capacità. Poi, a treno definitivamente perso, Apple è tornata a diventare un dogma esclusivo per i fedeli, e i fedeli, si sa, si nutrono di certezze che piovono dall’alto.
Per questo motivo pochi, tra i fan, si sono messi le mani tra i capelli quando da Cupertino hanno lanciato l’Ideona Del Secolo: l’iPod Shuffle, una chiavetta USB in grado di riprodurre musica. Ovvero: mentre gli altri studiano la ruota, tu ti lanci nell’elogio al pedale. E dove sta l’intuizione geniale? Dal momento che l’iPod Shuffle ha le dimensioni di una penna, non può essere dotato di schermo; se non c’è lo schermo non esiste modo di poter scegliere le canzoni; se non si possono scegliere le canzoni, va da sé che le debba suonare a caso; e allora eccolo, il dogma: “Think Random”. Giù di filosofia: la vita è fatta di casualità, non vorrai mica pretendere di scegliere la canzone che vuoi ascoltare! Che poi è un po’ come dire: questa è una Ferrari, ora te la tolgo e ti dò una Fiat 500, think smaller e non scassare i maroni.
15 apr
Succedono cose strane - mica brutte, dico solo strane - da queste parti: prima o poi capiterà l’occasione di raccontare.
Giusto una nota tecnica: doveste riscontrare in orari specifici rallentamenti del server, sappiate che sono dovuti ad un massivo attacco di spam nei trackback di tutti i post di tutti i blog ospitati da BlogNation (ma altrove la situazione non è granché differente).
Da questo lato si combatte strenuamente (anzi: i tenutari dei vari blog sono pregati di fare un po’ di pulizia - diciamo una volta alla settimana - utilizzando Mt-Blacklist) e, prima o poi, arriveranno anche nuovi tipi di munizioni.
E’ bene che sappiate però, che i responsabili della situazione non sono solo i Casinò Online, ma anche la gran parte dei siti (addirittura pubblicizzati sui cartelloni per la strada) che si offrono di raccogliere le vostre scommesse o vi tengono calda la sedia al tavolo verde di un poker virtuale.
Al di là dello spam, non fate i bamba: non giocate. Chiamate il vostro ex compagno secchione che era bravo in matematica e ora si intende di statistica e chiedetegli quante probabilità esistono che voi perdiate i soldi puntati nel giro di pochi minuti.
29 mar

Il post è riservato, ovviamente, ai bolscevichi tenutari di blog ospitati da BlogNation.
Siccome esistono i backup - ma come dimostra il crollo dell’hard disk contenente la playlist di RadioNation, nella vita non si sa mai - vi si esorta ad utilizzare spesso und volentieri la funzione di Movable Type ritratta qui accanto, ovvero quella che consente di esportare in formato testo l’intero blog (esclusi i template).
Ciò eviterà la remota e malaugurata ipotesi che una concomitanza di sfighe faccia sì che del vostro blog non resti traccia alcuna sulla faccia della terra. Per dire, qualche tempo fa si è scoperto che un utilizzatissimo plugin di Movable Type aveva un difetto non da poco: cancellando un blog inutilizzato, ne spariva un altro, scelto a caso. Come si diceva più sopra: nella vita non si sa mai.
In ogni caso, il backup vi servirà nel caso decidiate (e notate l’acrobazia per non utilizzare la formula “qualora o vogliate”) di cambiare server, spostare il blog o qualsiasi altra cosa vi passi per la testa, di poterlo fare agevolmente e nel giro di pochi secondi.
Detto questo, una reprimenda e un invito. La prima riguarda l’utilizzo di immagini sul blog: se possibile, rendete quelle grosse cliccabili ed ingrandibili, piuttosto che inserirle così come sono nei vostri post. Il server di BlogNation non ha problemi di banda (sebbene, sì, lo spazio è invece limitato), ma rendere le proprie pagine più leggere è un segno di rispetto per i lettori che non sono ancora dotati di linee Adsl o in fibra ottica.
Così tanto per orientarvi: se un’immagine pesa più di 50 Kb o un’icona più di 3-4 Kb (ne ho viste alcune da 25) significa che non avete ancora scoperto le gioie della compressione Jpeg, e invece sarebbe ora. Se le vostre icone sono più larghe o alte di 120 pixel è invece necessario sappiate che non sempre più piccolo equivale a “male”. Casi eccezionali esclusi, ovviamente.
E’ altresì scontato - ma tanto vale cogliere l’occasione e specificarlo - che il server non va utilizzato per lo scambio di files privati. In casi simili si applicano le regole della vita virtuale e non quelle della vita reale: lo sfratto è esecutivo da subito.
L’invito è invece agli autori del blog. Qualche tempo fa, nel reinstallare l’intera piattaforma di BlogNation, sono stati mantenuti tutti i login ma cambiate le password di coloro che erano abilitati a scrivere sui vari blog. A giudicare da alcune richieste giunte recentemente, si direbbe che non tutte le e-mail che comunicavano il cambiamento siano arrivate a destinazione. Ergo: se eravate autori di Macchianera e non ricordate la vostra password, o il sistema vi dice che non è valida, contattate il sottoscritto (l’e-mail l’avete), che è qui per questo. E non fate i timidi.
26 gen
La versione di Movable Type installata su BlogNation è stata aggiornata e dotata di alcuni nuovi plugin. Le funzionalità di alcuni di questi interessano tutti, altri solo ai tenutari di weblog sul presente server. Può accadere che, invece, non ve ne freghi niente. Non vi preoccupate: è normale. Addirittura sano, per certi versi.
Il primo dei nuovi plugin installati si scarica da qui e riguarda la guerra allo spam: i motori di ricerca Google, Yahoo! e MSN Search hanno annunciato il proprio supporto all’iniziativa (lanciata non si capisce bene da chi) di introdurre una nuova variabile per la parte di codice html che contraddistingue i link.
Si chiama rel=”nofollow”: i suddetti motori di ricerca (e altri in futuro, si immagina) si impegnano a non visitare e non indicizzare i link contraddistinti da questa dicitura.
Se ne deduce che, facendo in modo che qualsiasi link presente nei commenti e nei trackback di un blog ce l’abbia, si vadano a colpire gli spammers sul vivo: se lasciano commenti pieni di link sul vostro blog non è tanto perché desiderano che i vostri utenti visitino quei siti, quanto per aumentare la propria visibilità sui motori di ricerca ed apparire nelle prime pagine. Questo accade, da oggi, automaticamente, su tutti i blog ospitati da BlogNation.
Va anche detto che all’introduzione di rel=”nofollow” è seguito il canonico strascico di polemiche: malgrado quasi tutte le software house che producono strumenti per bloggare e quasi tutte le community abbiano annunciato il proprio supporto all’iniziativa, alcuni blogger sostengono che, in questo modo, l’impatto della blogosfera sui motori di ricerca sarà estremamente ridotta. In sostanza, qualcuno afferma: “Se Google si è visto sputtanare il suo algoritmo del PageRank dallo spam, non per questo ci devono rimettere i blog”.
Non può dimostrarsi il gancio da knock-out, ma rappresenta sicuramente un discreto colpo sotto la cintola degli spacciatori di Viagra e Cialis.
Il secondo plugin installato (scaricabile qui o direttamente dal sito dell’autore, invece, fa in modo che ad ogni vostro commento su Macchianera (e degli altri blog su BlogNation che vorranno implementarne il codice) appaia l’iconcina del vostro sito.
Ciò accadrà esclusivamente se, nella form dei commenti: a) non vi dimenticherete di indicare la url della pagina principale del vostro blog, preceduta da “http://”; b) se sul vostro sito esiste la cosiddetta “favicon” (ovvero un’icona in formato .ico o .png di 16×16 pixel, posizionata nella cartella principale del vostro blog e chiamata con il nome “favicon.ico”).
Le “favicon” (favorities icons), per farla breve, non sono altro che quelle immaginine che appaiono accanto alla barra degli indirizzi quando visitate un sito e state utilizzando Firefox, Internet Explorer (ma qui, inspiegabilmente, il supporto è limitato fino a quando non cancellate la cache), Konqueror o Galeon. Oppure quelle accanto agli indirizzi nei menu a tendina della BlogBar o della mozBlogBar.
• Analizzami questa favicon • Una beata favicon • Non ci ho capito una favicon • La rava e la favicon |
Esiste la credenza che non si possa cambiare la favicon del proprio blog nel caso in cui si sia ospitati presso i server di una grossa comunità (diciamo Splinder o Blogger, ad esempio) e non si possiede un indirizzo web personale. Niente di più sbagliato: inviate la vostra icona dove volete, poi entrate nel template della pagina principale del vostro blog e, prima della chiusura della tag </head>, aggiungete questa riga:
laddove, ovviamente, “http://www.mydomain.com/myicon.ico” va sostituito con la url completa per raggiungere la vostra favicon.
Nello spazio dei commenti del blog, invece (è bene ricordarlo) va inserito solo l’indirizzo principale del vostro blog. Sarà il plugin, visitando la vostra pagina, a scovare la favicon e metterla a corredo del vostro commento.
Ulteriori informazioni sull’implementazione delle favicon possono essere trovate qui, qui, qui e un po’ ovunque, insomma.
4 gen
E’ successo questo: che, preso dall’impeto e dall’entusiasmo per la nuova idea, abbia deciso di realizzarla in una notte, dando una sbirciata veloce a Google per verificare se fosse già in linea qualcosa del genere (per quanto poi, insomma, l’uovo di Colombo, nessuno inventa niente e eccetera eccetera).
Lancio WikiGuida e, nel giro di un post e un commento, si presentano quelli di Openguides che dicono “avevamo in mente di farlo noi”. Al ché uno dice: vabbé, capito, vediamo cosa si può fare.
Buoni secondi arrivano quelli di Wikipedia, che sostengono: “non è vero, abbiamo avuto noi l’idea per primi”.
E già qui l’uovo di Colombo inizia ad assomigliare ad un dado da gioco, per quante volte è stato schiacciato affinché stesse in equilibrio.
Ora, la prima riflessione che mi viene in mente da fare è riguardo al tono delle bacchettate sulle mani ricevute: una sorta di “Ehi! Perché ti sei messo a fare questa cosa da solo invece di farla PER noi?”.
E allora mi chiedo: se nessuno dei due sapeva dell’altro, perché avrei dovuto esserne a conoscenza io?
Detto questo, mi sembra di averlo spiegato abbastanza chiaramente: WikiGuida è solo un tentativo. Bene se va bene, pace se va male. Per ora, considerato che è il primo giorno, sta andando bene).
Spiace - posto, peraltro, che non ho tutto questo tempo libero da dedicare al progetto - se l’entusiamo nell’aprire una cosa nuova in una notte sia stato interpretato come irruenza o individualismo. Non era nelle intenzioni.
Su Clarence ci abbiamo campato anni uscendo da riunioni di mesi e mesi per studiare un prodotto, e quelli che hanno avuto più successo sono nati in una notte, utilizzando un software open source.
Ciò non vuol dire che WikiGuida se ne starà per i cavoli suoi: non avendo scopo di lucro ed essendo fatto per diletto può essere aggregato a qualsiasi progetto (anche se con un solo interlocutore che si diceva “istituzionale” era più facile: ora sono due, e lo è meno).
Per finire: un grazie a tutti quelli che sono già diventati redattori della WikiGuida: nel frattempo sono state messe online tutte le province d’Italia. E, direi, che possiamo iniziare ad espanderci, se vogliamo, oltre Roma, verso tutte le altre regioni.
Qui si trova la Filosofia di WikiGuida (perfettamente modificabile da parte di chiunque abbia suggerimenti).
E qui le istruzioni di base per la compilazione (da far magari rivedere a qualche Wikipediano).
21 dic
Chiudano pure quel che vogliono: io, la mia nuova puntata di “Desperate Housewives”, me la sto procurando come sempre, senza alcun problema.
Date retta ai Borg: la resistenza è inutile.
Che poi, detto tra noi, chiudere SuprNova è una cosa da idioti. È come, invece che chiudere un centro massaggi ambiguo, ritirare tutte le copie delle Pagine Gialle in cui è elencato.
20 dic
Poco puntuale come l’autore di questo blog, è uscita la versione 5 della BlogBar. Il summenzionato autore, al grido di “chi me l’ha fatto fare” la mette online aggratis per tutti, completamente riscritta. Tra le novità: torna a funzionare anche con le vecchie versioni di Windows che erano state escluse dalla versione 4 (stiamo parlando di Windows 98 e ME, per quanto, se ancora avete questi due sistemi operativi vi consigliamo di aggiornarli a XP o altro a vostra scelta, purché nuovo); è stata eliminata la funzione del “PageRank™” che rendeva la BlogBar simile alla Toolbar di Google (diciamocelo: il PageRank è una cosa carina, epperò cambia ogni morte di Papa, e per quanto il Giovanni Paolo sia lì lì, siamo sicuri che ci serve averlo sempre sott’occhio?); aggiunta una sezione chiamata “Opzioni di sistema” dedicata alla tutela della privacy dell’utente; il codice è stato parecchio snellito e sono state modificate le librerie che fanno da supporto al programma, il che evita le - pur rare - chiusure inaspettate di Internet Explorer a causa delle dll che gestivano la BlogBar nelle precedenti versioni. Incredibilmente migliorata è la sezione dedicata alle ricerche: da oggi, tramite la BlogBar, è possibile cercare qualsiasi cosa: parole, immagini, mp3, video, files, prodotti, definizioni, sinonimi, informazioni cinematografiche, foto di celebrità sui maggiori motori di ricerca mondiali e italiani. Infine, ovviamente, è stata aggiornata la lista dei blog; quasi tutti i blog hanno la loro iconcina (e spesso - crepi l’avarizia - laddove non era presenta la famigerata “favicon.ico” ne abbiamo creata una apposita).
Detto questo, godetevi la nuova BlogBar che, inutile dirlo, è ovviamente gratis (vi consigliamo caldamente di leggere le “Domande e risposte“).
Chi aveva installato le versioni precedenti dovrebbe aver già ricevuto la richiesta di aggiornamento automatico.
Se per caso ciò non fosse accaduto, significa che dovete disinstallare la versione precedente e poi installarla nuovamente utilizzando il file che trovare in questa pagina.
La procedura è descritta semplicemente dall’immagine di seguito:
ovvero cliccate sul pulsante “Start” in basso a destra, poi su “Pannello di Controllo”, di seguito su “Installazione applicazioni”, scegliete “BlogBar” dall’ordine alfabetico dei programmi, e infine cliccate su “Cambia/Rimuovi”. Dopodiché scaricate il nuovo file, cliccateci sopra ed installate la nuova versione: da quel momento inizierà ad aggiornarsi da sola quando necessario.
Se non è presente nella lista o la state installando per la prima volta, è sufficiente cliccare qui e premere il pulsante “Esegui” nella finestra che apparirà.
281 Kb - per Internet Explorer (compatibile con Windows 98/ME/2000/XP) |
16 dic
9 dic
Con immenso ritardo, ho finito la nuova versione della mozBlogBar, per browser Firefox.
Qui uno screenshot della toolbar, per farsi un’idea.
Le novità sono tantissime, ne elenco qualcuna:
Non resta che installarla, e al solito segnalarmi gli eventuali problemi.
Se invece usate l’Internet Explorer, beh, magari può essere la scusa per prendere in considerazione un altro browser, oppure no, vedete voi. Io il mio l’ho fatto. Gratis.
29 nov
Questa si chiama solidarietà: nel momento in cui la piattaforma più blasonata e popolare blocca tutto per lanciare una nuova versione del proprio software di gestione per i blog degli utenti, crollare miseramente, come ha fatto BlogNation.
Alle pulizie autunnali del database è seguita una notte insonne spesa invano nel tentativo di capire il motivo per cui il blog di Quattropassi l’era sciupà. Dato ormai per disperso il bresciano che aveva resistito persino ai 5,2 Richter del recente terremoto, la mattina seguente è scomparsa Bambolescente. Poi sono successe altre amenità, tipo i commenti delle carampane di “Paso Adelante” su Daveblog che finivano in calce ai post di Filippo Facci su Macchianera, e cose così.
Alla fine, com’è e come non è, si viene a scoprire che la nuova versione di Movable Type, usata in abbinamento con il plugin anti-spam Mt-Blacklist, ha una particolarità: nel caso si decida di cancellare un blog non più utilizzato, ne sparisce un altro - attivo - scelto a caso, con conseguente sputtanamento generale del database.
Il tutto si è tradotto nella necessità di spostare tutti i blog sui server di BlogNation su una nuova installazione di Movable Type ancora incellofanata e fresca di database. L’operazione è ancora in corso, dal momento che i blog (post, commenti, template, configurazioni, ecc…) vengono spostati a mano uno ad uno.
Nel periodo di transizione, che non dovrebbe comunque durare più di 24 ore, potrebbe accadere che i suddetti blog non siano visibili ai lettori, accessibili agli autori, o che non sia possibile commentarli. Ci scusiamo per il disguido, mentre ringraziamo le geniali menti responsabili di questo baco da niente.
Tutti i gestori e gli autori dei blog riceveranno una nuova password dal sottoscritto o dal tenutario del webblog che li ospita. Se non vi arriva nel giro di 24 ore, richiedetela direttamente via mail.
Nel frattempo, proponiamo un minuto di silenzio per i due caduti sul campo, Quattropassi e Bambolescente, dei quali potranno essere recuperati (e solo tra qualche giorno) esclusivamente i post contenuti nell’ultimo backup del server statunitense, risalente al 15 novembre. In memoriam.
22 nov
Alcune settimane fa il Lancet, prestigiosa rivista medica inglese, ha pubblicato uno studio statistico (serve la registrazione, ma è aggratiss e esiste anche in versione PDF) sulla mortalità in Iraq nel periodo successivo all’attacco del marzo 2003 (piú precisamente: su quante siano state le morti in Iraq negli ultimi diciotto mesi, in confronto ai dati dei quindici mesi precedenti all’attacco). Quasi tutti i giornali hanno sintetizzato lo studio titolando: “In Iraq la guerra ha causato 100 mila morti”.
Molti blogger hanno fatto commenti pesanti e sarcastici sul fatto che non si sia trattato di una misura esatta, ma piuttosto di una specie di sondaggio; una presa in giro generale, ai livelli delle bandierine di fediana memoria.
Ma l’avete letto l’articolo?? A noi sembra che dica in realtà diverse cose: dice ad esempio che la situazione in Iraq è tanto critica da rendere difficile fare uno studio di questo tipo (una notizia già di per se, per chi crede che le truppe alleate abbiano grosso modo il controllo del territorio, Falluja a parte); e che le morti (tutte, non solo quelle violente o legate direttamente ad azioni militari ma anche quelle legate alle scarse condizioni di sicurezza del territorio, leggi: incidenti e rapine; o quelle dovute alle peggiorate condizioni del sistema medico) sono probabilmente in un numero compreso fra poche migliaia e 200mila - con valore centrale di 100 mila - IN PIÚ rispetto al periodo precedente.
Magari qualcuno ha voglia di capire come funzionano questi studi. Magari.
Supponiamo che noi volessimo sapere quante persone ci siano in Germania con gli occhi azzurri. 80 milioni di persone da controllare. Ops, un po’ troppe. Siccome non abbiamo voglia di fare una mazza, andiamo al supermercato a Stoccarda e ci mettiamo a notare le persone.
28 ott

…e che non si dica che Google non è oculato nei propri acquisti (il programma può essere scaricato in prova da qui).
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16 set
E così pare che una delle nuove e più pratiche funzioni apparse nella penultima versione di Movable Type, ovvero il processo di pubblicazione di un post o di un commento più breve a scapito della messa in linea immadiata, fosse un realtà un bug del programma. E così la nuova versione è tornata a richiedere minuti di attesa prima che la pubblicazione del proprio intervento vada a buon fine. E non giova, purtroppo, che parecchi server che hanno installato Movable Type (per quanto protetti da MTBlacklist) siano tartassati dallo spam nei commenti ricevendo centinaia di richieste al minuto.
3 set
Con l’introduzione (peraltro in clamoroso ritardo rispetto alla concorrenza) dei Pop-Up bloccati d’ufficio nella versione di Internet Explorer rilasciata con il Service Pack 2 credo si possano ufficialmente dichiarare due cose: la morte di quelle cazzo di finestrelle che ti aspettavano a tradimento acquattati agli angoli dei siti blasonati più che di quelli amatoriali, e la completa dabbenaggine di chi ancora li acquista.

2 set
E’ uscita la versione 4.0 della BlogBar: sembra uguale, ma è tutta diversa! Ecco le novità: è stata implementata la funzione che visualizza il “PageRank™” del sito che si sta visionando, esattamente come accade sulla Toolbar di Google; è stato parecchio snellito il codice; sono state modificate le librerie che fanno da supporto al programma; è stato implementato il set di caratteri “Unicode”, per cui si possono finalmente inserire lettere accentate nel campo di ricerca; è stato coretto un piccolo baco che impediva di fare l’highlight sulle parole cercate nel caso in cui una o più di queste fossero tra virgolette; la funzione del blocco dei Pop-Up consente ora di permettere le finestre esterne per un determinato sito, ricordando l’impostazione. Infine, ovviamente, è stata aggiornata la lista dei blog.
A questo proposito, una prece: parecchie persone chiedono come si fa ad inserire il proprio blog nella BlogBar. Beh, non si può. La scelta dei blog presenti è fatta secondo una modalità che ha due definizioni: “a furor di popolo”, secondo alcuni, “alla cazzo di cane” per altri.
Tutto questo per dire che i suggerimenti ricevuti sono importanti. Utilizzate i commenti di questo post per segnalare i blog che vi piacerebbe fossero sulla Blogbar, tenendo conto di alcuni fattori: 1) non si accettano autocandidature, per cui il blog suggerito non può essere il vostro; 2) deve essere di interesse generale (che a voi poi piaccia è un altro discorso); 3) deve avere contenuti originali; 4) deve essere costantemente aggiornato; 5) dovete spiegare il motivo per cui vi piace.
Detto questo, godetevi la nuova BlogBar che, inutile dirlo, è ovviamente gratis.
Chi aveva installato le versioni precedenti dovrebbe aver già ricevuto la richiesta di aggiornamento automatico.
Chi desidera installarla via web non deve fare altro che cliccare qui.
Chi, invece, preferisce scaricare un file eseguibile, può cliccare qui.
- Lo sai che nel Guinness dei primati ci sono Cary Grant, Sammy Davis Jr., Marlon Brando, Gary Cooper e Fred Astaire?
— , “B.C.”
- E come mai?
- Prima squadra cacciata al concorso: “Cinque persone che si somigliano come due gocce d’acqua”
