Cristiano Valli
8 nov
Perché mai uno dovrebbe cercare su Google “Come mi fecero a me di Photoshop senza che mia nonna lo sapesse” , per poi approdare QUI?
8 nov
Incredibile e coraggiosa presa di posizione dell’AdnKronos, che surclassa così Il Foglio e Liberazione e il loro misero “Fuck you!”: “Social Forum: ORINA Fallaci è a Firenze” .
Devo però constatare, per quanto riguarda l’agenzia di Giuseppe Marra, che i due lanci consecutivi del 3 marzo 2001 rimangono insuperati: 18:36 - “Berlusconi: Rutelli va ABBATTUTO, non fischiato”. Ops: 18:40 - “Berlusconi: Rutelli va BATTUTO, non fischiato”.

8 nov
Mentre tutti aspettavano con ansia e apprensione l’arrivo dei violenti a Firenze per vendere meglio giornali e pubblicità in tv, ecco sbucare due Black Bloc alla Camera, tra i deputati di Forza Italia. Un dubbio si fa strada: e ora chi sarebbero i violenti? Il mondo sta cambiando!
L’articolo di Repubblica.it
5 nov
Due segnalazioni per l’omonima rubrica di Clarence (ah, se solo Gianmarco avesse più tempo da dedicare al web scritto e non fosse obbligato a affrontare le paturnie quotidiane delle squinzie del Clarendario e dei loro improbabili e surreali fans e fidanzati-manager…). Perle del giornalismo internettiano come quelle che seguono meritano una presentazione con tutti i crismi. Oserei dire al limite del “sanremese”.
• Da la Repubblica del 4 novembre, Umberto Galimberti esegue: “I malati di Internet”. Clap clap. Pausa. Orchestra. Attacco: “È nata una psicopatologia dovuta all’abuso del Web. Nella sindrome da Rete gli stessi sintomi dei tossicodipendenti. Se ti svegli alle 3 di notte per andare in bagno e ti fermi a controllare la tua e-mail sulla via del ritorno, se spegni il tuo modem e provi un vuoto terribile perché per te il mondo reale non ha ormai più alcuna consistenza, se passi metà del tuo viaggio in treno o in aereo col portatile sulle gambe, se ridi delle persone che hanno un modem 2400 baud di velocità, se chiami i tuoi figli Eudora, Mozilla, Puntocom, allora è arrivato il momento di farsi curare perché evidenti si sono fatti i segni di quella vera e propria patologia che ricerche americane hanno etichettato Internet Addiction Disorder (disturbo da dipendenza da Internet).”
Leggo e penso: 4 novembre? Ma io ho già letto qualcosa del genere. Frugo nella mia cartella “Spam” di Outlook, dribblo proposte di allungamento del pene, filmati assurdi inviati da amici (o presunti tali), i soliti giochi scemi in Power Point, e trovo il messaggio che ricordavo (da una veloce ricerca su Google scopro che è riportato anche qui, qui (in inglese), qui (in tedesco) e qui (in spagnolo). Si tratta di uno di quei jokes che tanta popolarità riscontrano in rete (tipo “10 differenze tra uomini e donne”, o “10 differenze tra la donna e un boccale di birra”) e che, in genere, il tuo collega nullafacente si premura di copiare e incollare in un messaggio da inviarti. Questo si intitola “Sintomi dell’abuso di Internet”, e gira da anni. Ditemi se non vi ricorda qualcosa: “1. You wake up at 3 a.m. to go to the bathroom and stop to check your e-mail on the way back to bed. / 2. You get a tattoo that reads “This body best viewed with Netscape Navigator 1.1 or higher.” / 3. You name your children Eudora, Mozilla and Dotcom. / 4. You turn off your modem and get this awful empty feeling, like you just pulled the plug on a loved one. / 5. You spend half of the plane trip with your laptop on your lap… and your child in the overhead compartment. / 6. You decide to stay in college for an additional year or two, just for the free Internet access. / 7. You laugh at people with 2400-baud modems. / 8. You start using smileys in your snail mail. / 9. Your hard drive crashes. You haven’t logged in for two hours. You start to twitch. You pick up the phone and manually dial your ISP’s access number. You try to hum to communicate with the modem. And you succeed”.
• Nel pieno rispetto della par condicio, passiamo al secondo concorrente: da pagina 20 del Corriere della Sera del 3 novembre, Ennio Caretto esegue: “Sentenza Microsoft in Rete. Il giudice sbaglia i tempi e fa impazzire i mercati”. Applausi. Orchestra. Prima strofa: “Venerdì scorso, la conclusione della settimana in borsa. La campana di fine seduta non ha ancora finito di suonare che le azioni Microsoft, in frenetica ripresa negli ultimi minuti, schizzano in alto del 6,5%. L’america, che segue la vicenda dalle televisioni via cavo resta sbalordita.La sentenza del giudice Coleen Kollar-Kotelly sulla società di Bill Gates non è attesa prima di mezz’ora. Che cosa è successo? È successo che il Tribunale ha pubblicato in anticipo la sentenza favorevole alla Microsoft sul suo sito internet, bloccandone l’accesso con una parola chiave. Ma una ditta specializzata, la Slashdot.org, ha scoperto come entrare“.
Inutile specificare che Slashdot è tutt’altro che “una ditta specializzata” in alcunché. Semmai, il punto di riferimento di una grossa fetta del mondo dei blog: qualcosa di più di un sito di notizie tecnologiche. Già solo definirlo equivale a banalizzarlo. Ora attendo che Slashdot si vendichi: “Gli hacker del Corriere della Sera penetrano nottetempo nel sito della Procura di Milano“.
4 nov
Prima i weblog si sono occupati di dare a tutti la possibilità di pubblicare, realizzando l’idea di Berners-Lee secondo la quale il web doveva essere a due vie. Adesso i blogger si stanno impegnando perché anche i link, che di solito ti guidano da A a B a C, possano essere percorsi a ritroso, nella direzione inversa.
Una piccola mania? Forse, ma anche uno sforzo per dare coerenza ad un grande progetto e una risorsa per il futuro. Macchianera e >Skip Intro sono i primi due blog italiani ad avere implementato il “TrackBack“. Se vuoi saperne di più, vai su >Skip Intro o leggi una spiegazione qui su Macchianera.
26 ott
25 ott
25 ott
24 ott
In questi giorni si parla tanto delle mutande di Gianni Morandi e dell’effetto che queste hanno avuto sui dati d’ascolto elaborati dall’Auditel.
Torna quindi in voga il discorso della non affidabilità dell’attuale sistema di rilevamento degli ascolti televisivi: per chi fosse interessato all’argomento, consiglio la lettura del libro “La favola dell’Auditel“, di Roberta Gisotti.
È incredibile notare come da una questione apparentemente marginale (l’Auditel) dipendano poi delle situazioni molto più grandi e preoccupanti: da un sistema che favorisce la corsa sfrenata verso i dati d’ascolto dipende il costante imbarbarimento dei programmi televisivi, e a lungo andare l’impoverimento culturale di una nazione.
Interessante, a questo proposito, è il forum promosso da Repubblica sull’argomento, che raccoglie interventi della stessa Gisotti, di Morandi, di Chiambretti, del secondo Piduista più famoso d’Italia (quello coi baffi), del DG di Auditel e di altri ancora (grazie a Claudio Sabelli Fioretti per averlo segnalato per primo).
23 ott
23 ott
Continua la saga sui blog di Doonesbury. Questa non piacerà a Massimo Mantellini, che se la prende con Riccardo Staglianò per un passo del suo ultimo libro “Giornalismo 2.0“: “Niente piu’ scuse quindi: chi ha qualcosa da dire puo’ farlo, comportandosi, di fatto, da giornalista, senza bisogno di giornali che accettino i suoi pezzi o di Ordini che ne certifichino l’abilitazione professionale. E’ anche chiaro che l’abbattimento di questo ultimo steccato provochera’ una valanga di pensierini narcisisti, infiniti sbrodolamenti sulle materie piu’ microscopiche e tanta roba di cui a nessuno - eccezion fatta, forse per amici intimi e familiari - freghera’ un bel niente”.
23 ott
Curioso: le stesse persone che hanno copiato (e proposto sul sito di TGCom) il calendario di Clarence sono più o meno le stesse che, un anno fa, a causa della satira sul Grande Fratello (e capirai) mi inviarono questa simpatica missiva. Gli stessi che poi, a causa delle battutacce sul padrone di casa, ruppero un accordo tra Clarence e Le Iene e poi vendettero i filmati dei servizi a Tiscali. Gli stessi che - senza successo - chiamarono GQ per fare pressione in modo che venisse revocato l’accordo per la pubblicazione del calendario dell’anno scorso (sul quale vantavano parte dei diritti derivanti dall’uso delle Veline di Striscia la Notizia). Mi chiedo: che fare? Siamo come loro? Meritano la letteraccia o lo sputtanamento? L’oblio?
22 ott
22 ott
Ascoltate mai la trasmissione di Sortino la mattina su Radio Capital? Lui in realtà ci mette solo la faccia, perché le inchieste sono fatte da altri, uno staff estremamente valido. Se vi capita, alle 9,15 dal lunedì al venerdì su Radio Capital.
Oggi navigando mi sono imbattuto in questa bella inchiesta (è del luglio scorso, ma me l’ero persa): riassume tutti i finanziamenti ricevuti dai giornali organi di partito.
Era naturale che nell’elenco ci fossero L’Unità e Il Secolo d’Italia, un po’ meno che ci fossero altre testate, tra cui il nostro caro (a questo punto in tutti i sensi) Il Foglio: forse non tutti sanno che in quanto organo del (prestigiosissimo) Movimento “Convenzione per la giustizia” nel biennio 2000/2001 ha avuto la bellezza di 6.300.000.000!
Alla faccia!
22 ott
L’inserto Affari&Finanza di Repubblica è meglio del Vernacoliere! Sul numero di ieri, un’intervista davvero surreale di Giuseppe Turani a Tommaso Pompei, Amministratore Delegato di WIND. Tema: il lancio dell’UMTS. Su Skip Intro, invece, una bella parodia che fa quasi - ripeto: quasi - più ridere dell’originale. Buona lettura.
L’alunno ****** alla domanda se aveva letto il libro assegnato, risponde: «No, aspetto che esca il film»
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)
