Lo specchietto per le allodole
23 Ott
Ad uno che è su internet da un po’ il nome “Pupa86″ non può non ricordare qualcosa.
E’ un po’ come “Forza Chiara”. Voi prendete un maschio che abbia un minimo di esperienza in rete, ditegli “Forza Chiara“, e lui ammiccherà complice.
“Pupa 86″ venne qualche tempo dopo “Forza Chiara”: bastò che aprisse un blog sulla piattaforma di Kataweb (l’indirizzo era “strip.blog.kataweb.it”, oggi disattivato), perché tutti - radio, giornali, magazine - parlassero di lei. C’era una ragazza che si spogliava sul suo blog, e si presentava così:
Voleva diventare famosa, e per qualche settimana lo è stata. Le proposero di raccontarsi in tv, di scrivere un libro, di aprire un sito a pagamento.
Inutile dire che nel giro di qualche giorno il web fu inondato di parodie, controblog, fotomontaggi. Roba spiritosa e altra che non lo era affatto.
Ne scrissero, tra gli altri: Giuseppe Granieri, sul blog del Gambero Rosso, poi ripreso da Libero.it; TGcom qui e qui; Akille; ITnews.
Perfino Kataweb che, senza volerlo, si trovò ad ospitare uno dei blog più trafficati d’Italia, dovette dedicare un pezzo a Pupa e alla sulla sua impresa (con tanto di commenti di Loredana Lipperini, Luca Sofri, dei già citati Giuseppe Granieri e Akille, e del sottoscritto).
“Pupa86″, per la cronaca, era lei:
A questo punto vi chiederete il perché delle “pecette” che impediscono l’identificazione della ragazza. Il motivo - piuttosto semplice da intuire - è che “Pupa86″ non sapeva di stare spogliandosi sul web; non sapeva che stava alla fine diventando davvero famosa; non sapeva di avere un blog.
Partecipò, è vero, all’edizione 2006 del Clarendario (inviando le foto più caste tra quelle che avete visto) e poi fu - diciamolo - avventata (lei o chi per lei: spesso, in casi come questo, i responsabili sono ex fidanzati parecchio idioti) ad inviare un’ottantina di scatti più osée ad uno dei più frequentati siti internazionali dedicati agli amateurs.
Lo striptease di “Pupa86″ non durò molto. Anzi: non fece nemmeno in tempo a sfilarsi la biancheria intima.
Successe, in pratica, che qualcuno la intercettò nell’università della sua città d’origine - che poi era una città d’origine piuttosto a sud, alle pendici di un vulcano, una di quelle in cui questo tipo di cose passano meno inosservate che altrove - e le chiese, credo, qualcosa tipo “Ma che cazzo stai facendo?”.
Fu così che “Pupa86″ vera scrisse a “Pupa86″ falsa, intimandole di chiudere immediatamente il blog e rimuovere le foto. Troppo tardi, comunque, perché l’intero book, in versione non censurata, sparisse anche dai circuiti peer to peer (a quei tempi andava per la maggiore un programma chiamato WinMX: da lì partì una diffusione capillare).
La storia termina con “Pupa86″ falsa che consegna la password del blog a “Pupa86″ vera, la quale mette fine ad un fenomeno di massa nel campo dei blog, da duemila commenti a botta, che sarà eguagliato e superato solo - parecchio tempo dopo - da Beppe Grillo.
Qualche anno dopo - e siamo ad oggi - la storia si ripete. O, meglio, qualcuno fa in modo che si verifichino le condizioni perché si ripeta.
Un magazine online (con cui ho avuto a che fare, altrimenti va da sé che molte di queste cose non le saprei, ma che - va specificato per i più ingenui - non mi paga per questo post) fa un po’ di scouting in giro per la rete, scopre il diario online di una ragazza (si chiamava “Silvia bacia tutti”: fino a qualche giorno fa rispondeva all’indirizzo “blog.libero.it/silviabaciatutti/”; oggi lo si trova - per poco ancora, solo nella cache di Google) e le propone di inaugurare il nuovo “stripblog”.
Da quel che vedo lei, Silvia, sta tenendo fede alla promessa di portare a termine lo striptease schivando invidie, critiche (anche fondate) e commentatori più volgari delle foto che criticano.
Questa di seguito è lei; questo il suo blog.
14 Ott
23 Set
9 Set
2 Set
12 Ago
5 Ago
29 Lug
22 Lug
15 Lug
9 Lug
C’era una volta il Clarendario di Clarence (questi, per chi fosse interessato, i link alle varie edizioni: 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006). Superbamente illustrato - come dimostra il disegno cliccabile a lato - da Roberto Grassilli, che fu mio socio nell’impresa alata; realizzato da Maurizio Papini prima in perl e poi in php; ottimizzato da Gianmarco Neri (che, per di più, ha avuto l’onere di gestire i contatti diretti con le candidate - il che spesso significava con i rispettivi fotografi e, ancora più spesso, gelosissimi fidanzati prede delle più indescrivibili crisi di paranoia); fu ideato dal sottoscritto illuminato sulla via di “Hot or Not” (poi arricchito con le idee di un po’ tutti), andò in linea più o meno due ore dopo averlo pensato, ed ebbe un successo inaspettato.
Le prime candidate inviano foto che fanno tenerezza: in montagna col papà, in canotto con il fidanzato, in posa davanti ad un telo improvvisato. Poi arrivano quelle che avevano già da parte il book, e lo mettono online, foto per foto. Lì crolla il cielo: le “tenere” mollano papà e fidanzati e si danno alla fotografia glamour. Ci sono quelle - più pratiche - che rifanno le stesse foto, ma svestite, e quelle - più determinate - che corrono a farsi il book per l’occasione.
Alcune bisogna fermarle, perché manca ormai che mandino solo la radiografia. Altre assoldano tra i fan hacker in grado di fornirle di programmi in grado di falsare la classifica assegnando a raffica alle avversarie voti tendenti allo zero (e non fu facile, ogni sera, dover riscrivere parti di codice vunerabili, riportare i risultati a prima dell’attacco informatico, gestire le inevitabili polemiche messe in piedi dalle squalificate).
Vennero a crearsi, sui forum, vere e proprie orde di fan dell’una o dell’altra ragazza: alcuni incattiviti dalla battaglia, altri semplicemente innamorati, altri alla ricerca di quella che avrebbero al più presto fatto ricoprire in quanto futura madre dei propri figli.
Tempo qualche giorno, due magazine d’attualità (due ce ne sono, in fondo: ecco, quelli), alcune trasmissioni televisive e un telegiornale si interessarono al caso: “Perché queste ragazze decidono di spogliarsi in pubblico?” ci chiedevano. Noi - mentre ci rispondevamo da soli “Boh!” - poi la menavamo con la rava e la fava e l’internet che cambia la società e il sentirsi protetti dallo schermo e dalla tastiera. Cose così.
In realtà succedeva che siccome molto spesso (almeno per le edizioni che sono state gestite da noi) il premio finale era la pubblicazione di un calendario per un magazine maschile (un anno fu Max), quelle ragazze volevano in parte provare a diventare famose, e in parte mettersi in gioco per capire se avrebbero avuto successo tra i votanti. Inutile specificare che alcune furono spinte dai fidanzati, che chissà perché poi quando si tratta di virtuale hanno tutta questa voglia di condivisione con il resto del mondo.
E così è successo che quando quelli di TEN Magazine hanno chiesto al sottoscritto di trovare un’idea su quella falsariga, ma senza ricalcarla (anche perché di cloni di “Hot or Not” trabocca ormai la rete, e non da ieri), e che rappresentasse un qualcosa che spostava il confine di quanto era stato fatto “un po’ più in là”, io ho risposto che ci avrei pensato su per una giornata e poi - se fosse venuta - sarei tornato con la soluzione.
La soluzione, a dire la verità, era il classico uovo di Colombo: prima partecipavano esclusivamente ragazze che - per motivi che non stiamo a sviscerare - erano già disposte a spogliarsi e a mettersi in gioco. Cosa sarebbe successo se avessimo organizzato una gara tra quelle che in realtà non ci avevano mai pensato, ma magari non escludevano l’idea? La ragazza della porta accanto (nel vero senso della parola, e quindi di pianerottolo), la compagna di università, una tizia vista sull’autobus, una collega di lavoro…
E’ così che nasce il concorso delle “Diecine“: il tuo sogno nel cassetto vede l’inarrivabile ragazza dei tuoi sogni participare ad una gara online come questa e poi magari vincerla, per poterla vedere vestita di pelle (la sua) e poco altro sulla copertina del giornale? Tu dicci solo chi è o come raggiungerla, e la proposta di mettersi in gioco gliela fa TEN Magazine.
La ragazza, dal canto suo, può rispondere cose tipo: a) “Non me ne può fregare di meno: resto a fare la cassiera alla Coop”; b) “Non direi, ma non si sa mai. Ci si guadagna qualcosa?”; c) “Certo che mi interessa, corro a iscrivermi!”.
Nel primo caso la si ringrazia, l’anonimo segnalatore se la prende in saccoccia, e le si promette che non verrà più tirata in ballo anche da altre persone nell’ambito del medesimo concorso. Negli altri due casi, invece, le immagini delle ragazze verranno messe in competizione con quelle delle altre e concorreranno ogni settimana per un premio che sarà composto 1.000 euro più una parte variabile decisa dagli utenti (nel senso che si può votare gratuitamente, ma se un utente particolarmente affezionato decide di inviare un SMS e assegnare un bel “10″ alla sua beniamina, una parte del ricavato di quell’SMS e di tutti gli altri che arriveranno andrà a “gonfiare” il montepremi).
A quel punto la “Diecina della settimana” eletta dal pueblo unido potrà decidere se accettare l’offerta e quindi posare per il servizio sexy sulla copertina del giornale, oppure passare la mano alla seconda classificata della settimana (magari perché voleva che gli utenti portassero il montepremi fino a 3.000 euro invece che a 2.500; ma può farlo un massimo di tre volte, dopodiché è fuori dal concorso).
Il segnalatore - solo per avere segnalato, perché, diciamolo, in questo particolare caso potremmo dire che in fondo non ha fatto una sega, ma non sarebbe la verità - si becca, se gli va bene, una Ducati Monster.
Se ti va di sostenere le Diecine anche sul tuo blog, puoi copiare e incollare il seguente codice:
Per cambiare il colore di sfondo sostituire i due codici “#ffffff” (bianco) con il codice del colore di propria scelta. |
26 Giu
Per tutti quelli che pensano che il cinema d’animazione non sia solo per bambini, per tutti quelli che pensano che Walt Disney non era un mostro cattivo, per tutti quelli che pensano che la Pixar sia un angolo di paradiso in terra e per tutti quelli che hanno storto un po’ il naso davanti a Cars, qui ci sono dieci minuti bellissimi di Ratatouille. Metto le mani avanti, io Cars non ho avuto il coraggio di vederlo. Avevo un po’ paura che stavolta avessero sbagliato qualcosa, avevo paura di essere stato tradito, avevo paura di trovarmi davanti ad una stanca routine produttiva. Ratatouille mi conforta e mi fa reinnamorare: l’immagine è ricca e profonda, capace di giocare con il fuorifuoco e la profondità di campo come non avevano mai fatto, le scene sommerse, con il cambio di luce, sono bellissime, i movimenti di macchina, per una macchina da presa che neanche esiste, sono perfetti. Ora, basta solo che alla Pixar non abbiano di nuovo risparmiato sullo script, è forse hanno fatto un nuovo piccolo gioiello. Ma anche se hanno risparmiato, la fucina ha riaperto e tutto è tornato a posto. E ora torniamo pure a parlare delle cose dei grandi.
9 Giu
Durante la visita di Bush, Paparazzin (su Liberazione di oggi, pag. 14) è in grado di svelare un “complotto su scala globale: Bush non esiste! La cospirazione della Nasa: un animatrone sviluppato dalla Walt Disney ha impersonato per sette anni il presidente USA.
Wallace e Gromit: - Se vuole lavorare deve iscriversi al sindacato pupazzi -.
Al via la sagra dei sospetti: un tribunale internazionale obbliga Schwarzenegger e Buttiglione al prelievo di campioni di tessuto”.(…)
Clicca sulla pagina per ingrandirla e/o scaricarla in PDF.
6 Giu
Che esista TEN Magazine probabilmente ve ne sarete già accorti dai vari banner che stanno girando su su questo sito. Che chi vi scrive abbia almeno in parte a che farci non c’è scritto da nessuna parte, ma va detto per correttezza. Che vi siano alcuni servizi di cui qui si sarebbe comunque parlato (di altri lo faremo in futuro), è invece più o meno certo. Non fosse altro che perché su TEN Magazine chiunque può aprire il proprio blog e - che io sappia o ricordi - è la prima piattaforma che mette a disposizione a chiunque Wordpress (e quindi una moltitudine di temi e tutte le sue funzionalità) in italiano.
L’iscrizione, va da sé, è gratuita, e richiede qualche secondo. La velocità e la stabilità del servizio sono garantite dal fatto che dietro a tutto il progetto c’è il più grande gruppo editoriale italiano. La disponibilità di nuovi widgets e temi è già adesso più che ampia, e chiunque può contribuire ad arricchirla con proprie creazioni. Infine, il magazine che ospita l’hosting dei blog potrà avvalersi dei contenuti dei blogger che ne autorizzeranno la pubblicazione e vorranno dare maggiore visibilità ai propri post.
Per aprire un nuovo blog è sufficiente cliccare qui. La copertina di TEN Magazine si trova invece cliccando qui.
25 Mag

Clicca sull’ immagine per ingrandirla
Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.
—