La legge Biagi non corre rischi di essere peggiorata. (ndb: con “peggioramento” il genio può intendere due cose, che fanno a gara per livello di terrore; ciascheduno scelga l’interpretazione che pare più compatibile con il livello di umidità del proprio habitat, e quindi più rispettosa dell’ambiente).
(Tommaso Padoa-Schioppa presentando il suo “Italia, un’ambizione timida”)
Se serve un ghostwriter, mi faccio avanti. La prossima potrebbe essere questa:
L’età pensionabile non corre rischi d’essere innalzata al giorno della morte.
Francesco Alberoni è uno che i signoramia li fa benissimo, fino nelle sfumature. Cito da questo articolo (la segnalazione è di Iorek) la descrizione dei laici, pardon, “laicisti esasperati”:
All’opposto troviamo coloro che appartengono alla tradizione illuminista e scientista, per cui l’uomo è libero di fare di sé ciò che vuole. Essi sono favorevoli a qualsiasi espressione della propria sessualità, al divorzio, a tutte le forme di convivenza e di matrimonio, all’eliminazione della designazione di padre e madre, all’aborto, a molte droghe, all’eutanasia e alla sperimentazione genetica. Alcuni anche all’incesto e alla pedofilia.
Potrei fare un sacco di battute grossolane su come per un pedofilo la laicità è un handicap, ma non è necessario. Comunque tenetelo presente: secondo Alberoni (e il Corriere, che pubblica questo articolo senza fare un plissé), essere laici significa credere all’eliminazione della designazione di padre e madre. Molto utile, immagino, se si crede anche nell’ingropparsi la propria prole minorenne nel nome della libera espressione della propria sessualità, del divorzio, delle droghe, dell’eutanasia, della sperimentazione genetica e pure dell’aborto, via, non facciamoci mancare nulla.
L’amore dimentica; l’amicizia divide. L’amore investe; l’amicizia querela. L’amore è incondizionato; l’amicizia ha le sue regole.
Se per esempio siete un giornale, i vostri inserzionisti con villa a Portofino hanno qualità di percezione, e spirito, e compassione che ai vostri inserzionisti senza villa a Portofino – in qualche misura – mancano.
Ergo (1) – Se persino i vostri inviati mangiano male nei ristoranti dei vostri inserzionisti con villa a Portofino, non scrivetelo sul giornale.
Ergo (2) – Se invece lo scrivete, e i vostri inserzionisti con villa a Portofino non incassano ma s’incazzano, armonizzate inviando l’inviato adeguato. Che inviare inviati costa.

Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.
BRESCIA (Reuters) – Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha precisato oggi di aver pensato alla maionese fatta in casa, quando ha detto che l’Italia era “impazzita” parlando della legge Finanziaria.
“Quando ho parlato di paese impazzito è la maionese a cui pensavo, in cui l’olio e l’uovo si dividono perchè non stanno più insieme.”
(Romano Prodi al convegno “La Fabbrica”, Brescia, 27/11/2006)
Dopo questo film sui preti americani, adesso anche un film su Ratzinger ?
L’ordine degli avvocati afferma: «Nel caso in cui l’avvocato concluda patti che prevedano un compenso inferiore al minimo tariffario esso può risultare in contrasto con gli artt. 5 e 43 c.II del codice deontologico in quanto il compenso irrisorio, non adeguato, al di sotto della soglia ritenuta minima, lede la dignità dell’avvocato» (fonte www.corriere.it)
L’abolizione della tariffa minima lederebbe quindi la dignità degli avvocati, come anche l’utilizzo di “mezzi disdicevoli” per farsi pubblciità (“mezzi disdicevoli” come la pubblicità su quotidiani e tv, mica le inserzioni sui giornalini porno). Non capisco: il tenere in semischiavitù, senza soldi e senza ferie, un esercito di giovani praticanti invece onora i bravi professionisti e ne moltiplica il prestigio?
Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.
Leggendo la frase ho trasalito. Ci ho rimuginato un po’ e nel frattempo l’ho tenuta lì, da parte: a tutti, in fondo, capita di dire una Grande Cazzata, e quelli che molto spesso hanno ragione, da cui non te l’aspetti, non fanno eccezione.
Poi ho pensato che c’è bisogno di un po’ di coerenza, e che quando a dire cose simili è – per dire – uno come l’avvocato Taormina (e l’ha fatto, eccome: volevate che nel carnet dei clienti eccellenti mancassero una manciata di ufficiali dell’Aeronautica?) certo non gli si risparmia l’apparizione in una rubrica come questa.

“Era un problema di assicurazioni [l'attacco alle torri gemelle, ndr]. Adesso dobbiamo determinare se è guerra o se è terrorismo. Perché, se è guerra, le assicurazioni non pagano. Se è terrorismo, pagano. Come l’aereo di Ustica. Finito il dolore, è un problema di premi di assicurazione. Allora,
se Ustica era, come io penso, una rottura strutturale, l’assicurazione non pagava nulla. Se c’era una bomba, pagava duecento milioni, se era un missile, deve pagare un miliardo. Diventa un problema così.”
Non sai se dispiacerti, sconvolgerti o decidere di non comprare più un giornale. Soprattutto perchè in questa lista di nomi ne trovi uno che ha fatto la storia del giornalismo d’assalto.
Ma le carte del pubblico ministero segnalano altre circostanze. Il 19 maggio, “Pio Pompa riceve una telefonata dalla giornalista Claudia Fusani di Repubblica e le illustra la tesi del Sismi (sulla vicenda del sequestro Abu Omar ndr.), già oggetto delle conversazioni con Renato Farina”. “Alle 22.20 del 10 maggio, il giornalista di Repubblica Luca Fazzo chiama Marco Mancini e gli anticipa che l’indomani sarà pubblicato un articolo pesante il cui contenuto gli riassume e che subito dopo gli invia per fax. Alle 9.34 del giorno successivo ancora il giornalista chiama Mancini, commenta con lui gli articoli, apparsi sui quotidiani di quel giorno e l’attività di alcuni suoi “colleghi” (“E’ come se si fosse creato un circuito che si autoalimenta, in cui alcuni hanno i loro cazzi da sistemare… Colpiscono te per colpire il direttore”)”. “Il 20 maggio, Pompa effettua due conversazioni telefoniche con il giornalista Andrea Purgatori dell’Unità a cui chiede “se sta facendo il capolavoro”, ricevendone risposta affermativa. Appare evidente che Purgatori ha ricevuto materiale documentale dal Pompa e si accinge a scrivere un articolo, rassicurandolo che sta facendo di tutto per farlo pubblicare in prima pagina”. “Il 13 giugno una telefonata tra Pio Pompa e il giornalista del Riformista Stefano Cingolani ha ad oggetto la riconducibilità a Prodi di un documento che avrebbe agevolato di fatto le “consegne straordinarie” di sospetti terroristi”. “L’11 maggio 2006, alle 22.46, Mancini riceve una chiamata da Lorenzo Murgolo, altri funzionario Sismi, che il giorno precedente, alle ore 17.38, dopo essersi informato presso la giornalista Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera gli aveva parlato dell’articolo che quel quotidiano avrebbe pubblicato”.
Non per piaggeria verso il padrone di casa, ma il vecchio titolo di Cuore torna sempre di attualità.
Fecondazione, i cattolici con Ruini
“Astenersi sul referendum”
Repubblica, 19 febbraio 2005
Fecondazione, Ruini insiste
“Compatti per l’astensione”
Repubblica, 7 marzo 2005
Referendum, monito dei vescovi:
“Votare è un dovere civico”
“Andare a votare è espressione di fedeltà alla Repubblica”
Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.
Allylally segnala il manifesto elettorale di tale Max Loda, capolista a Torino della lista “Immigrati basta!“, il quale, impugnando una spranga un manganello, propone:

La soluzione finale del problema islamico, del problema criminalità, del problema lavoro. Chiamparino vai a casa! Restituiamo San Salvario, Porta Palazzo e la città ai torinesi!”

Walter Veltroni, cui faccio gli auguri di una pronta guarigione, è il sindaco buono, il sindaco più buono di tutti, talmente buono che per lui tutti sono uguali: ama i bianchi e i neri, i musulmani quanto gli ebrei, gli asiatici quanto gli europei, gli omosessuali e gli eterosessuali, i cattolici come i laici. Questa è assenza di
gerarchia, questo è
relativismo.
Marcello Pera, 24 maggio 2006
D’accordo: il legittimo proprietario della citazione è pur sempre lo stesso dell’orribile manifesto «Per l’Occidente», e non me la sento di chiedergli sforzi intellettuali che vadano oltre quell’orrore. È già qualcosa il sollievo di saperlo all’opposizione e non al governo.
Ma, cristosanto, gerarchie in che senso?
Clicca per ingrandire la vignetta. |
L’articolo che segue (uscito il 2 marzo 2006 su PeaceLink) è di Carlo Gubitosa, giornalista freelance, segretario dell’associazione di volontariato dell’informazione PeaceLink.
Il Tg5 del 28 agosto ’05, nella sua edizione delle 20, ha riservato grandi sorprese ai suoi telespettatori: una bella “marchetta” estiva, infilata nella scaletta approfittando del caldo. Questo termine si usa nel gergo giornalistico per indicare i pezzi commissionati da aziende, politici o amici di vario genere, “servizi” giornalistici che sconfinano nel regno illegale della pubblicita’ occulta, pratica illegale ma poco contrastata dalla societa’ civile e bonariamente tollerata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Accade cosi’ che quella sera chi ha scelto l’ammiraglia dei Tg Mediaset, illudendosi di ricevere brandelli di informazione corretta, si trova davanti ad una pubblica acclamazione della nuova Punto, osannata ancora prima di essere messa in vendita. Le magnifiche immagini della nuova creatura di casa Fiat, commentate dalla suadente voce di Lamberto Sposini, diventano cosi’ un eccezionale spot pubblicitario gratuito travestito da giornalismo.
E allora uno cerca di prendere una boccata d’aria sul servizio pubblico, e non si crede ai propri occhi quando sul Tg2 delle 20,30, esattamente in quello stesso giorno, lo schermo fa comparire esattamente le stesse immagini con il medesimo montaggio (tu guarda che coincidenza), commentate da una brillante Maria Concetta Mattei che si avventura nel giornalismo d’inchiesta descrivendo in dettaglio, con parole molto simili a quelle di Sposini, un’auto “lunga oltre quattro metri, con una straordinaria abitabilita’, design firmato Giugiaro. Un rilancio in grande stile del segmento delle compatte per la casa torinese“.
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Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.
A causa dei temi trattati, la lettura di questo post è consigliata esclusivamente alle staminali adulte.

«Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di
Luca Coscioni. La sua scomparsa ci riempie di amarezza non solo per le sue qualità umane me anche perché ha combattuto senza sosta una lunga e dolorosa battaglia contro la malattia. Restano il suo impegno e la sua capacità di modificare le priorità della politica, che, anche nelle occasioni del dissenso faceva affiorare una dedizione civile che accompagnerà certamente la sua memoria».
Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.
Malgrado sulla vicenda il sottoscritto abbia adottato una posizione chiara per quanto inusuale, non si può non tacere sul fatto che se, come già ampiamente constatato, la scemenza alberga spesso presso chi si riempie la bocca della parola “Dio”, pure “Patria” pare avere inqueitanti effetti collaterali scimunenti.
Per dirla “à la terzista”: peggio di quelli che bruciano le ambasciate ci sono solo quelli che sostengono che dovremmo bruciare loro perché bruciano le ambasciate.
Ovvero: quando uno la libertà si espressione ce l’ha, e la usa per pulircisi il sedere.
Dopo avere letto, ci scuserete se da queste parti si comprerà a comprare Lego e mangiare Kebab.
Dalla pagina “Io compro Danese“, commenti di adesione all’iniziativa (civile, peraltro, almeno nelle intenzioni di chi l’aveva lanciata):
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Qui, su Macchianera, s’era rimasti alla nomina di Carlo Taormina a capo della Commissione d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ieri sono arrivate le conclusioni, riassumibili nello spregevole verso:
I due giornalisti si recarono in Somalia per seguire la partenza del contingente italiano, passarono invece una settimana di vacanze conclusasi tragicamente.
(Carlo Taormina)
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