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Archive for the ‘Senza Cuore’ Category

Profezie

Governare gli italiani non è difficile, è inutile.

                                                                         Benito Mussolini

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  • He’s 352

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  • Falchi su RCS - Monografia di Stefano Ricucci

    Senza Cuore - di Gianluca NeriStefano RicucciStefano Ricucci nasce non per caso a Zagarolo, nel preciso istante in cui lo scemo del villaggio reggente abdica.
    Appena nato, il destino del piccolo Stefano è già segnato: esce da un posto nel quale per tutta la vita cercherà di rientrare.
    Fattosi adolescente, non potendo essere ancora oggetto di blitz della finanza, si dedica a quelli che trova in edicola. Nascosto dietro al vetro smerigliato del piccolo e unico bagno di casa Ricucci, Stefano ignora i terribili moniti della nonna paterna, secondo la quale quell’andazzo gli bloccherà l’ormone della crescita e lo renderà cieco. Nonna Ricucci era una donna saggia, ma la storia dimostrerà che aveva ragione solo per metà.
    Raggiunta l’adolescenza, il rampollo di casa dimostrerà un’innata propensione alla finanza e al mondo degli affari: vende un vecchio numero di Topolino a 200 lire; con quelle 200 lire acquista una paletta da spiaggia; rivende la paletta a 500 lire, che utilizza per comprare un secchiello; scambia il secchiello con un paio di braccioli da mare, con i quali riscatta un paio di pinne e un boccaglio, poi incontra Gnutti che gli presta un fantastiliardo di euro per scalare RCS.
    Anni dopo, ribattendo alle accuse che lo dipingono come un semplice prestanome, dichiarerà di essere uno che si è fatto da solo. Malgrado l’ambiguità e l’affidabilità del personaggio, la versione che Ricucci propina alla stampa è veritiera: solo omette di specificare che la maggior parte delle volte è successo davanti ad una foto di Tinì Cansino nuda a cavacecio di una balla di fieno.
    Diventato finalmente miliardario, sposa la soubrette Anna Falchi e ha la geniale idea di non chiedere la divisione dei beni. In caso di divorzio, la Falchi diventerà proprietaria del 10% di RCS; Ricucci di una grossa tetta.
    Nel corso del 2005, da un giorno all’altro, Stefano Ricucci diventa l’interlocutore di riferimento per la finanza italiana: la finanza, infatti, lo interroga a proposito delle informazioni riservate sull’Antonveneta ricavate dalle intercettazioni telefoniche, e lui risponde utilizzando l’ormai celebre frase: «Ho un uccellino», ma non sta parlando di un informatore.


    P.S.: Questo pezzo, scritto lettera per lettera in mezzo ad una pineta su un telefonino e inviato come SMS doveva far parte di una serie di quattro “monografie estive” per la rubrica Senza Cuore del Riformista, poi - stante anche la poca praticità della situazione - non se n’è fatto più niente e quindi appare su queste pagine per la prima volta.
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  • George W. Otelma

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil Riformista«Il nostro obiettivo immediato su fronti come l’Iraq, l’Afganistan, o qualsiasi altro,è catturare o uccidere terroristi. Questo è il nostro obiettivo immediato. Perché abbiamo preso questa decisione, vedete: lotteremo contro questi nemici nei loro paesi, e in tutto il mondo, e inquesto modo non li dovremo affrontare qui, a casa»: così parlò George Bush junior in Virginia lo scorso 4 luglio, ovvero tre giorni prima delle bombe nel metrò di Londra. Quello che molti non sanno è che, a parte la dichiarazione testé riportata, il maggiore esponente dei figli d’arte nel mondo ha dimostrato in passato di possedere doti divinatorie altrettanto stupefacenti. Per motivi di spazio siamo costretti a riportare soltanto le più strabilianti e significative:

    • «Se è possibile un attacco ad una delle torri gemelle? Ma figuriamoci! E perché allora non a tutte e due?» (New York, 10 settembre 2001).
    • «Come sarebbe a dire che “un aereo ha colpito una delle torri gemelle?â€. Dai,mi state prendendo in giro! Magari adesso ve ne uscite che uno si è schiantato anche sul Pentagono» (Washington, 11 settembre 2001).
    • «Ormai Londra è stata già attaccata: non ci riproveranno» (Londra, 20 luglio 2005).
    • «È solo un po’ di mare mosso» (Isola di Sumatra, 26 dicembre 2004).
    • «È solo un po’ di vento» (Honduras, 28 ottobre 1998, due giorni prima del passaggio dell’uragano Mitch).
    • «È solo un raffreddore» (Hong Kong, 15 febbraio 2003, quattro giorni prima della diffusione in larga scala del virus della Sars).
    • «Non ho mai visto Karol con una così bella cera» (1° aprile 2005).
    • «Sì, sono al corrente del fatto che Lady Diana ha problemi matrimoniali, ma resto convinto che uscirà dal tunnel» (Parigi, 31 agosto 1997).
    • «Complimenti, Silvio: col tre a zero a fine primo tempo ormai è fatta» (Istambul, 25 maggio 2005).
    (Gianluca Neri - il Riformista, 23/7/2005)
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  • Intelligence pauca

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaNel giorno in cui l’intelligence inglese decide di trasferire gran parte delle forze dell’ordine a Gleaneagles, in Scozia, in occasione del G8, per prevenire l’eventuale furia dei black blok indirizzata agli otto “grandiâ€, Londra viene sconquassata dall’esplosione di 4 ordigni che paralizzano il sistema dei trasporti e causano oltre 50 vittime e almeno 700 feriti. La mattina stessa, poco prima dell’esplosione, il capo di Scotland Yard, Yan Blair, si rallegrava per la designazione di Londra come sede per i giochi olimpici del 2012 e magnificava il sistema di sicurezza britannico affermando che l’“allarme terrorismo†era ai livelli più bassi dal 2001. Un inizio trionfale per un G8 che, oltre all’abbattimento della povertà, aveva come tema principale la prevenzione del terrorismo.
    Il piano messo a punto dai partecipanti al vertice comprende aiuti monetari, abbattimento del debito per alcuni paesi, la lotta contro l’Aids e la creazione di una nuova forza che sia in grado di mantenere la pace. In cambio, ai leader dei paesi beneficiari degli aiuti è stato chiesto di promuovere la democrazia e combattere la corruzione. Silvio Berlusconi ha precisato che, se le cose stanno così, lui non vuole una lira.

    Gli attentati hanno inevitabilmente messo in ombra l’incontro dei leader mondiali e, soprattutto, l’appello dei milioni di persone che, in seguito al concerto-evento “Live8â€, hanno firmato la petizione di Bob Geldof per annientare la povertà del terzo mondo. Bush e Blair hanno dimostrato comunque di tenere in alta considerazione l’iniziativa dell’ex leader dei Boomtown Rats: «Geldof? Quello di “Do they know it’s Christmas?â€, che si chiedeva se gli abitanti di paesi musulmani sapessero che era Natale? – hanno chiesto i due – Sì, l’abbiamo ben presente: non vorremmo mai doverci privare del prezioso parere di uno che cantava “…there won’t be snow in Africa this Christmas timeâ€. Anche noi, come lui, abbiamo lo stesso obiettivo: portare la neve in Africa».

    Nel frattempo, nel corso della giornata di ieri, su internet sono apparse chiare minacce che avevano per oggetto il nostro Presidente del Consiglio. Al messaggio, apparso su un sito islamico, che recitava: «Silvio Berlusconi ha ancora un debito nei confronti di Al Qaeda», il premier italiano ha risposto: «Non sono preoccupato: se è per quella fattura, Fininvest normalmente paga a 90 giorni».

    (Gianluca Neri - il Riformista, 9/7/2005)
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  • Affari tuoi, cazzi loro

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaAlla fine Fabrizio Del Noce è riuscito a venirne a capo. È andata così: c’era il posto di conduttore di “Affari tuoi” vacante e in Rai, dopo avere fallito la trattativa con Bisio, non sapevano dove sbattere la testa. Poi, all’improvviso, un genio: Teo Teocoli, sul Corriere della sera, si autocandida alla conduzione, e la ottiene. Per dire: Giorgio Mastrota non ci aveva mica pensato. Ecco dove sta il genio: bastava alzare la mano.
    Tornando a Teocoli, come già accaduto per il “Grande Fratello” o “Music Farm”, quest’anno i bookmaker inglesi hanno stabilito quote per scommettere anche su “Affari tuoi” e il suo nuovo conduttore:

    • 2 a 1 (ovvero: si vince due volte la posta) che Teocoli - celebre per l’affabilità sul lavoro - litigherà e abbandonerà ancora prima di arrivare a condurre la prima puntata;
    • 3 a 1 che farà il suo ingresso simulando malamente un passo di danza;
    • 4 a 1 che dopo aver richiesto alla produzione di fargli trovare in camerino un Lycis fresco colto dalla mano di una vergine ogni giorno diversa e una bottiglia d’acqua minerale, si lamenterà perché sente le voci, sostenendo che provengono dalla bottiglia e che appartengono alle particelle di sodio;
    • 6 a 1 che manderà a cagare il notaio in diretta;
    • 8 a 1 che riproporrà l’ormai abusata gag di quello che recita la poesia e qualcuno lo interrompe;
    • 10 a 1 che a due settimane dalla partenza del programma rilascerà un’intervista nella quale, sparlando del direttore di rete, si lascerà andare ad affermazioni azzardate e sguaiate tipo «io quello lì me lo inculo» e per questo venga riconfermato per una seconda stagione.
    (Gianluca Neri - il Riformista, 2/7/2005)
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  • Libera stampa in pessimo Stato

    Senza Cuore - di Gianluca NeriCiao, o lettore smarrito che oggi hai acquistato il Riformista per la prima volta, e solo perché non hai trovato in edicola il tuo quotidiano preferito. Prima di passare alle presentazioni, una precisazione: no, non ti sei svegliato tardi, è che è in corso uno sciopero indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana contro le proposte della Federazione degli Editori. Già ti vediamo, lì, a dire: eccoli, i crumiri. E invece no, supponente che non sei altro: quella che edita il Riformista è una cooperativa, ergo non può fare sciopero contro sé stessa. Fatte le dovute puntualizzazioni e mettendo che ti chiami Giorgio: piacere, Giorgio, questo è il Riformista. Se sei un riformista di sinistra, ti è andata bene. Se sei un riformista di destra, sappi che non sei solo: esistono - seppur rari - gruppi di auto-aiuto che possono fare al caso tuo. Se sei solo di sinistra, poteva andarti peggio. Se il tuo leader di riferimento è Francesco Rutelli, buttaci al primo cestino che incontri e non riprovarci mai più, intesi?
    Detto questo, conveniamo che la scelta presso il tuo edicolante, questa mattina, era tutt’altro che vasta e, sicuramente, piena di insidie. Perché se è vero che una delle alternative poteva essere Il Foglio, è anche vero, caro Giorgio, che avresti potuto imbatterti in Libero. Tanto per essere chiari: è il quotidiano diretto da Vittorio Feltri e, a volerla dire proprio tutta, quelli sono crumiri per davvero.
    Le possibilità che la tua strada e quella di Libero non si siano mai incrociate sono buone, motivo per cui questa, che è una rubrica di satira ma anche di pubblica utilità, si pone come obiettivo quello di insegnarti a riconoscerlo e starne il più lontano possibile. Non è difficile: in genere basta osservare il titolo sparato in prima pagina. Normalmente la dimensione dei caratteri supera ampiamente il limite minimo consentito dall’Associazione Italiana degli Oculisti per non retrocedere nella catena evolutiva al ruolo di talpa. Quando i caratteri o lo sfondo sono in rosso, la Puttanata Del Secolo (quella che merita tutte le maiuscole) è assicurata e la sobrietà garantita.
    Ieri, per dire, c’era in copertina il faccione di Romano Prodi abbinato al seguente titolo: Prodi: «Con l’Euro ho salvato l’Italia». Bel pirla”. Giurin giuretta, chiedete all’edicolante: non ce lo siamo inventati.
    Ecco allora una serie di ipotetiche prime pagine che vi aiuteranno a riconoscere Libero al primo colpo d’occhio.
    Simona Pari e Simona Torretta vengono rapite: Vittime dei pacifisti - Le due italiane rapite a Bagdad ingannate da chi sostiene che l’Islam è buono.
    Gli Usa sottomettono l’Iraq e interrompono i bombardamenti: Berlusconi fa sospendere la guerra.
    Enzo Baldoni viene rapito: Vacanze intelligenti. Aveva detto: «Cerco ferie con il brivido». È stato accontentato.
    Volete sapere cosa c’è di poco divertente in tutto ciò? Che nemmeno questi ce li siamo inventati.

    (Gianluca Neri - Articolo originariamente scritto per
    il Riformista del 18/6/2005 e mai pubblicato)
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  • Rutelliana

    Senza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaChi ha detto che una rubrica di satira deve essere per forza redatta dal tenutario? O che come un normale varietà non possa dare spazio ad un ospite? Oggi Senza Cuore utilizza il proprio spazio per pubblicare il pezzo di un opinionista agli albori, come una qualsiasi mariadefilippi alla ricerca di nuovi talenti.

    “Colleghi deputati! In un campo come quello che attiene ai rapporti fra coniugi, alla loro scelta di procreare e ai modi attraverso cui pervenirvi, o anche alla scelta da parte della donna singola di procreare, è opportuno che lo Stato con le sue leggi intervenga il meno possibile […] Questo è il caso della inseminazione artificiale umana, una pratica la cui scelta è tuttora, e deve restare, di esclusiva pertinenza della persona o delle persone che la compiono - sia essa la donna singola o la coppia - senza entrare nelle ragioni, nei sentimenti e nei desideri che muovono a compiere un simile passo verso la procreazione. Attualmente in Italia non è in essere alcuna legislazione che riguarda la materia. Non hanno avuto seguito le proposte presentate nella III e IV […] tutte ispirate al più retrivo proibizionismo con la pretesa di trasferire nella legislazione dello Stato quanto previsto dalla teologia morale cattolica e codificato nel diritto canonico. […] Colleghi deputati! Non c’è dubbio che nuovi problemi morali e psicologici sorgano dall’applicazione delle tecniche offerte dal progresso delle scienze biologiche nel campo della persona umana e dei rapporti interpersonali. Fra queste va indubbiamente inclusa l’inseminazione artificiale. Ma - come già in altri campi attigui a quello che costituisce l’oggetto di questa proposta di legge, per esempio per la contraccezione e l’aborto - non si tratta per il legislatore, e cioè per lo Stato, di prescrivere comportamenti, propagandare costumi, condannare pratiche, emettere giudizi morali; e tantomeno di recepire nell’ordinamento dello Stato regole e canoni che appartengono alla morale ed alla fede”.

    Era il comico Francesco Rutelli, con un pezzo recitato in Parlamento il 29 dicembre 1988. Da quei tempi, se ci pensate, ne ha fatta di strada: è innegabile che, rispetto ad allora, sentirlo oggi faccia ridere di più.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 11/6/2005)
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  • Papa don’t preach

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaColoro che si sono stupiti per l’ingerenza di Papa Ratzinger sulla politica di uno Stato che sta tutto intorno al suo faranno bene a farci l’abitudine.
    L’inopportuno intervento attraverso il quale si invitavano i cristiani all’astensione dal referendum procreativo rappresenta infatti solo il primo punto di una strategia che, tassello dopo tassello, prevede il ripristino graduale di quelle sane e simpatiche tradizioni che fecero grande la Chiesa nel suo periodo più fulgido: il Medioevo.
    Qui di seguito, in anteprima assoluta, le prossime mosse del pontefice crucco.

    • 4 giugno: Benedetto XVI auspica il dialogo con le altre religioni.
    • 5 giugno: le altre religioni rispondono: «Ok, dialoghiamo».
    • 6 giugno: Benedetto XVI ribatte simulando una pernacchia con la mano sotto l’ascella.
    • 20 giugno: Benedetto XVI destituisce arbitrariamente Romano Prodi dalla guida dell’Unione.
    • 21 giugno: Benedetto XVI si autonomina nuovo leader del centrosinistra.
    • 23 giugno: Benedetto XVI trova che “Unione” sia un nome scialbo e poco significativo e decide di anteporvi il prefisso “Com”.
    • 1° luglio: Benedetto XVI succede ad Andrea Salvetti come patron del Festivalbar.
    • 2 luglio: Benedetto XVI irrompe sul palco del “Live8″ a Londra per dire che quel Bob Geldof ha una faccia un po’ così, e secondo lui si droga. Poi si lancia in una cover di “In te”, la canzone antiabortista con la quale Nek debuttò a Sanremo.
    • 10 luglio: dal momento che nessuno si decide a farlo, Benedetto XVI autoassume la presidenza della Rai.
    • 20 luglio: Benedetto XVI parte per le vacanze e, transitando per Avignone, si proclama anti-papa.
    • 6 agosto: sorpreso dai paparazzi all’entrata del “Billionaire“, Benedetto XVI soppianta la moda dell’estate scorsa e propone la papalina al posto della bandana quando è necessario nascondere un recente trapianto di capelli.
    • 6 settembre: Benedetto XVI acquista Endemol.
    • 15 settembre: Benedetto XVI è il nuovo conduttore di “Affari tuoi”.
    (Gianluca Neri - il Riformista, 4/6/2005)
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  • Masturbate-a-thon

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaSappiate che se state leggendo questo pezzo vi state perdendo l’evento del giorno. In quel di San Francisco, infatti, si sta svolgendo il «Masturbate-a-thon»: migliaia di pipparoli stanno raggiungendo la California con ogni mezzo, pur di poter partecipare, raccogliendo l’invito degli organizzatori: «Venite».
    Il «Centre for Sex & Culture» progetta l’ormai storica manifestazione sin dal 2000 ed è orgoglioso del crescente successo. Per quest’anno si prevede la partecipazione di decine di migliaia di persone, anche se quelli che hanno annunciato la propria presenza sono quasi il doppio: la metà,pur avendo a disposizione indicazioni corrette, si perde perché non riesce a leggere la cartina. Altri vengono sottoposti a lavanda gastrica poco dopo l’aperitivo di benvenuto, quando decine di oculisti ne approfittano per distribuire biglietti da visita e gli avventori li scambiano per tartine. Centinaia sono invece quelli che seguono la folla dopo essersi persi, finiscono col partecipare ad una qualsiasi funzione religiosa e, conoscendo ormai il trucco dell’agguato oftalmico, inseriscono l’ostia nel portafogli promettendo al prete di prenotare al più presto un check-up.
    Due le prove principali: resistenza (record: 6 ore) e quantità (record: 36).
    «Siamo raggianti per la quantità di persone che siamo riusciti a coinvolgere - ha dichiarato uno dei promotori - anche se per la prossima edizione abbiamo una mezza idea di spostare la manifestazione a Seattle. Abbiamo iniziato a pensarci dopo aver letto i risultati dei questionari distribuiti ai partecipanti: il 75% degli interpellati ha dichiarato di non gradire la California d’estate a causa della nebbia. E allora tanto vale…».
    Dietro le quinte della manifestazione che vanta la paternità dell’espressione «non vedo un cazzo» si respira però un’aria di scontento: «Pur avendo preso tutte le cautele del caso, registrato e depositato l’idea e il marchio, fioccano purtroppo le prime imitazioni» si è limitato a chiarire l’ideatore.
    Rei del plagio saremmo noi italiani: pare infatti che lo scorso 25 maggio l’intera nazione si sia dedicata ad uno spontaneo ed estemporaneo festival delle seghe - il più grande in assoluto per numero di partecipanti - in concomitanza con il secondo tempo della finale di Champions League che vedeva il Liverpool in campo contro il Milan.
    Il presidente (del Consiglio e della squadra) Silvio Berlusconi, incontrando la stampa, ha minimizzato ribadendo ciò che ormai va ripetendo da un anno a questa parte: «Arrivare secondi è comunque un bel risultato». Lo dice dai tempi della storia di Veronica con Cacciari.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 28/5/2005)
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  • La gomma che telefona

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaÈ di soli due giorni fa l’annuncio della prima mirabolante sinergia tra Pirelli e TIM. A capo di entrambe le società l’uomo che meglio di Bin Laden sta riuscendo nell’intento di scardinare il capitalismo: Marco Tronchetti Provera. Marco nasce imprenditore. Un giorno papà lo porta in fabbrica alla Pirelli e gli dice: «Da oggi tutto questo è tuo: io ho prodotto gomme, tu produrrai gomme». Marco si trova da subito a proprio agio con il timone saldo nelle proprie mani: per un mese le mastica tutte, ripetendo che hanno un cattivo sapore.
    Repubblica - sbilanciandosi e definendola “idea semplice e geniale” - riporta orala notizia dell’ultima fantasmagorica trovata del nostro: un copertone della Pirelli che, quando siaccorge di essersi sgonfiato, invia dipropria spontanea volontà un SMS sul telefonino Tim del proprietario. Quindi non in uno dei posti nel quale sarebbe normale pensare che debba essere visualizzato (per dire: il cruscotto della macchina), ma - avete letto bene - sul cellulare del guidatore.
    Ecco le nuove trovate con le quali il Tronchetto della felicità di Afef strabilierà i lettori di Repubblica nel corso dei prossimi mesi: a) sei in marcia sulla Cisa e ti sei giocato il semiasse. Immediatamente viene spedito un fax al tuo numero di casa per avvisarti, al tuo arrivo. Sempre che arrivi; b) sei in coda sulla A1 nei pressi di Roncobilaccio (e sei un pirla: c’è sempre codaa Roncobilaccio, anche il martedì mattina alle 6, che cazzo ci sei passato a fare?): un complicato computer di bordo si collega via satellite a internet e invia un’email a tutti i tuoi colleghi di lavoro affinché ti prendano per il culo; c) sei sulla Salerno-Reggio Calabria in riserva e hai tre minuti netti di autonomia: tua nonna viene avvertita con un discreto “beep” sul suo Salvalavita Beghelli; d) tua nonna è a casa sua e preme il pulsante del Salvalavita Beghelli: improvvisamente, nel bel mezzo della Salerno-Reggio Calabria, la tua auto entra magicamente in riserva anche se hai fatto il pieno mezz’ora prima e hai le prove, perché ti sei pure fatto dare i bollini; e) a forza di non fidarti dei benzinai che te lo dicono ogni volta, è finita che ti manca veramente l’olio nel motore. Un piccione viaggiatore parte immediatamente per avvisare una tua ex fidanzata che ora è sposata con un commercialista di Bolzano e ha due bambini; f) il gommino del tergicristalli si è usurato e sta graffiando il parabrezza. Un tedoforo simette in marcia per andare ad avvertire la tua ex prof di greco, la quale convoca i tuoi genitori e gli spiega che non è che non ti applichi: sei proprio idiota e se non ti sei ancora accorto che il tuo parabrezza si sta rigando tra fastidiosissimi stridii, tanto vale che tu vada a zappare.
    E se vi sentite soli non disperate: c’è sempre un copertone dall’altra parte del filo pronto a raccogliere le vostre confidenze e consigliarvi sulla base dell’esperienza di uno che ne ha fatta, di strada.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 21/5/2005)
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  • Politica e amori

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil Riformista In certi casi bisogna avere le palle. Quindi prendiamo il coraggio a piene mani e diciamolo apertamente, senza paura. È tutto vero: Gianfranco Fini ha dichiarato la propria intenzione di votare “sì†a tre dei quesiti che fanno parte del referendum sulla fecondazione assistita per il semplice motivo che ama segretamente il ministro Stefania Prestigiacomo, da tempo notoriamente sulle stesse posizioni. «Perché mica si può campare una vita su quella del missionario, eccheccazzo!» ha voluto far sapere al marito la Prestigiacomo, uscendo orgogliosamente e coraggiosamente allo scoperto.
    Gianfranco Fini, peraltro, non si è guadagnato per caso la fama di “tombeur de femmes”: il ministro non è nuovo a sbandate amorose che hanno poi influito sulla linea politica da sostenere, anche in contrasto con quella ufficiale del partito. Siamo in grado di riportare qui di seguito una lista - per forza di cose sommaria e incompleta - delle maggiori conquiste del playboy bolognese.
    Nel 1996 abbandona il tetto coniugale per andare dove lo porta il cuore, ovvero a convivere con la calciatrice Carolina Morace. L’idillio dura anni e si conclude con brutta storia di sms privati fatti pubblicare sulla stampa gossippara dalla stessa Morace, al fine di svelare al pubblico il fatale incontro di Fini con Giorgio Gori.
    Più di recente, l’ex pupillo di Almirante viene tirato in ballo su “Gente” da Flavia Vento. La soubrette racconta al settimanale i dettagli della notte di sesso trascorsa assieme. A chi le contesta di avere in precedenza sfruttato la medesima storia coinvolgendo un famoso calciatore la Vento ribatte sostenendo che si è trattato di un semplice errore tipografico: «Loro hanno scritto in copertina “Ho fatto l’amore con Tottiâ€, ma hanno capito male. - ha precisato la showgirl - In realtà io avevo detto: “Ho fatto l’amore con tuttiâ€. Quindi non ho capito perché Fini dovrebbe essere escluso».
    Poco prima della liason con Stefania Prestigiacomo l’Italia tutta si appassiona all’ennesima tormentata love story che vede il segretario di Alleanza Nazionale alle prese con un amore impossibile. Il già improbabile lieto fine è negato da un colpo di testa del nostro, il quale, pur essendo universalmente accreditato come fervido sostenitore dei valori cattolici, una volta rifiutato dal proprio oggetto del desiderio viene sorpreso a bestemmiare. Squalificato, dichiarerà a caldo di non aver perso le speranze di riuscire a conquistare Dolcenera.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 14/5/2005)
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  • Gli omissis del caso Totti

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaUna sola notizia è stata in grado, nel corso della passata settimana, di mettere in ombra lo scandalo degli “omissis” svelati sul rapporto degli Stati Uniti riguardante il caso Calipari. Inutile cincischiare, l’Italia vuole risposte, le pretende, subito: Totti è veramente andato a letto con Flavia Vento?
    Il pupone ha ovviamente smentito alla velocità della luce le indiscrezioni pubblicate dal settimanale “Gente“. Tra le righe, però, i più accorti avranno colto un’ombra di ammissione: il bomber della Roma avrebbe trascorso un periodo di depressione. Per questo sarebbe momentaneamente passato dalla terza abbondante della fidanzata ufficiale Ilary Blasi alla prima scarsa della soubrette Flavia Vento.
    L’ufficio stampa del calciatore si è mobilitato immediatamente, all’uscita delle prime indiscrezioni. Il calciatore, alla domanda «Chi è che lo dice?», ha ottenuto dalla propria press agent la risposta: «Gente». A quel punto il popone si è tranquillizzato, dichiarando: «’A ggente è ‘nvidiosa».
    Subito dopo, a un giornalista che gli chiedeva un’opinione sulla Vento, Totti avrebbe risposto: «Me piace da quanno ero pupetto e ce lo imparavano ar catechismo: l’Avento, er Natale, ‘a neve, i regali sotto l’albero, er presepe…».
    Dal suo canto Flavia Vento - la showgirl che ha raggiunto il successo come s’usa fare in Rai, accucciandosi sotto un tavolo - si è affrettata a smentire quando ormai era troppo tardi e la storia era ormai su tutte le copertine. L’autrice della memorabile frase «Potete alzare il silenzio?» ha così riconquistato la ribalta mediatica poche settimane dopo essere stata trombata alle elezioni regionali, raccogliendo solo 27 preferenze. «Ãˆ impossibile, sono solo malignità! - ha precisato la dolce Flavia - Vi assicuro che ogni volta che vengo trombata ne faccio felici molti di più».
    Gli sforzi di Francesco Totti sono ora volti esclusivamente a salvare il rapporto con la propria compagna, peraltro in dolce attesa. «Ilary è l’unica cosa che voglio - ha precisato l’attaccante -: e se già prima aveva tutto quello che sognavo in una donna, immaginatevi ora, che gli sta crescendo una terza tetta grossissima in mezzo alla pancia».

    (Gianluca Neri - il Riformista, 7/5/2005)
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  • Fessi e aborti

    Senza Cuore - di Gianluca Neri: clicca qui per leggere il PDFSenza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaDite pure quel che volete, ma la vera notizia – messa inspiegabilmente in ombra da conclavi, matrimoni tra reali ed equini e crisi di governo – è che siamo dei fessi. Per “fessiâ€, intendo genericamente noi di sinistra. Per “sinistra†– è necessario puntualizzare – mi riferisco a quella cosa che va da Prodi a D’Alema passando per Rutelli e Veltroni senza fare una piega. E per “notizia†la seguente: avevamo il leader perfetto proprio sotto il naso, nascosto in casa del nemico, del neo-capellone, e non ce ne siamo accorti.
    E insomma, ci siamo accontentati di capi della coalizione che invitavano all’astensione sulla procreazione assistita, contrari al matrimonio fra gay e capaci di sostenere che «famiglia e matrimonio sono parole che non si usano fra persone dello stesso sesso», mentre dall’altra parte c’era lei, Veronica, che si scopriva femminista, pacifista, abortista.

    L’outing di Veronica Lario è avvenuto in pubblico, sul Corriere della Sera, e ha toccato irraggiungibile vette di drammaticità quando l’ex attrice ha ricordato di essere stata costretta a sottoporsi ad un aborto intorno agli anni settanta o giù di lì.
    Si arguisce, tra le righe, che sia stato il marito a dover prendere la dolorosa decisione in seguito alla notizia che il bambino non sarebbe nato sano: al futuro premier parve subito chiaro, dall’ecografia, che l’erede era innegabilmente basso e, soprattutto, calvo.
    Poi gli spiegarono, ma dopo.
    Quando poi, anni più tardi, si trattò di convincere Sabrina Salerno e Francesca Dellera, fece finta di non avere capito e utilizzò la stessa scusa.

    Nel frattempo è morto un Papa e se ne è fatto un altro. La scelta è caduta a sorpresa sul cardinale tedesco Joseph Ratzinger il quale, a causa del proprio passato nella Gioventù Hitleriana, in un primo momento non era nemmeno stato preso in considerazione. Poi, a venti minuti dalla fine del conclave, i sostenitori milanesi del favorito Dionigi Tettamanzi sono stati sorpresi nell’atto di gettare candelotti fumogeni in piena piazza San Pietro in seguito ad una dubbia fumata nera sul nome del proprio vescovo. Tettamanzi è stato squalificato e condannato a dir messa fuori casa per quattro domeniche.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 23/4/2005)
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  • Un Papa che non si fa prendere in Castagna

    Senza Cuore - di Gianluca Neriil RiformistaLe condizioni di salute di Giovanni Paolo II sono migliorate tanto da poter permettere al Pontefice il ritorno in Vaticano. Il portavoce Joaquim Navarro Valls ha voluto rassicurare gli animi dei fedeli diramando un comunicato nel quale si precisa che l’attuale ritmo di ripresa del Santo Padre fa sperare che prima dell’inizio della settimana santa sia nuovamente in forma e in grado di riprendere la conduzione di “Stranamoreâ€.

    Giovanni Paolo II, Alberto Castagna, Marcello Veneziani, Alessandra MussoliniHa destato scalpore l’inedito outing in prima pagina su “Libero†da parte di Marcello Veneziani, scrittore e intellettuale con simpatie di destra. Il consigliere d’amministrazione uscente della Rai, in sostanza, ha accusato in pubblico e per iscritto l’ex moglie tradita, rea di avergli “bruciato tutti i libriâ€.
    Mario Landolfi, deputato AN e commissario di Vigilanza sulla Rai, interrogato sulla vicenda, ha dichiarato: «Marcello è uomo di destra serio e raffinato: avrà avuto le sue buone ragioni. Il rapporto con la propria biblioteca è un rapporto particolare. E lo dico malgrado capisca poco – ha continuato Landolfi – la scelta di lasciare una splendida moglie bionda per fidanzarsi con un mobile, ma questi sono fatti suoi».
    «Sono stati nascosti o addirittura inceneriti – ha rivelato Veneziani – tutti i testi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione culturale». A poco sono valsi gli sforzi degli amici impegnati nel recupero delle opere care a Veneziani: la Panini ha da tempo cessato le ristampe dell’“Almanacco Illustrato del Calcioâ€, e Mondatori ha fatto sapere che le sei edizioni del “Manuale delle Giovani Marmotte†sono ormai da anni fuori catalogo. L’unico a riuscire nell’intento di lenire il dolore dell’intellettuale di riferimento del Polo delle Libertà è stato Francesco Storace, il quale – rammaricandosi del fatto di non possedere il medesimo patrimonio di conoscenze di Marcello Veneziani, essendo stato costretto a formare la propria cultura su libri in cui le figure erano predominanti – ha comunque voluto separarsi dalla propria edizione completa dell’enciclopedia “I Quindici†per farne dono allo scrittore.

    La sensazione che la destra stia vivendo momenti difficili è stata confermata ieri dalla decisione del Tar di Lazio di non accogliere il ricorso presentato da Alessandra Mussolini, escludendo così di fatto la lista Alternativa Sociale dalla competizione elettorale. Pare ormai infatti accertato che una discreta percentuale delle firme necessarie perché la lista della nipote del Duce potesse presentarsi appartenessero a persone scelte a caso dagli elenchi elettorali o, addirittura, decedute. La Mussolini ha negato con fermezza l’accusa, ma ha voluto aggiungere che le farebbe molto piacere se, dopo aver terminato i controlli di rito sulle firme false, le restituissero l’autografo del nonno.

    (Gianluca Neri - il Riformista, 19/3/2005)
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