Lo specchietto per le allodole
22 Mar
Altro che il “peplum” bigotto di Mel Gibson! Molto più realistico e straziante il calvario del macilento leader della Quercia: diffamato da Igor Marini, scacciato da Bruno Vespa, messo quotidianamente in croce dagli alleati, snobbato dagli ex amici, strapazzato pubblicamente dai romani alla manifestazione di sabato, e nemmeno uno straccio di Maddalena per fargli due coccole.
Le sue nobili parole agli aggressori: “Vi perdono perché non sapete quello che fate“; la loro replica: “Senti chi parla“. Cesare Salvi affronta i violenti: “Se proprio volete menare Fassino, almeno prendete la tessera del partito“. Lo sdegno di Diliberto e Pecoraro Scanio: “Vigliacchi, erano decine contro uno solo, e non sono riusciti nemmeno a fargli un livido“. Premio Italo Balbo a Caruso, inventore dei “ceffoni umanitari“: a quando “l’olio di ricino pacifista“?
19 Mar
Dopo una pausa tecnica di cinque anni, sull’altra sponda dell’Adriatico riprende il campionato più bellico del mondo.
Contro i serbi, gli uomini di Pristina sperano di bissare il successo dell’andata: “Possiamo farcela anche senza l’aiuto dei campioni stranieri“, assicura il coach, che raccomanda ai suoi la marcatura a uomo, donna, bambino, chiesa e monastero. Subito costretta in difesa la squadra slava, orfana del mitico cittì Slobo Milosevic, sotto processo all’Aja per somma di falli contro l’umanità.
Ma dopo la rivoluzione digitale, in Occidente i macelli balcanici versione 2004 rischiano di fare anche meno audience di quelli del 1999: grazie al pay-terrorism del tycoon Osama Bin Laden, oggi possiamo sperimentare tutte le sciagure di una guerra etnico-religiosa rimanendo comodamente seduti nel nostro treno-pendolari.
Ahimè, il mondo è così vecchio che ormai i risultati delle guerre sono come quelli dei lifting di Berlusconi: bisogna fare un ritocco ogni sei mesi, o casca giù tutto.
18 Mar
Accecato dall’amore per il nano liftato, il direttore del Foglio si era illuso che gli avrebbe fatto uscire di galera Adriano Sofri proprio sotto le elezioni.
Sfortunatamente, i focus group di Berlusconi dicono che graziare l’ex leader di Lc gli farebbe perdere i voti di tre casalinghe, un elettrauto e un maestro di sci, molti più di quelli che Ferrara gli ha procurato in dieci anni di consulenze.
Bocciata la legge Boato, Berlusconi tenta di placare l’ira della sua eminenza grigia: “In fondo cosa se ne fa Adriano di Grazia? E’ molto meglio Donna Moderna“. Sarà difficile per l’Elefantino farsi prendere ancora sul serio come maitre à penser: se ci ha messo dieci anni per accorgersi che Berlusconi è un cialtrone opportunista, forse non è così intelligente.
17 Mar
Sono latini come noi, mediterranei come noi, cattolici peggio di noi, si sono tenuti un dittatore per molto più tempo di noi, e il loro passatempo preferito è veder seviziare un toro da un tizio vestito da lampadario veneziano: ora, com’è possibile che gli spagnoli riescano a tirare fuori dal cappello leader di sinistra (e perfino di destra) più credibili dei nostri?
Perché in Spagna un 42enne può guidare un governo, mentre da noi un branco di 60enni ha problemi a guidare un Triciclo?
Perché il premier iberico dovrà rendere conto solo agli elettori, mentre il suo omologo italiano deve rendere conto innanzitutto al Papa e a Bruno Vespa?
Insomma, perché loro Zapatero, e noi sempre zappa-sui-piedi?
16 Mar
Finalmente chiaro il quadro clinico del leader della Lega: il suo improvviso tracollo fisico era dovuto all’irresponsabile secessionismo di cuore e cervello. Poco prima del ricovero i due organi gli avevano lanciato l’ultimatum: “Devolution subito, o dovrai accontentarti dell’appoggio esterno“.
Decisiva la mediazione di stomaco e milza. Bossi racconta la sua esperienza fra la vita e la morte: “Camminavo in un meraviglioso tunnel pieno di luce, poi ho visto che in fondo c’erano Garibaldi e Cavour armati di randello e sono tornato indietro di corsa“.
Le felicitazioni del Papa: “Per stavolta tu salvi pellaccia, ma se tu sparla ancora di Chiesa io non dice più preghierina per te a Madona di Lourdes”
8 Mar
Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
Trionfo personale per Simona Ventura e l’ormai leggendaria papaya energizzante, consigliatale dallo stilista un giorno che c’era lo sciopero dei Cobas dei pusher. Impossibile trovare un solo grammo dello strabiliante integratore: nelle ultime ore tutte le scorte di papaya sul territorio nazionale sono state rastrellate da un acquirente misterioso e caricate su numerosi Tir con destinazione Arcore.
L’affermazione della Ventura, secondo cui Karol Wojtyla avrebbe superato i suoi acciacchi grazie alla papaya è stata smentita dal diretto interessato: “Papaya o non papaya - ha chiarito il Santo Padre -, papa sempre ahia”.
Momenti di imbarazzo stamattina al teatro Ariston. Le donne delle pulizie che stavano riordinando la sala si sono trovate davanti Julia Roberts, Sylvester Stallone, Bill Clinton e George Clooney: “Where is the show? Where is our great friend Tony Renis?” hanno chiesto le star, visibilmente contrariate. L’equivoco si è chiarito subito: gli amici americani di Renis non avevano dato forfait, semplicemente erano stati convocati nei giorni sbagliati. Nel marasma dei preparativi festivalieri, Tony Renis aveva infatti indicato come periodo del Festival i giorni 8-12 marzo invece che 2-6.
Roberts e colleghi, infuriati, hanno subito ripreso l’aereo per gli Stati Uniti.
Dopo la performance canora di Umberto Bossi nel “Porta a porta” di venerdì, urge un esame di coscienza da parte del mondo della musica italiana: sarebbe bastato un piccolo incoraggiamento in più quarant’anni fa per il giovane Bossi, che tentava allora la fortuna canora con lo pseudonimo di Donato, e oggi l’Italia avrebbe un demagogo irresponsabile in meno.
5 Mar
Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
Precipita l’Auditel del Festival, surclassato dalla replica di Elisa di Rivombrosa, per evidenti motivi: il feuilleton in costume è decisamente più moderno e anticonvenzionale dei cantanti in gara.
Misteriosamente, gli ascolti sanremesi si impennano solo quando c’è Dustin Hoffman. Lo smisurato entusiasmo del pubblico ha sconcertato la signora Hoffman, ma il marito l’ha tranquillizzata: “Niente panico, Lisa: ti ricordi quella vacanza in Africa, quando la tribù Buzambai mi adottò come suo dio? Qui è lo stesso, solo che ci pagano”.
Applausi convinti per Hajducii, la giovane rumena che sta facendo ballare l’Europa con il suo hit “Dragostea lin tei”, che in italiano significa “Siete proprio messi male se vi piace ’sta puttanata”. Con l’ospitata a Sanremo, ha dichiarato commossa, spera di coronare i suoi due sogni: lanciarsi come popstar mondiale e farsi mettere in regola dall’impresa di pulizie per cui lavora.
Preghiera per Dolce e Gabbana: per favore, mandate a Simona Ventura un abito di scena con scritto molto in grande “Ho sposato un uomo più giovane di me”, così non avrà più bisogno di ripeterlo continuamente.
Ma forse tanta insistenza ha un suo perché: dopo cinque anni di matrimonio con la Ventura, Stefano Bettarini sembra molto più vecchio di lei.
Sconcerta il pubblico la scissione interna a Er Piotta. Il cantante romano ha rinnegato l’“Er” dei tempi di “Supercafone” e oggi si esibisce solo come Piotta. Er non l’ha presa bene: “Anvedi ’sto stronzo - è stato il suo amaro commento - mi ha usato pe’ fa’ successo e mo’ me molla come ‘na merda de cane”. In effetti, viste le prestazioni del Piotta a Sanremo, c’è da sospettare il meglio di lui stesse in quell’ Er, per il quale ora si prospetta una brillante carriera negli Articolo 31.
4 Mar
Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
E’ ufficiale: Berlusconi non si farà vedere a Sanremo, ma a Nassiriya fra le truppe italiane, ovviamente durante il previsto collegamento con Sanremo. Sconcerto fra i soldati, convinti di partecipare a un’operazione di peace-keeping e non di face-lifting. Ma la visita del premier non mancherà di risollevare il morale dei nostri ragazzi: “Noi siamo fortunati - spiega un ufficiale - l’avremo fra le palle solo ventiquattr’ore. State peggio voi in Italia, che dovete sorbirvelo tutti i giorni“.
Gli streaker, gli incursori nudi che si introducono in grandi manifestazioni internazionali al puro scopo di creare il caos, hanno colpito anche a Sanremo. Ieri sera un giovanotto nudo in evidente stato confusionale ha attraversato il palco piroettando a tempo di musica. Tutti hanno pensato si trattasse di Dj Francesco che, nella fretta di riproporre la sua canzone, si era dimenticato di vestirsi.
Placcato da Simona Ventura, l’individuo ha sostenuto di essere Roberto Bolle, stella della danza classica, nell’interpretazione dell’Uccello di Fuoco di Stravinsky. Se l’è cavata con una multa, dopodiché, coperto da un impermeabile, è stato ricollocato nei giardinetti della stazione.
3 Mar

La prima serata si è chiusa con un solo verdetto unanime: il 54esimo Festival è la miglior commedia di ambiente mafioso dopo i Sopranos.
Tutti si vestono in gessato e scherzano con accento siculo, tranne il pubblico in sala, composto in maggioranza da camorristi e membri della ‘ndrangheta. Entusiasti i telespettatori dei 51 paesi collegati, che non colgono la fine ironia, ma si divertono da pazzi e rimangono incollati al video sperando che da un momento all’altro scatti il massacro stile Intoccabili.
Riaccolto dal Festival a dispetto di una pericolosa fama di menagramo, Marco Masini non ha trovato altrettanta cordialità fra gli albergatori sanremesi. Alla prospettiva di doverlo ospitare, tutti i concierge scoprivano improvvisamente di avere il pienone. Solo ieri sera l’organizzazione è riuscita a trovargli una camera all’Hotel Gatto Nero, via Macbeth 17. Stranamente, al cantore di Malinconoia non è stata assegnata la stanza numero 13. “Tutto il primo piano è occupato dall’Associazione Necrofori - rivela il patron, signor Giona -, che tiene qui il suo congresso annuale. Al signor Masini abbiamo dato la camera viola. Speriamo gli porti fortuna“.
2 Mar
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Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
Si parte. Questa sera sapremo se il Sanremo versione Tony Renis sarà un sogno americano o un incubo italiano.
Per ora una cosa ? certa: da un direttore artistico in odore di mafia, ci si aspettava qualcosa di più.
Okay i cantanti straccioni e l’allestimento stile sala giochi, ma manca clamorosamente la figa.
Stesso problema a Mantova, dove Nando dalla Chiesa non è riuscito a rimediare uno straccio di pin up incensurata per il suo Controfestival.
L’unica carne appetitosa presente alla manifestazione è stata fornita dal Consorzio Suinicolo Padano. Comunque, dalla Chiesa ha ragione da vendere: è uno scandalo affidare Sanremo a un amico intimo dei mafiosi. In Italia gli amici intimi dei mafiosi diventano come minimo presidenti del Consiglio. Ma il capo dell’Antimafia Pierluigi Vigna ha confessato le sue perplessità in merito all’iniziativa di dalla Chiesa: “Se la canzone antimafia è rappresentata da Iva Zanicchi e Gino Paoli, sono tentato di rivalutare la mafia”.
Mia madre ha detto a mio padre che gli avrebbe fatto le lasagne. Ma poi se ne è scordata e, quando mio padre è arrivato a casa, lei gli ha dato del brodo. Miiiii, mio padre s’è incazzato! Ha sbattuto il piatto sul tavolo, e ha urlato a mia madre: «Pina, segnati le ossa che te le mischio!».
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