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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Paginatré’ Category

Le tivù e i telefonini non sono abbastanza: oggi, giorno delle elezioni, il candidato premier si rivolgerà agli italiani attraverso i piccoli elettrodomestici. Il frullatore ci ricorderà gli orari di voto, il phon ci farà un riporto in puro stile Schifani, il forno a microonde ci riproporrà le immagini del ritorno degli ostaggi, il ferro da stiro ritroverà la nostra tessera elettorale. E se non andiamo a votare, il nostro aspirapolvere ci manderà al seggio a calci in culo. Si spera almeno nell’obiezione di coscienza dei vibratori.
Anche il centrosinistra invita gli elettori ad esercitare i loro diritti, nella speranza di evitare rovesci. Politica estera, al ritorno dalle esequie di Reagan, Berlusconi sgrida Pisanu: “Lascia perdere Al Qaeda, voglio subito un dossier su questo Al Zheimer“.

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  • Bottiglia incendiaria al comizio del leader di An: la presenza di qualche decina di persone semiaddormentate ha indotto i terroristi a scambiare piazza Maggiore per la sala d’aspetto della Stazione Centrale.
    Il commento di Fini: “E’ l’ennesima intimidazione contro un esponente antifascista”.
    La polizia indaga nel torbido ambiente degli uffici elettorali della Casa delle libertà. Lo sdegno di Berlusconi: “Un gesto vile finalizzato a rubarmi le prime pagine dei giornali”. Roma, la polizia annulla il comizio di Follini per motivi di sicurezza: “Siamo sicuri che non ci andrà nemmeno un cane”. Bossi: “Ogni giorno ricevo minacce di morte”.
    La sua infermiera: “Mi spiace, ma è l’unico modo di fargli prendere le medicine”.
    Oggi tornano in Italia gli ostaggi liberati in Iraq: riusciranno ad accorgersi della differenza?

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  • Sì, la solita vecchia guerra, quella perepepeè bum bum rattattattat aaagh: sarà pure una cosa orrenda, ma almeno richiede un pizzichino più di coraggio delle ripugnanti pagliacciate sadomaso che ci arrivano da Bagdad.
    Dove sono le battaglie, gli strateghi, gli eroi senza paura e i nemici che li sfidano in campo aperto? Questi qua dovrebbero prendersi a cannonate, e invece se ne stanno col culo al sicuro a giocare a “Ilsa la belva delle SS” o al “Feroce Saladino“: al confronto, la Prima Guerra del Golfo sembra roba da Carlo Magno.
    Allah non dovrebbe aver problemi nel dimostrarsi più intelligente di Bush, fulminando gli psicopatici che in suo nome sgozzano a freddo un ragazzo inerme. La Lega Nord condanna gli uccisori di Nick Berg: “L’ennesima prova dell’inferiorità dei musulmani: noi in Europa decapitavamo la gente quando loro pascolavano ancora i cammelli“. Il governo rassicura le famiglie degli ostaggi ancora in mano ai sequestratori: “Niente paura, il Valium ve lo paghiamo noi“.

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  • Casa Bianca sotto choc dopo le foto dell’orrore, che mostrano decine di militari americani esporre i commilitoni non fumatori ai danni del fumo passivo.
    Gli accusati si difendono: «Accendevamo le sigarette solo per spegnerle addosso ai detenuti».
    Decisive le informazioni ottenute grazie alle sevizie: «Ahi, ahaah, ahiaaa». Ricambio del personale nel famigerato carcere iracheno: via il 34° Battaglione Sadici, in arrivo la 67° Brigata Feticisti e il Settimo Pedofili a cavallo.
    Il presidente Orge W. Bush giustifica le soldatesse implicate negli abusi: «Condoleezza mi fa anche di peggio, tutti i giorni».
    Lo scandalo di Abu Ghraib denuncia la crisi dell’industria dell’intrattenimento Usa: a quanto pare, per i giovani soldati yankee un imam a culo nudo è più eccitante di Angelina Jolie.
    Immediata ritorsione di Al Qaeda: un commando sequestra i California Dream Men durante una tournée e li obbliga a rivestirsi. Berlusconi minimizza le violenze americane in Iraq: «Si tratta di episodi isolati. Ma visto il successo di pubblico, fossi nel mio amico Bush io farei un serial».

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  • Ci hanno messo tre settimane, ma alla fine l’hanno capito: a influenzare la politica italiana ci riesce anche Bonolis, è il pallone il vero motore del potere.
    Berlusconi irremovibile: “Non se ne parla, piuttosto ritiro le truppe italiane dall’Iraq“. Si indaga sui legami tra Falange Verde e Brigate Giallorosse, ma da Falluja i medici avvertono: “Qui gli unici a fare il tifo sono i bacilli“.
    Il governo rifiuta l’offerta di mediazione dell’ulema Massimo Moratti: “Anche i suoi seguaci in Italia lo mandano affanculo tutti i giorni, figuriamoci gli irakeni“.
    Intanto il premier chiede il silenzio stampa sui tre italiani sequestrati: “Non c’è contraddittorio: per la legge sulla par condicio, bisogna aspettare che dei guerriglieri italiani rapiscano tre bodyguard irakeni“. Non ci sono limiti all’ambizione del Cavaliere: dopo aver superato il record di Bettino a palazzo Chigi, ora punta a battere quello di Benito a palazzo Venezia.

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  • Lia CeliSempre più imprevedibili le ramificazioni dell’Islam integralista: in Basilicata ricompare una setta che pareva sgominata nel medioevo, i metalmeccanici. Fondamentalisti accecati da folli superstizioni: sono convinti che un operaio lucano abbia gli stessi diritti di un collega di Mirafiori. Orrore nel paese: da settantadue ore la Falange Blu di Melfi tiene in ostaggio 1200 tra Fiat Punto e Lancia Lybra. Sollievo dell’anziano padre delle vetture rapite, Umberto Agnelli: “Le ho viste in un video trasmesso da al-Arabiya, sono tutte vive e stanno bene”. In fermento le altre città sante Fiat, da Arese a Pomigliano d’Arco. Il ministro del Lavoro Maroni rifiuta la trattativa con l’Imam al-Fiom: “E’ un estremista, io dialogo solo con l’Ulema moderato Abu Cisl Uil”. La polizia si giustifica per le manganellate ai manifestanti di Melfi: “Ci dispiace, ma le forze di pace erano tutte impegnate all’estero”.

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  • Via dai programmi scolastici italiani la teoria sui legami tra uomo e scimmia: è la conferma che viviamo in una repubblica delle banane. Il ministro boccia l’ipotesi dell’”anello mancante”: “Ho guardato nel mio portagioie, e non manca niente”. Sull’origine dell’essere umano il testo di riferimento sarà di nuovo la Bibbia: fino alla terza media gli studenti dovranno essere convinti di discendere da una palla di fango. I figli di Bondi e Schifani: “Per noi non cambia niente”. Ma la riforma clerico-fascista accetta con riserva anche il creazionismo: pare che Adamo ed Eva non fossero sposati in chiesa. Mantenuto l’insegnamento della legge di gravità di Galileo-Newton: almeno gli alunni potranno spiegarsi come mai l’istruzione pubblica cade sempre più in basso. Ma la campagna anti-Darwin della Moratti ha una sua logica: in fondo a che serve insegnare l’evoluzione della specie in una scuola destinata a sfornare docili pitecantropi da vendere ai datori di lavoro?

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  • Il leader della Lega migliora lentamente: ancora non riconosce i familiari, ma è già in grado di insultare gli alleati di governo. Pronto lo slogan della campagna elettorale: “Coma ladrone, il Bossi sta benone”. Calderoli mette a tacere i medici che avevano ordinato al senatur il riposo assoluto: “Appunto: si sa che i deputati europei non fanno un cazzo”. Ma i padani non sono gli unici ad affidare a un malato grave le speranze di vittoria: già pronto sul capezzale di Maradona il contratto per allenare i biancazzurri. “E’ l’uomo giusto per la squadra - dicono i tifosi -, entrambi devono lottare per rimanere in zona salvezza”. Scagionata la cocaina per l’infarto che ha colpito il Pibe de oro: stavolta Diego deve aver sniffato colesterolo.

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  • Questo sì che è servizio! Quelle brave persone degli imam sunniti sanno come trattare la clientela più esigente: quanto a rivedere Stefio e compagni, ciccia, ma nel frattempo ci daranno in sostituzione altri tre sequestrati usati pochissimo.
    Il governo: “A Palazzo Chigi stiamo trattando a 360 gradi: se non arriva il tecnico ad abbassare il riscaldamento crepiamo tutti”. Berlusconi ottimista dopo i colloqui con Casini, Frattini, Martino, Tony Blair e Zapatero: “Mi hanno dato la loro parola d’onore che gli italiani non li hanno rapiti loro”.
    Si allunga la lista dei soggetti coinvolti nelle trattative a favore dei connazionali in mano ai banditi di Falluja: dopo gli ulema, il Papa, gli ayatollah iraniani e Al Fatah, contattati anche i dervisci danzanti le voci bulgare. Un suggerimento al ministro Pisanu: visto lo stile della Falange Verde, non sarebbe il caso di affidare la mediazione all’Anonima Sarda?

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  • Brusco risveglio per l’azzimato titolare della Farnesina: a convincere i mujahiddin a liberare i nostri connazionali non basta uno show nel salotto di Bruno Vespa.
    Dopo il brutale omicidio di Stefano Quattrocchi la diplomazia italiana fa autocritica: “Forse non avremmo dovuto fidarci delle garanzie offerte dall’Imam Abu Pinocchio“. I parenti alla ricerca di notizie chiamino con fiducia il numero verde del Ministero degli Esteri: si consoleranno sentendo che c’è qualcuno che ne sa ancora meno di loro.
    Ora il caso passa all’inossidabile Mirko Tremaglia, il paladino degli italiani in terra straniera: grazie alla sua esperienza nella Repubblica di Salò, ha il knowhow giusto per intendersi con miliziani fanatici e sanguinari in un paese distrutto dalla guerra.

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  • post fata non resurgo

    Fino a ieri sera qui si leggeva un post che giˆ prima dei tragici eventi di stanotte si prestava a interpretazioni sbagliate. La colpa era di una battuta mal formulata, leggendo la quale i lettori hanno pensato che gli “avidi mercenari” di cui parlavo fossero gli italiani impegnati in Iraq, e non, come intendevo io, le truppe d’occupazione berlusconiane che dal 2001 si sono installate nelle istituzioni italiane.
    Fino alle 20 di ieri sera pareva che la liberazione degli ostaggi fosse possibile, se non imminente, e pensavo fosse sufficiente correggere il post per renderlo pi chiaro, quando la notizia dell’uccisione di Fabrizio Quattrocchi mi ha indotto a cancellare tutto e a scrivere qualcos’altro. Autocensura? Mah. So che dopo mi sono sentita meglio.

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  • E’ il più grande successo televisivo dopo la “Famiglia Saddams“: milioni di iracheni impazziscono per le spregiudicate avventure di quattro imam trentenni in carriera nell’eccitante Bagdad del dopoguerra. Le protagoniste del quasi omonimo serial Usa ambientato nella Grande Mela e il quartetto in azione nel Grande Dattero devono affrontare lo stesso problema: l’impossibile convivenza con i maschi americani arroganti e infedeli. Il fenomeno “Sex and the Sciiti” sconcerta la critica: “E’ il primo telefilm che conta più fanatici nel cast che fra il pubblico“. Intanto perde consensi il reality show di produzione italiana, “Nassiriya Survivors“: cacciato dopo sole sei ore un nuovo concorrente, un premier nano e liftato in crisi di notorietà.
    Convinto di trovarsi sull’Isola dei famosi, ha tentato il colpaccio alla Pappalardo: “Ci ha parlato di donne, calcio e abbuffate - racconta un bersagliere -, mentre noi qui rischiamo la pelle. Come testimonial della solidarietà degli italiani, sarebbe stata più convincente la contessina Giada de Blanc

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  • Allegri ragazzi, arrivano i rinforzi: con un decreto lampo all’indomani del 4-0 subito dal Deportivo, il Primo Sportivo d’Italia applica la vecchia regola “squadra che perde si schiaffa in prima linea”.
    In considerazione del prestigio della squadra, Sheva e compagni verranno usati come scudetti umani. Maldini commuove le truppe cantando “Il testamento del capitano“. Si profila un delicato quesito strategico-istituzionale: se il premier manda Kakà ai nostri soldati, i nostri soldati possono mandare a Kakà il premier? Tremonti contesta il risultato che scaccia i rossoneri dall’Europa: “L’arbitro è un incompetente. Dai miei conti risulta che il Milan ha vinto 5 a 3“.

    IRAQ. Pienamente raggiunte le finalità di peace-keeping della missione “Vecchia Babilonia“: finché restiamo lì, tutte le fazioni irakene preferiscono massacrare noi piuttosto che ammazzarsi a vicenda.
    Ma i rapporti con la popolazione sono ottimi - assicurano i comandi italiani -. I venticinque morti dell’altro giorno? Forse gli abbiamo lanciato troppe caramelle“.

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  • lia_zap.gifGià “La rabbia e l’orgoglio” aveva dimostrato che sul cervello degli anziani il razzismo può avere effetti più devastanti del morbo di Alzheimer. Ma con “La forza della ragione”, in uscita a giorni, l’irriducibile libellista toscana ha giocato sporco: grazie al programma di scrittura del suo computer, si è limitata a sostituire “giudaismo” ed “ebrei” con “Islam” e “arabi”, e il delirante manifesto antisemita di Hitler si è trasformato in un rispettabile saggio pubblicato da Rizzoli.
    Gli eredi del Fuehrer chiederanno un risarcimento miliardario: “Quella spudorata ha copiato tutto: il complotto islamico per conquistare il mondo, i figli di Allah che insidiano le fanciulle cristiane, il cliché dell’arabo nasuto e subumano. Però Adolf era meno sgrammaticato”.
    Signora Fallaci, lasci perdere: al momento l’Europa è troppo squattrinata per finanziare lo sterminio di tutti gli immigrati musulmani da Malta a Capo Nord. E poi in fondo lei e Bin Laden vi assomigliate: due ricchi settantenni paranoici capaci di inondare i media di proclami violenti, ma troppo vanitosi per diffondere uno straccio di foto recente.

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  • La criminalità organizzata non conosce feste né ponti, difatti la sua produttività è in continua crescita“. Già: domenica sera, mentre quegli scansafatiche degli italiani poltrivano, gli stakanovisti della malavita napoletana regolavano i conti senza risparmiare le pallottole. Un episodio che ha colpito il premier, e soprattutto una ragazzina innocente. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino sconvolto: “Forcella, un quartiere di Napoli? Ne siete proprio sicuri? Sono sindaco da quattro anni e non ne ho mai sentito parlare“. Salvatore Giuliano, il malvivente sospettato dell’omicidio di Annalisa, si difende: “Ho un alibi di ferro: sono stato ucciso dalla polizia nel 1950 in Sicilia, dopo il tradimento di Gaspare Pisciotta“. Il ministro Pisanu: “Allo stato attuale, non possiamo escludere le responsabilità dell’Eta e degli anarco-insurrezionalisti“. La mafia prende le distanze dalla campagna anti-ponti di Berlu**oni: “Il ponte sullo Stretto non si tocca“.

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    • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
    • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
    • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
    • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
    • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
    • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
    • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
    • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
    • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

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