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Il Papa: "Il posto fisso non è tutto". Detto da uno che per essere licenziato deve morire.

Andy Violet, da Twitter

Archive for the ‘La posta di Macchianera’ Category

La posta di MacchianeraADINOLFI SE LA PRENDE CON GIANLUCA NERI PER UN’INTERVISTA SU “SETTE” • “IO DONNA”, “PIACERE, IO PORNO” • I GUINZAGLI DI GUERRA RACCONTATI A VIGNETTE DA MAURO BIANI • NATALINO GIOCA A NASCONDINO. CON MACCHIANERA E DAGOSPIA. • …E IL SUO EMULO SPAMMA E NASCONDE LA MANO • UN TORTURATO GIOTTINO VALE MENO PUNTI • CICCIOLINA COME BOCCA DI ROSA

(cliccando qui trovi le istruzioni per scrivere a Macchianera)


MEDIA, QUOTIDIANO, MEDIA

Caro Gianluca, sarei ben lieto di dare la linea a tutti i giornali italiani, ma purtroppo questo non accade. Non è accaduto neanche il 20 aprile sulla questione ostaggi e tu lo sai bene, visto che in quella serata hai postato il “Berlusconi che legge i blog”. Per questo mi sono dispiaciuto nel leggere il tuo attacco nei miei confronti su Sette. Ma va bene così. Ormai la pelle s’è ispessita e se fossi un permaloso, dopo tutta la merda che avete fatto volare, starei penzolando da una trave. Ecco comunque quello che è accaduto realmente, secondo la ricostruzione del Riformista del 4 maggio. “Quel giorno (il 20 aprile) una telefonata del direttore del Sismi Nicolò Pollari allertò Palazzo Chigi: ‘è fatta, sono liberi’. L’informazione era così credibile, forse addirittura vera, che a quel punto perfino il solitamente cautissimo sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, informò il Quirinale e le presidenze di Camera e Senato”. Io avevo quelle fonti. Erano autorevoli? Erano verificate? Erano più d’una e coincidenti? Rispondo con tre sì. Poi è andata come è andata: e voi, invece di prendervela con quei centri di potere che hanno giocato sulla vita degli ostaggi, ve la prendete con un giornalista che ha scritto su un blog quel che sapeva? Va bene, possono esserci divergenze di opinioni. Le accetto. Accetto pure gli insulti. Ma credo che si stia sbagliando il vero bersaglio. E invece insieme potremmo provare a capire, a spiegare. In realtà ti scrivo per ricordarti che giovedì prossimo nasce Media Quotidiano: faccio il tifo per la tua radio sperimentale, spero che osserverai con attenzione non pregiudiziale l’esperienza di Media, che vede come protagonisti 6 blogger del cannocchiale (smog, ukase, proiettiliperscrittori, freelance, missunderstanding e io stesso). Su www.mediaquotidiano.it, se ti interessa, puoi vedere il manifesto della nostra campagna. Continueremo a darle. E a prenderle, se sarà giusto. E all’insulto gratuito e delegittimante risponderemo sempre con la voglia di spiegare.

Mario Adinolfi fa riferimento ad un’intervista al sottoscritto pubblicata sul numero di “Sette” del Corriere della Sera della scorsa settimana.
Non rinnego il virgolettato, come si usa fare in questi casi, anche perché l’autrice ha usato nei miei confronti la carineria di farmi leggere il pezzo prima della pubblicazione.
Succede questo: mi domandano se le notizie provenienti dai blogger siano da considerare autorevoli o meno. Io rispondo: dipende, in alcuni casi si e in altri no.
Il caso “no” era Mario Adinolfi, che pubblicò la notizia secondo la quale gli ostaggi italiani in Iraq erano stati liberati e sarebbero arrivati il giorno successivo a Fiumicino. Fu preciso, Adinolfi. Disse: alle 13:30. E puntuale, il “papà con la bandiera” si presentò all’aeroporto, in compagnia di uno sparuto gruppo di giornalisti boccaloni. Poi parlai anche del caso “si”: i blogger che bruciarono giornali online e Tg nazionali sui filmati in cui gli ostaggi erano stati ripresi vivi.
E poi è successo questo: che il giorno stesso della sparata di Adinolfi, Berlusconi dichiarasse che eravamo “ad un passo dalla soluzione”. Al ché io scrissi: “Anche Berlusconi legge i blogger”. E, quando si capì che gli ostaggi non avrebbero baciato il suolo di Fiumicino, aggiunsi: “Il problema non è rappresentato tanto da i blogger che credono a Berlusconi, quanto da Berlusconi che crede ai blogger”.
Auguri per Media Quotidiano, Adinolfi. Quel che mi resta da dirle è che la frequentazione di un corso di autostima da parte di un cerino non lo rende un fuoco d’artificio. E, allo stesso modo, una notizia falsa non diventa vera solo perché ci sarebbe piaciuto lo fosse.

(continua…)

Sotto il vestito, un prete

La posta di MacchianeraUn prete confessa Macchianera – Macchianera sconfessa il Moige – Mauro Biani disegna la guerra – Il golpe a rate del nano pelato – Tra moglie e marito non mettere Dio – Il Fiero Alleaten Silvien Berlusconen – Una segnalazione per tutti i nuovi blog – 500 battute per non riuscire a metterne insieme una sola decente

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SONO UN PRETE

Don Camillo e PepponeGentile Signor Neri, le scrivo dopo aver letto il suo post “Padre, Figlio e Etere Santo” questa mattina su Macchianera. Non è che noi preti sulle pagine del suo blog siamo trattati con i guanti e va bene così. Uno sul blog scrive quello che gli pare, nessuno è obbligato ad andare a leggere e se si vogliono trovare parole compiacenti verso la propria categoria il mondo è pieno di leccapiedi pronti a favorire la cosa, soprattutto – si sa – in ambiente ecclesiale. Quando però si assiste ad un’opera denigratoria a tutto campo una domanda ti viene. Ma questo qui… che preti ha conosciuto? Che accidenti gli “abbiamo” fatto? Perchè un conto è un umorismo pungente, provocatorio, anche cinico (per Dio, si tocca almeno qualche coscienza sopita a volte!) sugli abusi e gli eccessi che possiamo compiere. Un altro è questo modo di presentare la categoria sempre in maniera negativa. Stamattina la mia agendina riciclata attende una madre lasciata dal marito (un tipo con una mentalità aperta che ha preferito la compiacente segretaria alle sue responsabilità di uomo e padre). Poi il mio amico “Saddam”, un iracheno che vuole davvero sistemarsi qui senza rompere le balle a nessuno e che stiamo cercando di aiutare ad avere una dignità anche se è il primo a dire: “…dalle mie parti non vi potremmo ripagare il favore purtroppo”. Quindi Sara, una ragazza con “problemi spirituali” li chiamo io. Depressione e incapacità di assumersi le sue responsabilità davanti al mondo forse li chiamerebbe lei. Infine la porta resta aperta, perchè la giornata te la prepara Dio e qui non si va ad appuntamenti fissi. Questa è la nostra vita, insieme agli oratori, la catechesi, l’ascolto gratuito (anche per ore) dei cazzi altrui. E poi ci sono quei servizi di carità e di assistenza che da altre parti trovi ad ore e a pagamento (la confessione, quella fatta a braccio, guardandosi negli occhi, non costa nulla e tante volte è una psicoterapia meravigliosa). E infine la vicinanza nel momento della morte, tenendo la mano di gente con due tumori addosso che è sola anche nel momento del trapasso e versa un’ultima lacrima di gioia. Basta così. Le ho scritto una mail e non un commento al post perchè l’altra strada mi sembrava solo una ostentata vanità. Le ho scritto perchè mi piacerebbe dirle che i preti sono come i carabinieri. Sempre nelle barzellette ma sempre fedeli. Come dei poveri uomini sanno esserlo.
don Diego Goso, un povero curato di campagna.

Caro Don Diego, per quanto il testo a cui fa riferimento non sia stato partorito dal sottoscritto ma da Michele Serra, il sottoscritto lo trova sacrosanto. Non amo fare di tutta un’erba un fascio ma, se proprio sono costretto, ammetto che sì, nutro un particolare tipo di insofferenza per i preti. Allo stesso modo, però, sono particolarmente felice quando mi è concessa l’occasione di fare quelle che si chiamano “le dovute eccezioni”.
Lei, per quel che scrive, potrebbe rappresentarne una. Ciò non toglie che sia portato a chiedere il motivo per cui, nel caso, si sia fatto prete. Non mi risponda: la vita è come il proprio blog, ciascuno ci fa quel che vuole.
Cosa vuole che le dica, don Diego, uno frequenta per tredici anni una scuola di preti tra le più rinomate della città, e quel che gli resta dopo la maturità sono un po’ di domande in saccoccia.

(continua…)

La posta di MacchianeraGuido Ruzzier ci racconta quella del nano borlotto che va in Russia – Molly Beez parla invece della “Casa delle turture in libertà” – - C’è chi se la prende con i comici “sacri” – Una petizione a favore del “Baffo” della Fattoria – Demetrio Girardi suggerisce una “Guida pratica alla democratizzazione di un paese” – Mauro Biani: un par de condicio per “Blu Notte” – Claudia Firino, la Resistenza e il saper “scegliersi la parte”.

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IL NANO BORLOTTO

(“ANSA) – ROMA, 20 APR – Si chiama Silvio il nuovo fagiolo che farà dimagrire senza rischio. Il brevetto arriva dal Cnr di Milano, precisamente dall’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba), e sarà impiegato per confezionare pillole dimagranti prive di componenti tossiche per l’organismo. Silvio, un borlotto nano con un corredo genico invidiabile, avrà effetti sul grasso, assicurano al Cnr. [...].
LA REPUBBLICA, 23 aprile 2004 – Bacio a un’operaia. Berlusconi in Russia imbarazza Putin. MOSCA – Una giovane operaia russa ha respinto le effusioni di Berlusconi e poi gli ha negato anche un bacio E’ accaduto mercoledì durante la visita del presidente del Consiglio al nuovo stabilimento della Merloni a Lipetsk [...]“.

Ne ho dedotto:

Le disavventure di Nano Borlotto in Russia
Com’è mal ridotto
il Nano Borlotto!
Va lì nella steppa
e fa: “Uèi, la peppa!
La fabbrica è bella,
ma pur la donzella!
Da Lipetsk non salpo
se prima non palpo
la femmina uralica!”
E con mossa italica
a Putin sfuggendo
un bacio, ridendo,
rifila a una schiva,
per niente giuliva,
fanciulla del posto.
Al gesto scomposto
la bella resiste,
e fra le conquiste
del nano villano,
(seppur sembri strano)
non va annoverata
la russa anelata,
la brava ragazza,
che pure s’incazza.
Gli fa: “Non permetto,
oh corto nanetto!”
Poi torna, felice,
la sua lavatrice
a rifinir bene,
poiché le conviene
di più lavorare
che farsi tastare
dal nano nostrano
di stile pacchiano.
Il Nano Borlotto
fa, svelto, fagotto
e fugge, scornato,
a Vladi abbracciato.
Volea la zarina,
ma la Beresina
trovò, lì in Oriente,
quel nano impudente.
E quando la moglie
a casa lo accoglie
lo mena di brutto:
“O gran farabutto,
a pezzi ti faccio
e poscia ti caccio!”
Com’è mal ridotto,
quel Nano Borlotto!

da Molly Beez

LA CASA DELLE TORTURE IN LIBERTÀ

La Casa delle torture in libertà
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Iraq: Prima linea arretrata
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Neocons all’italiana
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Non bestemmiare, scopa
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Tortura celtica
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(continua…)

La posta di MacchianeraDiego Brugnoni spiega i Blog, i Glog e i Frog – Le news dalla blogosfera da Artefatti – Pinko, l’uomo del Ponte, questa volta dice no – E se, come sostiene Molly Beez, il cavaliere portasse pure sfiga? – Francesco Drago e lo jogging – La tortura di stato secondo Mario Biani – Slowhand scopre che l’Europa non conta un cazzo – Una Chernobyl dimenticata raccontata da Carlo Paschetto – Poldo denuncia disinformazione sul caso Maradona – TeSs, infine, vuole riprendersi il futuro.

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CONFUSIONI PREISTORICHE TRA BLOG, GLOG, FROG E DIVINITÀ

In principio c’erano i Blog. Malmenati, oppressi e schiacciati dalla bestia della preistoria che solo qualche esemplare ebbe il coraggio di affrontare a muso duro. Esemplari originali, i Blog, dai caratteri somatici più che eterogenei: taluni non molto dissimili dall’homo sapiens ed altri molti similari alla scimmia; altri ancora, la specie più cattiva, erano un pericoloso incrocio “anti-darwiniano” tra australopithecus afarensis ed homo neandertalensis: quello che ne venne fuori fu follia e sregolatezza, senza genialità. Ma nella giunga dei Blog alcuni partorirono anche esemplari particolari ed educati, difficilmente catalogabili: nacque così il Frog che, tuttavia, rimase un esemplare bizzarro e per nulla intenzionato ad egemonizzare la blogsfera. Passato mezzo-lustro dalla nascita dei Blog, un tipico esemplare di homo neandertalensis (le scritture sembrano indicare Adriano Pappalardo) scoprì i Glog. La più ambita ed ardita femmina di homo sapiens (Selvaggia Lucarelli) non gli credette, tradita dalla zotichezza del suo interlocutore. Poi fu costretta a ricredersi. Ma mentre i Blog, i Glog ed i Frog discutevano tra loro, una divinità stava egemonizzando il mondo. Era un ente supremo, dedito ad un moderato proselitismo, che guardava i Blog da lontano non per superbia ma per necessità (si dice soffrisse di una malattia visiva denominata astigmatismo). Un essere divino che spesso finiva in conflitto con i capi tribù dell’homo sapiens, restii a riconoscere in Lui una qualsivoglia supremazia. E, giacché l’integralismo non esisteva ancora, anche i Blog incominciarono a bestemmiare.

BLOGOSFERA NEWS

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(continua…)

La posta di MacchianeraLa spiacevole verità in faccia a Natalino – Secondo Molly Beez gli Iracheni ci amano troppo – Ad ognuno il suo reality, una proposta per l’estate – Mauro Biani svela i colpevoli di Piazza Fontana – Fretta per la liberazione degli ostaggi: tornano a 150 all’ora

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…E NON SE NE VUOLE ANDARE

Non voglio sembrare il classico democristiano che dice mi dimetto e poi non si dimette mai, nè voglio stare in Chiesa a dispetto dei Santi, anche se qui più che Santi vdo diavoli. (_Aho, avessi letto di uno/a che si scusa per qualche suo eccesso_, ma si sa i comunisti non devono chiedre “mail”_.
Ma per fatto personale devo rispondere a Brontolo, il quale dice che non dico nulla di gustoso, nè che so formulare un concetto e che sono per lui meno di zero. Padronissimo di pensarlo, ricambio il giudizio. Con una differenza sostanziale e una scommessa. La differenza è che se io valgo zero, non ho perso nulla dalla posizione di partenza_: da zero sono partito, essendo mio padre un bancario_, e fino ai 50 anni ho fatto il bancario e zero sono rimasto (_per Brontolo, ma c’è gente con le palle tra cui direttori di giornale e intellettuali di vaglia, non scrittori di vaglia alla Tabucchi considerato tale perché forse lavorava alla poste_). Gravissimo invece è il suo essere rimasto a zero, o peggio sceso sottozero, pur avendo avuto il “culo” di avere un padre grande giornalista, il che lo ammetterete giova assai e un Chiambretti che lo aveva sdoganato (_ma in realtà lo ha danneggiato perché la Tv non mente e si è visto che valeva nulla_). La scommessa è che tra non molto io sarò più conosciuto e più famoso di Brontolo. Più bravo, molto più bravo, non solo come battutista,lo sono già adesso. Però non ne meno vanto perché per valere più di sottozero basta essere uno zero [...]

Natalino, se non ti avessi già bandito da Macchianera l’avrei fatto adesso, per attentato alla grammatica e alla punteggiatura, eccheccazzo.
L’espulsione è espulsione: mica puoi fare come il portiere del Venezia nella partita contro il Messina, che torna indietro e mena tutti.
Riporto – a patto che non ti abitui – la tua lettera (che in realtà era un commento, ma tu, come Obelix con la pozione magica, hai bisogno di stare lontano per un po’ dai commenti) per metterti a parte di una verità che probabilmente nessuno ti ha mai comunicato con la necessaria serietà. Quindi siediti, tieni i sali a portata di mano, preparati, inspira, espira.
La verità è che non fai ridere. Per niente. Nemmeno un pochino. Anzi, tra tutti quelli che non fanno ridere, tu sei quello che fa ridere meno. Eccetto Martufello.
Non è una cattiveria: credimi. E’ la dura realtà: basta farsene una ragione e la vita continua come prima. La satira non è come la chiamata alle armi: si può anche evitare.
Detto questo, comprendo il tuo sconforto: i blog ti hanno creato e ora i blog non ti vogliono più. Triste, è vero, ma che ci vuoi fare: “Nemo profeta in patria”.
Che, sia chiaro, non è un sequel della Pixar, con il pesce che torna a casa.

(continua…)

Di Natalino, Frattini, Clarence e Vespa

La posta di MacchianeraL’addio di Natalino a Macchianera – La guerra di Franco (Frattini) secondo Molly Beez – Il servilismo dell’Invidioso – Vespa secondo Mauro Biani – Cos’è successo a Clarence?

(per scrivere a Macchianera clicca nella colonna a sinistra, nel riquadro “Macchi@Posta“)


…E L’ULTIMO CHIUDA LA PORTA

Sono maleducato, ma non al punto da andarmene senza salutare, per cui: scuse di cuore a chi ho offeso, specie alle Signore Lia, Giulia, Mara. Nessun rancore da parte mia,nè da parte di mia madre (vivente) e nemmno di mio padre (morto) per chi ha offeso me.
Grazie a tutti, ai pochi che sono stati solidali cone me, ma soprattutto a chi mi ha criticato : le critiche fanno crescere e migliorare. Un consiglio a Neri: non fare l’arbitro come Scalfaro. Già vivere e morire da democristiani è grave, insisdere a farlo, da democristiani come Oscar è il peggio del peggio. Una sensazione: ho provato vergogna ad avere più pietà per alcuni morti e meno per altri. Non si dovrebbe mai farlo. Che almeno i morti siano tutti uguali. Solo certi individui, da p.le Loreto in poi, usano vilipendere anche i cadaveri. Se vuoi Neri puoi prendere qua e là, se dovesse piacerti, qualche mia battuta, ne hai facoltà (forse scriverò su un quotidiano). Non ho mai fatto male a nessuno, non comincerò certo adesso, per cui niente cancri, maledizioni o altro; ma pace (purché non sia quella dei cimiteri o alla Saddam). Ora senza di me vivrete in codesta situazione. Vi lascio una massima : ”Spesso consideriamo intelligenti solo quelli che la pensano come noi”. E un consiglio: a fatto uguale esprimete un giudizio uguale. Se Cofferati e Berlusconi carezzano i capelli ad un bambino e voi considerate gesto d’affetto il primo e atto di pedofilia il secondo, il malato non è Berlusconi, ma voi. Grazie a tutti, non scriverò più, ma vi leggerò. Adios.

Doveroso pubblicare. Tanto commovente da farmi tornare alla mente la scena di E.T. che torna a casa puntando il ditino rosso illuminato. Buon viaggio. E se passi nei pressi del tuo pianeta natale, quello in cui tutti trovano esilaranti le tue battute, salutacelo.

(continua…)

Caro sito ti scrivo

Non hai la password di autore di Macchianera? Consideri tutto ciò una grave ingiustizia? Invia i tuoi interventi o le tue domande all’indirizzo : i migliori saranno pubblicati all’interno della nuova sezione del blog “La posta di Macchianera”. Fatti scoprire dai lettori di questo sito: col tempo, per volontà popolare, potresti diventare uno degli autori.

Poche (ma importanti) regole da seguire per evitare che le e-mail vengano inesorabilmente ignorate:

  1. Ricordati di specificare se e con quale nome e indirizzo web desideri essere segnalato.
  2. Scrivi il testo nel corpo della mail e non in un file Word allegato (altri tipi di file – ad esempio immagini o vignette – possono essere tranquillamente inviati in attachment).
  3. Non superare mai, per nessun motivo, le 500 battute. Nessun testo che non sia segnalato come proveniente da un Nobel per la letteratura si fa leggere oltre questa lunghezza. Anzi: spesso, per raggiungere il cestino, bastano e avanzano le prime tre righe.
  4. Se ti stai riferendo ad un sito o un blog in particolare, specifica sempre quale e il link per raggiungerlo.
  5. Rispetta le regole del manuale di grammatica “Sputtanarne uno per educarne cento” di Claudio Sabelli Fioretti:
    • DOPO la punteggiatura, TUTTA la punteggiatura, è necessario uno spazio.
    • Invece con l’apostrofo non ci vogliono spazi, né PRIMA né DOPO.
    • I due punti non fanno eccezione alla regola, quindi NO allo spazio prima e SÌ allo spazio dopo.

    alle quali aggiungo le mie:

    • Nel caso te lo stessi chiedendo: sì, lo spazio va prima e non dopo anche per le virgolette e le parentesi aperte. Dopo e non prima, se virgolette e parentesi sono chiuse.
    • Le citazioni altrui vanno racchiuse tra virgolette. Queste “…” se si tratta di scritto; queste «…» se si tratta di parlato. Nel caso non trovaste sulla tastiera le seconde, vanno bene anche le prime. Si chiama “virgolettato” mica per niente: così uno capisce che è roba di un altro.
    • Non solo le parole, anche gli accenti e gli apostrofi sono importanti. “Però” si scrive “Però”, non così: “Pero’” o, peggio ancora, così: “Pero`”.
    • I puntini di sospensione vanno assunti in modica quantità. Tre, per dire, bastano e avanzano.
    • I punti esclamativi e i punti interrogativi, invece, viaggiano sempre rigorosamente da soli.
    • Se esistono le maiuscole, un motivo dovrà pur esserci. E il motivo è che vanno usate in questi casi: all’inizio di una frase, dopo il punto; all’inizio di un discorso diretto, dopo le virgolette o la lineetta; con i nomi propri di persona e di animale, reali e immaginari; con i nomi geografici, reali e immaginari; con i nomi di divinità e di oggetti di culto di tutte le religioni; con i titoli di un’opera artistica (un libro, un quadro, un’opera musicale) e dei giornali; con i nomi degli avvenimenti storico-culturali o di movimenti e scuole di pensiero (es.: “la Prima guerra mondiale”, “il Futurismo”…); con i nomi dei periodi storici (es.: “Il Medioevo”, “il Fascismo”…); con i nomi delle istituzioni. I sostantivi di popolo vogliono la maiuscola; gli aggettivi di popolo, invece, vogliono la minuscola (es.: “gli Italiani”, “gli uomini italiani”). Nei nomi composti da più parole si scrive maiuscola solo la prima (es.: “il Consiglio dei ministri”, “l’Università degli studi”). Tutto il resto – tranne le sigle – è il regno del minuscolo.

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Citazioni

  • Il Papa: "Il posto fisso non è tutto". Detto da uno che per essere licenziato deve morire. (Andy Violet, da Twitter)
  • E' morto Cossiga. Secondo le sue volontà sarà insabbiato. (SMS ricevuto da anonimo)
  • Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini. (John Maynard Keynes)
  • Lurido schifoso criminale impunito e prescritto, smetti di dire "Vinceremo il cancro in 3 anni": dì che vincerai le zanzare entro 6, e ti voto. (Paolo Madeddu, da FriendFeed)
  • Io capisco di stare esagerando con l'aria condizionata quando vado in corridoio e per un attimo penso "Che bel calduccio". (Knef, commento su Friendfeed)
  • Ho appena avuto quella sensazione, così lucida e rara, di poter cambiare davvero le cose. Poi ho preso un ghiacciolo dal freezer. (Dania, da Friendfeed)
  • Mastella andrà all'Isola dei famosi ma dopo 2 settimane passerà al Grande Fratello. (Dario Vergassola)
  • Un nano reso famoso dalle tv private negli anni ottanta è grave in ospedale. Purtroppo è Arnold. (Luca Faenzi, da Twitter)
  • Pannella: "Ho amato tre o quattro uomini". Ma non ha mai ingoiato durante gli scioperi della fame. (Dottoressa Dania)
  • Obama si dà tante arie per questa riforma, ma voglio vedere cosa dirà quando qua tra due anni sconfiggeremo il cancro. (Lorberto, da Spinoza.it)

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Possiedo la più grande collezione al mondo di conchiglie marine. La tengo sparpagliata sulle spiagge di tutto il mondo… Forse l’hai vista. — Steven Wright


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