13 Mag
ADINOLFI SE LA PRENDE CON GIANLUCA NERI PER UN’INTERVISTA SU “SETTE” • “IO DONNA”, “PIACERE, IO PORNO” • I GUINZAGLI DI GUERRA RACCONTATI A VIGNETTE DA MAURO BIANI • NATALINO GIOCA A NASCONDINO. CON MACCHIANERA E DAGOSPIA. • …E IL SUO EMULO SPAMMA E NASCONDE LA MANO • UN TORTURATO GIOTTINO VALE MENO PUNTI • CICCIOLINA COME BOCCA DI ROSA
• MEDIA, QUOTIDIANO, MEDIA
Mario Adinolfi fa riferimento ad un’intervista al sottoscritto pubblicata sul numero di “Sette” del Corriere della Sera della scorsa settimana.
Non rinnego il virgolettato, come si usa fare in questi casi, anche perché l’autrice ha usato nei miei confronti la carineria di farmi leggere il pezzo prima della pubblicazione.
Succede questo: mi domandano se le notizie provenienti dai blogger siano da considerare autorevoli o meno. Io rispondo: dipende, in alcuni casi si e in altri no.
Il caso “no” era Mario Adinolfi, che pubblicò la notizia secondo la quale gli ostaggi italiani in Iraq erano stati liberati e sarebbero arrivati il giorno successivo a Fiumicino. Fu preciso, Adinolfi. Disse: alle 13:30. E puntuale, il “papà con la bandiera” si presentò all’aeroporto, in compagnia di uno sparuto gruppo di giornalisti boccaloni. Poi parlai anche del caso “si”: i blogger che bruciarono giornali online e Tg nazionali sui filmati in cui gli ostaggi erano stati ripresi vivi.
E poi è successo questo: che il giorno stesso della sparata di Adinolfi, Berlusconi dichiarasse che eravamo “ad un passo dalla soluzione”. Al ché io scrissi: “Anche Berlusconi legge i blogger”. E, quando si capì che gli ostaggi non avrebbero baciato il suolo di Fiumicino, aggiunsi: “Il problema non è rappresentato tanto da i blogger che credono a Berlusconi, quanto da Berlusconi che crede ai blogger”.
Auguri per Media Quotidiano, Adinolfi. Quel che mi resta da dirle è che la frequentazione di un corso di autostima da parte di un cerino non lo rende un fuoco d’artificio. E, allo stesso modo, una notizia falsa non diventa vera solo perché ci sarebbe piaciuto lo fosse.
30 Apr
Un prete confessa Macchianera - Macchianera sconfessa il Moige - Mauro Biani disegna la guerra - Il golpe a rate del nano pelato - Tra moglie e marito non mettere Dio - Il Fiero Alleaten Silvien Berlusconen - Una segnalazione per tutti i nuovi blog - 500 battute per non riuscire a metterne insieme una sola decente
• SONO UN PRETE
Gentile Signor Neri, le scrivo dopo aver letto il suo post “Padre, Figlio e Etere Santo” questa mattina su Macchianera. Non è che noi preti sulle pagine del suo blog siamo trattati con i guanti e va bene così. Uno sul blog scrive quello che gli pare, nessuno è obbligato ad andare a leggere e se si vogliono trovare parole compiacenti verso la propria categoria il mondo è pieno di leccapiedi pronti a favorire la cosa, soprattutto - si sa - in ambiente ecclesiale. Quando però si assiste ad un’opera denigratoria a tutto campo una domanda ti viene. Ma questo qui… che preti ha conosciuto? Che accidenti gli “abbiamo” fatto? Perchè un conto è un umorismo pungente, provocatorio, anche cinico (per Dio, si tocca almeno qualche coscienza sopita a volte!) sugli abusi e gli eccessi che possiamo compiere. Un altro è questo modo di presentare la categoria sempre in maniera negativa. Stamattina la mia agendina riciclata attende una madre lasciata dal marito (un tipo con una mentalità aperta che ha preferito la compiacente segretaria alle sue responsabilità di uomo e padre). Poi il mio amico “Saddam”, un iracheno che vuole davvero sistemarsi qui senza rompere le balle a nessuno e che stiamo cercando di aiutare ad avere una dignità anche se è il primo a dire: “…dalle mie parti non vi potremmo ripagare il favore purtroppo”. Quindi Sara, una ragazza con “problemi spirituali” li chiamo io. Depressione e incapacità di assumersi le sue responsabilità davanti al mondo forse li chiamerebbe lei. Infine la porta resta aperta, perchè la giornata te la prepara Dio e qui non si va ad appuntamenti fissi. Questa è la nostra vita, insieme agli oratori, la catechesi, l’ascolto gratuito (anche per ore) dei cazzi altrui. E poi ci sono quei servizi di carità e di assistenza che da altre parti trovi ad ore e a pagamento (la confessione, quella fatta a braccio, guardandosi negli occhi, non costa nulla e tante volte è una psicoterapia meravigliosa). E infine la vicinanza nel momento della morte, tenendo la mano di gente con due tumori addosso che è sola anche nel momento del trapasso e versa un’ultima lacrima di gioia. Basta così. Le ho scritto una mail e non un commento al post perchè l’altra strada mi sembrava solo una ostentata vanità . Le ho scritto perchè mi piacerebbe dirle che i preti sono come i carabinieri. Sempre nelle barzellette ma sempre fedeli. Come dei poveri uomini sanno esserlo.Caro Don Diego, per quanto il testo a cui fa riferimento non sia stato partorito dal sottoscritto ma da Michele Serra, il sottoscritto lo trova sacrosanto. Non amo fare di tutta un’erba un fascio ma, se proprio sono costretto, ammetto che sì, nutro un particolare tipo di insofferenza per i preti. Allo stesso modo, però, sono particolarmente felice quando mi è concessa l’occasione di fare quelle che si chiamano “le dovute eccezioni”.
Lei, per quel che scrive, potrebbe rappresentarne una. Ciò non toglie che sia portato a chiedere il motivo per cui, nel caso, si sia fatto prete. Non mi risponda: la vita è come il proprio blog, ciascuno ci fa quel che vuole.
Cosa vuole che le dica, don Diego, uno frequenta per tredici anni una scuola di preti tra le più rinomate della città , e quel che gli resta dopo la maturità sono un po’ di domande in saccoccia.
26 Apr
Guido Ruzzier ci racconta quella del nano borlotto che va in Russia - Molly Beez parla invece della “Casa delle turture in libertà ” - - C’è chi se la prende con i comici “sacri” - Una petizione a favore del “Baffo” della Fattoria - Demetrio Girardi suggerisce una “Guida pratica alla democratizzazione di un paese” - Mauro Biani: un par de condicio per “Blu Notte” - Claudia Firino, la Resistenza e il saper “scegliersi la parte”.
• IL NANO BORLOTTO
Ne ho dedotto:
| Le disavventure di Nano Borlotto in Russia | ||
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Com’è mal ridotto il Nano Borlotto! Va lì nella steppa e fa: “Uèi, la peppa! La fabbrica è bella, ma pur la donzella! Da Lipetsk non salpo se prima non palpo la femmina uralica!” E con mossa italica a Putin sfuggendo un bacio, ridendo, rifila a una schiva, per niente giuliva, fanciulla del posto. Al gesto scomposto la bella resiste, |
e fra le conquiste del nano villano, (seppur sembri strano) non va annoverata la russa anelata, la brava ragazza, che pure s’incazza. Gli fa: “Non permetto, oh corto nanetto!” Poi torna, felice, la sua lavatrice a rifinir bene, poiché le conviene di più lavorare che farsi tastare dal nano nostrano di stile pacchiano. |
Il Nano Borlotto fa, svelto, fagotto e fugge, scornato, a Vladi abbracciato. Volea la zarina, ma la Beresina trovò, lì in Oriente, quel nano impudente. E quando la moglie a casa lo accoglie lo mena di brutto: “O gran farabutto, a pezzi ti faccio e poscia ti caccio!” Com’è mal ridotto, quel Nano Borlotto! |
• LA CASA DELLE TORTURE IN LIBERTÀ
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24 Apr
Diego Brugnoni spiega i Blog, i Glog e i Frog - Le news dalla blogosfera da Artefatti - Pinko, l’uomo del Ponte, questa volta dice no - E se, come sostiene Molly Beez, il cavaliere portasse pure sfiga? - Francesco Drago e lo jogging - La tortura di stato secondo Mario Biani - Slowhand scopre che l’Europa non conta un cazzo - Una Chernobyl dimenticata raccontata da Carlo Paschetto - Poldo denuncia disinformazione sul caso Maradona - TeSs, infine, vuole riprendersi il futuro.
• CONFUSIONI PREISTORICHE TRA BLOG, GLOG, FROG E DIVINITÀ
• BLOGOSFERA NEWS
20 Apr
La spiacevole verità in faccia a Natalino - Secondo Molly Beez gli Iracheni ci amano troppo - Ad ognuno il suo reality, una proposta per l’estate - Mauro Biani svela i colpevoli di Piazza Fontana - Fretta per la liberazione degli ostaggi: tornano a 150 all’ora
• …E NON SE NE VUOLE ANDARE
Natalino, se non ti avessi già bandito da Macchianera l’avrei fatto adesso, per attentato alla grammatica e alla punteggiatura, eccheccazzo.
L’espulsione è espulsione: mica puoi fare come il portiere del Venezia nella partita contro il Messina, che torna indietro e mena tutti.
Riporto - a patto che non ti abitui - la tua lettera (che in realtà era un commento, ma tu, come Obelix con la pozione magica, hai bisogno di stare lontano per un po’ dai commenti) per metterti a parte di una verità che probabilmente nessuno ti ha mai comunicato con la necessaria serietà . Quindi siediti, tieni i sali a portata di mano, preparati, inspira, espira.
La verità è che non fai ridere. Per niente. Nemmeno un pochino. Anzi, tra tutti quelli che non fanno ridere, tu sei quello che fa ridere meno. Eccetto Martufello.
Non è una cattiveria: credimi. E’ la dura realtà : basta farsene una ragione e la vita continua come prima. La satira non è come la chiamata alle armi: si può anche evitare.
Detto questo, comprendo il tuo sconforto: i blog ti hanno creato e ora i blog non ti vogliono più. Triste, è vero, ma che ci vuoi fare: “Nemo profeta in patria”.
Che, sia chiaro, non è un sequel della Pixar, con il pesce che torna a casa.
19 Apr
L’addio di Natalino a Macchianera - La guerra di Franco (Frattini) secondo Molly Beez - Il servilismo dell’Invidioso - Vespa secondo Mauro Biani - Cos’è successo a Clarence?
• …E L’ULTIMO CHIUDA LA PORTA
Doveroso pubblicare. Tanto commovente da farmi tornare alla mente la scena di E.T. che torna a casa puntando il ditino rosso illuminato. Buon viaggio. E se passi nei pressi del tuo pianeta natale, quello in cui tutti trovano esilaranti le tue battute, salutacelo.
18 Apr
Non hai la password di autore di Macchianera? Consideri tutto ciò una grave ingiustizia? Invia i tuoi interventi o le tue domande all’indirizzo : i migliori saranno pubblicati all’interno della nuova sezione del blog “La posta di Macchianera”. Fatti scoprire dai lettori di questo sito: col tempo, per volontà popolare, potresti diventare uno degli autori.
Poche (ma importanti) regole da seguire per evitare che le e-mail vengano inesorabilmente ignorate:
alle quali aggiungo le mie:
- E’ vero, Moishele, che l’acqua bolle a cento gradi?
— Ferruccio Fölkel, da "Storielle Ebraiche"
- Sì, è vero.
- Ma dimmi, Moishele, come sa, l’acqua, di essere a cento gradi?