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Archive for the 'Banca dati della Memoria' Categoria

Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /16 – fine

set 26 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

• 76) A Benigno Zaccagnini

(non recapitata)

Caro Zaccagnini,
ecco, sono qui per comunicarti la decisione cui sono pervenuto nel corso di questa lunga e drammatica esperienza ed è di lasciare in modo irrevocabile la Democrazia Cristiana. Sono conseguentemente dimissionario dalle cariche di membro e presidente del Consiglio Nazionale e di componente la Direzione Centrale del Partito. Escludo ovviamente candidature di qualsiasi genere nel futuro. Sono deciso a chiedere al Presidente della Camera, appena potrò, di trasferirmi dal Gruppo Parlamentare della D.C. al Gruppo Misto. E’ naturale che aggiunga qualche parola di spiegazione. Anzi le parole dovrebbero essere molte, data la complessità della materia, ma io mi sforzerò di ridurle al minimo, cominciando, com’è ovvio, dalle più semplici. Non avendo mai pensato, anche per la feroce avversione di tutti i miei familiari, alla Presidenza della Repubblica, avevo immaginato all’inizio di legislatura di completare quella in corso come un vecchio al quale qualche volta si chiedono dei consigli e con il quale si ama fare un commento sulle cose, che l’età ed il personale disinteresse rendono, forse, obiettivo. Come più volte ti ho detto, fosti tu a deviare questo corso delle cose, mentre furono ancora tuoi amici che fecero riserve, sempre nell’illusione che io dovessi dare ancora qualche cosa al Partito, non appena si accennò ad una presidenza di Assemblea, per concludere in tal modo la mia attività politica. Così mi sono trovato in un posto difficile e ambiguo, che dava all’esterno la sensazione di un predominio (inesistente) della D.C. ed all’interno creava imbarazzi, gelosie, equivoci, timori. Essendoci lasciati in ottima intesa la sera del martedì, già pochi giorni dopo, qui dove sono, avevo la sensazione di avervi in qualche modo liberato e che io costituissi un peso per voi non per il fatto di non esserci, ma piuttosto per il fatto di esserci. E questo per ragioni obiettive, perché non c’è posto, accanto al Segretario Politico eletto dal Congresso, per un Presidente del Partito che abbia rispetto di sé e delle cose. E se il vostro profondo pensiero coincideva con quello che io avevo fatto valere, perché non accontentarci tutti in una volta? Aggiungerò poi (e questo va al di là della Presidenza del Consiglio Nazionale di cui abbiamo parlato sin qui) che io non ho compreso e non ho approvato la vostra dura decisione, di non dar luogo a nessuna trattativa umanitaria, anche limitata, nella situazione che si era venuta a creare. L’ho detto cento volte e lo dirò ancora, perché non scrivo sotto dettatura delle Brigate Rosse, che, anche se la lotta è estremamente dura, non vengono meno mai, specie per un cristiano, quelle ragioni di rispetto delle vittime innocenti ed anche, in alcuni casi, di antiche sofferenze, le quali, opportunamente bilanciate e con il presidio di garanzie appropriate, possono condurre appunto a soluzioni umane. Voi invece siete stati non umani, ma ferrei, non attenti e prudenti, ma ciechi. Con l’idea di far valere una durissima legge, dalla quale vi illudete di ottenere il miracoloso riassetto del Paese, ne avete decisa fulmineamente l’applicazione, non ne avete pesato i pro e i contro, l’avete tenuta ferma contro ogni ragionevole obiezione, vi siete differenziati, voi cristiani, dalla maggior parte dei paesi del mondo, vi siete probabilmente illusi che l’impresa sia più facile, meno politica, di quanto voi immaginate, con il vostro irridente silenzio avete offeso la mia persona, e la mia famiglia, con l’assoluta mancanza di decisioni legali degli organi di Partito avete menomato la democrazia che è la nostra legge, irreggimentando in modo osceno la D.C., per farla incapace di dissenso, avete rotto con la tradizione più alta della quale potessimo andar fieri. In una parola, l’ordine brutale partito chissà da chi, ma eseguito con stupefacente uniformità dai Gruppi della D.C., ha rotto la solidarietà tra noi. In questa (cosa grossa, ricca di implicazioni) io non posso assolutamente riconoscermi, rifiuto questo costume, questa disciplina, ne pavento le conseguenze e concludo, semplicemente, che non sono più democratico cristiano. Essendo scontata in ogni caso dal momento del mio rapimento (e della vostra mistica inerzia) il mio abbandono della Direzione e del Consiglio Nazionale, restava, se il vostro comportamento fosse stato diverso e più costruttivo, la possibilità della mia permanenza senza alcun incarico nella famiglia democratica cristiana e che è stata mia per trentatré anni. Oggi questo è impossibile, perché mi avete messo in una condizione impossibile. E perciò il mio ritiro da semplice socio della D.C. è altrettanto serio, rigido ed irrevocabile quanto lo è il mio abbandono dalle cariche nelle quali avevamo creduto di poter lavorare insieme. Tutto questo è finito, è assolutamente finito. Ed ora che posso parlare, senza che nessuno pensi ad una pretesa di successione, a parte il mio durissimo giudizio sul Presidente del Consiglio e su tutti coloro che hanno gestito in modo assolutamente irresponsabile questa crisi, c’è, per dovere di sincerità ed antica appannata amicizia, la valutazione su di te, come, per così dire, il più fragile Segretario che abbia avuto la D.C., incapace di guidare con senso di responsabilità il partito e di farsi indietro quando si diventa consapevoli, al di là della propaganda, di questa incapacità. Guidare e non essere guidato è il compito del Segretario del più grande partito italiano.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /15

set 25 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

71) A Corrado Guerzoni

(non recapitata)

Guerzoni,
Telefonare a Bottai, per chiedere se Cottafavi ha notizie dell’esito del mio appello a Waldheim e che cosa conta di fare. Dell’esito della telefonata Lei si tenga informato, in modo che, a momento opportuno, si possa sapere qualche cosa.
M.


72) A Giuseppe Saragat
(non recapitata)

Caro Saragat,
desidero ringraziarti nel modo più vivo per le alte e nobili parole con le quali hai voluto esprimermi la tua comprensione e solidarietà. Questo tuo atteggiamento è in linea con l’ispirazione umanitaria che ha qualificato e qualifica la tua figura nella politica italiana. Tutto ciò mi conforta e mi incoraggia molto nella difficilissima prova.

Grazie ancora e cordialissimi saluti ed auguri
Tuo
Aldo Moro

Sen. Giuseppe Saragat
Palazzo Madama

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /14

set 24 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

66) A Don Antonello Mennini

(non recapitata)

Carissimo Antonello,
temo – e mi angoscia – che siano state, senza darne notizia, sequestrate lettere di affetto tra persone care in una situazione drammatica come questa. Alcune le ho ricostruite. Altre, contenenti alcune indicazioni chissà dove e come si potranno ritrovare. Ho pensato dunque di unire il tutto, di chiamarti, di darti il pacchetto, perché lo tenga per te. Evidentemente sorpassando casa, si rischia (credo) la perquisizione. Terrai tutto per te e, a tempo debito, ne parlerai a voce con mia moglie, per vedere il da farsi. Dovrebbe esserti di consiglio il mio ex capo gabinetto S.E. Manzari ora al Ministero degli Esteri come capo ufficio legislativo, senza il cui consiglio non far niente. Anzi ti prego, a voce (abita in via Livio Andronico, non lontano da me) digli tutta questa vicenda perché la veda anche legalmente e ti aiuti a recuperare quel che fu sottratto. Del nuovo nulla fino ad accordo con mia moglie e lui. Tieni tutto. Poi si potrà vedere. Bisogna essere certi che all’entrata in casa non si sia intercettati. Non mi pare giusto che s’impedisca in queste circostanze di parlare tra persone che si vogliono bene. Il fatto che tu te ne occupi mi tranquillizza. Aggiungi la tua preghiera, sempre cara e sempre valida. Il Papa non poteva essere un po’ più penetrante? Speriamo che lo sia stato anche senza dirlo. Benedicimi e aiutanti. Ti abbraccio
Aldo Moro

le lettere fuori casa, essendo in zona, si potranno dare
allerta però a Rana e Freato salvo non le ritirino personalm [...]¹

(¹)questa frase è monca e di difficile lettura

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /13

set 23 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

61) A Anna Maria Moro e M. Giordano

(non recapitata)

Carissimi Anna e Mario, casa
nel dubbio che una mia precedente non sia stata recapitata per sequestro, desidero dirvi alla meno peggio, e per quando questa carta vi perverrà, tutto il mio profondo attaccamento, tutto il mio amore per voi, tutta la dolce attesa e curiosità per la vostra creatura. Tu sai, Annina, quanto ti ho amata sempre e condotta con la tua cuffietta, seria seria, per strada. Ti sono stato sempre vicino, partecipe della tua ansia, pronto a consolarti. Poi Mario è venuto dolcemente a rilevarmi in parte delle mie funzioni. Ma tu sei sempre rimasta la piccolina del tuo papà, sulla mia gamba destra, a cavallo. Così ti ricordo e ti ricorderò, anche se il ricordo si prolunga fino al Liceo, all’Università, alla Laurea e via. Se c’è stato qualche momento difficile esso è superato. Siate uniti come non mai in questo momento, che la tua creatura nasca tra gente che la ama. E noi tutti l’amiamo. Vi sentiremo vicini vi siamo vicini. Siate retti, operosi, buoni, come sempre. Questa brutta vicenda vi farà ancora più seri.

Sentitemi sempre con voi e ricordatemi rispettosamente alla famiglia di Mario. Vi benedico dal profondo del cuore, vi abbraccio forte forte, vi stringo a me con la piccolissima. Che Iddio vi aiuti nella pur difficile vita che vi aspetta.
Papà


62) A Luca Bonini
(non recapitata)

Mio carissimo Luca, casa
non so chi e quando ti leggerà questa lettera del tuo caro nonnetto. Potrai capire che tu sei stato e resti per lui la cosa più importante della vita. Vedrai quanto sono preziosi i tuoi riccioli, i tuoi occhietti arguti e pieni di memoria, la tua inesauribile energia. Saprai così che tutti ti abbiamo voluto un gran bene ed il nonno, forse, appena un po’ più degli altri. Per quel poco che è durato sei stato tutta la sua vita.
Ed ora il nonno Aldo, che è costretto ad allontanarsi un poco, ti ridice tutto il suo infinito affetto ed afferma che vuole restarti vicino. Tu non mi vedrai, forse, ma io ti seguirò nei tuoi saltelli con la palla, nella tua corsa al [... ] nel guizzare nell’acqua, nel tirare la corda al motore. Io sarò là e ti accarezzerò, come sempre ti ho accarezzato, dolcemente il visino e le mani. Ti sarò accanto la notte, per cogliere l’ora giusta della pipì, e farti poi dolcemente riaddormentare. E la mattina portarti la vestaglietta, magari con le scarpette pronte in mano in attesa della pizza o del pane fresco. Queste sono state le grandi gioie di nonno e, per quanto è possibile lo resteranno. Cresci buono, forte, allegro serio. Il nonno ti abbraccia forte forte, ti benedice con tutto il cuore, spera sia in mezzo a gente che ti vuol bene e che forma anche la tua psiche.
Con tanto amore
il nonno

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /12

set 22 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

56) A Don Antonello Mennini

(il destinatario ha dichiarato di non aver mai ricevuto la lettera)

Mio carissimo Antonello,
scusa se profitto così spesso di te. E’ che sei non solo il più caro, ma il più utile e capace nella difficilissima situazione.
3 cose

  1. ho chiesto ieri a mia moglie (ma il messaggio sarà stato fatto passare? e le sue parole saranno state trasmesse?) che dica fermamente che invoca salvezza per me, nell’unico modo possibile, come tante altre volte è avvenuto, cioè di uno scambio di prigionieri. E poi commosse parole di circostanza. Il fatto che l’appello di mia moglie non arrivi mi allarma sulla salute sua, ma genera forse l’impressione che la famiglia sia più vicina alla linea ufficiale anziché a me, il che è falso.
  2. Vorrei raccogliessi notizie sulla salute di casa e ti tenessi pronto a rispondere, quando mi sarà possibile di domandartelo. Mi potrebbero scrivere qualche rigo? tramite te?
  3. ed è di particolare urgenza (precede le altre cose) prendere contatto telefonico con l’On. Dell’Andro (Ministero Giustizia) o con Sen. Rosa (Marina Mercantile) o Sen. Gui e Sen. Cervone, pregando di preparare bene la progettata riunione (a quanto sento) sulla mia disgraziata vicenda, tenendo contatto con gli altri amici e in particolare l’On. Misasi. E’ necessario avere una seria linea alternativa a quella del Governo, la quale riecheggi un po’ la ispirazione socialista. Bisogna far capire che lo scambio è stato quasi sempre fatto quando erano in gioco ostaggi e a quelli dell’altra parte è stato dato riparo all’estero con esclusione dal territorio nazionale. Dì tante cose care a mia moglie e a chi vedi dei miei. Benedicimi e aiutami nel Signore. Ti abbraccio forte

Tuo Aldo Moro

P.S. Un’ultima cosa urgente da dire a mia moglie, che faccia riscuotere subito a Rana alcuni assegni da me firmati in mansarda. E’ necessario per evitare complicazioni ereditarie. Grazie.

P.S. Dì al Card. Poletti che mia moglie purtroppo non sta bene. Che supplichi il Papa di fare di più, insistendo personalmente con Andreotti e non lasciandosi convincere dalla ragione di Stato. Altre volte è stata superata.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /11

set 21 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

51) A Maria Luisa Familiari

(la destinataria ha dichiarato di non aver ricevuto la lettera)

C’è anche una lettera per Zaccagnini da portare in casa, vicino casa mia o a Piazza del Gesù con molte raccomandazioni.

Carissima Maria Luisa (Familiari)
in questa, probabilmente inutile, corsa contro la morte, ricorro a te, col sistema dell’altro giorno, partendo questa volta da casa tua invece che dall’ufficio, dato il giorno festivo. Si tratta di portare entro oggi domenica a destinazione queste lettere nelle proprie mani dei destinatari, o almeno quasi nelle loro mani. Dato che è domenica andare a casa, assicurarsi, essere certi che sarà consegnata a breve scadenza, andare fuori se l’interessato fosse fuori in un posto definito e sicuro. Il più importante è l’on. Piccoli che abita non lontano da casa mia e in alternativa si potrebbe trovare (improbabile) nel suo ufficio a Montecitorio o più probabilmente a Piazza del Gesù. Poi c’è l’on. Riccardo Misasi, Presidente della Commissione di Giustizia, di cui non ho idea dove possa abitare. Se la Camera, date le circostanze, è aperta chiedere là o a Piazza del Gesù o alla segreteria on. Dell’Andro o al Ministero della Giustizia. Queste frasi qui dette sono le più importanti. Poi c’è quella indirizzata al Dott. Tullio Ancora, Via Livorno 44, non lungi da Piazza Fiume. Anche lì dare a mano. Ce n’è poi una per il Presidente del Consiglio Andreotti che potrebbe essere recapitata al limite nella sua casa in Corso Vittorio Emanuele, non lontano dalla Chiesa Nuova. In mancanza di tutto anche in Piazza del Gesù. C’è infine una per l’on. Craxi che credo abiti all’Albergo San Raphael presso il Panteon o in mancanza alla sede del P.S.I. in via del Corso, con molte raccomandazioni. Scusami tanto, abbracciami tutti, vogli anche tu un po’ di bene a Luca. E Dio ti benedica e ti premi di tutto.
Aldo Moro

P.S. Fai tutto con l’aiuto dei carissimi amici, specie Mimmo, Matteo e Gianni. Sarà brutta domenica, ma pensa alla mia.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /10

set 20 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

46) A Renato Dell’Andro

(recapitata il 29 aprile)

Carissimo Renato
in questo momento così difficile, pur immaginando che tu abbia fatto tutto quello che la coscienza e l’affetto ti suggerivano, desidero aggiungere delle brevi considerazioni. Ne ho fatto cenno a Piccoli e a Pennacchini ed ora lo rifaccio a te, che immagino con gli amici direttamente e discretamente presenti nei dibattiti che si susseguono.
La prima riguarda quella che può sembrare una stranezza e non è e cioè lo scambio dei prigionieri politici. Invece essa è avvenuta ripetutamente all’estero, ma anche in Italia. Tu forse già conosci direttamente le vicende dei palestinesi all’epoca più oscura della guerra. Lo scopo di stornare grave danno minacciato alle persone, ove essa fosse perdurata. Nello spirito si fece ricorso allo stato di necessità. Il caso è analogo al nostro, anche se la minaccia, in quel caso, pur serissima, era meno definita. Non si può parlare di novità né di anomalia. La situazione era quella che è oggi e conviene saperlo per non stupirsi. Io non penso che si debba fare, per ora, una dichiarazione ufficiale, ma solo parlarne di qua e di là, intensamente però. Ho scritto a Piccoli e a Pennacchini che è buon testimone. A parte tutte le invenzioni che voi saprete fare, è utile mostrare una riserva che conduca, in caso di esito negativo, al coagularsi di voti contrari come furono minacciati da De Carolis e altri, Andreotti che (con il PCI) guida la linea dura, deve sapere che corre gravi rischi. Valorizzare poi l’umanitarismo socialista, più congeniale alla D.C. e che ha sempre goduto, e specie in questa legislatura, maggiori simpatie.
Forza, Renato, crea, fai, impegnati con la consueta accortezza. Te ne sarò tanto grato.
Ti abbraccio.
Aldo Moro

On. [...]¹ Renato Dell’Andro S.p.M.

(¹) parola illeggibile

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /9

set 19 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

41) A Giovanni Leone

(recapitata il 29 aprile)

Alla Stampa, da parte di Aldo Moro, con preghiera di cortese urgente trasmissione al suo illustre Destinatario. Molti ringraziamenti

All’On. Prof. Giovanni Leone
Presidente della Repubblica Italiana

Faccio vivo appello, con profonda deferenza, al tuo alto senso di umanità e di giustizia, affinché, d’accordo con il Governo, voglia rendere possibile una equa e umanitaria trattativa per scambio di prigionieri politici, la quale mi consenta di essere restituito alla famiglia, che ha grave e urgente bisogno di me. Le tante forme di solidarietà sperimentate, t’indirizzino per la strada giusta.
Ti ringrazio profondamente e ti saluto con viva cordialità
Aldo Moro


42) A Amintore Fanfani
(recapitata il 29 aprile)

Onorevole Presidente del Senato,
in questo momento estremamente difficile, ritengo mio diritto e dovere, come membro del Parlamento italiano, di rivolgermi a Lei che ne è, insieme con il Presidente della Camera, il supremo custode. Lo faccio nello spirito di tanti anni di colleganza parlamentare, per scongiurarla di adoperarsi, nei modi più opportuni, affinché sia avviata, con le adeguate garanzie, un’equa trattativa umanitaria, che consenta di procedere ad uno scambio di prigionieri politici ed a me di tornare in seno alla famiglia che ha grave ed urgente bisogno di me. Lo spirito umanitario che anima il Parlamento ebbe già a manifestarsi in sede di Costituente, alla quale anche in questo campo ebbi a dare il mio contributo, e si è fatto visibile con l’abolizione della pena di morte ed in molteplici leggi ed iniziative. D’altra parte non sfuggono alle Assemblee né i problemi di sicurezza, che però possono essere adeguatamente risolti, né la complessità del problema politico per il quale non sarebbero sufficienti scelte semplici e riduttive.
Al di là di questa problematica io affido a Lei, signor Presidente, con fiducia ed affetto la mia persona, nella speranza che tanti anni di stima, amicizia e collaborazione mi valgano un aiuto decisivo, che ricostituisca il Plenum del Parlamento e che mi dia l’unica gioia che cerco, il ricongiungimento con la mia amata famiglia.
Con i più sinceri e vivi ringraziamenti, voglia gradire i miei più deferenti saluti.
Suo
Aldo Moro

On. Prof. Amintore Fanfani
Presidente del Senato della Repubblica

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /8

set 18 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

36) A Benigno Zaccagnini

(non recapitata)

On. Benigno Zaccagnini
Aggiungi che la mia protezione è stata assolutamente insufficiente e non è giusto farne ricadere la responsabilità su di me

Caro Zac,
se si proroga, come si deve, dev’essere per fare davvero qualche cosa, non per perdere tempo. So che tutto è difficile ma spero non ti sottrarrai a questa responsabilità (il contrario sarebbe disumano e crudele) di far procedere il negoziato verso una conclusione ragionevole ma positiva. Non puoi capire che cosa si prova in queste ore. Non cedere a nessuno, non ammettere tatticismi. La responsabilità è tua, tutta tua. Se fossi nella tua condizione non accetterei mai di dire di sì all’uccisione, di pagare con la vita la prigionia che non si crede di poter interrompere. Ma stai bene attento alla scala dei valori.
Con [...]¹
Aldo Moro

(¹) parola indecifrabile

37) Ai familiari
(recapitata il 24 o il 25 aprile)

A tutti i miei carissimi ed a Noretta, amata sposa e madre. Mi piacerebbe avere un cenno, anche minimo di risposta, per tranquillizzarmi sulla salute di tutti.
Aldo


38) Alla DC
(recapitata il 28 aprile)

Lettera al Partito della Democrazia Cristiana

Dopo la mia lettera comparsa in risposta ad alcune ambigue, disorganiche, ma sostanzialmente negative posizioni della D.C. sul mio caso, non è accaduto niente. Non che non ci fosse materia da discutere. Ce n’era tanta. Mancava invece al Partito, al suo segretario, ai suoi esponenti il coraggio civile di aprire un dibattito sul tema proposto che è quello della salvezza della mia vita e delle condizioni per conseguirla in un quadro equilibrato. E’ vero: io sono prigioniero e non sono in uno stato d’animo lieto. Ma non ho subito nessuna coercizione, non sono drogato, scrivo con il mio stile per brutto che sia, ho la mia solita calligrafia. Ma sono, si dice, un altro e non merito di essere preso sul serio. Allora ai miei argomenti neppure si risponde. E se io faccio l’onesta domanda che si riunisca la direzione o altro organo costituzionale del partito, perché sono in gioco la vita di un uomo e la sorte della sua famiglia, si continua invece in degradanti conciliaboli, che significano paura del dibattito, paura della verità, paura di firmare col proprio nome una condanna a morte.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /7

set 17 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

31) A Franco Malfatti

(il destinatario ha dichiarato di non aver ricevuto la lettera)

All’Ambasciatore Franco Malfatti segretario generale della Farnesina

Carissimo Ambasciatore,
nella disperata situazione in cui mi trovo, sono nella necessità di rivolgermi a Lei, per trasmettere un appropriato messaggio al vecchio collega ed amico Waldheim, presidente dell’ONU, messaggio che è richiesta di urgente aiuto, ma, come Ella ben sa, non è di contenuto semplicemente umanitario. Nella condizione in cui sono non riesco a contattare efficacemente Cottafavi. E allora mi rivolgo a Lei con la fiducia di sempre, avendo come supremo obiettivo una rapida visita di Waldheim in Italia. Anche sul piano psicologico, non sarebbe cosa da poco. Ovviamente ogni collaborazione dell’ambasciatore Vinci non potrà che essere estremamente utile. Grazie e con l’affetto di sempre, mi creda suo.
Aldo Moro

Amb. Franco Malfatti
Segretario generale della Farnesina

Un incontro a Ginevra sotto l’egidia della Croce Rossa sarebbe possibile?


32) A Eleonora Moro
(recapitata il 24 aprile)

Carissima Noretta,
come ultimo tentativo fai una protesta ed una preghiera con tutto il fiato che hai in gola, senza sentire i consigli di prudenza di chicchessia e dello stesso Guerzoni.
Ti abbraccio forte forte
Aldo

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /6

set 16 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

26) A Benigno Zaccagnini

(non recapitata)

Prego la cortesia della stampa di trasmettere all’illustre destinatario in Piazza del Gesù, curandone il personale recapito. Molti ringraziamenti.

Caro Zaccagnini,
in quest’ora tanto drammatica mi rivolgo con fiducia e viva preghiera a te ed agli amici, affinché con spirito cristiano ed autentica saggezza politica vogliate favorire, anche decisamente influenzando altre forze politiche, un’equa trattativa umanitaria, che abbia ad oggetto, con garanzie di sicurezza, scambio di prigionieri politici et consenta mia restituzione alla famiglia, che, per ragioni a te note, ha assoluto bisogno di me. Ricordando le grandi pressioni da te esercitate perché accettassi questo ufficio ed infine la mia disciplinata e rassegnata adesione alla tua richiesta, sento che con gli amici hai il dovere di aiutarmi in questo frangente. Altrimenti non potrai perdonare te stesso.
Con fiducia, profonda gratitudine e viva cordialità
Aldo Moro

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /5

set 15 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

21) A Sereno Freato

(non recapitata)

Carissimo Freato,
la mia allucinante vicenda mi ha dato l’impressione di essere rimasto senza amici. So che non è così, anche se alcuni (o tanti) che potevano, non si sono adoperati. Mi pare così assurdo non si sia accettato uno scambio che non pregiudicava niente, dovendo gli scambiati lasciare l’Italia. Ma non voglio fare lamentele ed accetto da Dio il mio destino. Ma il problema non è mio, ma di una famiglia di cui Lei, così buono ed affettuoso per tanti anni, conosce tutte le complessità. Non posso quindi che ritornare a Lei, pur sapendo che Ella è preso da cose più grandi di queste, per pregarla, insieme con Rana, di guidare, consigliare, aiutare questa famiglia. Ho mille preoccupazioni, ma in cima c’è la non buona salute di mia moglie e la sorte dell’amatissimo Luca con le difficoltà che Ella conosce. Mi affido a Dio ed agli uomini cari come Lei. Chi l’avrebbe detto? E vi era chi progettava, mentre io non progettavo. Dio sa che cosa darei solo per aiutare i miei e basta. Quanto costa lo spettacolo di una apparente grandezza. Aiuti dunque i miei, caro Freato, con la sua immensa bontà. E stia certo di aver fatto la scelta migliore, che io, purtroppo, non ho fatto.
La benedico, insieme ai suoi e l’abbraccio con tutto il cuore
Suo Aldo Moro

Dott. Sereno Freato
Via S. Valentino 21


22) Messaggio
(non recapitata)

prego la cortesia della stampa di voler telefonare questo messaggio a casa mia (3379308)

Famiglia Moro

Stringendomi con tanto affetto a voi vi prego darmi cortese tramite stampa urgenti notizie famiglia et familiari, dettagliando se ricevute mie notizie. Rassicuratemi incidente ferroviario Bologna. Abbraccio forte. Non tardate.
Aldo

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /4

set 14 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

• 16) A Anna Moro e Mario Giordano

(non recapitata)

Miei carissimi Anna e Mario,
credo di essere ad un momento conclusivo e desidero abbracciarvi forte forte con tutto l’amore che meritate. C’è stato certo qualche momento di difficoltà dovuto ad un momento particolarmente impegnativo. Spero che sia davvero cancellato tutto e che siate uniti e in salute, come mamma mi scrive tramite il giornale. Tu sai, Anna mia, quanto bene ti ho voluto da sempre, come ho goduto della tua confidenza e fiducia, come sono riuscito a vincere alcune tue amarezze. Poi è venuto Mario ed io sono stato felice che un’altra persona cara abbia preso a svolgere la funzione che era stata mia. E ne sono felice tuttora. Non per questo però ti ho voluto e ti voglio meno bene. Sei sempre la mia piccolina della gamba destra, mentre Agnese era per parte sua quella della gamba del cuore. Tempi felici. Niente ha potuto annullare la grandezza dell’amore. A qualsiasi età i figli sono i nostri piccoli. E tu sei la mia piccola. Come vorrei vedere nascere il tuo bimbo. Che venga su bello, buono, vispo, felice. Mi parrà di averlo conosciuto. Non so darvi nessun consiglio. Vogliatevi bene sempre e siate uniti alle vostre due famiglie. Tutte ne hanno diritto: una, la nostra, un particolare bisogno. Siate buoni e puliti come siete stati sempre. Iddio vi aiuterà. Quello che Egli vi toglie, vi darà in altro modo. Certo tutto questo pesa. Ma sia fatta la volontà del Signore.
Carissimi, vi abbraccio forte dal profondo del cuore e vi benedico. Ricordatemi ai vostri cari.
Papà
per Anna e Mario


17) A Luca Bonini
(non recapitata)

Mio carissimo Luca,
non so chi e quando ti leggerà, spiegando qualche cosa, la lettera che ti manda quello che tu chiamavi il tuo nonnetto. L’ immagine sarà certo impallidita, allora. Il nonno del casco, il nonno degli scacchi, il nonno dei pompieri della Spagna, del vestito di torero, dei tamburelli. E’ il nonno, forse ricordi, che ti portava in braccio come il S.S. Sacramento, che ti faceva fare la pipì all’ora giusta, che tentava di metterti a posto le coperte e poi ti addormentava con un lungo sorriso, sul quale piaceva ritornare. Il nonno che ti metteva la vestaglietta la mattina, ti dava la pizza, ti faceva mangiare sulle ginocchia. Ora il nonno è un po’ lontano, ma non tanto che non ti stringa idealmente al cuore e ti consideri la cosa più preziosa che la vita gli abbia donato e poi, miseramente, tolta. Luca dolcissimo, insieme col nonno che ora è un po’ fuori, ci sono tanti che ti vogliono bene. E tu vivi e dormi con tutto questo amore che ti circonda. Continua ad essere dolce, buono, ordinato, memore, come sei stato. Fai compagnia oltre che a Papà e Mamma, alla tua cara Nonna che ha più che mai bisogno di te. E quando sarà la stagione, una bella trottata coi piedini nudi sulla spiaggia e uno strattone per il tuo gommoncino. La sera, con le tue preghiere, non manchi la richiesta a Gesù di benedire tanti ed in ispecie il Nonno che ne ha particolare bisogno. E che Iddio pure ti benedica, il tuo dolcissimo volto, i tuoi biondi capelli che accarezzo da lontano, con tanto amore. Ti abbraccia tanto nonno
Aldo

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /3

set 13 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

11) A Papa Paolo VI

(non recapitata)

Beatissimo Padre,
nella difficilissima situazione nella quale mi trovo e memore della paterna benevolenza che la Santità Vostra mi ha tante volte dimostrato, e tra l’altro quando io ero giovane dirigente della Fuci, ardisco rivolgermi alla Santità Vostra, nella speranza che voglia favorire nel modo più opportuno almeno l’avvio di quel processo di scambio di prigionieri politici, dal quale potrebbero derivare, in questo momento estremamente minaccioso, riflessi positivi per me e la mia disgraziata famiglia che per ragioni oggettive è in cima alle mie angosciate preoccupazioni. Immagino le ansie del Governo. Ma debbo dire che siffatta pratica umanitaria è in uso presso moltissimi governi, i quali danno priorità alla salvezza delle vite umane e trovano accorgimenti di allontanamento dal territorio nazionale per i prigionieri politici dell’altra parte, soddisfacendo così esigenze di sicurezza. D’altra parte, trattandosi di atti di guerriglia, non si vede quale altra forma di efficace distensione ci sia in una situazione che altrimenti promette giorni terribili. Avendo intravisto qui nella mia prigione un severo articolo dell’Osservatore, me ne sono preoccupato fortemente. Perché quale altra voce, che non sia quella della Chiesa, può rompere le cristallizzazioni che si sono formate e quale umanesimo più alto vi è di quello cristiano?
Perciò le mie preghiere, le mie speranze, quelle della mia disgraziata famiglia che la Santità vostra volle benevolmente ricevere alcuni anni fa, s’indirizzano alla Santità vostra, l’unica che possa piegare il Governo italiano ad un atto di saggezza. Mi auguro si ripeta il gesto efficace di S.S. Pio XII in favore del giovane Prof. Vassalli, che era nella mia stessa condizione.
Voglia gradire, Beatissimo Padre, con il più vivo ringraziamento per quanti beneficeranno della clemenza, i più devoti ossequi.
Aldo Moro

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /2

set 12 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

6) A Eleonora Moro

(recapitata, forse, il 6 aprile)

Carissima Noretta,
se gli uomini saranno ancora una volta buoni con me, dovrebbero pervenirti questo saluto caro e le connesse indicazioni, le quali sono date per mia relativa tranquillità. Una risposta, se possibile, coprirebbe meglio l’inevitabile solitudine (almeno due righe dì messaggio per giornale). Ma se questo non è possibile, io mi consolo immaginando, ricordando, ripercorrendo gli itinerari, che ora si scoprono splendidi, della nostra vita, spesso tanto difficile, di ogni giorno. Vi abbraccio tutti e vi benedico. E voi pure fatelo per me, senza però turbarvi. La giovinezza ha il dono della fermezza e di un pò di alternativa. lo poso gli occhi dove tu sai e vorrei che non dovesse mai finire. Naturalmente nulla alla stampa o a chiunque di quel che scrivo. Un grande abbraccio per tutti.
Aldo

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