Cristiano Valli
23 lug
Le New Balance invece no, quelle non le ho.
29 giu
Oggi avrei voluto scrivervi e parlarvi di un sacco di cose.
Avevo in mente di fare gli auguri a Gigi (“sociogigi”, tutto attaccato, lo chiamavamo a Clarence) e Ludovica, che si sono sposati un mese fa, una quindicina di anni dopo essersi incontrati, e di mezzo ci sono stati momenti di tutti i tipi, ma sono capitate anche e soprattutto due persone più corte di loro che si chiamano Giulia e Gabriele, e che valevano la pena.
Magari vi avrei parlato di Veltroni. Magari anche no.
Forse vi avrei raccontato di un posto storico e bellissimo che diventerà un inutile museo sportivo solo perché a Roma hanno stanziato 50 miliardi di euro destinati a chi prende delle cose belle e ne fa musei sportivi.
Oppure avrei discusso con voi di quanto è strano che a volte servano eventi che ci travolgano per fare una cosa così semplice che si chiama pace.
Invece è stata una giornata così, e mi viene solo da dire una di quelle cose un po’ sceme e inutili che si dicono in questi casi (“in bocca al lupo”, “in culo alla balena”, “in groppa al calamaro”: fate voi) a Gianmarco, che siccome è entrato in un pronto soccorso che sembrava uno dei Simpson, quelli (del pronto soccorso, non i Simpson) hanno deciso di tenerlo lì per alleggerirlo - oggi - di un pezzettino.
24 giu
Cose strane. Mi sono chiesto: come mai ogni anno ho scritto un post per festeggiare il mio compleanno? Perché quel tanto che basta di vergogna non mi ha impedito, ciclicamente, di farlo?
Poi ho capito. Non è che volessi regali o auguri: serviva solo per piantare un paletto e ricordarmi che sono un disadattato. Lo dico perché fino a ieri mattina ero assolutamente convinto di stare per compiere 37 anni.
Invece sono 36.
Mica poco, se ci pensate.
E’ un po’ come se ti dicessero: “sei stato fortunato, ti abbuoniamo un anno”.
Oppure (cose che vanno dette sempre sfiorandosi un filo le palle) come fare “rewind” per i 365 giorni che pensavi di avere vissuto e invece ancora ti spettano.
Infine, quel post serviva anche a ringraziare - davvero, e tanto - tutti quelli che hanno fatto gli auguri (grazie a Skype, sempre solerte, o a questa segnalazione) nella giornata di ieri.
20 giu
… e fu sera e fu mattina. E un’altro pride è andato. E direi che è andato egregiamente: 500mila in piazza e tra questi cittadini e cittadine, omosessuali ed eterosessuali, organizzati in pullman o per i fatti loro. Nessun partito (tranne qualche gruppetto autonomo), nessun sindacato (tranne la cara e vecchia CGIL), nessun noglobal, nessun black block. Niente morti, feriti, malori e, tanto per cavalcare la polemica del momento, nessuna tromba d’aria a portar via il palco (che poi era un bus a due piani).
Peccato che se ne siano accorti solo quei 500mila: in giacca e cravatta, jeans e maglietta, qualcuno vestito da prelato, qualcuno travestito, seminudo, nudo. C’era anche un prete (vero), mammi con bambini e famiglie (cosiddette) omosessuali (rappresentate da ben due associazioni). Eppure quei 500mila non erano li solo per loro stessi.
..
Il tutto un po’ sui generis, ma era la perfetta emanazione di quello che il movimento omosessuale è. A guardare Studio Aperto il giorno dopo pareva ci fossero quattro travestiti dietro i loro cartelli e nulla più. Qualcuno ha ritenuto superfluo anche darne notizia. Dio benedica Sky News, non a caso miglior Tg 2007.
Certo gli eccessi ci son stati, e l’evento non è esente da critiche. Ma stiamo parlando di mezzo milione di persone, che non sono certo un corpo unico e compatto ma pressochè altrettante teste pensanti (e quest’anno il pride era “unitario”, nessuno ve lo ha mai spiegato, organizzato e “partecipato” da tutte le associazioni gay presenti sul territorio… se sapeste la litigiosità di questo “movimento” capireste anche lo sforzo titanico).
D’altronde nemmeno gli etero son tutti uguali, ci sono i machi e ci sono i mici… certo non arriveranno mai al livello di variegatezza degli omosessuali… ed è il “bello” delle minoranze.
Eccolo qui: il popolo omosessuale, quest’anno tanto trasgressivo che qualche tg ha dovuto pescare immagini di repertorio da vecchie parate, giudicando questa troppo morigerata. Il popolo omosessuale, che non si capisce perchè deve sbandierare la propria sessualità invece che tenersela per se (provateci voi a tenervi la vostra intimità per voi), che non si capisce di cosa è orgogliosa, che pensa di essere meglio degli etero che vorrebbe omosessualizzare l’Italia e portare il genere umano all’estinzione…
Ora, io sono disposto ad accettare qualsiasi tipo di critica purchè il livello della discussione spicchi il volo e si alzi da terra-terra.
15 giu
Per ridere in faccia a chi scrive certi manifesti, per vedere questi fenomeni, per dare del deficiente ai deficienti (prima che accada il peggio), per questo signore, per quel che succede a Milano, per sopperire alla pavidità di alcuni, per cose che forse c’entrano poco (ma c’entrano c’entrano), perchè c’è una strana voglia di silenzio in giro, perchè se ne parli, perchè a Roma si sta sempre bene, per i maritozzi con la panna, per gli amici, per la festa, per il colore, perchè non si sarà contro, ma solo a favore, perchè lì ci sono possono andare tutti, ma proprio tutti (pure quelli della Margherità, per dire), perchè sono etero e non gliene frega niente a nessuno, per uno straccio di dignità, per la decenza e per il buon gusto io domani vado qui. E vi consiglio di venirci pure voi, che ci divertiamo un sacco (e fatevi ’sta tirata in treno, che ogni tanto, come stavolta, ne vale la pena).
10 giu
Ho un amico che tutti considerano strano. Forse lo è davvero. Ha atteggiamenti che non fanno parte del vissuto di noi gente comune.
Dell’esuberanza ha fatto il suo vestito privilegiato ma non nasconde per questo il buon cuore che la mamma gli ha fatto. Lui, ad esempio, ringrazia tutto, sempre, per ogni cosa e anche per nulla.
Qualche giorno fa è salito su delle giostre con me. Alla fine del giro è andato a ringraziare il gestore dell’attrazione che lo ha guardato felicemente sorpreso. Perchè lo hai ringraziato? Gli ho chiesto. Perchè mi sono divertito, è uno che fa bene il suo lavoro e volevo dirgli grazie per questo bel momento di felicità anche se brevissimo.
Sic simplicter, la sua risposta. Se potesse ringrazierebbe i semafori. Per strada ringrazia la gente anche solo per non avergli dato fastidio: e con tutta la maleducazione e la criminalità che oggi si incontra anche solo facendo una passeggiata non è poi così esagerato. Certo lui ringrazia ad alta voce, sbracciandosi, sbraitando, a volte forse proprio per delle stupidaggini.
Ma trovo più umano lui di chi oggi tutto pretende perchè tutto è dovuto. O di chi svolge in maniera fredda la sua funzione pubblica senza mai lasciare spazio ad un sentimento, ad un atto di cortesia.
Siamo al paradosso di questa nostra strana realtà della relazione: oggi appare strano chi fa della gentilezza la sua bandiera. E ci abituiamo a considerare normalità la chiusura del cuore che ci fa guardare l’un l’altro con diffidenza e sospetto.
E dire che a volte basta un grazie per migliorare la giornata di chiunque.
7 giu
Capita raramente di leggere un libro diretto, semplice e bello. Che racconti una storia di un ragazzo a cui la vita non ha potuto riservare le gioie di una famiglia biologica, ma a cui il cuore di una persona ha riservato l’amore di una famiglia adottiva.
Una storia normale in fondo, di amore e di comprensione. Se non chè per tirare avanti, quell’uomo dal cuore d’oro faceva il gioielliere, con passione. E, nel buio degli anni ‘70, si è trovato di fronte uno che gli ha sparato, perchè lui stesso si era trovato coinvolto in una sparatoria. Volevano punire chi si faceva giustizia da solo. Stavano punendo chi portava la pistola per difendere il suo essere normale.
Capita raramente di trovare un libro in cui si citi per intero il post di un blog, Macchianera, e alcuni dei relativi commenti.
E capita raramente di trovarsi d’accordo al 100% con l’autore di un libro nel ritenere che tutta questa attenzione per persone che hanno rovinato la vita di nuclei familiari stramaledettamente normali non è dovuta.
Sono dovute lo scontare le pene della giustizia, sono dovute le spiegazioni e sono dovute soprattutto le scuse. Anche per quel post.
29 mag
Caro Sofri, quello anziano. Tu lo hai fatto il ‘68, io ci sono nato. Io sono cresciuto in quella Roma presidiata dalla polizia. Tu hai intelletualmente lottato contro quel modo di essere Stato e quel modello economico; io l’ho vissuto così intensamente che l’ho lasciato.
Io abitavo vicino a dove si riunirono per decidere della morte di Moro. Io mi sono subito tutti blocchi di polizia, e mi sono visto il mitra spianato controllare la macchina di una famiglia con le paperelle che va al mare ad Ostia; a nove anni e mezzo. Quelli della banda della Magliana e quel baretto di Via Chiabrera non me li dimentico. E non mi dimentico il funerale della scorta degli agenti di Moro.
Non ti sto accusando di nulla, ti sto solo chiedendo un favore, a te e a chi magari sa qualcosa, accomunandoti solo per filone generazionale a Curcio, a Moretti, a Fioravanti: diteci come è andata, non dite “Ho ricordato, benchè non ce ne fosse bisogno, che lo Stato di quegli anni ‘60 e ‘70 aveva uomini e organi capaci di ogni illegalità e di veri crimini.”. Ce ne è bisogno, eccome.
La generazione dei vostri figli vuole adesso andarci al potere. Senza casini e senza farsi male. Saremmo contenti di sapere qualcosa delle nostre radici, prima che la vita vi porti via a tutti.
Penso che ce lo dovete, no?
PS: grazie per averne fatto un nome di quelle persone dello Stato che decidevano a tavolino della sorte di tante persone.
24 mag
Se un pregio il Facci ce l’ha, è quello di essere preciso. E di documentare di come la sinistra, per non dire i comunisti, in realtà di mafia ed antimafia non capivano nulla. Non capivano nulla delle dinamiche e dei metodi. E quindi non elaboravano una strategia capace di fermarli e non trovavano gli uomini e i mezzi giusti. Alla storia giudicare se non capire di mafia è stato un errore. O se è stata semplicemente una mancanza di informazioni e di contatti di prima mano.
Detto questo, e visto che siamo in tema 1992, a me piacerebbe capire se in Italia ci sono state persone e istituzioni che queste informazioni di prima mano ce le avevano. Perchè a loro, e non alla sinistra, va ascritta la mancanza di azione coordinata e continuativa. A questo riguardo mi permetto di riproporvi questo post del Neri. Il video in questione sta anche su YouTube.
23 mag
Scrivo dal fronte e le mie trincee, le mie barricate non hanno il colore camaleontico della sabbia, della terra. Non sono avvolgenti e protettive. Non deve piovermi addosso il piombo. Scrivo sotto muri alti tre metri, spessi uno, coloratissimi e nauseabondi. Signori vi scrivo dal fronte della munnezza. Ne ho sentite tante: che quella trincea l’abbiamo costruita noi, col nostro silenzio, con la nostra indolenza, con la nostra insipienza. Vi scrivo dal fronte degli uomini senza dignità, che per una visita dal medico chiedono il favore all’amico dell’amico, e restano in obbligo per anni. Dal fronte degli inetti, incapaci di tenere per un attimo la schiena dritta. Smidollati, incapaci, inutili i miei compagni al fronte. Sanno guardare solo quell’orizzonte che si presenta a un palmo dal loro naso, dal nostro naso. E accusano: prima uno, poi l’altro, poi quello che verrà.
Sopportano, i miei compagni. Quella puzza, quello schifo, quelle fiamme.
17 mag
Così, giusto per gusto di cronaca, riporto l’intervista a Mancini di ieri:
8 mag
È difficile dire che sono passati venticinque anni. Erano finiti gli anni ‘70, si usciva dall’incubo della recessione, dell’austerity, del terrorismo. E si cominciava a vedere un mondo più aperto, più bello. Erano giorni di grandi sogni, sai; erano vere anche le utopie. E lui, Gilles, quelle utopie le rappresentava tutte.
Lo aveva voluto Ferrari nel 1977 per sosituire Lauda un po’ per scommessa; e lo aveva tenuto anche l’anno dopo, quando lo costruì a forza di interminabiliti test a Fiorano. Poi uscì fuori da indomabile e sensibilissimo pilota negli anni seguenti. E si inventò delle corse assolutamente fuori dal normale. Il duello con Arnoux che potete vedere fuori, il giro su tre ruote a Zandvoort, il tripudio di Monza dietro al suo amico Jody. Poi l’avventura del turbo e della ricerca di un nuovo stile di guida. Che lui portò al trionfo nel budello di Montecarlo.
Quel tragico 1982 doveva essere il suo anno, con la macchina perfetta, il motore ormai affidabile e la squadra tutta per lui. Ma venne il giorno strano di Imola e quella voglia di dimostrare che era lui il più veloce, quello che tiene giù il piede ad ogni costo. Fino a quella curva lì giù, nel boschetto di Zolder.
2 mag
Il mio portamatite di pietra ha la forma di un sasso, invece è un portamatite.
È un oggetto di rara entità, in quanto così perfettamente ermetico che non si apre né si chiude. Perciò è del tutto inaccessibile persino alle matite. Tuttavia i ragni, con le loro zampette di tungsteno, sono entrati nel portamatite.
Hanno fatto così: prima hanno individuato il portamatite. Poi si sono nascosti in un angolo dove nessuno li può vedere e hanno filato la loro bava per circa un cronotopo e mezzo. Bisogna specificare che la vita di un ragno consiste di poco o niente, perciò secondo loro ci hanno messo parecchio. Io intanto ero via per lavoro.
Mi avevano spedito in una città di mare a raccogliere il materiale necessario alla misurazione del tempo. Trattasi di banalissima sabbia ovvero interiora per clessidre. Nel mentre setacciavo altrove, i ragni tessevano un sentiero di bava ai danni del portamatite situato nella mia dimora.
Attualmente, sapendoli dentro il portamatite, non mi riesce di setacciare la sabbia come si deve. Perciò prendo la prima nave e raggiungo il portamatite. Lì, proprio dove l’avevo messo e così come l’avevo lasciato, trovo il portamatite.
Me ne rallegro e torno al mare con in tasca un portamatite di scorta che sembra portamatite, invece è un sasso normale di quelli che si trovano dappertutto e allora si possono anche perdere ché tanto neanche ai ragni gliene frega niente di farci il nido dentro questo genere di.
8 apr
Caro Lettore Laico,
Vorrei mandarti auguri caldi… ma in questo momento nella Chiesa
qualcuno ha lasciato la porta del frigorifero aperta. E speriamo non
apra anche il congelatore…
Vorrei mandarti auguri cattolici… ma tu hai scelto una strada
diversa e ogni giorno la percorri con serenità per cui forse ti
suonerebbero artefatti e imbalsamati. E poi a te magari della Pasqua non frega nulla e ti arrabbi se qualcuno si azzarda a smerigliarti il suo sorriso prestampato da pettegola parrocchiale…
Vorrei mandarti auguri laici… ma per me è impossibile scindere la
Pasqua del Signore da qualsiasi riferimento al Cristo Risorto.
Ti mando quindi gli auguri sinceri del cuore. Che credo facciano sempre bene.
Auguri che nessun Giuda ti svenda mai per trenta denari. O qualunque altra cifra.
Che nessun Pilato si lavi mai le mani di te.
Che l’unico Cristo in croce della tua vita sia quello che oggi risorge.
Auguri Caro Lettore Laico.
4 apr
Forse ci siamo capiti male.
Oggi, il film “King Kong” compie ben 74 anni. E’ la storia di una donna che incontra una creatura di un’altra specie. Un evento che non si sarebbe più ripetuto, fino all’incontro tra Maria Shriver e Schwarzenegger.
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