Archive for the 'Personale' Categoria
Poi fate quel che vi pare
Io credo, ma capisco di risultare presuntuoso, che un pezzo come questo che state per leggere andrebbe su un bel giornale di carta. Quello che leggono le persone che che poi parlano con frasi quali: “vicino agli ambienti di Facebook”. Ecco per dire, uno Zambardino che per un attimo si disincanta dal prossimo Tablet di Apple del quale nessuno sa una beata mazza perché sono trentacinque anni che sull’azienda di Cupertino si fa solo Gossip, dovrebbe scriverlo lui questo pezzo qui, così poi Bruno Vespa, l’autorevole Bruno Vespa che per la sua autorevolezza viene giustamente stipendiato, la smette di pensare a Facebook come un “posto”, perché quella è l’autorevolezza del mio gatto e non è commisurata allo stipendio percepito. Questo o quell’altro guru di internet, con o senza pappagallo sulle spalle, con o senza dichiarazione ufficiali. Sai quelli che muovono l’opinione? Io dico quelli lì, secondo me sarebbe utile. Al di là delle simpatie e antipatie, riconosco la loro influenza, la usino.
Ok, per precisare, non che ce l’abbia con loro, giuro: è che ne sento la mancanza quando servirebbero. Perché secondo me sono gli stessi che da tre anni vanno in giro vagando a dire che i blog sono morti, hanno una vision a due metri di quello che succede loro attorno, e tecnicamente non evidenziano di conoscere la tecnologia più di quanto io le regole di un processo. Cioè sono degli ottimi appassionati ma da lì a dimostrare che ne “sappiano qualche cosa”, mi sento di dire che ancora ne corra. Per adesso, in tutti questi anni, ho solo letto cose abbozzate, sufficientemente sbagliate (per esempio: non sapere la differenza tra utenti unici e unici assoluti, una banale differenza che fa stare in piedi l’industria internet nel mondo) e altre cosa à la signora mia: “è la fine di un’era”, “è la fine del mondo gratis”, “se non è gratis è la fine”, “ora non siamo più liberi”.
Non siamo mai stati liberi.
Già…
…quest’anno non ho scritto il post natalizio di auguri.
- ma se parlavo dell’amore e di vincere l’odio pensavate a… ecco… appunto.
- se scrivevo una lettera a Gesù Bambino l’aveva già fatta quell’altro… sì, appunto.
- se parlavo di un vecchietto che si definisce il vicario di Cristo in terra e che è stato aggredito di nuovo pensavate a quello di sopra…
E poi si dice che la Chiesa fa politica.
Mistero della fede
Poco più di una settimana fa Luca Sofri sul suo blog raccontava il dramma che stava vivendo la famiglia del giornalista Antonio Socci: sua figlia – Caterina, 23 anni – era entrata in coma a seguito di un improvviso e misterioso arresto cardiaco, e ancora oggi le sue condizioni sono purtroppo precarie. Luca segnalava il modo in cui Socci utilizza il proprio blog per aggiornare lo stato clinico della figlia e per creare un’aggregazione di fedeli. Da allora, anch’io ogni giorno ho dato un’occhiata a quel blog, un po’ per informarmi sulle condizioni della ragazza, un po’ anche perché sinceramente incuriosito da questa “forma di partecipazione”, che magari ha anche un nome, ma che non conosco.
Io non sono ateo, ma non posso nemmeno considerarmi un cattolico praticante, e così leggevo quei post di Socci, i suoi appelli di preghiera collettiva e i commenti di altri persone, amici, ma sopratutto fedeli che magari non conoscono neppure Antonio Socci e la sua famiglia, e mi rendevo conto di quanta forza può dare la fede in momenti drammatici come questo, al punto tale da aggiornare in modo continuo e argomentato un cazzo di blog. Alla luce di tutto ciò, ecco che certi interventi, certi pensieri di Socci e di altri devoti come lui che in passato avevo interpretato e classificato come forme estreme di fanatismo e, in un certo senso, di esibizionismo, acquistavano un valore diverso. Questa volta c’era lui, c’era la sua famiglia, c’era sua figlia, in coma, non uomini e donne sconosciuti e “usati” per rappresentare il suo credo. Malgrado ciò il suo tono e le sue parole non cambiavano, e nonostante certi episodi che, laicamente, continuo a considerare di “folklore” (come la visione della Madonna di Medjugorje – proprio quella lì, non un’altra, quella – da parte di una veggente chiamata a pregare per la ragazza), la sua speranza e la sua fede cristiana erano dominanti.
Anch’io negli ultimi tempi ho avuto i miei problemi, non tragici come il coma di un figlio, ma pur sempre drammatici e complicati. Di fronte a questi eventi le miei reazioni erano di disperazione e imprecazioni contro il destino ingiusto alternati a lampi di ottimismo provenienti da scampoli di buon senso e forza di volontà. In quei momenti mi è sicuramente mancata quella forza d’animo che credo solo la fede riesce a dare.
Non so come finire questo post e, per la verità, non so neppure perché l’ho iniziato. Voglio solo dire che sono vicino a Socci e alla sua famiglia e, non potendo pregare per loro, per quanto poco possa servire, saranno nei miei pensieri.
Piacere, Caciocavallo
Questa ve la devo proprio raccontare, perché merita. Premessa: è una cosa di blogger, tra blogger, quindi se l’argomento non interessa siete pregati di saltare a piè pari. Non interesserebbe nemmeno me (e mica per niente su Macchianera, da qualche anno, gli argomenti come questo si evitano come la peste), se non fosse che un giorno ci sono capitato dentro, per caso.
Mi chiama un amico. Mi dice: hai presente Manrico Caciocavallo? Quello di FeedGomorra, la classifica dei blog? E io: sì. Lui continua: eh, si è rotto le scatole di gestirla. Beh, è un peccato, dico io. E lui: si, ma ormai si è sputtanato, tra lui e quella pazza della moglie hanno fatto allontanare tutti quelli che li hanno aiutati gratuitamente, e ogni volta che qualcuno muove un’obiezione su come è gestita monta una polemica che non ti dico. Non riescono proprio a non prenderla sul personale, quei due. Ora lui dice che vuole fare altro e vuole venderla. Va bene – ribatto - ma io cosa c’entro? Scusa, tu non collabori con Telefone? No – rispondo – gestisco solo alcuni progetti per conto loro, o mi occupo dell’ideazione di nuovi servizi, ma lo faccio tramite FrecciaNera. Vabbè, lo stesso – dice lui -, magari a loro interessa: sono abbastanza grandi di potersi permettere di pagarla quel che costa. Perché non gliela proponi?
Va bene, rispondo all’amico, posso sicuramente proporgliela, ma non voglio averci a che fare. Facciamo che se gli interessa li mettiamo in contatto e se la sbrigano loro, ok? E’ ok anche per lui.
Non è ok, invece, per Telefone. Mi dicono: certo che ci interessa, ma questo qui chi è? Voglio dire: te ti conosciamo, ma di lui cosa sappiamo? Abbiamo letto quello che ha scritto in giro per la rete e, francamente, ci sembra abbia perso qualche venerdì. E’ perché non avete incontrato la moglie – rispondo -: quella ha perso tutti i giorni feriali e pure qualcuno di quelli festivi. Appunto, mi rispondono loro: chi ce lo fa fare di mettere uno così in casa? E poi siamo sicuri che il prodotto valga la pena? Il prodotto è buono, dico io. Anzi, per voi è perfetto: nelle mani giuste potrebbe diventare un servizio davvero utile. Investendoci un po’, migliorandolo, accettando consigli e contributi esterni… Loro ci pensano su e concludono che sì, gli interessa, ma c’è un però. Continua a leggere »
Stessa spiaggia, stesso mare
Malgrado la trasmissione quotidiana in radio e il libro da scrivere, sono riuscito a ritagliarmi una settimana di vacanza. Il posto è sempre lo stesso: da queste parti si usa la fantasia in tante occasioni, ma di sicuro non quando si tratta di scegliere la località delle vacanze estive. C’è anche da dire che è un posto che ti rimette in pace con il mondo, e cambiarlo fa brutto.
Poco telefono, poco computer, tanta roba da leggere e tanta da scrivere. Ovviamente Macchianera va avanti, e non è nemmeno detto che qualche aggiornamento dai social network non appaia anche qui.
Si torna il 16 agosto. Poi ci sono la trasmissione, che continua fino a settembre; la BlogFest, a ottobre; e poi ancora New York. Voi fate i bravi.
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Perché non è detto che uno debba tornare a scrivere con un post sui massimi sistemi
Ieri notte avevo fame. Sono solo in casa. La fidanzata è via, ma anche se ci fosse a quest’ora starebbe dormendo. Sono un uomo solo in casa, quindi. Vado in cucina e prendo un pacchetto di pop-corn, di quelli da mettere nel microonde. Sono al caramello, meglio. Accendo il microonde e, con occhio pallato, aspetto. Aspetto, e non succede niente. Aspetto, ed esce un po’ di fumo. Aspetto, ed esce parecchio fumo. Con due, tre minuti di ritardo penso, dentro di me: “ehi, guarda che cosa curiosa, è la prima cosa che vedo fare fumo dentro al microonde, mentre si riscalda!”.
Il resto della storia vede me che apro lo sportello del microonde e vengo inghiottito da una nube di fumo; me che mi scotto per estrarre il vasetto di pop-corn; me che lo metto sotto l’acqua del rubinetto; me che constato che il vasetto conteneva pop-corn al caramello già esplosi; me che apro la finestra e alla fine me ne vado a dormire tra i fumi della diossina.
Perché voto Sinistra e Libertà
[Una versione ridotta di questo intervento è apparsa oggi in prima pagina del quotidiano L'Altro, diretto da Piero Sansonetti - qui il file pdf della pagina]
C’è stato un tempo – novecentesco – che non vorrei riproponesse più certe sue istanze, e in particolare una, che mi riguarda: l’idea che esistano masse su cui gli intellettuali si illudono di esercitare un’illuminata influenza. Io sono un intellettuale (ma anche un lavoratore salariato) ed è senza alcuna arroganza che esprimo una speranza e un’azione concreta di ordine politico. La speranza è che il movimento Sinistra e Libertà cresca, si trasformi e trasformi la società in cui vivo. L’azione concreta è il voto che io darò a Sinistra e Libertà in queste elezioni. Continua a leggere »
Bruciate, troie

Casa mia è invasa dalle formiche. In un primo momento volevo sterminarle tutte quante col Flit, poi l’ho deciso di risparmiarle. Osservando il loro comportamento, ho capito che le formiche sono individualiste.
E altre cose di vostro sicuro interesse. Continua a leggere »
Pasqua di Luce
Cari Amici, Buona Pasqua nel Signore.
1) Buona Pasqua alle famiglie abruzzesi colpite dal terremoto. Ci sentiamo vicini alle vostre ferite e alle vostre perdite. Risorgerete dalle macerie e tutta l’Italia vi aiuterà a farlo.
2) Buona Pasqua a chi la festeggia dopo aver perso una persona cara. Il significato di questa festa è ricordare che la morte non ha l’ultima parola ma che loro rimangono con noi.
3) Buona Pasqua a chi ha ricevuto cattive notizie e non riesce più a vedere il futuro. Si passa sempre per il venerdì santo prima dell’alba della risurrezione. Corraggio e non arrendiamoci mai.
4) Buona Pasqua a chi ha ricevuto buone notizie e ora sente di aver ritrovato la forza per continuare il cammino: condivida la gioia di questi giorni con chi è più sfortunato.
5) Buona Pasqua a chi è senza lavoro. Non sarà mai senza dignità. La Chiesa vi è vicina, camminiamo insieme in questi mesi di crisi: chi è imprenditore e può assumere lo faccia, vi prego, per donare pace e vita almeno ad una famiglia disperata.
6) Buona Pasqua a chi ha il cuore inacidito dal rancore e dalla vendetta. Non se li meriterebbe gli auguri: ma quella condizione è la morte del cuore; speriamo che possa risorgere con Cristo anch’esso.
7) Buona Pasqua a chi coltiva un sogno: possa realizzarlo pensando che nulla è impossibile a chi ama, vive, riempie di gioia il mondo.
8) Buona Pasqua a chi deve fare i conti con la salute. Arrivi la guarigione e la vicinanza di parenti che ricordano che il legame di sangue deve essere il primo amore da servire.
9) Buona Pasqua ai dottori, agli infermieri, ai poliziotti, a tutti quelli che lavoreranno anche in questi giorni: grazie di quello che fate. Grazie perchè anche oggi ci siete.
10) Buona Pasqua a tutti voi, brava gente. Andate a messa, scambiatevi l’augurio della Pace, portate un pò di gioia a chi avete vicino.








