Cristiano Valli
9 ott
Scrivere di blog è come dipingere di pittura, direbbe forse Frank Zappa.
I blog, secondo alcuni, uniscono in un’opera pop la vocazione metatestuale del writing in tutte le sue forme con l’arguzia e la spontaneità delle scritte sui muri nei bagni degli autogrill.
Altre persone con cui ho discusso dell’argomento si domandano come della scrittura, secondo la loro opinione, di basso livello possa sperare di affiancarsi al vero giornalismo e alla vera narrativa; pacatamente chiedo loro come possa allora parte del vero giornalismo, persino in Italia, sperare di affrontare sullo stesso campo il disordinato esercito, ma pur sempre un esercito, dei blogger ancora fedeli alla propria causa. Quasi tutti, infine, quando pronuncio la parola blog, chiedono qualcosa tipo: blobb? ecche è? robba che se magna?
Io sono un blogger in perenne ritardo: in ritardo sulla scoperta del fenomeno, in ritardo sull’utilizzo di una nuova forma espressiva, in ritardo nel conoscere i nuovi avvenimenti, la vita e le rivoluzioni del “mondo blog” di cui parlava la Pizia qualche anno fa. E’ per questo che, sempre in ritardo ogni settimana da quattro anni ad oggi, cerco di stimare la speranza di vita di una corrente, di un movimento quasi, che rischia sempre di finire soffocato da se stesso, e dall’ambiente in cui si è sviluppato, prima ancora che nella nostra nazione abbia acquisito una minima dignità.
Non temo una fine entro breve, ma credo, non so se a torto o a ragione, che tutto questo stia trasformandosi in un “qualcos’altro” probabilmente già sperimentato.
7 ott

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6 ott
Crollano le Borse e le banche, solo la parola di Dio - ha detto il Papa - e’ una realtà solida. Ma non ci paghi il mutuo e non ci mangi. Cioè, voi sì, e alla grande, che ci avete costruito un business e una macchina da soldi che dura da duemila anni e in confronto al quale Windows, Adwords e l’Ipod fanno ridere - senza contare che tiene meglio di quei business anche durante le recessioni. Ma gli altri no, la gente onesta con la parola di dio non mangia.
5 ott

Non è un argomento semplice come appare nella vignetta, ma è comunque un accordo Stato/Chiesa che vive protetto dall’egida di profonda ipocrisia normativa e intellettuale.
Visto che si sta rimettendo mano a tutto, Costituzione compresa, si potrebbe dara un’addrizzata anche a st’istituto. Altrimenti un sacco di gente come me, va a letto ogni sera col culo che gli rode, e questo NON giova in termini di surriscaldamento globale.
:)
Da questa voce su Wikipedia, abbastanza sintetica ed equilibrata nei contenuti, si può partire per farsi un’idea.
5 ott
Calcoli al fegato. Non sassi, ma debiti. Il risultato clinico è lo stesso. Facciamoli questi due calcoli. A chi? Ad una famiglia media della mia parrocchia.
- mutuo della casa: 850 euro al mese fino alla nascita dei nipotini di terza generazione. La forbice di questa voce varia su troppi fattori: si arriva anche a 1200 euro o più.
- rata della carta di credito 1: 120 euro
- rata della carta di credito 2: 100 euro
- rate sommate di almeno tre cose comprate con occhio ammiccante: “io lo pago a rate…” (televisore, frigorifero, lavapiatti - ho visto acquistare a rate anche un phon)… bè, mettiamoci, tra tutto, 350 euro.
- spese di macchina: 100 euro usandola il minimo indispensabile. (continua…)
3 ott

Quello che mi sembra ostinato al limite della sindrome psicotica di negazione, è l’improvvisazione cantilenante del motivetto Gli Italiani Non Sono Razzisti da parte di alcuni che hanno pubblica voce e pubblica responsabilità. Tanto più quando costoro sono riferimento diretto di piccole comunità, come un sindaco o un assessore di paese.
E’ ormai manifesto quanto ’sta canzoncella sia un mantra esorcizzante, perché ne stanno succedendo troppe.
Non siamo culturalmente razzisti? Ok, allora stiamo imparando in fretta.
1 ott

C’entra nulla né con Biani né con TraFacci. Ma ieri mattina s’è discusso su Friendfeed (che a proposito compiva un anno e auguri!), dicevo s’è discusso qui di un certo intervento ai confini della realtà a SKY TG24.
Mi sono così avvelenato, che. vavè.
Leggetevelo se vi va.
30 set
Ora, sinceramente, ditemi voi se davvero credete possibile che al mondo possa esistere un solo essere umano pensante che, dopo aver visto questa vignetta di Mauro Biani, decide di alzarsi, farsi la barba, uscire di casa, e dirigersi al Senato impugnando una stronzata sulla pericolosa ambiguità della stessa.
30 set
E’ che essere un artista non è proprio un colpo di fortuna, pensavo guardando la vignetta di Mauro che ha scatenato il putiferio che sappiamo. Perché io so (proprio lo so, sono una dipendente dello Stato nell’Era Brunetta, con vista su una realtà particolarmente disgraziata) che l’aria che tira è di sconfitta, nichilismo e disperazione individuale, solitaria. Nulla di meno. E lo sanno pure le antenne di Biani, e mi basta guardarla, la “vigna” incriminata, per capire che ha capito benissimo, lui, tutto ciò che c’è da capire su come ci si sente, qua in giro.
Solo che il mondo non è fatto solo di testimoni diretti delle sconfitte, né tanto meno di artisti. Ci sono tutti gli altri - gli estranei - e loro non capiscono nulla che non sia bene ordinato, con tutti i parametri perbene al posto loro e così via. L’immaginazione non può fare miracoli. E a me pare che il problema, con questa vignetta, sia che Mauro non ha parlato a questi qua. Ha semplicemente descritto l’impotenza e la mortificazione senza limiti che io, nel mio piccolo, vedo attorno a me, a chi - ancora? - non la percepisce e, di conseguenza, può esprimersi solo attraverso lezioncine politicamente corrette: quelle che ci ispirano le cose che sono solo in TV o, appunto, sui giornali. (continua…)
29 set

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28 set
Arriva il giorno in cui il coraggio smette di essere una virtù esemplare e diventa qualcosa di scomodo da eliminare.
Quello è il giorno in cui tutti perdono perché è proprio il coraggio a permettere che le cose cambino.
Evidentemente qualcuno vuole che il mondo rimanga esattamente così com’è e preferisce commissionare esecuzioni invece che affrontare la spaventosa realtà del cambiamento.
C’è chi dice che dalla storia s’impari a non ripetere gli errori del passato, ma credo che in questo caso la storia abbia fornito a chi teme un certo tipo di coraggio una soluzione già sperimentata.
28 set

25 set

Nonno, se non la smetti ti strappo tutte le unghie e ci gioco a pulce.
— , “Mai Dire Gol”
