Lo specchietto per le allodole
6 Ott
Crollano le Borse e le banche, solo la parola di Dio - ha detto il Papa - e’ una realtà solida. Ma non ci paghi il mutuo e non ci mangi. Cioè, voi sì, e alla grande, che ci avete costruito un business e una macchina da soldi che dura da duemila anni e in confronto al quale Windows, Adwords e l’Ipod fanno ridere - senza contare che tiene meglio di quei business anche durante le recessioni. Ma gli altri no, la gente onesta con la parola di dio non mangia.
5 Ott

Non è un argomento semplice come appare nella vignetta, ma è comunque un accordo Stato/Chiesa che vive protetto dall’egida di profonda ipocrisia normativa e intellettuale.
Visto che si sta rimettendo mano a tutto, Costituzione compresa, si potrebbe dara un’addrizzata anche a st’istituto. Altrimenti un sacco di gente come me, va a letto ogni sera col culo che gli rode, e questo NON giova in termini di surriscaldamento globale.
:)
Da questa voce su Wikipedia, abbastanza sintetica ed equilibrata nei contenuti, si può partire per farsi un’idea.
5 Ott
Calcoli al fegato. Non sassi, ma debiti. Il risultato clinico è lo stesso. Facciamoli questi due calcoli. A chi? Ad una famiglia media della mia parrocchia.
- mutuo della casa: 850 euro al mese fino alla nascita dei nipotini di terza generazione. La forbice di questa voce varia su troppi fattori: si arriva anche a 1200 euro o più.
- rata della carta di credito 1: 120 euro
- rata della carta di credito 2: 100 euro
- rate sommate di almeno tre cose comprate con occhio ammiccante: “io lo pago a rate…” (televisore, frigorifero, lavapiatti - ho visto acquistare a rate anche un phon)… bè, mettiamoci, tra tutto, 350 euro.
- spese di macchina: 100 euro usandola il minimo indispensabile. (more…)
3 Ott

Quello che mi sembra ostinato al limite della sindrome psicotica di negazione, è l’improvvisazione cantilenante del motivetto Gli Italiani Non Sono Razzisti da parte di alcuni che hanno pubblica voce e pubblica responsabilità. Tanto più quando costoro sono riferimento diretto di piccole comunità, come un sindaco o un assessore di paese.
E’ ormai manifesto quanto ’sta canzoncella sia un mantra esorcizzante, perché ne stanno succedendo troppe.
Non siamo culturalmente razzisti? Ok, allora stiamo imparando in fretta.
1 Ott

C’entra nulla né con Biani né con TraFacci. Ma ieri mattina s’è discusso su Friendfeed (che a proposito compiva un anno e auguri!), dicevo s’è discusso qui di un certo intervento ai confini della realtà a SKY TG24.
Mi sono così avvelenato, che. vavè.
Leggetevelo se vi va.
30 Set
Ora, sinceramente, ditemi voi se davvero credete possibile che al mondo possa esistere un solo essere umano pensante che, dopo aver visto questa vignetta di Mauro Biani, decide di alzarsi, farsi la barba, uscire di casa, e dirigersi al Senato impugnando una stronzata sulla pericolosa ambiguità della stessa.
30 Set
E’ che essere un artista non è proprio un colpo di fortuna, pensavo guardando la vignetta di Mauro che ha scatenato il putiferio che sappiamo. Perché io so (proprio lo so, sono una dipendente dello Stato nell’Era Brunetta, con vista su una realtà particolarmente disgraziata) che l’aria che tira è di sconfitta, nichilismo e disperazione individuale, solitaria. Nulla di meno. E lo sanno pure le antenne di Biani, e mi basta guardarla, la “vigna” incriminata, per capire che ha capito benissimo, lui, tutto ciò che c’è da capire su come ci si sente, qua in giro.
Solo che il mondo non è fatto solo di testimoni diretti delle sconfitte, né tanto meno di artisti. Ci sono tutti gli altri - gli estranei - e loro non capiscono nulla che non sia bene ordinato, con tutti i parametri perbene al posto loro e così via. L’immaginazione non può fare miracoli. E a me pare che il problema, con questa vignetta, sia che Mauro non ha parlato a questi qua. Ha semplicemente descritto l’impotenza e la mortificazione senza limiti che io, nel mio piccolo, vedo attorno a me, a chi - ancora? - non la percepisce e, di conseguenza, può esprimersi solo attraverso lezioncine politicamente corrette: quelle che ci ispirano le cose che sono solo in TV o, appunto, sui giornali. (more…)
29 Set

un click sulla vignetta per ingrandirla
28 Set
Arriva il giorno in cui il coraggio smette di essere una virtù esemplare e diventa qualcosa di scomodo da eliminare.
Quello è il giorno in cui tutti perdono perché è proprio il coraggio a permettere che le cose cambino.
Evidentemente qualcuno vuole che il mondo rimanga esattamente così com’è e preferisce commissionare esecuzioni invece che affrontare la spaventosa realtà del cambiamento.
C’è chi dice che dalla storia s’impari a non ripetere gli errori del passato, ma credo che in questo caso la storia abbia fornito a chi teme un certo tipo di coraggio una soluzione già sperimentata.
28 Set

25 Set

25 Set
Domanda: qualcuno di voi ha capito perchè Alitalia deve rimanere “italiana” a tutti i costi, quando, per dire, metà dell’energia elettrica che consumiamo è francese, le autostrade sono (saranno?) spagnole, Telecom Italia e TIM sono spagnole, Omnitel è inglese, Wind è egiziana, Tre è cinese, Fastweb è svizzera, Tiscali è sarda etc? ;-)
24 Set
Ma quale Compagnia Aerea Italiana! Alitalia diventerà le Linee Aeree Socialiste Bolivariane italiane! Qualche buontempone deve aver diffuso lo scoop di un interesse della venezuelana Aserca, e i giornali hanno fatto a gara a darne notizia. Ovviamente, è arrivata anche la pronta smentita, ma non in tempo perchè il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero riuscisse a evitare di sputtanarsi una volta di più appoggiando subito l’offerta. Non gli pareva vero di essere soccorso da dei compagni latino-americani. E, infatti, non era vero. Paolo, basta canne!
23 Set
Prima che qualcuno dica che l’Italia non deve somigliare a Beirut; prima che qualcuno dica che le soluzioni militari non servono, che sono fumo negli occhi, inutili ed effimere campagne pubblicitarie… prima di tutto questo, voglio dire quanto sia piacevole pensare a quelle case rivoltate nel cuore della notte; a quei quartieri bucati come un panetto di burro con la lama calda. Quanto è bello vedere le loro donne, agitarsi come nelle commedie dei funerali per i morti ammazzati nelle loro guerre. Quanto è bello vedere i loro figli, che già da piccoli sono capaci di misurare la forza, capire che non c’è solo il loro papà con i muscoli di fuori. Quanto è bello vedere le strade, che non sono più terra loro, e vederli con la paura in faccia per uno sbirro che alza la paletta rossa se non hanno il casco in testa. Quanto è bello sapere che anche loro, qualche volta, sono costretti alla legge del più forte, che non sempre è quello che sa sparare per primo. Quanto è bello vedere quei grugni, che invadono i bar, i ristoranti, le strade, gli uffici che frequento anche io, contratti in una smorfia e non poter dire niente. (more…)
I 40 anni sono quell’età in cui ci si sente finalmente giovani. Ma è troppo tardi.
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