|
|
|
|

C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

Archive for the ‘Opinioni’ Category

Mea grandissima culpa

Milano è la città al primo posto in Italia per quantità di immondizia recuperata. Ebbene, in questo luogo da primato (41% di rifiuti riciclati, soffiato a Roma, a cui quest’anno, diversamente dal passato, è stato impedito di includere nel conteggio anche i parlamentari) capita che abbiano dimora anche zotici incivili come il sottoscritto, che conducono vita dissennata, con orari da fuso orario americano, che a malapena sanno dividere lavoro e vita privata e quindi figuriamoci se sono capaci di farlo con la carta, il vetro e la plastica. Concordo preventivamente con la maggior parte di voi: non c’è giustificazione per un atteggiamento tanto barbaro. Il punto, infatti, non è questo: l’inciviltà, quando scoperta, si sconta. Fin qui tutto regolare: la multa è arrivata, giustamente salata, ed è stata pagata. La domanda, invece, è: come cacchio hanno fatto a rintracciarmi da un sacchetto di rifiuti? Semplice: l’hanno aperto, hanno rovistato tra la mia spazzatura, hanno trovato alcune lettere indirizzate al sottoscritto e ne hanno ricavato nome, cognome, indirizzo, numero di telefono. Alla faccia della riservatezza dei dati hanno addirittura descritto la procedura nella causale della sanzione. Giuro che da oggi farò gioco di squadra perché Milano vinca anche la prossima edizione di questo “Giochi senza frontiere” del pattume; in cambio il Garante della Privacy potrebbe indagare sul motivo per cui in questo gioiello di civiltà fatto metropoli un qualsiasi spazzino sembra avere licenza di farsi i cazzi tuoi?

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • A Silvio quel che è di Silvio

    Una chicca dalla rete, autore ignoto: “Salve, mi chiamo Mario Rossi e vivo in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro in un’azienda il cui azionista è il Presidente del Consiglio. L’assicurazione dell’auto con cui mi reco al lavoro è anch’essa del Presidente del Consiglio. Tutte le mattine acquisto il giornale di proprietà del Presidente del Consiglio e, dopo il lavoro, vado a fare la spesa in un supermercato del Presidente del Consiglio per comprare prodotti di aziende del Presidente del Consiglio. Alla sera guardo le tv del Presidente del Consiglio, nelle quali i film (spesso prodotti dallo stesso Presidente del Consiglio) sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Quando mi stufo vado a navigare su internet con il provider del Presidente del Consiglio: cerco i risultati delle partite di calcio, perché faccio il tifo per la squadra del Presidente del Consiglio. Quando mi capita di andare al cinema, nella catena del Presidente del Consiglio, proiettano un film prodotto dal Presidente del Consiglio, anticipato da spot realizzati dall’agenzia del Presidente del Consiglio. La domenica rimango a casa e leggo un libro di una delle case editrici del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici anche in Italia è il Presidente del Consiglio che fa le leggi, approvate da un parlamento in cui la maggioranza è saldamente in mano al Presidente del Consiglio. Il quale, ovviamente, governa nel mio esclusivo interesse”.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Bipartisan a sorpresa

    Sta’ a vedere che ora persino uno come Fedele Confalonieri ci diventa bipartisan mentre siamo distratti. A Bossi che “in nome della democrazia” chiedeva di imbavagliare la Gialappa’s (rea di averlo definito “europirla”) Fidel ha infatti ribattuto con parole semplici semplici che anche un cretino, appunto, possa capire: «esistono degli eccessi, ma il pluralismo è anche questo». Qui sta il problema: che Bossi sia un pirla è un dato oggettivo. Inconfutabile. Comprovato. Se esistesse una patente da pirla, Bossi sarebbe la motorizzazione. E la Gialappa’s ci è persino andata leggera, limitandosi ad apostrofarlo “europirla” . L’Europa ha confini troppo poco vasti per contenere tanta dabbenaggine: Bossi è la mondovisione dei pirla, il mondopirlone. E aggiungiamo noi a mo’ di complimento che è anche necessario essere titolari di un’invidiabile faccia da culo per definire “razziste” le battute della Gialappa’s sulla Lega, un partito nelle cui file militano guappi del calibro di Borghezio: quello che ha spruzzato di disinfettante gli immigrati, che li ha equiparati a terroristi, che ha picchiato un bambino marocchino. Alla base della legislazione di un paese civile dovrebbe esserci la libertà di poter definire “pirla” un pirla. È un concetto difficile da far comprendere, a chi si distingue per ottusità, quello di imparare a chiamare le cose con il proprio nome. Al riguardo, Bossi ha infatti commentato: «Eh, già… E poi come le riconosco le cose, se tutte si chiamano Umberto?».

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Dillo con parole tue/2

    Un consiglio: il lunedì mattina è assolutamente da dedicare al lascivo piacere di lasciarsi travolgere dal treno di luoghi comuni consunti che è la rubrica “Pubblico & Privato” di Francesco Alberoni, sul Corriere della Sera. Le banalità del sociologo risultano appaganti in ogni caso: sia per chi valuta le proprie capacità intellettuali inferiori a quelle dell’autore, e pensa che le sue parole descrivano alla perfezione ciò che si è sempre pensato ma mai riuscito a spiegare; sia per chi si chiede se è mai possibile che il primo quotidiano debba concedere tanto spazio ad una tale mitragliatrice di ovvietà. Abbiamo appurato che Alberoni utilizza il giornale per parlare dei cavoli suoi, motivo per cui abbiamo lanciato la campagna contro lo spreco: lasciamogli la rubrica, ma intitoliamola “Dillo con parole tue”. Tre righe. Bastano. Prendiamo ad esempio il pezzo di ieri, intitolato “Le donne sanno comandare meglio degli uomini, però…”. Alcuni passaggi sono geniali equazioni di insulsaggine creativa: «Dopo il mio libro “L’arte del comando”, molti mi chiedono la differenza tra maschi e femmine… Le donne portano nel lavoro le piccole suscettibilità della vita privata. Possono provare invidia per una che ha i capelli più belli, o perché ha un vestito troppo scollato». Traduzione: «Io sono Rettore allo IULM e chi vanno a fare direttore dell’Espresso? Una donna! No, dico: una di quelle piagnucolose iene rompiballe femministe dei miei coglioni. E almeno comprate il mio nuovo libro, cazzo!».

  • 1 Comment
  • Filed under: Satira
  • I santini dei borghesi

    Don Vitaliano, prete in quel di Sant’Angelo a Scala, ha 15 giorni di tempo per dire addio ai propri parrocchiani. Definito “prete no global”, in testa alle manifestazioni indossa magliette dell’esercito zapatista. Né la stampa (che ne ha fatto un caso), né la Chiesa (che ha un istinto innato nel fiutare e confinare i rompipalle) hanno capito che un prete, oggi, ha il dovere di rompere i coglioni. Don Milani (altra occasione persa per la Chiesa che oggi concede lo zuccherino a migliaia di carampane devote alle finte stigmate di Padre Pio) si riconosceva come un rampollo di famiglia borghese, eppure ne fece una questione di fede, non di politica: «L’ingiustizia sociale è una bestemmia, e non è cattiva (per me prete) perché danneggia i poveri, ma perché è peccato e offende Dio». La Chiesa non imparerà mai che è necessario che i preti siano rivoluzionari, perché Cristo, chiunque fosse, lo era. Tanto quanto, se non più, del Che. Per questo, invece che sulle magliette di chi lotta contro l’ingiustizia, è finito sui santini dei vecchi borghesi. Sempre Milani: «Un prete isolato è inutile, è come farsi una sega. Non serve a niente e Dio non vuole». Morendo in confino, il “signorino” borghese sussurrò: «Un grande miracolo sta avvenendo in questa stanza: un cammello che passa per la cruna di un ago». Don Vitaliano viene esiliato 35 anni dopo. Nel frattempo Santa Madre Chiesa ha ritenuto opportuno continuare a premiare e nutrire cammelli troppo grassi per compiere il medesimo miracolo.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • ..and the winner is: Roberto!

    «Un augurio al presidente Silvio Berlusconi, perché ognuno di noi quando va a letto lui agisca in modo di farci sentire orgogliosi di essere Italiani. Buon lavoro presidente!». Il caso di cui si è più parlato in settimana, l’intervento di Roberto Benigni a chiusura del Festival di Sanremo, si è risolto con un augurio sincero, ma anche con la battuta più divertente: quella, all’interno del monologo, che rappresenta lo scenario più surreale. Più ancora di quando, nella riproposizione del “Giudizio Universale” adattata per l’occasione da Craxi a Berlusconi, Dio seleziona buoni e cattivi dividendoli un po’ di qua e un po’ di là, e Ferrara deve cambiare posto per fare spazio a un miliardo di cinesi. Chapeau al genio, alla classe, e soprattutto all’astuzia: un augurio tanto impegnativo ha un mittente che ha fatto per davvero sentire orgogliosi gli Italiani commuovendo il mondo, e un destinatario che al di fuori dei confini nazionali sta conferendo a questo paese la dignità di una gag. Ferrara ha pronta la contromossa: continuerà con le provocazioni dal piccolo schermo. Come Grillo, ha scelto un terreno neutrale e si è rivolto a Tele+. La pay-tv ha potuto ricavare uno spazio confacente al personaggio sui canali via satellite che vanno dal P8 al P16: quelli in cui dalle 23 in poi c’è gente che lo prende nel culo. Qualcuno protesterà: avevamo annunciato che in questo spazio ci saremmo occupati di Sanremo in modo esaustivo. Manteniamo la promessa: ha vinto il cugino del sindaco.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Cronache Sanremesi/5

    Contrordine, compagni: come tutta la storia delle uova marce per Benigni, anche il licenziamento del vignettista Vincino dal quotidiano il Foglio era una bufala di Giuliano Ferrara. Vincino non è quindi guarito ma, anzi, va peggiorando: continuerà con le ospitate a “Porta a Porta“, a disegnare per giornali di destra, dichiarare che Forattini è un genio e godersi il fatale e ineluttabile rincoglionimento nel suo mondo di frutta candita, in cui anche Ferrara può simboleggiare un alfiere della satira che si batte contro il regime. Si fa largo anche in Italia la moda statunitense di adattare per un solo giorno gli spot pubblicitari ad importanti eventi (il SuperBowl, per citarne uno). In questi giorni è in onda il trailer per il lancio della “X-Box” in cui un bambino viene partorito come un proiettile, cresce in volo e atterra morto in una tomba. Ebbene, ieri sera la Microsoft, in occasione di Sanremo, ha modificato il filmato: il morto atterrava comodo su una poltrona in prima fila del dopofestival, e aveva le fattezze di Sandro Ciotti. Nuovo “caso” in sala stampa: un componente dei Matia Bazar, probabili vincitori, è il cugino del sindaco, nonché direttore artistico dell’Accademia di Sanremo, che seleziona molti dei partecipanti. Messo alle strette, il musicista ha proposto: «Facciamo così: voi mi fate vincere; poi giuro che nel nel giro di 100 giorni risolvo questo conflitto di interessi». Ci ha preso per un popolo tanto fesso da farsi fottere così facilmente?

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Cronache Sanremesi/4

    Un “grazie”, di cuore, a Giuliano Ferrara: non capita tutti i giorni di poter essere solidali con Vincino. Immaginiamo che anche Vincino non possa fare a meno di ringraziarlo per essere stato licenziato a causa di alcune vignette pubblicate sul Foglio a favore di Benigni e contro le intenzioni della congrega di ebeti che vorrebbe sottoporlo al lancio di uova marce nel corso dell’ultima serata del Festival di Sanremo. Vincino, per merito di Ferrara, guarirà: smetterà di partecipare a “Porta a Porta“, di disegnare per giornali di destra, e di dichiarare che Forattini è un genio. Il panzone imbretellato ha recuperato un caso umano e ha dimostrato di avere anche lui un lato buono, neanche tanto difficile da scoprire. Basta fare: 4/3, per raggio alla terza, per 3,14, diviso due. La deputata di AN Daniela Santaché ha rimporoverato Baudo riguardo al ruolo di Manuela Arcuri e Vittoria Belevedere: «Troppe tette in mostra: tratta le due primedonne come belle statuine». Tanto le deve la causa, infatti, per essere apparsa nuda sul calendario 2001 di Espansione. «Il mio era un calendario culturale» ha dichiarato la parlamentare. E anche istruttivo dal punto di vista storico, aggiungiamo noi, dal momento che mica per niente ritraeva un rudere. Pierluigi Diaco al dopofestival di ieri sera è apparso con una scritta sulla fronte che risultava illeggibile in tv. Si notava perché era diversa dalla solita. Quindi quella che diceva “P-I-R-L-A” non era un tatuaggio.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Cronache Sanremesi/3

    Il vero trionfo l’ha ottenuto Fiorello. Non martedì sera, ma stamattina su Repubblica, sdoganato (meritoriamente) persino da Michele Serra che, a seguito di un sovrumano sforzo di memoria, si è ricordato che Fiorello era quel fesso che faceva il Karaoke dentro uno strano e molto diffuso elettrodomestico ai tempi in cui lui era direttore di un giornale di satira e l’ex animatore una delle presunte icone del “berlusconismo”. Fiorello ora spara a raffica battute sul conflitto di interessi e sulle rogatorie, e Serra possiede un televisore: è incredibile come la vita abbia comunque la capacità di stupirci. Inutile specificare che la seconda serata del Festival non ha riservato sorprese: l’azienda produttrice del sonnifero Roipnol, in ginocchio da martedì sera, ha intestato a titolo gratuito il 15% di quote della società ad Alexia per aver contribuito a svegliare di soprassalto 16 milioni di italiani. La boutade del lancio di uova a Benigni partorita dal Gabibbo di destra Giuliano Ferrara (ci perdoni Ricci per l’ardito paragone e la lesa maestà: trattasi comunque di pupazzi) ha dato adito alle prevedibili polemiche. Pierluigi Diaco ha ribadito le motivazioni dell’idiota gesto: «Io mi sono solo difeso, quello ce l’ha su con me. Ha persino girato un film in cui mi diffama: le preferenze sessuali fanno parte della sfera del privato e non possono essere oggetto di dileggio». Sono occorsi soli 25 minuti per spegare a Diaco che la nuova pellicola di Benigni si intitola “Pinocchio”, con la P.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Cronache Sanremesi/2

    Ieri ci lamentavamo che, riguardo al Festival, non ci fosse da dire una “beata fava”: Fiorello ha fatto in modo che si potesse almeno parlare di quella di Baudo, definita al tatto “un passaggio a livello”. Chi, sui giornali di stamattina, si preoccupava del fatto che gli sketch umoristici potessero offuscare le canzoni si è tranquillizzato alla notizia che stasera e venerdì i rumori molesti provocati dalle ugole delle Lollipop e dal diaframma di Safina non saranno messi in ombra dalla presenza di comici. Anna Marchesini e Gigi Proietti hanno infatti confermato la propria presenza nel corso delle due serate. Sabato serà la giornata di Benigni, e Pierluigi Diaco nel corso del dopofestival si è detto pronto lanciargli uova e ortaggi addosso. «Non so dove reperiremo abbastanza uova qui a Sanremo - ha dichiarato il dj - ma per quanto riguarda gli ortaggi, un finocchio, modestamente, c’è». La sortita è sembrata troppo delirante persino per uno come Diaco. Non a caso, l’idea è infatti di Giuliano Ferrara. Il Gabibbo di destra ha utilizzato il giornale da lui firmato ed edito dalla moglie del Presidente del Consiglio, per definire il toscanaccio “comico di regime”: ora che al governo non c’è più la sinistra ritiene che il ruolo, nel pieno rispetto dell’alternanza, gli spetti di diritto. I più credono che una risata lo seppellirà. A questo proposito la Protezione Civile ha avvertito la città di Sanremo di dotarsi preventivamente di scavatrici e ruspe a sufficienza.

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Dillo con parole tue/1

    Oggi avremmo dovuto parlare del Festival di Sanremo ma, diciamocela tutta, nella città dei fiori non è successa una beata fava. Quindi, dal momento che non ce lo ordina il dottore, rimandiamo a domani colpi sopra e sotto la cintura di Manuela Arcuri (i famigerati “due colpi” che mezza Italia le vorrebbe dare), e passiamo ad altro. Chi acquista il Corriere della Sera il lunedì ha un appuntamento imperdibile con la satira, quella vera. Parliamo ovviamente del riquadro “Pubblico & Privato” che Francesco Alberoni occupa in prima pagina. Da anni, ormai, l’esimio professore non perde occasione, mascherando il tutto da sagace analisi di vizi e virtù, per raccontarci i cavoli suoi. Lo fa, per giunta, con la vanità tipica del bischero che brevetta l’acqua calda. Un vigile gli dà una multa? Titolo: “Il potere, vile ricatto dei burocrati”. Una scappatella della moglie? Titolo: “Il vero amico può anche rivelarsi un rivale”. Salviamo il Corriere dallo spreco di spazio: quattro colonne che potrebbero diventare tre righe in una rubrica intitolata “Dillo con parole tue”. Prendiamo ad esempio l’articolo di ieri: «I due innamorati non sanno quali problemi dovranno affrontare, non se ne curano. Se il loro amore continua se ne accorgeranno più tardi, quando decideranno di metter su casa assieme, o quando aspetteranno un bambino». Traduzione per la rubrica “Dillo con parole tue”: «Ehi, ragazzi, avete visto che questo mese su Tele+ danno “L’ultimo bacio“?».

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Pietà per un coglione

    Nel corso della prossima settimana l’argomento preminente sarà il Festival di Sanremo. Oggi, purtroppo, ci tocca di parlare di cose meno serie: l’eurodeputato ed ex-sottosegretario della Repubblica Italiana Mario Borghezio. Il “crociato” leghista - pochi lo sanno - proviene dall’organizzazione “Ordine Nuovo“, formalmente sciolta da un decreto governativo nel novembre 1973. Tanto per intenderci: quei giovani goliardi old-nazisti cui dobbiamo la strage di Piazza Fontana; la bomba sul treno Messina-Milano; la morte di otto attivisti antifascisti a causa di una granata, a Brescia, nel 1974 e, per finire in grande, le ottantacinque vittime della strage alla stazione di Bologna. Pino Rauti, uno dei leader di “Ordine Nuovo“, dichiarò: «Siamo vicini tanto alla Repubblica Sociale Italiana quanto al III Reich». Borghezio, in anni più recenti, ha persino superato il caposcuola, divenendo la nuova unità di misura ufficiale quando di parla di “statura di un pirla”. Nel 1993 ebbe comminate 750.000 lire di multa per aver picchiato un bambino marocchino; due anni fa salì su un treno e, armato di spuzzatore, “disinfettò” un gruppo di nigeriani; durante il recente congresso della Lega ha sostenuto che la terra islamica è «concimata con urina di maiale». Dovremmo essere malvagi nella chiosa, ma voi non avreste pietà di uno che, quando gli scappa, deve andare a pisciare così lontano?

  • 3 Comments
  • Filed under: Satira
  • Cronache Sanremesi/1

    Esistono fenomeni naturali ricorrenti che non si possono evitare: implacabile come la deriva dei continenti torna ad ammorbarci il Festival di Sanremo. La manifestazione inizia non senza difficoltà: TV Sorrisi e Canzoni, che è solito indicare l’età dei personaggi dello spettacolo, ha dovuto sottoporre Pippo Baudo al Carbonio 14. La sconcertante scoperta di un gruppo di scienziati è che il pippobaudo in realtà si è estinto da tempo: quello che oggi vediamo in tv è stato ricavato dal DNA del fossile di un parrucchino rimasto imprigionato in una pietra d’ambra. Per volere dello stesso Baudo, la manifestazione di quest’anno è a cavallo tra la recita natalizia dell’asilo Mariuccia e lo spettacolo annuale degli ospiti della casa di riposo “Anni Azzurri“. Implacabile nella scelta dei concorrenti, Baudo è riuscito infatti a riportare i Gazosa a Sanremo, sottraendoli alla remunerativa attività principale del gruppo: lo scambio di carte di Dragonball. E’ purtroppo in forse, invece, a causa di problemi di salute, il coup de teatre della serata finale: il duetto di Gino Paoli con Luigi Tenco. Quest’ultimo ha dichiarato: «Spero che Gino si riprenda: non che io sia particolarmente in forma, il problema è che lui sta messo peggio». Scorrendo la lista dei “Big”, ai più è venuto il dubbio di chi cazzo sia Alessandro Safina e da dove sia spuntato. «Non capisco perché ve la prendete con me - ha sostenuto l’interessato - Vespa lo conosco meglio io di Giorgino».

  • 0 Comments
  • Filed under: Satira
  • Braccia tornate all’agricoltura

    Speciale legge Bacchelli: menti geniali del passato hanno bisogno del nostro aiuto. Ce ne occuperemo man mano, un rimbambito per volta. Si parte con Michele Serra, che su Repubblica, riguardo a “Mani Pulite”, ha scritto: “L’esultanza liberatoria di quegli anni, culminata nell’ orribile lancio di monetine a un Craxi già in disgrazia, non appartiene ai souvenirs più nobili della nostra democrazia. Io, ai tempi, facevo un giornale di satira, e avere trasformato le sbarre in una brillante occasione di spasso non è tra le imprese delle quali vado più orgoglioso”. Cuore, dopo titoli storici come “Torna l’ora legale, panico tra i socialisti”, abbinò la foto di Craxi in cella al commento “Pensiero stupendo” e il riquadro dedicato a Bobo in gattabuia a “Pensierino stupendino”. Erano esempi di satira, arte, impegno, che chi come noi era a Cuore ricorda quasi con commozione. L’esilio dorato di Serra dimostra che la fuga dalla città per l’aria buona della campagna fa bene ai polmoni, ma ha effetti deleteri per le palle di chi ti legge o ascolta: lo schifo, per saperlo commentare con ironia, bisogna averlo attorno. Serra, ormai, va usato al contrario di un lenzuolo di Legambiente: lo esponete fuori dalla finestra, e se dopo una giornata a contatto con le polveri sottili se ne esce con una delle sue vecchie intuizioni acute e pungenti vuol dire che vivete in una citta di merda, morirete probabilmente di tumore ai polmoni ma, almeno, non rincoglioniti.

  • 2 Comments
  • Filed under: Satira
  • Fatica sprecata

    Nel dover redigere una rubrica quotidiana, quello che si può definire “un brutto periodo” è quando si vorrebbe scrivere satira, e invece il foglio resta macchiato di parole incazzate. O indignate, disgustate: decidete voi come classificare ciò che leggerete. Sorry: per i calembour e le battute ad effetto ci sarà tempo. La scorsa notte romana è stata scossa dall’esplosione di un ordigno nei pressi del ministero degli Interni. Tempo poche ore, e i primi commenti ad effetto ad apparire sulle agenzie sono quelli del ministro Castelli e Silvio Berlusconi, con i toni di quelli che hanno nasato la puzzetta e sanno che l’odore viene da vicino. A dire del primo «manifestazioni di piazza come quella del Palavobis possono creare un clima da cattivi maestri con qualcuno che poi si lascia influenzare»; il secondo, alla maniera di un Bradbury de noiantri, specifica: «C’è una storia recente che nessuno di noi dovrebbe trascurare». E noi mica dimentichiamo, infatti, che c’è stato un periodo caratterizzato da una cosa chiamata “strategia della tensione”. E che è un fenomeno che si verifica quando frange incontrollabili del potere in carica fan saltare qualcosa di dimensioni che variano dal motorino alla stazione, e poi accusano l’avversario per fargli perdere consenso. Tanto rumore per nulla: si poteva risparmiare in petardi e lasciar fare a Fassino, Rutelli e D’Alema.

  • 1 Comment
  • Filed under: Satira
  • Macchia Ads

    Macchia Ads

    PhotoStream

      New YorkNew YorkNew YorkNew YorkNew YorkNew York

    Citazioni

    • C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)
    • Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)
    • "Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)
    • Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)
    • So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)
    • Verrà anche per voi il momento in cui sentirete solo un fischio, un urlo, un'esplosione, cosa sta succedendo? E uno stronzetto dirà Nonno, ma come, è la mia band preferita. (Leonardo)
    • Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. (Filippo, commento su Freddy Nietzsche)
    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia)
    • Quando il gioco si fa così duro, i duri comincerebbero a giocare. I Neri, invece, ricominciano alacremente a sbadilare sul blog foto di figa famosa. (Rectoverso)
    • Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)

    Social

    Parlano di Macchianera

    Random Joke

    L’imbecille cade sulla schiena e si sbuccia il naso. — proverbio Yiddish


    Calendario

    gennaio 2009
    L M M G V S D
    « dic    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

    RadioNation


    Clicca qui per navigare mentre ascolti

    Archivio


    Link


    Meta


    Macchianera QR Code