27 Ago
Tempo di bilanci per il Comune di Firenze dopo questo primo mese di entrata in vigore del nuovo regolamento di Polizia Urbana.
Il solito mare di cazzate che prevede tra l’altro la possibilità di multare le biciclette allucchettate ai monumenti storici. A chi siano intestate le multe nessuno lo sa.
Sono 51 invece le prostitute multate fino ad oggi, non per il lavoro che fanno ma secondo una consolidata mentalità ipocrita e moralista, per aver avuto “un abbigliamento e un atteggiamento non rispondenti ai canoni della pubblica decenza”. C’è da chiedersi se le aspiranti Veline che su canale 5 si arrampicano sull’albero della cuccagna a cosce all’aria o saltano con la corda in top e minigonna, rispondano invece ai canoni della pubblica decenza.
Ma la più bella in assoluto è quella per i panni stessi per strada.
E non è tanto per la multa ma per la possibilità concessa ai 9 multati fino ad oggi di presentare ricorso presso la Direzione Urbanistica del Comune.
Se il multato non ha altro modo di asciugare il bucato (né in casa né in altre finestre che non si affaccino sulla strada principale) basterà che autocertifichi la sua mancanza di soluzioni alternative.
Praticamente l’autocertificazione soggettiva “non posso stendere i panni in casa perché l’umidità mi rovina la messa in piegaâ€. E’ una questione di pubblica decenza.
Ovviamente chi dichiara il falso commette un reato penale.
26 Ago

un click sulla vignetta per ingrandirla
25 Ago
Per mia enorme sfortuna sono una delle assidue frequentatrici dell’autostrada del sole.
Pur conoscendo bene il percorso vivo lo spostamento tra Roma e Milano come un’enorme (e spesso lenta) tortura.
Non ho mai imparato a memoria il codice della strada ma qualcosa mi dice che attaccarsi alla macchina davanti alla moderata velocità di 130 km/h (nel caso in cui si stiano rispettando i limiti, ovvero mai) non sia saggio, così come mi ritrovo ad avere forti dubbi sul fatto che si possa sorpassare a destra o che sia permesso guidare usando il telefonino o guardando film su improbabili lettori dvd installati nelle macchine.
Supponendo quindi, nell’ignoranza del caso, che le autostrade siano i percorsi su cui è possibile raggiungere le velocità più elevate e dove quindi si possano causare danni di proporzioni spropositate, mi viene spontaneo chiedermi come sia possibile che non ci sia mai un controllo che sia uno.
Ogni singola volta m’imbatto in decine e decine e decine di automobilisti a cui andrebbe tolta la patente seduta stante. Certo, direte voi, ora c’è il Tutor, ma il Tutor miei cari di queste cose se ne frega.
Il Tutor non mi impedisce di tagliare la strada alle altre macchine. Il Tutor non vieta ai TIR di superarsi a velocità sconsigliate.
Il Tutor non mi permette di rilassarmi nemmeno per un secondo: per più di 500 km non mi resta che sperare che il tizio della BMW dietro di me abbia il piede abbastanza veloce da frenare in caso di necessità senza travolgermi in pieno.
24 Ago
E’ inutile travestire l’ignavia da understatement: oggi si concludono le Olimpiadi più vergognose della storia moderna, per molti aspetti anche peggiori di quelle naziste di Berlino del 1936. Solo il tempo permetterà di comprendere di che cosa siamo stati complici noi come occidentali, come europei, come democratici, come sportivi.
Ma il tempo, il presente inafferrabile, per ora è tutto per la «Vittoria politica della Cina», come efficacemente titolato da le Figaro di ieri: è indubbiamente cinese la medaglia d’oro vinta a termine della marcia che l’ha portata a battere ogni primato economico da quando fu fatta entrare nel Wto, a gareggiare pur dopata del proprio schiavismo. La parola del resto è quella: schiavismo. Ci appigliamo sempre più svogliatamente al Tibet e alla sua drammatica allure, estetizzante e politicamente corretta: ma lo facciamo anche per non parlare di una produzione che in Cina è spremuta in veri lager come sono i laogai, non parlare dunque della schiavitù impiegata per approntare le stesse mirabolanti strutture olimpioniche ammirate un tv, non parlare delle paghe ridicole, delle ferie inesistenti, degli orari impossibili, dei sindacati proibiti, delle condizioni di lavoro da miniere del ‘700; non parlare, prestissimo, neanche più del Tibet.
(more…)
16 Ago
Un lavoro come Prete è nettamente superiore rispetto a lavorare alle Poste in quanto…
- non hai solo un “posto” garantito a vita, ma anche un’assicurazione per l’aldilà ;
- hai dei benefit molto interessanti (chierichetti, mi pare si chiamino);
- le cazzate che racconti sono “la parola di dio”, mentre se lavori alle Poste e dici che un pacco arriverà entro 3 giorni, non ti crede nessuno;
- non c’è Brunetta. Se anche ti dovessero beccare a molestare bambini, al massimo ti spostano di sede (puoi conoscere altri e nuovi bambini).
ADD. Aggiungi tu nei commenti altri vantaggi…
16 Ago
Ciao ragazzi, tutto a posto. Vi scrivo dal mio iPhone sorseggiando daiquiri circondato da belle pupe su una spiaggia deserta. Sì, magari. Invece sono qui nel patio di casa, con il mio vecchio portatile e una connessione a 56k, perché in spiaggia si è scatenato l’inferno ferragostano. Avete mai visto un’ammucchiata di donne represse fare acqua-gym ballando salsa a mezz’acqua guidate, a riva, da una cicciona isterica? Io sì. (more…)
14 Ago
Due ragazze peruviane, catechiste (dovesse servire per muovere maggiore indignazione ci mettiamo pure questo), ballerine, studentesse universitarie a Roma sono state scambiate per prostitute ed una di loro ha passato la famosa “notte in guardina”. Succede che per aspettare l’altra si fosse seduta sui gradini di una chiesa, si ferma una volante e le dice: “ma che fai? ma ti devi mettere proprio qui? guarda che questa è una chiesa non ti puoi mettere a lavorare qui”; lei resta allibita, alcuni passanti assistono alla scena e consigliano di andare a denunciare la cosa. Entrambe, sono state trattate decisamente male da due agenti di Polizia. Si recano in commissariato e trovano lo stesso agente che le aveva pesantemente insultate, ne prende una per il braccio (quella senza documenti) e la porta al centro immigrazione, la chiude lì e ne uscirà il mattino dopo alle 10.30. Insomma, le danno della mignotta, la trattano di merda in mezzo ad una piazza pubblica che addirittura i passanti le danno manforte, vuole denunciare l’accaduto e la infilano in mezzo alle mignotte (quelle vere), spacciatori e ladri.
Adesso noi possiamo trovare un sacco di motivazioni, indubbiamente. Possiamo dire che con quella gonna così corta lo stupro un po’ se lo cercava. Oppure possiamo dire che l’agente di Polizia stava scherzando e che un po’ la cosa fa sorridere. Eppure, vi giuro, nonostante voi pensiate a cose da film hollywoodiano e masse oceaniche in fuga per l’Europa, e cani che ti mordono al solo passare, insomma sebbene pensiate che sia fatto così, ebbene no: il razzismo è molto più semplice. C’hai la faccia da peruviana? Sei una zoccola. In prigione, senza passare dal via.
Ora, io vorrei dirvi che Famiglia Cristiana nel suo essere l’unica -unica- voce che parla apertamente di fascimo, in realtà la sta facendo più brutta di quella che è. Io vorrei nel profondo pensare che se non stiamo attenti allora. Io vorrei pure arrivare a dire che questo paese sta “prendendo una brutta piega” e che dobbiamo correre ai ripari perché se no altrimenti. Ma la realtà è che è troppo tardi. E che voi siete al mare e sia io, per quello che vale e vale poco, che Famiglia Cristiana, parliamo al vento.
8 Ago
Dopo tanto tempo te ne torni in terra italica e vai un po’ a zonzo per i negozi di Roma.Â
Stai lì e, attratto come da una calamita, ti tuffi dentro una Feltrinelli.
Ti fai il solito giro di scaffali, quello che facevi tanti anni fa una volta a settimana.
E poi, da lontano, l’occhio intravede una cosa verde, verde come quel giornale che per anni ti faceva piegare in due dalle risate.
Ti avvicini, lo afferri e lo apri. Una raccolta di Cuore, ad un prezzo neanche male poi.
Prendi l’oggetto avidamente, passi alla cassa, e da quel giorno passi le serate a sfogliarlo, tra un “Siamo d’accordo su tutto tranne che non si parli di politica” messo in bocca a Occhetto ad un “Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti”. Tra le telefonate intercettate (mitica quella del pompino fatto in macchina) e una sequenza di Botteghe oscure (”I nostri polli sono morti ammazzati”).
Poi alla fine tante pagine con i racconti di chi ci ha lavorato, i dettagli strazianti sui giorni della chiusura.Â
Da tutti coloro che lo leggevano a quei pochi che lo facevano, così, poco poco, piano piano, GRAZIE.
L’alunno B.S. interrogato in Matematica esordisce chiedendomi di scrivere gentilmente su un foglio modello e targa della mia autovettura.
— (nota sul registro, dal sito "Sette in condotta")