Lo specchietto per le allodole
10 Ott
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Verrà un momento in cui ne parleranno tutti, ma chi siamo noi per aspettare che i settimanali e i quotidiani “trendy” se ne accorgano? E siccome abbiamo un po’ tutti la digestione facile, sappiamo già che affermeranno di trovarsi al cospetto del “nuovo Desperate Housewives“, perché ci sono le casalinghe, c’è la periferia, ci sono i segreti e i pettegolezzi tra vicini di casa.
Chiariamo subito: capolavoro. Standing ovation.
Se vi è piaciuto “Desperate Housewives“, beh, questo è DH³, “Desperate Housewives” al cubo. Anzi, a volerla proprio dire tutta, la serie ideata da Marc Cherry, paragonata a “Weeds“, è come un Bitter Sanpellegrino rispetto a un Pampero Reserva especial.
Però “Desperate Housewives” va in onda sulla ABC negli States, e sulla Rai e Fox in Italia; “Weeds” su Showtime, canale via cavo all’inseguimento di HBO (il quale, essendo allo stesso modo a pagamento e via cavo, si è potuto permettere di produrre, negli scorsi anni, perle per palati abituati all’acqua frizzante come “Sex & the City” e “I Soprano“).
E insomma, tutto fantastico: peccato che - malgrado sia già stato opzionato - in Italia non lo vedremo mai. Forse sul satellite. Forse in seconda serata. Forse su un canale tipo Jimmy, tra i pochi che ha il coraggio di non mandartele a dire (per quanto dal momento in cui hanno fatto la loro apparizione Fox, Fox Life e Fox Crime è un po’ come se la Mecca delle serie televisive abbia traslocato e a Jimmy siano rimaste quel po’ di serie con le palle che nessuno ha il coraggio di trasmettere).
Beh, se nessuno si azzarderà a mandare in onda “Weeds” di motivi ce ne saranno più d’uno: ad Agrestic, una Milano 2 in cui le case sono tutte uguali come solo Tim Burton potrebbe immaginarle, Nancy (Mary Louise Parker), casalinga rimasta vedova, per continuare a campare diventa imprenditrice di se stessa e inizia a spacciare Marijuana sotto gli occhi inconsapevoli delle mamme dei compagni di classe dei due figli e dell’amica Celia (Elizabeth Perkins), ossessionata dall’obesità della figlia noveenne.
Vi raccontiamo tre scene e poi vedete un po’ voi se riuscite ad immaginarvele con il logo di una qualsiasi emittente nostrana sovrapposto in basso a destra.
Nella prima, Celia è preoccupata che la figlia quindicenne abbia deciso di fare il grande passo e concedersi al figlio di Nancy, suo coetaneo. Per spiarla nella propria cameretta decide di regalarle un orsacchiotto rosa che nasconde una telecamera. Recuperato l’orsacchiotto, Celia lo collega alla televisione e scopre che la figlia aveva nasato l’inghippo: prima che la pargola le mostri il ditone accompagnato da un sentito “Fuck you”, è costretta a prendere atto della propria cornificazione visionando l’amplesso del marito in compagnia dell’amante. Celia non si scompone più di tanto e commenta tra se e se: “Avrei dovuto abortirti”.
Scena seconda: due personaggi maschili (il fratello e un cliente di Nancy) sono seduti ai due estremi di un tavolo da caffé e stanno commentando “Incredaholes”, un reality sexy particolarmente trash. Discutono un particolare importante: “Tu come la chiami la zona che va dallo scroto al buco del culo?” - “Autostrada”. - “Ma no, si chiama ‘la macchia’” - “Ti dico ‘Autostrada’” - “No: ‘la macchia’”. In quel momento entra la donna di servizio, e decidono di coinvolgerla nella discussione: “Ehi, Lupita, tu come chiami la zona che va dal pisello al buco del culo?”. E lei: “Tavolino da caffè”.
Ciak tre: il figlio quindicenne di Nancy crede ad un amico ubriaco che gli racconta le prodezze orali di Megan, una ragazza sorda. La incontra ad una festa mentre, appartata, è impegnata nella realizzazione di un murales. Si accerta che sia veramente sorda poi, a gesti, le fa capire che vorrebbe provare la specialità di casa. La ragazza sorride, si mette in ginocchio, tira giù la zip dei jeans di lui, osserva con curiosità per qualche secondo poi, prima di scappare via, va di bomboletta spray blu sulle parti basse. I boxer finiscono nella cesta della biancheria sporca di casa e la governante Lupita cerca in tutti i modi, ma senza successo, di eliminare la macchia. Alla festa successiva il figlio di Nancy si presenta armato di una bomboletta spray e conquista Megan scrivendo su un muro: “Mi dispiace… La mia domestica crede che mi sia inchiappettato un Puffo”.
Dieci puntate in tutto (per la prima serie), e la “season finale” questa settimana negli USA, il che significa che i sostenitori dell’adagio secondo cui le strade di internet sono infinite (e infiniti i luoghi presso cui trovare i sottotitoli in inglese) possono papparsi tutta la prima stagione in un solo boccone.
Straordinaria, bellissima e di una bravura indicibile Mary Louise Parker (la quale - dice la Critica Televisiva Di Riferimento - mica per niente era la prima scelta di Marc Cherry per il ruolo di Susan in “Desperate Housewives“).
Sito ufficiale assurdamente invisibile dall’Italia.
Colonna sonora di alta qualità e la migliore sigla iniziale che sia mai stata realizzata per una serie televisiva.
7 Ott
S’era detto che non ci sarebbe stato il tre semplicemente perché c’era stato il due.
Ma, come dice quello, solo gli stolti non cambiano idea.
E c’è da dire che avete discretamente rotto le balle per averli.
Quindi, mesdames et messieurs, i sottotitoli in italiano della terza puntata di Lost: http://www.macchiafiles.net/files/SottotitoliLost-s02.zip.
Gli utenti di piattaforme diverse da Windows (o quelli di Windows che non amano BSPlayer, lettore multimediale che però contiene preinstallati tutti i “codec” necessari), possono scaricare VLC, ripetere la medesima procedura riportata più sopra, e caricare il file dei sottotitoli dal menu Video » Traccia Sottotitoli » Traccia 1. Le istruzioni (rinominare il file dei sottotitoli come quello del video, a parte l’estensione) valgono anche per i lettori che si attaccano direttamente al televisore.
1 Ott
Post per iniziati. Astenersi perditempo.
Avete installato Google Earth? Se no, fatelo, è gratis: link.
Beh, una volta che l’avete installato, cliccate qui: il mondo si animerà e vi porterà alle coordinate 4.815 Sud, 162.342 Est.
Se analizzate le coordinate, sono composte dai numeri 4 - 8 - 15 - 16- 23 - 42 e, guardacaso, corrispondono ad un luogo in pieno oceano; guardacaso vicino all’Australia; guardacaso tra Sydney e Los Angeles.
Chi non avesse installato o non potesse installare Google Earth può comunque verificare su Google Maps, semplicemente cliccando qui.
30 Set
Vero: s’era detto “mai più”. Invece, per gli appassionati che non hanno alcuna intenzione di attendere tempi mesozoici per la messa in onda in Italia, ecco - complice l’influenza - i sottotitoli in italiano della seconda puntata della seconda serie di “Lost“: http://www.macchiafiles.net/files/SottotitoliLost-s02.zip.
E che nessuno se ne esca, la prossima settimana, con “non c’è due senza tre”.
Questa volta sono arrivati a tempo di record, a puntata ancora calda.
28 Set
Erano seppelliti in uno dei commenti di questo post, eppure pare abbiano avuto un discreto successo.
Sono i sottotitoli in italiano “made in Macchianera“ della prima puntata della seconda serie di Lost.
Quelli che già giravano (e che in genere sono disponibili sulla rete nel week-end successivo alla messa in onda) riportavano espressioni tradotte in modo troppo letterale. Altri, come quelli realizzati da tale Minou (vecchia e mai troppo apprezzata conoscenza degli appassionati della serie) erano buoni ma non coglievano alcune sfumature dei dialoghi.
Per questo motivo (e solo per questa volta, quindi non vi abituate) Macchianera ha deciso di fare in casa. In attesa della seconda puntata, in onda stasera (stanotte, per noi) sulla ABC, li trovate qui: http://www.macchiafiles.net/files/SottotitoliLost-s02.zip.
Speriamo piacciano.
23 Set
Dico solo questo: quelli tra voi che seguiranno la prima puntata della seconda serie di Lost capiranno perché il titolo di questo post; perché quella canzone dei Mamas and Papas, per di più risalente al 1970; e perché Desmond (chi?) ama ascoltarla.
Poche storie, gente. So cosa c’è nella botola. E, prima ancora di poter pensare di rivelarlo ai più antipatici, devo riprendermi dallo shock.
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MAKE YOUR OWN KIND OF MUSIC
(The Mamas and Papas)
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| Nobody can tell ya; There’s only one song worth singin’. They may try and sell ya, ’cause it hangs them up to see somone like you. But you’ve gotta make your own kind of music So if you cannot take my hand, |
just to do your thing’s the hardest thing to do. But you’ve gotta make your own kind of music So if you cannot take my hand, You gotta make your own kind of music |
22 Set
Per la cronaca: tre versioni diverse della prima puntata della seconda serie in dirittura d’arrivo. Perché non si sa mai.
19 Set
| C’è qualcosa di strano nell’acqua… | …e ha un sapore familiare. |
| E, se guardi bene, le periferie… | …sembrano tutte uguali. |
14 Set
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Arrivo indubbiamente ultimo, ma il dubbio è lancinante. Espongo: installare una telecamera nascosta addosso a un (peraltro simpatico) venditore ambulante senegalese e mandarlo su una spiaggia alla ricerca di politici e personalità nella speranza che qualcuno lo ignori o qualche braccino corto tratti sul prezzo è fare informazione?
E davvero, secondo questa scuola di pensiero, Rutelli e consorte vanno ascritti alla colonna dei buoni perché hanno acquistato un vestito per 35 euro e si sono persino fidati lasciando allontanare l’ambulante che prometteva di tornare per portare il resto? Al di là di ciò che si può pensare dei singoli personaggi quando rivestono un ruolo pubblico, Ferdinando Adornato e Chicco Testa sono invece cattivi perché l’hanno ignorato? E Franco Bassanini un villano insensibile perché, di fronte ad una certa dose di insistenza, ha risposto «No grazie, sto leggendo, mi lasci in pace»? E Claudio Petruccioli, sdraiato sonnecchiante su un lettino, un pusillanime per aver detto «Non voglio niente, non c’ho una lira»?
E, per dire, l’ipotesi che Petruccioli i soldi non ce li avesse per davvero? O che, anche portafoglidotato, non desiderasse acquistare niente?
Non vale, a casa delle puntigliose iene mentanate, il concetto secondo cui una scelta di libertà (quella di non comprare, e per motivi che non devono interessare né giornalista né spettatore), nel momento in cui non viola minimamente la libertà altrui, non può essere in alcun modo sindacabile o moralmente discutibile?
11 Set
Mi sbaglierò, ma l’ideona dell’edizione di quest’anno di Buona Domenica - Maurizio Costanzo che ogni quindici giorni parla per quindici minuti con Paola Barale “di quello che capita” - non arriva al panettone.
Tutto vero, giuro.
28 Ago
Nel senso di recensione in tempo reale del programma di Bonolis, chevvicredevate?
27 Ago
Dal promo della serie “L’Undicesima Ora” trasmesso da FoxLife: “Una delle serie canadesi più amate di tutti i tempi”. Che poi è un po’ come dire: “La più grandiosa delle vittorie militari francesi”.
11 Lug
Dedicato agli apocalittici che sostengono che il mondo va a rotoli. Tirate il fiato: in sei giorni non è stata fatta nemmeno un’offerta per la ciocca di capelli di Costantino Vitagliano autentica e autografata messa all’asta su eBay. L’offerta minima di partenza era 5 euro.
Su, su, che alla fine, in fondo, non butta poi così male.
20 Giu
Comincio la cronaca del matrimonio di Ilary e Totti con una rivelazione : dopo il loro “sì” mi sono iscritta al partito monarchico.
Mica per niente, è che se negli altri paese le dirette tv si scomodano per Felipe e Letizia, per Rania e Abdullah, per Diana e Carlo mentre da noi per Francesco Totti e Ilary Blasi, allora non mi resta che auspicare il ritorno della monarchia assoluta.
In secondo luogo, permettetemi di fare un piccolo ma sentito augurio a tutti coloro i quali si sono piazzati davanti a Sky alle quindici di ieri pomeriggio per seguire la diretta :
“Che vi si possano sintonizzare tutti i canali del televisore, dall’1 al 999, su “Le interviste di Alain Elkann” in onda su La Sette!”.
Per quel che mi riguarda, sappiate che non ero affatto intenzionata a seguire la telecronaca, figuriamoci.
E’ che ieri sono stata colpita da un violento attacco di adenite equina che mi ha costretta all’immobilità e mentre mi gustavo un documentario di “The History Channel” sulla battaglia di Guadalcanal, il lampadario in cristallo Swarovski si è improvvisamente staccato dal soffitto piombando sul telecomando ai piedi del letto ed infrangendosi in mille pezzi non prima di aver incidentalmente premuto i tasti 5-0-0. Casualmente, sul canale 500, trasmettevano la diretta del matrimonio.
Stavo per cambiare quando una spondilite anchilosante ha immobilizzato tutte e dieci le mie dita e trovandomi nell’impossibilità di chiedere aiuto poichè a casa ho ancora un vecchio telefono pubblico della Sip ed avevo finito i gettoni, sono stata costretta ad assistere alla telecronaca del matrimonio. Liberi di non crederci, ovvio.
Preciso che la diretta su Sky è cominciata due ore prima dell’inizio della cerimonia che era previsto alle diciassette, dunque la povera inviata sul posto, una Laura Gobbetti vestita in perfetto stile “oggi c’è il battesimo di mio figlio”, alle ore quindici sfoderava i seguenti argomenti: “Gli ospiti non sono ancora arrivati” (ma dai? Io credevo che almeno Bruno Conti arrivasse un paio d’ore prima per rabboccare la fonte battesimale), “Fra gli ospiti più importanti ricordiamo Antonio Cassano” (me cojoni!, verrebbe da dire), “Ecco la bomboniera degli sposi, vedete , è una scatolina” e va a mostrare una scatolina delle dimensioni di uno dei pacchi di “Affari tuoi”. Scavicchia e apre mostrando l’atroce contenuto: un’alzata d’argento che risulterebbe kitsch anche in casa di Pinina Garavaglia.
Infine, specifica che gli ospiti arriveranno su delle navette e sono in molti a sostenere che Totti, non contento di questa soluzione, il giorno prima avesse detto a Ilary:
“Li famo venì su una navetta? Mbè non famo i purciari e affittamo uno iotte!”.
Quando la Gobbetti era ormai lì lì per iniziare una dissertazione sulle tonalità di grigio del piumaggio delle oche del Campidoglio, lo studio per fortuna ha chiesto la linea.
In studio c’erano i due conduttori e l’immancabile parterre di opinionisti: Massimo De Luca, Stefano Petrucci del “Corriere della Sera”, Cinzia Marungiu di “Tv sorrisi e canzoni” e , in collegamento, Roberto Renga e Bice Biagi.
Sarà l’effetto-Totti ma parevano tutti leggermente storditi.
4 Giu
Certo è che se a Francesco Renga venisse voglia di mettere di nuovo incinta anche questa, al Professore un coccolone dietro le quinte non glielo toglie nessuno.
Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere. Ma anche le antenne di Radio Vaticana non scherzano un cazzo.
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