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Archive for the 'Televisione' Categoria

The Classifica 57 – Il Paese rettale

mar 05 2009 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica,Reality Show,Televisione

“Grazie and goodnight”

(Alessio Vinci, concludendo Matrix) (oh yeah)

Nella classifica FIMI succedono troppe cose per eclatare un solo nome a protagonista (anche se a Marco Carta due colpi di ippocastano sarebbe giusto tirarglieli – in simpatia). Ma il dato principale è che nessuno dei nomi grandi e piccoli passati da Sanremo precede la raccolta di Antonello Venditti. Indi, il maggior risultato ottenuto dal festival di Bonolis non è stato far vendere i dischi. Bensì consegnare a Mediaset la principale produzione Rai incaprettata e con una palla da tennis in bocca.

Perché se Mina, dopo averci fatto sdegnosamente ciao ciao con la manina dalla Svizzera, è solo al n.2, non è un gran risultato. Se migliaia di amichette di Maria spendono i soldi per votare Marco Carta ma poi non comprano il suo tremendo album, non è un gran risultato. Se Marco Masini, con la sua invettiva tartufata, entra solo al n.6 dietro a Tiziano Ferro (n.4) e Nek (n.5) non è un gran risultato. Se la gente sentendo la voce nobile e le parole altrettanto nobili di Annie Lennox (n.7) non si precipita a comprare la sua raccolta, non è un gran risultato. Se i Gemelli DiVersi sono al n.8, non è un gran risultato – ma in questo caso, per le facoltà auditive nazionali. Se parecchi sottoevoluti hanno votato Povia, ma poi si sono guardati bene dal comprare il suo puzzolente disco, non è un gran risultato. Comunque con quei pochi nuovi ingressi, dalla top 10 escono dei bei nomi (Bruce Springsteen, Negramaro, Jovanotti) e dei brutti nomi (Biagio Antonacci), epperò tengono botta il fantasma dei Sanremi passati (Laura Pausini, n.9) e la vera spina nel fianco della cosca Defilippica: The Giusy, che con un programma molto meno seguito di quello di Canale 5, è diventata fenomeno discografico – laddove Carta, tra la vittoria ad Amici e la vittoria a Sanremo e l’onnipresenza nelle tv del Duce, ancor non ci è riuscito. Ma andiamo a passo zampettante a scoprire dove stanno in classifica gli altri divi della amata kerm-s (… che lo so, che volete sapere di Povia e del suo disco unto e schifoso).

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XFactor, e le sue paure delle ipocondrie (settima puntata)

feb 27 2009 Inviato da nella categoria Musica,Reality Show,Televisione

Piacciavi, generosa erculea prole.

Venne il giorno in cui si trasformò in un essere umano. Futili motivi c’era Jem (il-mio-nome-è-Jem: sono una cantante, bella è stravagante, certe volte -lo sai- sono esuberante-e-e!) che si esibiva con James Morrison, è vero, eppure la videro piangere e tutti quanti capirono che in fondo in fondo, scavando, dissotterrando, spazzolando bene e infine con un sacco di immaginazione, Simona Ventura ha un cuore: Swarovski fino al ventisette marzo, per il seguito si vedrà, sono in trattative per un brand più forte, un po’ meno “gigione” al più si leva… ché non serve a niente e pesa. Ora passiamo alle mie cose, quelle un po’ meno vere e per certo irrilevanti nella vita di tutti i giorni, so quanto siete tutti voi impegnati, ma vi garantisco che anche in questa puntata troveremo spunti interessanti se solo vorrete trovare il tempo di segurmi sperando che i vostri alti pensier cedino un poco, sicché tra lor, miei versi abbiano loco.

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Ma io che ho xfactor? (sesta puntata)

feb 19 2009 Inviato da nella categoria Musica,Reality Show,Televisione

Ecco. No guarda. La puntata è stata una roba che ecco e se c’è aria nuova perché c’è aria nuova e se non c’è ecco. Appunto. No Morgan, no. Ecco. C’entri eccome. Io ho un po’ guardato, e qualcuno di questi ragazzi mi è arrivato, ecco. Sono dei diamanti grezzi e a parte l’intonazione a me quello che importa e che mi arrivano. Io li sento. Alcuni, altri -sarà io- ma non mi arrivano. Poi ci penserai tu a dire ecco. No, no c’entri perché noi accettiamo il verdetto senza fare tante manfrine. Ecco. E mi dispiace veramente per te che non c’hai la cazzimma. E poi è durata piuttosto a lungo ma alla fine ecco, tutti quelli che sono qui che urlano -dai ragazzi abbiate pazienza- cosa ho detto io? Eh, cosa ho detto? L’avevo detto. Comunque accettiamo e non ce lo meritiamo, non ce lo me-ri-tia-mo! Ecco.

Allora, quella che avete appena letto è quello che bisognerebbe scrivere sulla puntata di XFator di lunedì scorso (pre sanremese) utilizzando il gergo di Simona Ventura. Con quello normale, invece, esce più o meno così come segue.
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I’ve sent the SOS to the world (XFactor – quarta puntata)

feb 11 2009 Inviato da nella categoria Musica,Reality Show,Televisione

Lo sapevate anche prima. E se non l’aveste saputo, avreste dovuto. Non ci sono scuse. Vale per tutti. Per ciascun concorrente eliminato, da ogni reality del mondo. Tocca alle Sisters Of Soul, mi dispiace: avevano a tutti gli effetti eseguito la loro migliore esibizione di sempre. Brave, precise, intonate a tempo, il contrario di Giops, che lo adoro ma ieri ha fatto proprio pena. Finiamo un attimo con le SOS. E’ vero si sono un po’ scazzate, è vero non erano forse preparatissime, è vero c’era stata qualche frase imprudente, probabilmente -è altrettanto vero- si erano chiarite e il peso si era ribilanciato eccetera ma in tv non funziona così. E dice, si ma della tv non ci frega niente noi pensiamo alla musica. Tesoro, se pensi alla musica vai in conservatorio e non rompere i coglioni. XFactor è una trasmissione televisiva, no opere di bene: soldi, sponsor, auditel.

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Murdered show

feb 07 2009 Inviato da nella categoria Opinioni,Reality Show,Televisione

Battiamo forte i piedi sulle nostre pagine virtuali. Ancora una volta non possiamo esimerci dal manifestare la nostra indignazione, la preoccupazione, il senso di nausea per i gesti, le parole, gli intenti del nostro Presidente del Consiglio. Il caso Englaro che dopo aver spaccato le coscienze, adesso spacca la politica, minaccia le istituzione, offende le donne e la loro possibilità di procreare.
Battiamo forte i piedi perché qualcuno deve pur farlo e ormai non resta che qualche quotidiano, qualche blog e sparuti gruppi di manifestanti a farlo. Parole che come al solito, in un periodo storico nel quale le parole non valgono niente, restano lì come un corpo senza volontà sul quale figurativamente combattere una battaglia che non avrà né vinti né vincitori. Continua a leggere »

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XFactor, poca cronaca (terza puntata)

gen 30 2009 Inviato da nella categoria Musica,Reality Show,Televisione

«῎Ανδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλὰ.»
Niente, è l’inizio dell’Odissea ma non serve era solo per far eccitare la Ventura, così gratis, adesso invece passiamo un po’ di più alle cose serie.

Non mi sono dimenticato di voi. E’ che non vi stimo. Quindi alla fine ero tutto bloccato di traverso in quel perenne stato di amletica incapacità decisionale: lo faccio il terzo pezzo o no? Li lascio digerire e formulare qualche cosa di proprio o non se lo meritano? La risposta non m’è mica venuta e alla fine sono qui a provare a fare un po’ il punto di quello che è successo nell’ennesima disperazione schizofrenica in diretta dagli studi di Via Mecenate a Milano perché la musica batte solo sul (poi porge l’orecchio alla telecamera quel.) bravi: la musica non batte. Il cuore, un ritmo (ha un battere) ma la musica tout court, eppure in fondo chi se ne frega. L’anno scorso scovavo nell’eliminazione dei fuoriCluster lo specchio esatto di un’italietta piccina piccina picciò, quest’anno -onestamente- passo. Perché non ho più il nervo scoperto, perché non sogno più che certe cose siano valide, in fondo, solo per una minoranza: oggi ho una buona certezza che abbiano vinto i puttanoni con la jeep e le relative scissioni cellulari. Che fare, d’altro, ancora?

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The Classifica 50 – X Factor di sinistra, Amici di destra?

gen 15 2009 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica,Reality Show,Televisione

Nelle ore in cui il Parlamento veniva definitivamente esautorato dal neofascismo allegro – ed era l’ex vecchiofascista Fini, mica i ComeSiChiamano, a farlo notare – il Paese era ipnotizzato 1) da un paio di tette giganti 2) dall’assalto combinato della telemusica. I giornali (buoni, quelli) non parlano d’altro. Con buona pace del caro adagio “La musica in tv non funziona”, sembrerebbe un’offensiva che nemmeno Israele quando si sveglia di buon umore: canzonette ad alzo zero, e non certo sparando nel mucchio. Ogni bersaglio è stato colpito con le armi appropriate: canzonette impoverite per una generazione lobotomizzata (Amici), canzonette dum-dum per il pubblico del trash-chic (X Factor), canzonette al neutrone per i pensionati (il Porta a Porta su Sanremo), canzonette terra-aria per la sinistra dolente (la serata per De André di Fabio Fazio, più seguito anche del Grande Fratello avec tettona: una vittoria, finalmente! Che sia il momento di candidare un morto?).

(…se siete già passati da questa rubrica probabilmente l’avete già capito: se conduco il quadrupede per il pollaio a questo modo, è perché sulla top 10 di questa settimana non c’è niente di rilevante da dire) (tranne la fine dell’autarchia: per qualche motivo che francamente mi sfugge, Enya dopo un tot di settimane di anonimato è balzata al n.6) (ma se credete che abbia qualcosa da dire in proposito, avete un’opinione esagerata della mia invero lauta attitudine allo sproloquio)

Quindi, torniamo alla tettona.

Nah, non è vero: l’ho detto per far salire l’audiweb – torniamo invece a questa cornucopia di telemusica, perché qualche differenza c’è.
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XFactor, la fredda cronaca (prima puntata)

gen 13 2009 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica,Opinioni,Reality Show,Televisione

Preludio

Ho atteso X Factor per quasi tutto l’anno da quando è finito, lo dico perché non sembri che l’abbia seguito distrattamente. Lo dico perché è difficile che io parli di televisione (ci sono altri nella blogsfera che lo fanno con amore e dedizione da anni). E infine lo dico perché in un momento in cui se non nomini almeno una volta nel 2009 il termine “fabriziodeandrè” sei un poveretto, mi pareva carino restare più sul pop e dare una ulteriore sponda a tutti quelli che volessero seguire di profilo il reality che l’anno scorso ha visto la nascita della carriera di Giusy Ferreri, senza la quale -diciamolo- oggi non staremmo qui a parlare della seconda edizione del programma. Ieri, dunque, è iniziato e mi ha molto deluso. La produzione, prendendo coraggio, ha fatto il possibile per iniziare con il botto e il giudizio complessivo è che il programma andava molto meglio quando non si sapeva se si sarebbe fatta la puntata successiva. Volendo poi analizzare quelle che definirei “componenti stabili” sarà il caso di confermare una regia, costumi e scenografia pacchiane come l’edizione precedente (è il format, si dice); la conduzione ancora una volta affidata a Facchinetti è imbarazzante per temi, tempi, modi, ammiccamenti, battute, buonismo illetterato (cioè non argomentato ma di posa), bretelle e simpatia. Facchinetti non è capace di fare l’intrattenitore perché è fondamentalmente un antipatico. Diretto in quella direzione dalle mani sapienti dei soliti autori alla ricerca di quella nicchia di mercato che si sbellica nelle sale del cinepanettone, potendo, peggiora. Ma si sa, lo spettacolo è finzione.
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The Classifica 49 – Ehi, ehi, guardatemi, anch’io voglio ricordare De André!!!

gen 08 2009 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica,Televisione

Buon anno! Il 2009 porta grandi novità in hit parade: Laura Pausini è n.1. Giusy Ferreri è n.2. Tiziano Ferro è n.3. Il resto della top 10 propone i nomi già in auge prima di Natale, da Irene Grandi (n.4) a Biagio Antonacci (n.10) passando per Jovanotti, Battiato, Negramaro, Giorgia, e per qualche motivo che mi sfugge, Zucchero. Ok, non c’è nulla da dire sulla hit parade, se non che è autarchica come nemmeno nel Ventennio. Sicché prendo come pretesto un anniversario e i 4 dischi di De André presenti in classifica (e destinati a salire) per parlarmi un po’ addosso. Vero, non è la prima volta – peraltro, lo fanno tutti i critici. Io sono l’unico scemo che lo ammette – così come sono l’unico scemo che sta per dichiarare cosa NON gli piace di Fabrizio De André. Ma a fin di bene.

Cominciamo da un segnale di distensione in questi tempi di guerra: sappiate che ho messo d’accordo due grandi litiganti, ovvero Frankie Hi-Nrg e Federico Zampaglione in arte Tiromancino. Tutti e due si sono incazzati con me. Il primo, perché su Rolling Stone ho scritto che mi aveva allattato le rotule quando a Sanremo, a chi lo criticava, ebbe a rispondere sventolando a mo’ di scudo Storia di un impiegato. Siccome nutro stima per Frankie – mai quanta ne ipernutro per gli avvocati di Zampaglione, che saluto – ho tentato di spiegargli le mie ragioni, che in questi giorni di celebrazioni espanse vorrei condividere con voi, o miei diletti: De André è un problema.
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The Classifica 44 – …’xcuse me, while I kiss the Sky

dic 04 2008 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica,Televisione

Poverini, vogliono rincoglionirsi di serie tv e di Skycalcio e la democrazia cinese glielo impedisce, forzandoli a leggere o uscire di casa o guardare RaiTre. O ascoltare musica, che fa schifo a tutti: vedi le riviste rock più diffuse: su tre, nessuna ha musicisti in copertina. Il Mucchio mette (di nuovo) quel fumetto stantio, Don Zauker. XL ci mette (di nuovo) un film di Frank Miller. Rolling Stone, poi, proclama Roberto Saviano “rockstar dell’anno”. Con buona pace dell’uscita dell’Ultimo Album Rock Della Storia, del quale vi narro per esteso qualche riga più in giù – ma già che ci siamo, recensiamo un po’ l’annoiata critica musicale.

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Shame on you, doppiaggio!

nov 17 2008 Inviato da nella categoria Rubriche,Televisione

Una cosa che probabilmente è sfuggita ai più; sicuramente a me.

La serie animata dei Simpson – molti lo sapranno – ha una lunga tradizione di “guest stars” che interpretano sé stesse (doppiandosi, ovviamente, dal momento che non appaiono in carne ed ossa ma in linee e colori). Italia 1 manderà in onda una speciale rassegna di puntate “con ospiti” sabato 29 novembre dalle 21.

Ebbene: qualche tempo fa, in occasione della puntata in cui compariva Jon Stewart, qualcuno in Italia decideva che il personaggio più adatto per rappresentarlo nel doppiaggio della versione italiana sarebbe stato Emilio Fede.

Ora, non è detto che tutti debbano saperlo, ma Jon Stewart è un newyorkese ebreo, attore, nonché “stand-up comedian” e, soprattutto, conduttore su Comedy Central del Daily Show, uno dei più irriverenti programmi di satira, informazione e intrattenimento tra quelli che vanno in onda negli Stati Uniti.

Stewart, tra le altre cose, ha vinto 11 Emmy come scrittore, produttore e conduttore del suo Daily Show e presentato due edizioni della Notte degli Oscar. Un giorno – così tanto per raccontarne una – fu invitato come ospite a Crossfire, una trasmissione di approfondimento giornalistico in onda sulla CNN. Stewart ci andò e se la prese con i conduttori, definendoli “due mistificatori di parte”, e con il programma, sostenendo che Crossfire non aveva “tenuto fede alla responsabilità di informare ed educare i telespettatori a capire che la politica è una cosa seria”. Qualche mese dopo la CNN cancellò Crossfire, riconoscendo che Stewart aveva opposto ottime ragioni al fatto che il livello di piattezza a banalità di quel tipo di programmi non contribuissero affatto a fare comprendere quali fossero i problemi reali”.

Pochi giorni fa, in una puntata del suo show, ha dichiarato di sentire in studio una puzza tremenda: un misto di disinformazione, merda e clima del terrore. Qualche istante dopo è apparso sullo schermo il logo di Fox News: “ommioddìo, ecco da dove veniva!”, ha detto, turandosi il naso.

Ora che avete a disposizione tutti i dati vi ripeto la notizia: nella versione italiana dei Simpson, Jon Stewart è stato doppiato da Emilio Fede.

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Gabriella salvaci tu

ott 08 2008 Inviato da nella categoria Televisione

Chi potrà mai dirimere la diatriba sul premio Nobel per la fisica?

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Mai nella vita ho sentito più la mancanza del “Chissenefrega” di Cuore

set 03 2008 Inviato da nella categoria Televisione

La stagione 2008/2009 di “Quelli che… il calcio” si rinnova dal punto di vista contenutistico ma non dal punto di vista dello “stile”. Per tutte le puntate del programma Simona Ventura indosserà solo abiti Dsquared² per il secondo anno consecutivo. [...]
Gli stilisti Dean e Dan Caten, a cui fa capo il marchio considerato tra i più creativi del prêt – à – porter, hanno studiato per Simona un look elegante, raffinato, molto femminile e accattivante, che si discosta da quello più aggressivo della scorsa stagione. Niente pantaloni per la bella conduttrice ma tubini avvitati e gonne a vita alta che si fermano al ginocchio dai colori composti ma decisi.
Molto sensuali le scarpe che completano e caratterizzano le mise, sdrammatizzando abiti dall’apparenza rigorosa. Tacchi vertiginosi, cocco, vernice, raso champagne con punta a contrasto nera, ma anche materiali insoliti e irriverenti come il tartan, vero must della stagione.
Aspettiamo fiduciosi l’inizio di una nuova divertente stagione all’insegna dei (ritrovati) gol e collegamenti dagli stadi in compagnia di SuperSimo.

(Comunicato ufficiale, dal MySpace di Simona Ventura)

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Fatevi rispettare

ago 10 2008 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Senza categoria,Televisione

E’ più di un decennio che mi occupo professionalmente di televisione – una televisione di prima serata, diretta al maggior numero di persone possibile. Quella che “è bella se fa tanto ascolto”, e che se va male, invece, è “brutta senza appello” o, peggio, “sbagliata”.

Bene.
Quella di Mad Men non è una televisione per tutti, e nemmeno per molti.

Quella di Mad Men è una televisione per pochi.
Il che parrebbe una contraddizione, o anzi un errore, considerato che il mezzo tramite cui viene diffusa vive non sulla qualità dell’offerta, ma sui tabulati. I quali, com’è noto, non testimoniano di emozioni, bensì di cifre.

Eppure, assistendo ai primi episodi della seconda serie, in onda negli USA in queste settimane, un pensiero nasce spontaneo: giorno verrà in cui Mad Men sarà riconosciuta come una vera, grandiosa opera d’arte metamediale, nella quale ogni singola soluzione di ogni singolo episodio (dalla sceneggiatura al production designing, dal cast alla regia, eccetera) rivela una raffinatezza senza pari, ai limiti dello stupore.

Un lavoro la cui rarefatta eleganza porta la narrazione a vertici estetici, comunicativi, emotivi, che prescindono e trascendono tanto il mezzo sul quale viene proposta quanto la sua tradizione.
Un’opera di grande profondità che arricchisce e, soprattutto, rispetta profondamente il pubblico cui si rivolge.

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Cara (nuova) Squadra

lug 25 2008 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Opinioni,Televisione

Il problema è che mi fido sempre di quello che dicono. Amici produttori, gente di cinema. Per loro non è affatto vero che il cinema italiano è in crisi. Voce fuori campo. Abbiamo registi che sono tra i migliori del mondo. Abbiamo grandissimi attori. Abbiamo sceneggiatori che tutti ci invidiano. Abbiamo questo. Abbiamo quello. Stacco. Continua a leggere »

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