Lo specchietto per le allodole
30 Gen
Così, tanto per fare quello che rompe le palle, come negli anni scorsi: il primo concorrente del “Grande Fratello“, Luca Argentero, è un modello professionista dell’agenzia FashionTeam.
21 Nov
I carabinieri e la vigilanzaClarence sta gonfiando il mini-dirigibile che dovrà sorvolare la testa di Taricone. Il Grande Fratello si allarma e manda a controllare, in ordine: una macchina dell’Italpol, la vigilanza privata; sette pattuglie dei Carabinieri; due emissari della produzione. I Carabinieri ci chiedono “Che ve state a inventà, stavorta?”. E ci lasciano fare. (7 novembre 2000) |
Il primo tentativo di incursioneDue ore di preparazione, e l’avveniristico mini-dirigibile di Clarence è pronto per la missione. In realtà la gigante Big Babol (su cui sono montati una serie di led per vederlo al buio, una telecamera e un braccio in grado di sganciare i volantini) inizia a girare su sè stessa in prossimità del recinto degli studi. (7 novembre 2000) |
Il secondo tentativo di incursioneCi riproviamo, ma il risultato è lo stesso: il dirigibile gira vorticosamente a causa del vento, o di un’interferenza di una delle frequenze radio attraverso le quali vengono gestiti gli otto motorini che gestiscono le eliche. I responsabili del Grande Fratello ci guardano dai bordi del recinto, ma tutti ci lasciano fare. Promettiamo che torneremo. (7 novembre 2000) |
L’incursione con l’aeroplanino (1)La reazione degli ospiti della casa del Grande Fratello al passaggio dell’aeroplanino di Clarence. Colti di sorpresa mentre stavano cantando, il nostro incursore sorvola il giardino più volte e viene ripreso dalle telecamere di Stream. (9 novembre 2000) |
L’incursione con l’aeroplanino (2)I protagonisti del Grande Fratello erano pronti ad una seconda incursione, e infatti l’aeromodello di Clarence torna a sorvolare la casa. Pietro e Salvo progettano di abbattere l’aereo con due bocce e sono bloccati dalle ragazze. Attendono i volantini, ma dopo qualche minuto l’aereo atterra nuovamente. (9 novembre 2000) |
Salvo ha contatti con l’esternoIl secondo scoop di Clarence dopo quello di Roberta e i suoi trascorsi cinematografici. Qualcuno riesce a fare avere un bigliettino a Pietro, sul quale è scritto “La moglie di Salvo odia a morte Marina“. Salvo risponde: “L’ha sempre odiata, dal primo giorno”. Come fa a saperlo? (9 novembre 2000) |
La seconda incursione (1)La telecamera montata sull’aeroplanino di Clarence sorvola gli studi e la casa del Grande Fratello, riprendendo il tutto dall’alto. È buio, ma Cinecittà e il giardino della casa si vedono chiaramente. (17 novembre 2000) |
La seconda incursione (2)Dai giardini di via Lamaro uno degli emissari di Clarence riprende le evoluzioni dell’aeroplanino sopra la casa del Grande Fratello, il quale risponde attivando gli idranti e tentando di abbatterlo. (17 novembre 2000) |
La seconda incursione (3)Una nuova ripresa dalla telecamera a bordo dell’aeroplanino, stavolta a raggi infrarossi. Cinecittà, il perimetro degli studi e il giardino della casa sono visibilissimi. (17 novembre 2000) |
La seconda incursione (4)Gli incursori di Clarence si spostano, e fanno partire l’aeromodello da una strada adiacente a via Lamaro, ancora più vicina alla casa del Grande Fratello. Una telecamera riprende il tutto dal basso.(17 novembre 2000) |
• Il lancio dei volantini e gli idrantiCome sempre succede quando non è una trasmissione Mediaset a compiere l’incursione, il Grande Fratello sfodera gli idranti. Il temerario aeroplanino di Clarence, sprezzante del pericolo, non rinuncia e riesce a schivare i getti d’acqua e lanciare i volantini. I messaggi di Clarence cadono all’interno del perimetro degli studi, sotto gli occhi degli occupanti della casa: vengono letti dagli autori e provocano l’incazzatura di Jumpy (che ha l’esclusiva della trasmissione) e del Grande Fratello (che invita i ragazzi ad abbandonare il giardino). (17 novembre 2000) |
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10 Nov
Il Grande Fratello, quello che decide le regole del gioco e che veglia sulla vita dei concorrenti, in faccia non l’aveva mai visto nessuno. Noi ve ne facciamo conoscere addirittura due (sono otto a darsi il cambio in modo da essere sempre presenti sul set), colti nel mezzo del loro lavoro: si chiamano Andrea Palazzo e Massimo Pasquali. Strano ma vero, non portano la cravatta regimental e ci danno risposte convincenti. I fan del Grande Fratello possono stare tranquilli. Pietro, Cristina e compagnia sembrano essere in buone mani.
Qual’è il vostro rapporto con i concorrenti? Qualcosa di simile a ciò che accade al “creatore” di “Truman Show”, un’entità che sta a metà tra il padre e il dio che vede tutto dall’alto?
Non c’è assolutamente alcun delirio di onnipotenza. Certo, la tentazione può venire a tutti, però noi siamo lontani da un atteggiamento come questo, anche perché non rientra negli intenti della trasmissione. Per certi versi, dal punto di vista dialettico, ci mettiamo sul loro stesso piano. Invece è ovvio che dobbiamo mantenere il distacco richiesto dal regolamento del gioco. Anche perché siamo un simbolo importante all’interno della casa: il “Grande Fratello”, cioè l’entità a cui loro si relazionano e che deve essere connotato in un certo modo. A volte è un confidente, a volte un’entità contro cui si scontrano, perché magari gli toglie l’acqua calda, o perché c’è qualcosa che non funziona e allora loro vengono a lamentarsi. Cose che fanno parte della dinamica del gioco.
Vi mancheranno quando il Grande Fratello arriverà al termine? Richiederete anche voi l’intervento dello psicologo?
Guarda, questa è una battuta che sicuramente centra in pieno il senso di questa nostra esperienza. Temo di sì: ci mancheranno, perché questo non è un programma, ma un’esperienza emotiva molto forte che stiamo vivendo tutti. Per quanto esista anche l’aspetto professionale, è ovvio che siamo comunque emotivamente coinvolti da quello che sta accadendo nella casa. Cerchiamo di mantenere un distacco, però mi auguro che noi autori non arriveremo a chiedere davvero l’intervento dello psicologo. Ci macheranno, sì, come ci mancano le persone che sono uscite dalla casa, come ci mancano alcune emozioni e alcuni momenti che abbiamo già superato. Però è bello, perché ce ne saranno altre da vivere, da scrivere.
Telefonini nascosti (il Grande Fratello, nei primi giorni, ne ha requisito uno a Salvo, ndr), urla in giardino con i ragazzi che bivaccano fuori da Cinecittà, progetti di affacciarsi alla staccionata… Ma questo Grande Fratello che non interviene mai non è un po’ un mollaccione? Non sarebbe più semplice dire: “Il prossimo che fa una cazzata esce?”.
E’ un dubbio che qualche volta ci viene. è ovvio che in certi casi inasprire il regolamento potrebbe portare ad una soluzione. Ma il punto non è questo: è che non c’è stata alcuna reale trasgressione che sia andata al di là di quello che può essere considerato il regolamento vero e proprio. In realtà sono tentazioni. Questa settimana, ad esempio, gli abbiamo dato la prova del murales, che prevede la presenza di una scala: potrebbero usarla per andare a vedere cosa succede al di là del muro di cinta del giardino. Non intendiamo così metterli alla prova, perché nessuno vuole “tentarli”, però in qualche modo loro sentono comunque irresistibile il richiamo dell’esterno. Sottoporsi alla seduta delle urla che provengono dall’esterno, mettersi in giardino e sentire le voci dei ragazzi è un po’ tentare di capire che cosa sta succedendo fuori. Ovviamente noi, nei limiti del possibile, cerchiamo di evitare che ciò accada. Inasprire le regole non condurrebbe a niente, visto e considerato che loro sanno benissimo il rischio che corrono. Gliel’abbiamo fatto capire più volte; gli abbiamo detto: “Ragazzi, vi sottoponete ad un pericolo enorme”. C’è qualcuno che a volte si diverte a insultarli, a volte a dire “Rocco sei grande!”: è un rischio, questo non è il deserto e non è possibile l’isolamento completo.
9 Nov
9 Nov
Attraversando a piedi tre quarti di Cinecittà per raggiungere l’accampamento mediatico del Grande Fratello tocca persino incrociare Christian De Sica vestito da carabiniere. Pare sia riuscito ad entrare anche lui nella casa, assieme a “Verissimo” e pochissime altre testate. Clarence è tra queste, ed è anche l’unica per quanto riguarda internet. Ancora ci chiediamo perché gli sia sfuggito di concederci i pass. Già, perché per arrivare alla casa sulla collinetta che dà su via Lamaro è necessario passare i controlli: voci allarmatissime ci avvertivano di “tre cordoni di guardie armate”. In realtà i tre cordoni sono composti in tutto da numero tre guardie giurate: una all’ingresso di Cinecittà, una all’ingresso di un fangosissimo sentiero a metà strada, l’ultima nel gabbiotto all’entrata degli studi, appena superato il set abbandonato di un vecchio western.
Stupisce quanto poco si aspettino incursioni: la casa e i prefabbricati attorno sono circondati da un telo verde trasparente. Si aspettano il Gabibbo, e non “Le Iene“, il che sta a rappresentare quanto siano sprovveduti, o troppo sicuri di sè, o semplicemente lontani dal vociare del mondo esterno provocato dalla trasmissione. Si ha quasi l’impressione che i veri reclusi siano gli autori, i cameramen che sonnecchiano nei corridoi oscuri all’interno della casa, quelli che ti guardano e sembrano chiedersi perché sei lì, perché sei così interessato, quando loro staccano alle otto di sera, è ancora mezzogiorno, e di cosa sta facendo Cristina non gliene può fregare di meno.
Eppure entrare nella casa è un’esperienza surreale: che te ne freghi o meno di Cristina e gli altri, varcare la porta che conduce al labirinto oscuro interno è indubbiamente affascinante. Tutti qui chiamano questi corridoi “l’acquario”, e in effetti sono pesci quelli che vedi, roba che non sembra vera perché non c’è una telecamera di mezzo, Barbie e Big Jim di gomma che nuotano in piscina e bevono il latte e si sforzano di essere veri in un set finto come quello di una sitcom.
L’abitazione in sè non è nulla di speciale. Cento e poco più metri quadri, costruiti con un sistema di intercapedini che permettono a tecnici e visitatori privilegiati di avere sott’occhio ogni singolo centimetro quadro di quello che accade. Telefonini spenti, macchine fotografiche assolutamente vietate e abbigliamento il più scuro possibile. Eccoci pronti per passeggiare nei lunghi corridoi interni alla casa, ricoperti di moquette nera e illuminati da poche luci ultraviolette. Quando apriamo la prima tenda, l’acquario si apre davanti ai nostri occhi: Pietro che prende il sole, Maria Antonietta a un centimetro da noi lava i panni, Sergio cucina la colazione. E’ il panopticon di Jeremy Bentham, un moderno acquario televisivo, in cui a nuotare non sono certo i pesci. Aldo Grasso ne è uscito entusiasta. Anche noi, bisogna ammetterlo.
Santo cielo, Al Qaeda ha diffuso sette nuovi video, tutti insieme. Che paura, vero? Sette video, tutti insieme, ma non è tutto, se compri il cofanetto, ti regalano il video delle papere.
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