Lo specchietto per le allodole
24 Set
Milano - Giovedì 25 settembre
Ore 18.30
Informagiovani - Via Dogana 2 (qui la mappa)
WU MING 1 PRESENTA NEW ITALIAN EPIC 2.0
New Italian Epic 2.0 [scaricabile qui in formato pdf], il memorandum sulla trasformazione della narrativa italiana dagli anni 90 al 2008, scritto da Wu Ming 1, verrà discusso dall’autore del collettivo bolognese con i lettori. Da segnalare il fatto che il saggio sul NIE, aggiornato con ulteriori e illuminanti approfondimenti da WM1 nella versione 2.0, sta costituendo una linea di discrimine teorica, critica e di poetica, che ha orientato il più recente dibattito letterario, non soltanto in Italia (importanti contributi a questo dibattito sono presenti su Carmilla).
Partecipate numerosi!
Per ulteriori informazioni: tel. 02 88468390- 02 88468391 - e-mail: stl.informagiovani@comune.milano.it
18 Set
Tronchetti Provera. Ehi, pensate se fosse stato anche capace di fare qualcosa, dove sarebbe arrivato. Una cosa qualunque, eh? Anche piccola. Che so, le bolle di sapone. Pettinarsi. Stare su una gamba sola.
Passiamo ad altro.
Il temino di oggi è: la musica di sssinistra. E’ noiosa come i film di sssinistra?
Cioè, lasciamo stare gli scarsi sommovimenti della top 5, con Giusy Ferreri in testa (ma è l’ultima settimana. Se i Metallica non la tirano giù di lì, come penitenza prometto per la prossima settimana un elogio dello straordinario talento musicale di Federico Zampaglione in arte Tiromancino) e Jovanotti che risale al n.2 e i Coldplay che scalano al n.3) e allarghiamo il campo visivo. Con le due nuove entrate, più una vecchia sòla.
Entra al n.7 Ottavio della BandaBardò.
Entra al n.22 Il mulo, di Cisco, ex Modena City Ramblers.
Tiene al n.36 Dalla pelle al cuore di Antonello Venditti. Uscito 43 settimane fa. Capperi.
15 Set
Segnalo qui la presentazione e i link del memorandum New Italian Epic, che l’estensore, Wu Ming 1, ha allargato in maniera sorprendente. Il dibattito letterario, critico e non solo, che ha sollevato il saggio di WM1 è probabilmente l’elemento più memorabile in questi anni di narrativa italiana. Secondo le stime circa i download del testo, circa 80.000 lettori hanno scaricato il file 1.0 (30.000 solo dal sito di Wu Ming, gli altri da chi ha rilanciato il memorandum in Rete), facendolo rimbalzare sul Web in forma di considerazioni, discussioni, aggiunte e allargamenti. New Italian Epic 2.0 è dedicata a David Foster Wallace, lo scrittore americano che si è tolto la vita due giorni fa, a 46 anni.
• CLICCA PER LEGGERE/SCARICARE NEW ITALIAN EPIC 2.0:
In formato PDF - ODT (Open Office) - DOC
10 Set
L’apocalisse? Oggi?
Prima dell’uscita di Chinese Democracy dei Guns’n’Roses?
Significa che moriremo senza aver ascoltato il duetto tra Mina e Ornella Vanoni e la presentazione al Tg1 di Vincenzo Mollica? Spariremo in un buco nero prima di sentire l’ulteriore album di cover di Franco Battiato? Saremo inghiottiti dalle particelle accelerate prima di sentire i nuovi “Aaaah, oooowowueoh!” di Anastacia? Elevati al cielo prima di sentire da Biagio Antonacci che Il cielo ha una porta sola? (nel qual caso, io direi di metter giù un maglione e uno zaino e facciamo che quella è la porta avversaria, su Biagio, non facciamola tanto complicata). Annientati prima di mettere a confronto il nuovo Cesare Cremonini e il disco di due ex Lunapop diventati Liberpool? Periremo prima di veder Giusy Ferreri scalzata dal n.1? Ma da chi, poi? Beh, direi dai Metallica. Ma non sottovaluterei l’effetto decennale per una qualche raccolta di Lucio Battisti. Certo, la Giusy ha resistito a un attacco che si presumeva più massiccio, quello dei Verve. Invece, il loro Forth se l’è cercata, è in classifica è per l’appunto quarto, così imparano a fare i giochi di parole. Davanti si ritrova non solo i Coldplay, che scalzano dal n.2 il MiticoLiga (sceso al n.5) ma anche gli Slipknot!!! Al n.3!!! Lo sapete chi sono gli Slipknot? Beh, sono la versione purulenta dei Kiss, se vogliamo. Un’accolita di mascheroni che l’adolescente medio adotta nella speranza che i genitori si preoccupino. Ve li mostro in questo video che amo molto:
http://it.youtube.com/watch?v=ykpRruJzClg
…occhio, perché quello che vedrete è sconcertante, ma quello che sentirete ancora di più.
4 Set
L’estate è finita, ma la hit parade italiana resta quella estiva, chiusa per ferie, rigida come una serranda abbassata. Tra poco tornerà ad animarsi come la vita politica e quella culturale del Paese – non vediamo l’ora. Ma ora, così come non si può veramente vivere dell’apertura di Fini a Veltroni né su Alba Parietti di nuovo nuda, analogamente non si può realmente elucubrare sul ritorno dei Coldplay al n.3 davanti a Jovanotti, alle spalle della ormai monumentale Giusy Ferreri e del MiticoLiga, nè sul ritorno della raccolta di Gianna Nannini in top 10 – dal n.15 al 9, ma vattelapesca se me lo spiego, è uscita 41 settimane fa. Forse qualcuno era in astinenza per la mancata programmazione dello spot con Meravigliosa creatura. Poi, guardatemi negli occhi: vi interessa sapere che Giovanni Allevi è da 100 settimane nella top 100? Nella quale ha ben 4 album? A me sembra una di quelle cose tipo l’elezione e poi rielezione e poi rielezione di Gabriella Carlucci alla Camera dei Deputati. Nietzsche medesimo diceva che se guardi nell’abisso, Gabriella Carlucci guarda in te. Quindi, mettiamo la testa fuori e partiamo per una bella invettiva a fondo perduto. Ovvero: sono l’unico che pensa che l’hip-hop mandi un odore curioso? O sono solo l’unico a scriverlo?
3 Set
La stagione 2008/2009 di “Quelli che… il calcio” si rinnova dal punto di vista contenutistico ma non dal punto di vista dello “stile”. Per tutte le puntate del programma Simona Ventura indosserà solo abiti Dsquared² per il secondo anno consecutivo. [...]
Gli stilisti Dean e Dan Caten, a cui fa capo il marchio considerato tra i più creativi del prêt - à - porter, hanno studiato per Simona un look elegante, raffinato, molto femminile e accattivante, che si discosta da quello più aggressivo della scorsa stagione. Niente pantaloni per la bella conduttrice ma tubini avvitati e gonne a vita alta che si fermano al ginocchio dai colori composti ma decisi.
Molto sensuali le scarpe che completano e caratterizzano le mise, sdrammatizzando abiti dall’apparenza rigorosa. Tacchi vertiginosi, cocco, vernice, raso champagne con punta a contrasto nera, ma anche materiali insoliti e irriverenti come il tartan, vero must della stagione.
Aspettiamo fiduciosi l’inizio di una nuova divertente stagione all’insegna dei (ritrovati) gol e collegamenti dagli stadi in compagnia di SuperSimo.(Comunicato ufficiale, dal MySpace di Simona Ventura)
28 Ago
Mai si era vista un’estate altrettanto insipida musicalmente. Intendiamoci, non è che l’imperversare di Bruci la città (Irene Grandi) o Toda joia toda beleza (Roy Paci) o Relax take it easy (Mika) ovvero il pezzo buono, quello brutto e quello cattivo (in quanto ricalcato) dell’anno scorso - avrebbero reso il Paese migliore. Però avrebbero dato forma a qualche vibrante istanza. Insomma, come in una pimpante democrazia rappresentativa. Invece all’ombra del disco in saldo (9,99 euro) di Giusy Ferreri, non c’è nulla.
La classifica elaborata dalla FIMI non è identica da settimane solo perché la gente non compra i dischi. Con una top 5 che dal 17 luglio è formata da Giusy, MiticoLiga, Jovanotti, Coldplay, Madonna (e la Giusy ha mandato a pallino un pentapartito di soliti noti che doveva essere completato dal pallido disco del MiticoVasco, n.6).
Eh, no: aldilà delle chiacchiere sui tormentoni, credo che tutti si possa essere d’accordo sul fatto che non si sono sentite canzoni con abbastanza forza da mettere d’accordo più di cento persone. Niente che tra due decenni ritroveremo in Sapore di mare 2028 o Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocatiiiii, il film campione di incassi che metterà a confronto i ragazzi di domani con quelli di ieri, scoprendo che in fondo, lo vedi, in qualunque epoca i giovani hanno le stesse ansie e sogni e ingenue tenere speranze - e l’attività cerebrale di un protozoo.
22 Ago

Bernardo Valli (oggi su Repubblica, non linkabile) ha letto la trilogia (qui ancora incompleta) di Stieg Larsson ed è arrivato a una conclusione che leggendo non mi aveva per niente sfiorato: la protagonista, Lisbeth Salander - che, come già detto, mi pare uno dei più nuovi e straordinari personaggi femminili della narrativa contemporanea - è in realtà Pippi Calzelunghe da adulta.
(A metterci sull’avviso, in effetti, doveva essere il fatto che il soprannome - non molto apprezzato - del sodale di Lisbeth, Mikael, è Kalle Blomkvist).
21 Ago
Ier l’altro camminavo in corso Vittorio Emanuele, a Milano. Dalla Galleria sono usciti sei esponenti della Polizia Municipale. Alle loro spalle, dentro la Galleria, spiccavano due Carabinieri, di quelli alti - con i pennacchi, con i pennacchi. Cinquanta metri più avanti, all’ombra della mia cattedrale preferita e proprio sotto la mia gargolla preferita (quella che sembra l’indimenticato ciclista Miro Panizza) stazionavano due camionette dell’Esercito e due auto della Polizia di Stato.
Che magnifico dispiego di sicurezza, in nemmeno cento metri, e in un punto così periferico. Insomma, lo vedete che la Dittatura delle Libertà alla fine ci protegge. Finalmente io e voi e la libera impresa possiamo passeggiare sotto al Duomo alle tre del pomeriggio senza paura di essere stuprati nell’indifferenza generale. Siamo un Paese stabile e lo conferma la hit parade: stabile, appunto. Identica da tre settimane. Giusy Ferreri, MiticoLiga, Jovanotti, Coldplay, Madonna. Hanno smesso anche di cambiarsi di posizione nella top 5, che comunque è affar loro già dal 10 luglio, giorno in cui la Giusy, col suo disco da 9,99 euro (“…avete capito bene!”) è diventata premier.
E già che ci sono, vorrei far notare una forma musicale di continuità tra il nuovo, fighissimo fascismo 2.0 e la sua versione primitiva del Ventennio. L’autarchia. In questo momento siamo l’unica nazione tra quelle realmente rilevanti ad avere un prodotto autoctono (Giusy Ferreri, appunto) in testa alle charts. Tutti gli altri, si affidano agli stranieri. Tanto per cominciare:
13 Ago
Ma perché i cinesi se ne sbattono del beach volley? Forse non amano i culi? Come possiamo confrontarci con questa gente che rimane indifferente ai culi? Come possono svilupparsi una libera stampa e una libera opinione in un Paese così uncool (…buona questa, vero?). Come possiamo esportare la democrazia in tale assenza di affinità ideali? Come possono le nostre imprese trovare un mercato ricettivo? No, amici, è inutile girarci attorno: o noi, o loro. Non si accettano compromessi su queste cose. Approfittiamo delle Olimpiadi, che sono distratti (da tutti gli altri sport noiosi) e rolliamoli. Niente se e niente ma, sappiamo tutti che è in pericolo tutto quello per cui i nostri nonni hanno lottato. Stanno svanendo i punti di riferimento essenziali. Guardate quest’estate 2008. Siamo senza tormentone. Senza Giochi Senza Frontiere. Senza Festa dell’Unità.
(sì, ci sarà la Festa Democratica – con quel bel nome sexy, tutto una promessa. “Che si fa stasera?” “Si va alla Festa Democratica” “Vai, figata! Si becca sicuro”)
E senza Festivalbar. Le cui due raccolte, la blu e la rossa, affondano tristi nella classifica delle compilation, nella quale trionfa iMusic Summer Compilation 5. In vendita con Sorrisi & Canzoni, a 9,99 euri, con 30 euri di telefonate wind aggratis.
10 Ago
E’ più di un decennio che mi occupo professionalmente di televisione - una televisione di prima serata, diretta al maggior numero di persone possibile. Quella che “è bella se fa tanto ascolto”, e che se va male, invece, è “brutta senza appello” o, peggio, “sbagliata”.
Bene.
Quella di Mad Men non è una televisione per tutti, e nemmeno per molti.
Quella di Mad Men è una televisione per pochi.
Il che parrebbe una contraddizione, o anzi un errore, considerato che il mezzo tramite cui viene diffusa vive non sulla qualità dell’offerta, ma sui tabulati. I quali, com’è noto, non testimoniano di emozioni, bensì di cifre.
Eppure, assistendo ai primi episodi della seconda serie, in onda negli USA in queste settimane, un pensiero nasce spontaneo: giorno verrà in cui Mad Men sarà riconosciuta come una vera, grandiosa opera d’arte metamediale, nella quale ogni singola soluzione di ogni singolo episodio (dalla sceneggiatura al production designing, dal cast alla regia, eccetera) rivela una raffinatezza senza pari, ai limiti dello stupore.
Un lavoro la cui rarefatta eleganza porta la narrazione a vertici estetici, comunicativi, emotivi, che prescindono e trascendono tanto il mezzo sul quale viene proposta quanto la sua tradizione.
Un’opera di grande profondità che arricchisce e, soprattutto, rispetta profondamente il pubblico cui si rivolge.
8 Ago
Dopo tanto tempo te ne torni in terra italica e vai un po’ a zonzo per i negozi di Roma.
Stai lì e, attratto come da una calamita, ti tuffi dentro una Feltrinelli.
Ti fai il solito giro di scaffali, quello che facevi tanti anni fa una volta a settimana.
E poi, da lontano, l’occhio intravede una cosa verde, verde come quel giornale che per anni ti faceva piegare in due dalle risate.
Ti avvicini, lo afferri e lo apri. Una raccolta di Cuore, ad un prezzo neanche male poi.
Prendi l’oggetto avidamente, passi alla cassa, e da quel giorno passi le serate a sfogliarlo, tra un “Siamo d’accordo su tutto tranne che non si parli di politica” messo in bocca a Occhetto ad un “Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti”. Tra le telefonate intercettate (mitica quella del pompino fatto in macchina) e una sequenza di Botteghe oscure (”I nostri polli sono morti ammazzati”).
Poi alla fine tante pagine con i racconti di chi ci ha lavorato, i dettagli strazianti sui giorni della chiusura.
Da tutti coloro che lo leggevano a quei pochi che lo facevano, così, poco poco, piano piano, GRAZIE.
6 Ago
“Va’, un’altra estate va’, col suo allegro tormentone.
Non mi faccio alcuna illusione, niente mi salverà da una stupida canzone… tutti in coro!”
(Raf, L’allegro tormentone)
Però ora basta, non se ne può più. E’ il momento di dire le cose come stanno.
I tormentoni estivi non esistono. Il vero tormento sono i giornalisti che ogni anno ne attestano l’esistenza, chiedendosi con soverchia fregola chi saranno le eredi di Vamos a la playa o Luglio col bene che ti voglio. Ma di eredi non ce ne sono. Né quest’anno né in anni recenti. E ora, gentile pubblico, lo andremo a dimostrare.
(…e fondamentalmente, lo faremo perché anche oggi la top 10 degli album è identica a quella settimana scorsa) (eccetto il ritorno di Biagio Antonacci tra i primi dieci, evento presago di morte coerente col clima di sbarazzina agonia che si respira nel Paese) (sì, è solo al decimo posto, dal quale scalza Roberta Bonanni) (ma ne converrete, ricavarne consolazione sarebbe di cattivo gusto)
Bene. Tanto per cominciare: cos’ha di ESTIVO Non ti scordar mai di me della Giusy Ferreri, che qualcuno tenta di far passare per tiritera balneare solo perché le capita di dominare le classifiche in questa stagione? E se viceversa una canzonetta appicicaticcia esce nel bel mezzo di un gelido inverno (2001: Kylie Minogue, Can’t get you out of my head. 2002: Shakira, Whenever, wherever. 2003: Aventura, Obsesion. 2004: Caparezza, Fuori dal tunnel-el-el, nonché Haiducii, Dragostea din tei) perché non si definisce TORMENTONE?
Ma poi: andiamoli a vedere in faccia, i numeri uno di ferragosto, nero su bianco.
30 Lug
Uhm.
Insomma, Repubblica.it promette: “Rosita Celentano, tuffi nude look”.
Corriere.it rilancia: “Rosita a Formentera tra i nudisti”.
Che tecnicamente è vero. Solo che lei non è nuda.
Nudo, nella foto LaPresse proposta con doverosa puntualità da entrambi i prestigiosi quotidiani on line, è soltanto il suo fidanzato, un coglionazzo d’Asburgo-Lorena. Deduco che la 43enne figlia di Adriano e Claudia non sta più con il tipo dei California Dream Man. Chissà se la brava vip gli ha cantato la sua pregevole hit degli anni 90, Faccia di merda. Ma a prescindere dalle sofferte vicissitudini sentimentali di Rosita, personaggio incommensurabile che giustifica l’attenzione dei due imperiali organi di informazione – la verità è che, con tutta l’indulgenza possibile per due siti miliardari e progressisti costretti a rincorrere lingua penzoloni il troiaio Dagospia, ESSI SI BURLANO DI NOI.
Solo la tv ci ama. Solo lei ci fa vedere vip realmente nude. Solo lei ci consiglia bene. Della tv potete fidarvi. Vi dice cosa comprare, chi votare, cosa ascoltare. In top 10 ci sono Giusy Ferreri (da un mese n.1, grazie a X Factor), Marco Carta (n.7, grazie ad Amici), gli Aram Quartet (n.9, grazie a X Factor), Roberta Bonanno (n.10, grazie ad Amici). Il resto della bella diecina, orribilmente uguale, dal n.1 al n.8, a quella della settimana scorsa, include i poveri nomi su cui la discografia ha investito miliardi. MiticoLiga, Coldplay, Jovanotti, Madonna, MiticoVasco. Non include più Biagio Antonacci – cosa che di per sé sarebbe bastevole a riportare il sorriso a un paese triste, che non si riconosce più nel tormentone, ma solo nel tormento.
25 Lug
Il problema è che mi fido sempre di quello che dicono. Amici produttori, gente di cinema. Per loro non è affatto vero che il cinema italiano è in crisi. Voce fuori campo. Abbiamo registi che sono tra i migliori del mondo. Abbiamo grandissimi attori. Abbiamo sceneggiatori che tutti ci invidiano. Abbiamo questo. Abbiamo quello. Stacco. (more…)
Preparatevi a vedere tanti volti nuovi al gala degli Oscar di domenica. Non persone nuove, solo volti nuovi.
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