Cristiano Valli
17 dic
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L’ultima fatica di Gregorio Paolini e della di lui ganza va in onda su Fox Life, si chiama “Quinto Potere”, è un reality che vede protagonisti aspiranti giornalisti ed è all’ultima settimana di programmazione.
Obiettivo: rifare “Target” senza Gaia De Laurentiis ma confermando i cameramen acrobatici.
Scopo: giovani braccia rubate all’agricoltura vengono eliminate a due a due, sacrificate sull’altare del televoto via esseemmeesse.
Ideona: rifarlo anche il prossimo anno, utilizzando come set la redazione di un quotidiano. Uno Libero, possibilmente. Ma anche di nome, non solo di fatto.
16 dic
Diamo a Macchianera una botta “à la Dagospia“ (il quale, peraltro, sta pubblicando - e a puntate - il filmato integrale dei venti minuti di sesso di Paris Hilton, datato al punto che ormai l’immagine è sfumata come un film trasmesso da La7).
Da queste parti, invece, un pompino ve lo facciamo sudare molto meno, fosse anche solo per dare un dispiacere a quelli del Moige, scandalizzati per un format innocuo come “I Fantastici 5“ (ommioddìo: dei froci in tv!).
Ebbene, ricordate la storia del film “The Brown Bunny”, di Vincent Gallo, con Chloë Sevigny? Si trova qui, ma vi rinfreschiamo comunque le idee:
La Sevigny, come spesso accade alle attrici, si è lasciata soggiogare dal carisma del regista e nei giorni scorsi, nell’imminenza della prima, ha dichiarato ai giornalisti:
E chi ha trascorso la post-adolescenza a tentare di convincere la malcapitata di turno che in realtà era cosa buona e giusta già qui intravede la maestria. Ma - attenzione - il vero genio sta nella successiva dichiarazione di Vincent Gallo:
That’s what I call a genius.
Ebbene, in spregio a tutti i Moigerati, ad uso e consumo di tutti i degenerati e degli adolescenti repressi (che si facciano questa sontuosa pippa senza genitori apprensivi e oculisti tra le palle), Macchianera vi fa scaricare in anteprima il video che sarà protagonista di un’invasione di internet: la scena integrale tratta da “The Brown Bunny”.
Godetevela.
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(formato Windows Media) 3′14″ - 8,47 Mb |
12 dic
Brad Pitt e Matt Damon intervistati da Mara Venier a “Domenica in” e ospiti di Serena Dandini a “Parla con me”; Danny De Vito spalla di Massimo Boldi dalla Ventura a “Quelli che il calcio…” ma, soprattutto, Woody Allen ostaggio del cast di “Buona Domenica”.
Lunedì verrà fuori che nascondiamo armi di distruzione di massa, o un qualsiasi altro comprensibilissimo pretesto per raderci al suolo.
10 dic
…il blogger si alzò timidamente in piedi e, prendendo coraggio, disse: “Per me… Donnie Darko… è una cagata pazzesca!”.
3 dic
Stavo per scrivere: lanciamo il countdown a quando Mediaset lancerà una versione italiana di “Un Paso Adelante“?
Beh, Cicciopanzo mi ha preceduto.
Considerate, peraltro, che “Saranno Famosi”, il telefilm originale, cui anche “Un Paso Adelante” si ispira, era coprodotto da RaiDue, la quale, se ne deduce, ha i diritti di utilizzo del marchio e, volutamente o meno, ha perso un treno.
3 dic
Perché lo sappiate: in diretta, in piena fascia pomeridiana (che è peggio che andar di notte), Arrieta, il rivale di Gullo, ha bestemmiato durante il programma di Ilaria D’Amico.
Aveva appena dichiarato: “Se anche questa volta il pubblico sceglierà Gullo, la prenderò meglio”.
1 dic

Gira voce che gli sponsor non siano soddisfatti dei risultati, e che Mediaset, dopo aver acquistato la squadra del Cervia e i cartellini di tutti i giocatori (sia di quelli che fanno già parte del reality, che di quelli che entreranno successivamente); dopo aver messo in piedi uno studio televisivo a Mirabilandia, dopo aver fortissimamente voluto e poi costretto una conduttrice in ascesa come Ilaria D’Amico ad immolarsi per la causa; dopo aver implorato Sky di tramesttere in diretta le partite del Cervia e di riservare al programma una finestra quotidiana nel canale riservato al Grande Fratello; stia meditando di chiudere “Campioni - Il sogno“.
Compagni dai campi e dalle officine, non possiamo permetterlo!
E non solo perché uno come Gullo va tutelato e preservato in quanto patrimonio dell’umanità che si raccoglie davanti ad un televisore ma, soprattutto, perché a Campioni mancano ancora ventuno settimane prima dell’epilogo e, si sa, all’interno di un palinsesto, se reiterata giorno per giorno, la solita sbobba prende via via il sapore di una Saint Honoré.
Dicono che non funziona, perché parla di calcio e pertanto non riesce ad appassionare le donne (il che è vero, fateci caso: valutate i risultati dei vari reality e vi accorgerete che a votare sono solo le donne). Quindi un appello: donne, appassionatevi!
Fosse anche solo per non rinunciare a momenti di sublime televisione rappresentati da siparietti come quello che andiamo testé a descrivere, che ha visto protagonisti l’allenatore del Cervia Ciccio Graziani e Fulvio Collovati, ospite d’onore, il quale, incredulo di ciò che stava avvenendo, aveva stampata in faccia un’espressione che significava, in maniera inequivocabile: “Perché cazzo mi hanno invitato in questa puntata? Fà che la Gialappa’s non stia registrando! Perché, perché?”.
(formato Mp3 Pro, 3′17″ - 1,32 Mb) |
(formato Windows Media: 3′19″ - 2,76 Mb) |
26 nov

Era una notte buia e tempestosa (no, vabbè, non era tempestosa, comunque era notte ed era buia.) e, non riuscendo a dormire, ho acceso la tivvù. E mi son trovata davanti omini con le mascherine e le tutine e i pennellini, tutti intenti a cercare impronte e bossoli di proiettili e…ommioddio, ma sono quelli della scientifica! Grissom! dov’è Gil Grissom??
Perché dovete sapere che, mezza assonnata, per un picosecondo ho creduto fosse una scena di CSI, ma poi mi son ricordata che Gil Grissom non indossa tutine bianche ma blu. E, comunque, dietro alla schiena ha scritto forensics, oppure CSI, di sicuro non RIS. Ed altrettanto di sicuro non ha mai fatto indagini all’interno del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi a Roma (anche se, qualora volesse farlo, non opporrei obiezioni.). E, soprattutto, i suoi assistenti sono Nick Strokes e Warrick Brown, non Ugo-hai-detto-Sandro?-Dighero (la domanda esatta che mi sono posta nella mia testolina è stata: perché il pupazzo Gnappo sta tentando di spiegarmi come si rileva un’impronta digitale??)…
24 nov
La parola d’ordine è: non affezionarsi. Perché potrebbe capitarvi di seguire la prima serie di “Tru Calling“, che Italia 1 trasmetterà a partire da gennaio (e, immagino, Fox in seguito), e poi avere magari la pretesa di sapere come andrà a finire.
Sappiatelo: non finirà. La committente Fox ha commissionato e fatto girare sei episodi della seconda serie, per poi decidere che non valeva la pena perseverare.
Contro la decisione, vari - siti gestiti da fan del telefilm si stanno inutilmente organizzando, favoleggiando - addirittura - che la Warner Bros possa acquistare la serie e trasmetterla - si deduce - sulla NBC.
Esiste una Bibbia, nell’ambiente, per conoscere quali serie sono in produzione e quali, invece, hanno subito l’onta dello “shutdown”: è la “Production List” (in Pdf) della “Directors Guild of Canada“, da sempre risorsa irrinunciabile per tutte le aspiranti comparse che ambiscono ad un ruolo presentandosi sul set all’ultimo minuto.
C’è un motivo: per motivi di budget, la maggior parte delle serie statunitensi (e in special modo quelle di Fox) viene girata a Vancouver, che ha lavoranti pronti alla bisogna, e una varietà di paesaggi nelle vicinanze che la Grande Mela o L.A. non possono garantire.
Ebbene, la bibbia dice che la troupe ha sbaraccato ed è stata assegnata ad altri progetti.
Dura la vita per il serial made in Murdoch, se è vero che persino il “Dark Angel“ di James Cameron è stato cancellato perché il regista sforava regolarmente di 100.000 dollari a episodio. Tru (Eliza Dushku, vecchia personale passione del sottoscritto, tra le poche cose buone di “Buffy“, vista anche in “True Lies“), studentessa di medicina, fa praticantato in un obitorio. E sente le voci. Quelle dei morti che le impongono un “rewind” di 24 ore per avere la possibilità di essere salvati.
A metà tra “Il sesto senso” e “Lola corre”, finisce che l’ultima salma è la serie tutta intera, pace all’anima sua.
| ELIZA DUSHKU | ||||||||
23 nov
Al contrario di quelle italiane più blasonate, alcune televisioni estere danno il meglio di sé nel corso della notte. In Germania, per dire, si sono ingegnati e, a mo’ di riempitivo, hanno concepito una variante televisiva del salvaschermo per computer.
Scanalando per il satellite può capitare che restiate ipnotizzati dalle immagini in presa diretta della terra vista dallo Shuttle, di binari e paesaggi tedeschi ripresi dalla locomotiva di un treno, di un acquario, del fuoco di un camino.
Da noi, un giorno, un qualche capostruttura ha sancito il traumatico passaggio dal monoscopio con tanto di assordante fischio in sottofondo alle immotivate repliche de “I cinque del quinto piano”, di “Don Tonino” o “Non è la Rai”, lasciandoci qui, a domandarci se non fosse meglio il fischio.
Adottando la soluzione crucca, i frati che gesticono Tele Padre Pio hanno dato dimostrazione di essere più avanti di tutti gli altri.
Bando alle repliche, che già è mica semplice ideare un palinsesto giornaliero sempre diverso eppure sempre focalizzato su un unico personaggio, per di più non vivente. E bando anche agli acquari con i pesci che si muovono, o all’eccessiva e fuorviante vivacità delle fiamme di un caminetto.
Se vi sintonizzate nel corso della notte, infatti, la tv di Pietrelcina (chi è in possesso del decoder di Sky la trova al canale 856) manda in onda un reality che più reality di così si muore: le immagini in diretta (questo va sottolineato: non statiche, in diretta) da una telecamera puntata sulla tomba del santo.
23 nov
A poco meno di un mese dall’uscita nelle librerie, per “La notte dei Blogger” è tempo di goodies.
Questo me l’ero riservato per la sezione “inediti” del sito ufficiale, e lì, infatti, sarà pubblicato.
E’ come il capitolo fantasma di “Grande Madre Rossa” che Giuseppe Genna ha pubblicato su “I Miserabili“. Solo che il mio non era un romanzo, ma un racconto, e quindi, di fantasma, ci sono solo due paragrafi che non trovate in libreria, e che sono spariti dalla versione finale non tanto per assecondare velleità censorie, quanto perché ininfluenti al fine del racconto.
Si tratta di due brevi brani che aggiungono qualche dettaglio per coloro che hanno già letto “Nessuno mi può giudicare” e, allo stesso stempo, non rivelano nulla che quelli che non l’hanno nemmeno sfogliato non possano leggere.
A pagina 200, dopo “…al Tempo, alla Vita, alla Previdenza)”:
A pagina 227, dopo “…Nuova strategia della tensione”:
20 nov
| SARAH MICHELLE GELLAR 2005 | tratto da |
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12 nov
Diciamolo pure: a questo punto della stagione televisiva, a poche puntate dalla loro naturale conclusione, i due - reality di riferimento hanno ormai “saltato lo squalo” e sono da qualche giorno avviati ad intraprendere l’inesorabile parabola discendente (fatta salva l’ultima puntata, ovvio).
Del resto, le jeux sont fait, e i vincitori già chiari a pallina ancora in movimento.
Motivo per cui il canale 109, il canale 112 di Sky e i giornalieri trasmessi dalle rispettive emittenti risultano di una noia incommensurabile. Al Grande Fratello sono rimasti in sei in una casa da 800 metri quadrati: dimagriscono soltanto compiendo il tragitto per raggiungersi l’un l’altro. All’Isola si stanno preoccupando di scoprire se sui biglietti c’è scritto a quale gate si farà il check-in.
I sostituti sono entrati, le botte ci sono già state, le bestemmie pure, le limonate e i tradimenti anche.
Eppure.
Eppure un modo di evitare il lento assopimento dei telespettatori esisterebbe.
Per dirne una: il Grande Fratello dovrebbe essere eterno. Ovvero: esce un concorrente? Ne entra subito uno nuovo, ogni settimana. Poi, quando il pubblico si stanca e se li dimentica, tu fai altrettanto, e butti le chiavi.
Oppure: l’idea dell’“ultima spiaggia” ne “L’Isola dei Famosi” a voi non sembra una colossale boiata del tutto priva di senso? Mi trattengo a fatica dal chiederlo ad Angelo Ferrari, e solo per paura che mi dica che è un’idea sua, anche se stenterei a crederlo, considerata la stima che ripongo nella persona.
E allora mi chiedo: se “ultima spiaggia” doveva essere, se le scelte idiote del pubblico necessitavano di un ritocchino, non era meglio trasferire man mano tutti gli eliminati nel promontorio attiguo, senza mandarli a casa, ad aspettare i finalisti per fargli un culo così?
9 nov
“Mediaset e Canale 5 hanno decretato l’espulsione immediata dalla casa di Grande Fratello del concorrente Guido Genovesi. Ieri sera, intorno a mezzanotte, al termine della puntata, il concorrente ha contestato violentemente una norma del regolamento, lasciandosi andare anche a reiterate bestemmie. Canale 5 e Mediaset si scusano con i telespettatori per l’inqualificabile episodio: un comportamento del genere non si era mai verificato nelle cinque edizioni del programma e non si ripetera’ mai piu”’.
La norma del regolamento cui si riferisce la nota è quella secondo cui non si potrebbero rivelare le nomination prima di entrare nel confessionale. Norma violata più o meno indirettamente numerose volte nelle varie edizioni. Ma nelle altre edizioni il Grande Fratello evidentemente aveva di che sfogare…
Nonostante tutto l’episodio “inqualificabile” (fotocopia di quello de la “Fattoria”… dejavu?…) è stato riproposto nelle varie strisce quotidiane (e relative repliche), riassuntini settimanali (e relative repliche), tiggì, studi aperti (almeno un paio di volte per edizione più la sintesi della giornata) etc. etc., portando gli ascolti, a quanto risulta fin’ora scarsi, a livelli altissimi. Tra l’altro in fascia non protetta (a mezzanotte circa, così da assicurarsi la curiosità di chi si era abbioccato) e, guarda il destino beffardo, in previsione di una puntata extra domenicale.
La dignità che si nasconde in qualche tasca del GF avrebbe dovuto consigliargli di far passare tutto sotto silenzio (per logica) e le associazioni dei genitori limitarsi a spegnere la tv.
2 nov
…e voi non gli avete nemmeno creduto.
Ma come fa Albano ad amare la natura con tutto quello che gli ha fatto?
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