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E' mai possibile che appena un fenomeno supera il massimo clamore mediatico, la si considera morta? Mai sentito parlare di Curva di Adozione Tecnologica?

Lo specchietto per le allodole

Archive for the ‘Musica’ Category

The classifica. Una new entry

Buongiorno. Perché parlare di classifiche di vendita dei
dischi, oggi che ha sempre meno senso? Perché è lei, la classifica FIMI/Nielsen
a parlarci. A dirci delle cose sul Bizzarro Paese.

Se siete d’accordo, io salterei ogni tipo di premessa.
Intendo dire che né io né voi abbiamo il tempo da perdere per quello che tra
appassionati di musica si fa troppo spesso: vedere chi la sa più lunga.
Facciamo una cosa che tra malati di note si fa di rado, un puro atto di fiducia: io darò per
scontato che voi conosciate già gli eventuali limiti di questa piccola, innocua
operazione. E io, in cambio, darò per scontato che voi sappiate che la
classifica di vendita non è un dato numericamente rilevante. Lo dico una volta
per non dirlo più: in Usa, Alicia Keys è in testa con un numero di dischi
venduti pari a 61mila copie. Per un mercato come quello americano, è
spaventoso. Equivale a dire che un idolo locale, pubblicando un album in una
città grande come Bari, può catapultarsi all’attenzione mondiale – perché la
classifica oggi è anche, soprattutto, una specie di comunicato stampa. Permette,
oggi, a Jovanotti, di essere in un trafiletto sul Corriere della Sera. Per gli
uffici stampa è un buon risultato, il trafiletto sul Corriere della Sera, oltre ai paginoni “dovuti” dei giorni precedenti, quelli delle anticipazioni sul disco.
Quelli paradossalmente valgono meno, perché riversati sul pubblico quando il disco non è ancora comprabile - mentre il trafiletto a disco nei negozi, varrebbe la pena di comprare 5mila dischi solo per averlo. A proposito, anche
questo lo dico ora per non dirlo più: la FIMI non ci dice, a differenza di quanto accade
in America, quanti dischi si vendono in Italia per andare al numero 1. Sarebbe
troppo sconsolante.
 
Eppure, come vi dicevo, la classifica ci parla. Ci dice che
il popolo che compra i cd, questa minoranza un po’ triste e attempata che
acquista soprattutto nei centri commerciali, è terribilmente simile all’Italia
dei sondaggi. Forse alla fine la classifica degli album (quella dei singoli, la
gloriosa hit parade, da quest’anno non esiste più – lo sapevate? L’ultimo
numero uno è stato, inevitabilmente, incrollabilmente, un senatore a vita:
Vasco Rossi) non è altro che un sondaggio elettorale. Provate a guardarla da
questo punto di vista.

Lorenzo Cherubini

Al numero uno, si diceva, il nuovo disco di Jovanotti. Disco
intriso di stanchezza incommensurabile e volonterosa confusione, pieno di
ospiti esimi, all’insegna del “ma anche” veltroniano. Eppure Jovanotti, con
questa uscita minestrosa, proprio come Veltroni risulta un sasso nello stagno –
visto e considerato che anche dopo Natale, il popolo dei cd si era pasciuto
dell’usato sicuro, del prevedibile che non passa mai di moda: entrando al n.1
in classifica, “Safari” di Jovanotti spodesta la raccolta della Nannini al n.2,
e la raccolta di Ligabue che va al n.3, e la raccolta di Ramazzotti che va al
n.4, e la raccolta di Zucchero che era stata anche, incredibilmente, n.1 (come
se ogni suo disco non fosse una raccolta – di roba altrui, s’intende) che va al
n.5. Il primo disco di roba nuova, fino alla settimana scorsa era – tenetevi
forte – quello di Venditti. E i presunti idoli delle ggiovani ggenerazioni? No,
alla larga dalla top 20 anche quelli usciti da poco: i Subsonica, i Tokio
Hotel
, James Blunt, la stessa Alicia Keys che su Mtv passa istericamente ogni
dieci minuti col suo videochepiove (il “videochepiove”, ovvero il clip in cui
l’artista è raffigurato sotto un inclemente rovescio climatico altamente
simbolico, è uno standard con cui ogni cantante si deve cimentare prima o poi).

Ma voi mi direte: bene, ma vediamo almeno la classifica dei
brani più scaricati. La classifica che la FIMI ci fornisce al posto di quella, soppressa,
dei singoli. In quella, ritroveremo l’ansia di novità che è tipica dei giovani.

Certo.

Al n.1 (come del resto nella classifica di iTunes) c’è Elvis
Presley
, per l’ennesima volta remixato (stavolta dal DJ Spankox, chiunque ei
sia), con “Baby let’s play house”.

Qui si potrebbe fare un discorso interessante sul fatto che
la canzone in questione non è né collegata a uno spot, né trasmessa ad alzo
zero dalle radio, che stando all’airplay continuano a trasmettere
ossequiosamente “Niente paura” di Ligabue che se no ci rimane male e gli mette
il muso e le rovesciate di Boninsegna eccetera. No, il brano con oltre 50
primavere, non particolarmente significativo all’interno del corpus Elvisiano, non
è nemmeno tra le 5 più trasmesse. Eppure.

E quindi, in conclusione: da questo quadro voi non traete
interessanti conclusioni di tipo politico sul Bizzarro Paese?

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  • Filed under: Musica
  • I am back to save the universe

    Fino a ieri la notizia era: i Radiohead stanno registrando un album
    senza avere un contratto con una casa discografica. Oggi la notizia è
    che l’album è pronto, si intitola In Rainbows, ma loro continueranno a fare a meno dell’ingombrante tutela di un’etichetta, grande o piccola che sia.
    Chi oggi si reca sul sito della band può prenotarsi per ottenere In Rainbows direttamente, secondo due modalità alternative.
    Se siete dei fan sfegatati o degli audiofili persi, pagando circa 58 €
    si ottiene il diritto a scaricare i file del nuovo album a partire dal 10 ottobre, e a ricevere
    successivamente a casa, un paio di mesi dopo, il cosiddetto discbox,
    cioè una confezione contenente il CD-Audio di In Rainbows, un secondo
    CD-Audio contenente altri brani inediti e immagini, e una seconda edizione dell’album su doppio vinile.
    Ma ora viene il bello. Se vi accontentate di scaricare i file dal sito,
    potete farlo al modico costo di… quello che volete. Proprio così,
    l’offerta è libera. Potete remunerare l’artista con la cifra che potete
    permettervi e vi sembra opportuna.
    E’ indubbiamente una mossa rivoluzionaria, ben al di là degli acerbi tentativi di chi ha lasciato filtrare i propri brani tra i fans o ha fatto allegare il proprio disco a un quotidiano. Qui i Radiohead stanno dicendo, senza possibilità di
    equivoco, che la loro musica è di tutti, e che chiunque può usufruirne
    senza problemi. C’è da scommettere che sarà una mossa vincente e che
    tra contributi liberi, vendite del discbox e concerti incasseranno molto più di
    quanto avrebbero ottenuto affidandosi alla distribuzione di una major del disco. Dicono che i musicisti rock
    non possono cambiare il mondo, però questa è una novità che potrebbe cambiare molte cose, e non solo all’interno del mondo della musica. Che siano le avvisaglie di quella nuova economia che molti sognano ma che stenta a nascere?
    (Due critiche. Si paga solo in sterline, il che costringe a calcolare il cambio in euro. E non hanno indicato in che formato saranno i file da scaricare. Ma immagino che ci sarà ampia scelta.)

    Qualche giorno fa ho intervistato al telefono
    un vecchio arnese del rock’n’roll come Francis Rossi degli Status Quo.
    Mi ha detto: “Se le case discografiche sono in declino è perché hanno
    guadagnato troppi soldi. Gira troppo denaro, c’è gente che pretende di
    girare il mondo in jet e trovare pronti in ogni città il suo
    cibo preferito, il suo drink preferito e una prostituta a disposizione.
    Mentre i giovani artisti hanno sempre meno occasioni. È necessario
    trovare un diverso equilibrio.” Come dirlo meglio?

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  • Filed under: Musica
  • Poi entrò di corsa negli studi di Abbey Road scansando una piccola folla che attorno all’ingresso stava da sempre e per sempre. George Martin lo guardò e si chiese se davvero facesse sul serio. Paul non era mai stato più sincero: fatto di canapa indiana e sincero. Gli chiese: davvero vuoi la London Simphony Orchestra per questo disco? In abito da sera, sì -rispose Paul. In abito da sera? Già. E voi? Voi come sarete -lo incalzò George? Noi? Noi con i soliti vestiti da idioti di sempre e, George, fa’ portare i cappellini, corriandoli e roba così, ok?

    (more…)

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  • Filed under: Musica
  • Macchiaradio a Sanremo /3

    57° Festival della canzone italianaMacchiaRadioQuesta sera, su Macchiaradio, a partire dalle 21:30, il commento in diretta della serata finale del Festival di Sanremo. Cazzeggiamento per tutti e chupitos a volontà per chi sarà in studio.

    Dietro ai microfoni: Matteo Bordone, Laura Carcano, Gaia Giordani, Ilaria Mazzarotta, Paolo Madeddu, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.

    Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.

    Sì può intervenire in trasmissione chiamando il numero di telefono che verrà comunicato nel corso della diretta, o utilizzando Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma.

    Google Calendar Gli ascoltatori Google Calendar-muniti che vogliono rimanere sempre aggiornati sul palinsesto di RadioNation possono aggiungere il calendario ufficiale della radio copiando e incollando questo indirizzo XML o questo ICAL nella finestra “Search public calendars”, o inserendo la chiave di ricerca “RadioNation”.

    MacchiaRadio PodcastSe hai perso la puntata, puoi sottoscrivere il podcast di RadioNation ed ascoltarla in differita sul tuo PC o lettore Mp3 all’indirizzo http://www.macchianera.net/podcast.xml
    (o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes).
    …oppure puoi riascoltarla direttamente
    in questa stessa pagina, semplicemente
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    • “Io sono uno che con la contemporaneità ha dei problemi. Fino a pochi anni fa, quando vedevo uno col cellulare, mi sembrava come uno che avesse, non so come dire, tradito. Tradito cosa? Il mondo così come mi sembrava che dovesse essere a me. Il mondo a cui ero abituato. Quello con le cabine telefoniche e i gettoni.” - Paolo Nori #
    • “E comunque, se non altro, si riprenda quella parola. Élite è una bella parola, significa ben sopra la media. Io gli chiederei perché ce l’hanno tanto con l’eccellenza.” - Aaron Sorkin: Josaiah Bartlet meets Barak Obama #
    • “E invece c’è chi finge di avere a cuore la causa vittime dell’11 settembre per sfogare le proprie frustazioni nei confronti non tanto di Gitto in persona, ma della vita che a lui ha evidentemente regalato cose che voi vi sognate (posto di lavoro di prestigio, bell’aspetto, fidanzata gnocca). E’ triste, ma i veri cinici siete voi. E mentre fingete di avere il cuore che vi sanguina per i familiari delle vittime, infierite sui familiari di Gitto (vedi fidanzata) con commenti sessisti, idioti e da persone piccole piccole.” - Commento di “Paolo” #

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    Gli alunni M.L. e G.C. dopo l’ordine del sottoscritto: «prendete la porta e andatevene dal preside», scardinano la porta e la trasportano fino in presidenza dicendo al preside che li avevo intimati io a farlo. — (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)


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