Macchianera trova la foto satellitare inedita che è alla base del processo di appello per il caso Yara Gambirasio

Oops, I did it again. Questa volta, in piena fase di realizzazione del documentario sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio (che si intitolerà “Unknown1”, sarà composto da 8 episodi e Macchianera sta producendo) ho trovato una foto satellitare che è diventata uno dei motivi aggiunti discussi al processo di appello a Massimo Bossetti, attualmente condannato all’ergastolo per quell’omicidio.

Questa è la foto che la difesa di Massimo Bossetti ha presentato all’udienza di oggi e discuterà il prossimo 6 luglio. È stata scattata dal satellite WorldView-1 il 24 gennaio 2011 alle 10:41 Zulu time, che in Italia corrispondono alle 11:41 del mattino (e non al tramonto, come ha affermato l’avvocato di parte civile di Maura Panarese Andrea Pezzotta, a meno che nel corso dell’udienza di oggi Pezzotta non si sia imbattuto nella scoperta astronomica più importante del secolo e abbia scoperto che il sole tramonta a sud).

Uno dei pilastri dell’accusa è che il corpo di Yara Gambirasio sarebbe rimasto nel campo di Chignolo D’Isola per 3 mesi, dal giorno della scomparsa, il 26 novembre 2010, fino al ritrovamento del 26 febbraio 2011. La foto è stata scattata esattamente nel mezzo tra queste due date.

Un giorno mi sono detto: l’accusa dice che il corpo è stato in quel campo 3 mesi, ma la procura e gli inquirenti avranno controllato che non esistano foto scattate da satelliti commerciali che siano passati su quella zona proprio in quei tre mesi?

E sì, ce n’era una. Una sola. L’ho acquistata e, constatato che grazie a una risoluzione minima al suolo di 50cm per pixel (che è parecchio, per un satellite non militare, e aumenta a seconda dell’inclinazione del satellite: la parte più alta della foto prima del ritaglio – che è quasi 50 km a nord Chignolo – è più lontana dal satellite della parte bassa) il corpo di Yara faceva fatica a vedersi (sempre che ci fosse, e sembrava proprio NON esserci), ho deciso di passarla alla difesa di Bossetti, anche perché il documentario non sarebbe stato pronto che nel giro di un anno e qualche mese.

Con la difesa ho fatto l’accordo che non avrei pubblicato l’immagine fino a che non ne avessero parlato in aula, ma questa sera, dopo aver saputo che la trasmissione Quarto Grado l’aveva ricevuta per vie traverse non si sa da chi tra quelli che non avrebbero dovuto diffonderla e cui era regolarmente stata consegnata dalla difesa (che deve consegnare i motivi aggiunti 15 giorni prima), d’accordo con il pool di avvocati ho deciso di pubblicarla io prima di loro.

Cliccateci sopra, se volete vederle in alta risoluzione.

 

Questa la versione con qualche comparazione, per chi vuole approfondire.

Questa invece è l’animazione della sovrapposizione della foto scattata dalla Polizia dopo il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, il 26 febbraio 2011, sovrapposta alla foto satellitare trovata nel realizzare il nostro documentario e scattata dal satellite WorldView-1 il 24 gennaio 2011, di prima mattina.

Se Yara c’era o non c’era e se si vede nella foto è una cosa che potete verificare da soli.

​​

(Visited 4.417 times, 15 visits today)

4 Comments

  1. L’errore che riguarda l’anno del ritrovamento, 2016 in luogo di 2011, come scrivi nel terzo capoverso, compare paro paro nell’articolo di Repubblica.it, come d’altronde l’intero capoverso in questione.

    ciao
    m

  2. L’indicazione dell’altezza di una persona come è calcolata? confrontandola con la larghezza della strada (che da google maps si vede essere sterrata ma larga più che a sufficienza per il transito di un veicolo) il segmento sembra essere lungo almeno 3-4 metri.

  3. Sono d´accordo con Marco: l´indicazione dell´”altezza della persona” non sembra corretta (ed e´ grave). Sembra piu´vicino ad almeno 4 metri, proprio come la lunghezza dell´auto della polizia.
    L´errore viene dal confronto con l´immagine della “polizia”, che e´ chiaramente distorta (per adattare la prospettiva); infatti, le figure “umane” risultano fortemente allungate (per esempio quelle sullo sfondo).

    Forse basterebbe un´analisi piu´ appropriata dell´immagine satellitare (e sarebbe piu´ realistico se si andasse a misurare la larghezza della sterrata…..). Se li ci sia un corpo o no magari qualche dubbio resterebbe…..ma non dimentichiamoci le informazioni che gli investigatori avranno avuto dal medico legale.

  4. Buonasera sig. Neri, vorrei solo aggiungere alcuni elementi di riflessione a proposito delle caratteristiche dell’immagine satellitare e del rilievo segnalato nel suo articolo.
    50 cm pixel al suolo sono una buona risoluzione per rilevare elementi antropici evidenti (spigoli di manufatti, delimitazione di strade, presenza di alberi etc.);
    non sono citate le caratteristiche del ricevitore satellitare della Polizia (a una o a due bande?, utilizzato in cinematico o differenziale? qual’è la risoluzione nativa?) e si tenga presente che una localizzazione che differisce anche solo di un decimo di secondo su una sola delle coordinate geografiche presentate porta a oltre due metri di distanza;
    l’immagine originale è a colori o BN?;
    se esistesse una immagine coeva, contigua e parzialmente sovrapponibile a quella presentata sarebbe possibile una indagine stereoscopica e quindi possibilità di indagine tridimensionale con distinzione della volumetria da semplici ombre o macchie.
    Cordiali saluti

2 Trackbacks / Pingbacks

  1. Yara: quella foto, da sola, non dice che il corpo non era nel campo. | Cronaca-Nera.it
  2. Processo Bossetti: ecco tutto quello che non torna

Rispondi