Unknown1: due precisazioni sul documentario su Yara e il processo di appello a Bossetti

Giusto due precisazioni sulle notizie riguardanti il documentario che sto producendo:

Per chi non riuscisse a vedere l’embed del post di Facebook dalla pagina ufficiale del documentario (o per il giorno in cui Facebook dovesse sparire, portandosi con sé anni di contenuti) ecco il testo nudo e crudo:

Sta girando questa notizia (sul sito di Davide Maggio e anche su Blitz Quotidiano) e a chi mi chiede un commento rispondo che mi complimento perché su alcune cose sono i ragazzi della redazione di Davide Maggio sono come sempre molto informati, ma su altre sento di dover chiarire alcune imprecisioni.

La prima è che non sta me dire se un’informazione che in effetti ho trovato può essere utile alla difesa. È una cosa che la difesa stessa ha a disposizione e deciderà di usare o meno in appello, nelle modalità e nelle occasioni che riterrà più consone.

La seconda è che Macchianera e due partner hanno iniziato a produrre il documentario, ma che ovviamente non può farlo da sola (parliamo di 8 episodi, quindi di un investimento importante), quindi è logico che stia cercando dei partner, anche se non direi che stiamo ballando coi piedi in più scarpe. Abbiamo avviato un dialogo, e lo stiamo continuando. Se si interromperà ne apriremo un altro.

Ho letto che su un forum si dice che la nuova informazione sarebbe stata data in esclusiva a una trasmissione di Rete 4, e questo lo devo smentire: come ho già detto è a disposizione della difesa e nulla succederà prima che la difesa l’abbia presentata in udienza, se deciderà di farlo. Detto questo, sì, si è parlato del l’eventualità di andarne a parlare a Quarto Grado (anche perché Giorgio Sturlese Tosi, il loro inviato, è il giornalista che meglio ha coperto il caso negli ultimi anni: un impegno che, davvero, merita tanto di cappello).

Vero è che sto scrivendo il libro (il titolo, come quello del documentario, è “Unknown1”) e, contemporaneamente la mia parte di sceneggiatura (e dico “la mia parte” perché assieme a me a scrivere ci sono due fior di sceneggiatori e un vero e proprio maestro della letteratura crime).

Ah, e ringrazio per “hacker”: chi conosce bene il vero significato del termine sa che è un grande complimento (“In computing, a hacker is any skilled computer expert that uses their technical knowledge to overcome a problem”).

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