Gli Aristonati: cronache dalla prima serata del Festival

Gli Aristonati
E’ letteralmente euforia, in Rai, per i risultati Auditel della prima serata del Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti. Pare, infatti, che il 49,48% degli italiani davanti alla tv fosse sintonizzato su Rai 1, il che conferma il sospetto che molti nutrono da tempo, ovvero che, come in Lost, la metà di noi si trova davanti a un apparecchio televisivo che trasmette il Festival perché in realtà siamo deceduti una sera del 1986, dopo una puntata di Fantastico 7.

Buona la performance di Conti, al suo secondo Festival, che ha optato per una conduzione in punta di piedi, senza fuochi d’artificio e senza polemiche, quasi senza farsi vedere sul palco dell’Ariston. Memorabile la sua apertura della serata, collegato da casa via Skype.

Per questa sera è prevista l’esibizione di Patty Pravo. La salma sarà esposta al pubblico dell’Ariston tra la telepromozione di Wind e la presentazione della giuria di qualità.

Accusato di retorica, di eccessivo populismo e di avere presentato una canzone con un testo che sembra scritto da un grillino, e per giunta uno nemmeno molto sveglio, il cantante napoletano Rocco Hunt non ci sta: “Dite così perché vi pagano le multinazionali e Big Pharma”. In più, aggiunge il sospetto di un boicottaggio ai suoi danni: “Voi giornalisti scrivete apposta male il titolo della canzone: si scrive ‘”WAKE UP!!1!!111!”.

Reduce da un esplosione nella villa in cui alloggiava, Gabriel Garko è stato notato nei giorni appena precedenti il Festival mentre passeggiava per Sanremo indossando un collare. E’ solo grazie all’intervento degli animalisti se sul palco ha potuto toglierselo: “Cane è cane, ma l’obbligo del collare ci sembrava eccessivo”.

Garko, accusato di essere apparso troppo impacciato, ha risposto: “Non sono un robot”. E ha ragione: secondo le tre leggi della robotica di Isaac Asimov non puoi essere ufficialmente dichiarato un robot fino a che sei ancora composto da un 30% di pezzi originali.

Emozionante, invece, il momento in cui sul palco è salito Giuseppe Ottaviani, l’atleta centenario che ha avuto modo di ricordare quando, da adolescente, vide per la prima volta lo sketch “Pdor, figlio di Kmer, della tribù di Pstar” di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Più che positivi i pareri per la performance di Madalina Ghenea, la modella e attice rumena che si è prestata come valletta per quest’edizione: il pubblico l’ha trovata colta, preparatissima, attenta e professionale. Secondo buona parte dei telespettatori era ora che la Rai premiasse il merito e la preparazione scegliendo non solo una donna, ma in particolare quel grandissimo pezzo di figa.

 

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