Apple Watch, la prova di un nerd

Se conosci qualcuno che ha comprato l’Apple Watch gli avrai già fatto mille domande. Ecco, io sono il vostro qualcuno e qui cerco di rispondere alle vostre mille domande

AppleWatch

Buongiorno a tutti, mi chiamo Gianluca e sono un early adopter.

(coro: “Ciao Gianluca”)

Significa che, quando Apple decide di lanciare un nuovo prodotto nel mondo ignorando l’Italia (leggi: ogni-singola-volta), vengo preso dalla frenesia di possedere quel particolare prodotto nel più breve tempo possibile. È – tipo – una malattia. Ma posso uscirne quando voglio. Che potrà mai succedere se anche questa volta metto in piedi un’assurda strategia basata su fantasiosi e quanto mai complicati stratagemmi per procurarmi dall’altra parte del globo un gadget che prima o poi (spesso, purtroppo, poi) sarà disponibile a qualche chilometro da casa? Un’ultima volta, giuro, e poi basta. Come vi dicevo, mi chiamo Gianluca e sono un fiero possessore di Apple Watch.

(coro: “Ciao Gianluca”).

Il primo ostacolo che quelli come me devono affrontare sulla via del raggiungimento della felicità si trova in famiglia. Preparatevi quindi a insensate obiezioni quali “Non ti sembra vagamente esagerato barattare il nostro primogenito con un semplice orologio?”. Primo: non è un semplice orologio. Secondo: ha il vantaggio che non sei costretto a cantare tre volte per sera “Buonanotte Fiorellino” per mandarlo a letto. Anzi: è lui a ricordarti che devi andarci. Terzo: non è che sia poi così originale fare un figlio: è una pratica abbastanza comune dalla notte dei tempi e non richiede particolari qualità. Miliardi di scemi si sono riprodotti sfidando la teoria dell’evoluzione, ma non molti sono capaci di fare arrivare un orologio di sgamo dalla Germania.

Veniamo quindi a domande più lungimiranti.

(continua a leggere su Wired.it)

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