(Quasi) un endorsement

Questa è la cosa più vicina a un endorsement che mi viene. Se per caso mi sentite tiepido, è perché sono un rompipalle, e ai rompipalle gli endorsement non riescono bene.

Però voglio dire una cosa, e questa cosa è che – al di là delle rispettive divergenze – mi sembra che si possa tutti serenamente affermare che se oggi ci troviamo nuovamente a scegliere un leader del centrosinistra il merito è di Matteo Renzi.

Ragazzi, anche a me piace Civati. Non sto a dirvi se più o meno di Renzi, e in cosa più o meno di Renzi. Ma non è questo il suo momento. Semmai ci sarà, il momento della riscossa di Civati verrà, e sarà bellissimo anche quello. Ma non si può fare i Paolo Rossi in Spagna e prendersi tutto il merito per un colpo di testa a una palla che molto probabilmente sarebbe comunque entrata in porta, senza pensare che la maggior parte del merito del gol vada a chi ha fatto il cross, a quelli che la palla l’han portata con fatica fino in area, e poi davanti allo specchio della porta, e poi ancora a incocciare cotanta fronte.

Civati ha tempo e risorse per essere un ottimo rappresentante di chi tra noi riconosce di avere interessi affini a quelli del centro-sinistra o del PD. A un certo punto toccherà forse a lui. Quel momento non è ora, non è oggi.

A quelli di voi che invece usciranno di casa con l’intenzione di votare Cuperlo, che dire? Io nemmeno ci voglio parlare, con voi. Voi eravate quelli che quando la mamma vi chiedeva “Che ne me frega se anche Ginetto lo fa. Tu che fai, se Ginetto si butta dalla montagna, ti butti anche tu?, rispondevate sicuri che, sì, voi vi sareste buttati proprio per il fatto che Ginetto aveva detto di farlo. Ginetto, ovviamente, si faceva molto male, come tutti i bambini. Il problema è che a lui piaceva.

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