1. Se non hai voglia o tempo non ti obbliga nessuno.
    • Davvero: non è obbligatorio essere su Twitter, specialmente se non ne vedi il motivo, non ti piace o ti sembra una perdita di tempo. In più, se non ci sei, fai anche la felicità del tuo addetto stampa.
  2. Twitter non aggiunge un briciolo di fama a quella che hai già.
    • Fiorello ha avuto su Twitter il successo che ha avuto per un semplice motivo: è Fiorello. Pensi che se avesse scelto l’alternativa della bomboletta spray per scrivere “Viva la figa” su un muro di Roma l’ANSA non l’avrebbe ripreso? Sui social network valgono le regole del mondo reale: l’esposizione in televisione si ripercuote sul numero di fan e, anche qui, la quantità va a scapito della qualità.
  3. Non si risponde ai deficienti.
    • Anche qui: Twitter e Facebook sono mezzi di comunicazione di massa. “Massa” significa un sacco di gente, e che il numero di cretini è, in proporzione, uguale a quello che incontreresti per strada. Tu per primo dovresti sapere che in giro se ne incontrano tanti. Ricorda, poi, che vale come regola d’oro la vecchia battuta di Arthur Bloch: “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”. Non hai nemmeno il problema di pensare che lo scemo se ne abbia a male: ti ha scritto lui per primo, ti ha insultato, c’è già rimasto male, o -più probabilmente – ha problemi suoi. Non puoi convertirlo: è scemo, e gli scemi non cambiano religione. E’ uno che scrive alle celebrità per lamentarsi di qualcosa: nello schema dell’evoluzione viene dopo perfino a quelli che scrivono lettere indignate ai giornali. Sei sicuro di volergli fare da cassa di risonanza?
  4. Non si risponde a tutti.
    • Scegli le conversazioni più stimolanti, e intervieni in quelle. Rispondi a chi scrive cose che ti sembrano interessanti, o a chi porge domande che magari non ti fanno mai e a cui hai voglia di rispondere. Se rispondi a 100 persone e poi ne dimentichi cinque, puoi star certo che avrai cinque individui che nella migliore delle ipotesi penseranno tu sia un po’ stronzo e, nella peggiore – in un impeto di paranoia e alienazione -, saranno certi che ce l’hai con loro nello specifico, per qualche motivo che sfugge a te ma sicuramente non a loro. Certo: scontenterai molti, ma se uno non è in grado di capire che, anche volendo, non avresti il tempo materiale per rispondere  a tutti, vedi al punto 3: è scemo. In ogni caso ricorda che tutti stanno leggendo quello che scrivi: quando rispondi a uno, stai rispondendo anche ai cento, mille, diecimila che hanno la medesima curiosità.
  5. Non si risponde solo ai VIP.
    • Non che sia vietato: solo non è carino. La maggior parte della gente potrebbe pensare “Perché non si mandano un SMS?”. Ora, tu potresti anche metterti lì a spiegare che non è che le celebrità trascorrano il tempo a chattare tra loro, e che non esiste un segretissimo elenco telefonico di persone famose stampato esclusivamente per i VIP, ma sappiamo bene che non servirebbe a niente. Parla con tutti, quando e se ne hai voglia: è l’unica soluzione.
  6. Evita il “lei non sa chi sono io”.
    • Per vari motivi, e il primo è che, magari, no, davvero non sa chi sei. Non c’è bisogno, spero, che stia qui a spiegare il perché questa particolare frase e altre simili risultino particolarmente antipatiche a chiunque pensi – non a torto – di essere qualcuno anche se non appare in televisione. Se sei il primo a pensare il contrario, beh, ecco, forse Twitter non è il posto che fa per te.
  7. Evita le polemiche.
    • C’è gente che vive per quello e, no, non sono tutti giornalisti. Alcuni hanno parecchio tempo da perdere. Non che tu non ne abbia, sia chiaro, ma almeno – si spera – sai razionare il cazzeggiamento per dedicarlo a vari interessi. Beh, sei ormai abbastanza grande per sapere che alcune persone hanno quell’unico hobby: polemizzare sulla rete. E hanno appena trovato un cretino che gli dà corda.
  8. Non parlare di lavoro.
    • Perché – semplicemente – è antipatico. Ma, soprattutto, l’audience cui ti stai rivolgendo non è composta da addetti del mestiere. Se pensi sia così c’è bisogno di chiarire che, forse, Twitter non è il posto adatto per te e la tua combriccola di celebrità. Evita anche di intervenire su Twitter solo quando hai da pubblicizzare un evento che ti vede protagonista. Anche qui, è semplice: è una cosa antipatica da fare. E’ come mettere i depliant nelle caselle della posta: non piacciono a nessuno e nessuno li legge; è tempo che l’umanità se ne faccia una ragione.
  9. Non sentirti perseguitato.
    • Non si può piacere a tutti. Quelli cui non piaci hanno sempre la possibilità di non seguirti. Se continuano a farlo, sono loro che hanno un problema, non tu.
  10. Non arrenderti alle prime difficoltà.
    • Così, tanto per non dare l’idea che tu viva in una bolla di sapone. Se hai pensato che Twitter o Facebook  fossero un posto diverso rispetto a un mondo popolato da geni giustamente incompresi, ma anche da gente che si alza alle sette del mattino e che si sente autorizzata a nutrire invidia nei tuoi confronti a causa di veri o presunti privilegi di cui puoi godere esclusivamente grazie al tuo status sociale, sei tu che hai sbagliato per primo a presentarti qui. Chi è lo scemo ora?

 

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