TheClassifica 1 A.P. – Né con Vecchioni, né con la Vanoni

Torno dallo Sri coso e che ti trovo? Il trionfo del Bene! Dopo anni di arbitrario oscuramento. Da Torino a Bologna, da Olbia ad Arcore, da Siena a Benevento, la luce squarcia la negra tenebra. E tra gli opinionisti e i facciamici è un fiorire di generosi ottimisti che giurano di aver sempre creduto nel popolo – solo 10 giorni fa, un gregge obnubilabile a colpi di Grande Fratello e anniottantismo, ma oggi!, piatto di grano, prato di aghi sotto il cielo, onde nel mare, rumore che rompe il silenzio. I SUV spariscono timidi, le bici ruggiscono orgogliose (ieri in due minuti una compagna ciclista ha tentato di stirarmi sul marciapiede e un compagno ciclista ha tentato di uccidermi sulle strisce pedonali. Colpa di Berlusconi, savasandìr) e Milano torna ad essere la città di Dario Fo, di Vecchioni, di Milly Moratti – mii, che figata: mi vien da fare come Rhett Butler e unirmi agli schifosi mentre soccombono, potrei dar man forte all’unico critico musicale più massacrato di me, Red Ronnie. Quando scriveva su Rockstar i suoi pezzi erano ben più belli delle seghine leziose di Roberto D’Agostino. Poi, eh, la gente cambia, quella generazione in particolare. C’è chi diventa amico di Letizia, chi di Arbore. Io a malapena sono amico di Gianluca Neri – oltre che di MiticoVasco, ovviamente: sempre al n.1 dopo un mese. Al n.2, Ben Harper, il Jovanotti d’America. Poi ancora i Modà, poi Jovanotti, il Ben Harper italiano. Vinicio Capossela al n.5 seguito da Raf new entry al n.6. Al n.7 Jennifer Lopez, col primo pezzo azzeccato dopo dieci anni – ed è la lambada, potete crederci? Poi ancora Gianna Nonnini, che si conferma un diesel, vende bene nel lungo periodo, e nonostante la pochissima esposizione mediatica (molto probabilmente non sapete che ha avuto una bambina). Tiene duro Raphael Gualazzi, il Paolo Conte de noantri, e chiude la top ten la raccolta di Sade.

Escono dalla prima diecina Caparezza, Grido che c’era appena entrato, e Nali alias Annalisa amica di Maria. Donatella Rettore entra al n.26, Hugh Laurie – il dr. House – al n.55. Sempre più interessante la classifica oldies inglobata nella classifica 2011: sono tempi duri per i Pink Floyd. Primi tra i dinosauri sono gli AC/DC: Back in black è a un lusinghiero n.33 – per capirci, gli Strokes sono arrivati al massimo al n.20. Anche Made in Japan (al n.44) precede The Wall, anzi vi diro di più, si trova solo al n.65 preceduto da Nevermind al n.64, e come se non bastasse, dal pervicace My life in the bush of ghosts che balza al n.56 e visto che è da 17 settimane in classifica vorrei cogliere l’occasione per svelare a Enzo Mazza della Fimi che a differenza di quanto dice il sito della Fimi il disco in questione non è solo di Brian Eno ma anche di tal David Byrne, è sul disco c’è scritto. E’ anche vero che senza il nome di Eno col cavolo che un disco così allucinato venderebbe tanto, ieri come oggi (anche se oggi vende di più, sapete). E infatti sul disco in ordine analfabetico il nome di Eno viene prima, come del resto in Wrong way up, che uscì con la dicitura Eno/Cale. D’altronde anche solo a pronunciare il suo nome ci si sente più intelligenti, ci avete fatto caso? Brian Eno, Brian Eno “Cosa ascolti?” “Oh, io ascolto Brian Eno” “Oooh!”. Su wikipedia italiana, dove soffocato dall’amore il curatore della voce “Brian Eno” ha stranamente omesso che Eno ha più volte moltiplicato pani e pesci e il suo sangue è solito liquefarsi una volta l’anno, sono persuasi come tantissimi enologi che all’anagrafe Eno si chiami davvero Brian Peter George St.John le Baptiste de la Salle – il che non è: il guru ha pensato bene di vezzeggiarsi col nome del fondatore del suo college. Però per gli adoratori è così bello pensarlo, oltre che intelligentissimo, nobilissimo. Fatto sta che questo cavolo di disco, che nel contesto del passaggio tra anni Settanta e Ottanta poteva essere significativo, ad ascoltarlo oggi non significa più granché. E comunque, chi l’ha comprato l’ultimo album dell’ex poser dei Roxy Music, il primo per la Warp? Nessuno: infatti ne ha inciso precipitosamente un altro, in uscita tra poco. Chi ha comprato il seguito gospeltronico di My life eccetera, sempre a quattro mani con David Byrne, intitolato Everything that happens, will happen today? Nessuno. Manco sapevate che era uscito, dite la verità – lo hanno pubblicato nel 2008.

Eziandio, siamo fermi al passaggio tra i Settanta e gli Ottanta. Ma in fondo, è lì che si è fermata – come si chiama? Ah, sì – certa sinistra. Impantanata come l’America nel proprio Vietnam, inebetita dalla mancata vittoria, per anni raminga nel bush of the ghost, in cerca di un’occasione di rivincita, sognando il giorno in cui avrebbe biascicato semistordita: “Io sono ancora qua”. Eh, già.

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12 Comments

  1. ehi!
    sei tornato fiuuu
    stavo già per cancellare sto blog dalla lista dei preferiti! ;)
    mica lo sapevo che house avesse inciso un disco… non sapevo suonasse veramente! com’è?

  2. uno, bentornato.
    due, complimenti per il paragrafo di chiusura: commovente
    tre, non dormo più se non mi dici il vero nome di braianino

  3. Oué, rieccoti, bentornato. Frappoco me la faccio pure io una luuuunga vacanza, me la merito.
    Ps 1 A.P ? After Paolo?

  4. Bravo… sei tornato dal Ciòlanca e non sei andato a votare!
    Per caso hai fatto le elementari alla Salle per avercela così tanto con Brian?

  5. Complimenti perchè, quando leggo il quiTouring speciale Alto Adige e rido di gusto alla battutaccia “Ötzi è il padre dei vizi”, guardo all’inizio e l’articolo è tuo.

  6. All’ e-G8 c’era anche Sean Parker, che sottolineava come gran parte della musica scaricata fa parte del vecchio catalogo – cosa già affermata da Billboard per le vendite dei negozi digitali negli Stati Uniti.
    Siamo tutti sulla stessa barca (?), solo che a loro i numeri uno devono essere più abbronzati.

    (no, una cosa importante davvero la volevo dire: bentornato! Si sentiva la mancanza de La Classifica :))

  7. Più che a cavallo dei ’70-80 direi che la sinistra è morta nel 1984 in tutti i sensi.
    Dalla morte di Berlingo al decreto Crasso. Poi venne il gelo dell’85

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  1. [c]* - di cristiano valli - 23.3/27.3

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