10 Comments

  1. qui ce la doppia verità…
    si pretende il lavoro dalla Chiesa
    e poi si va dal sindacato per vedere difesi i contratti basati sul compromesso di Pomigliano
    io ho studiato con un prete operaio che alla Statale di Torino nella Facoltà di Scienze Politiche mi insegnava Storia del Pensiero Politico Contemporaneo
    il salario lo prendeva in fabbrica con volizione marxista lo stipendio dall’Universita degli Studi e la questua dalla sua Diocesi
    e riduttivo concepire un Papa come un datore di lavoro un volontario di consultorio, un politico sfuggito a un attentato è il vicario di Cristo
    niente demagogia

  2. qui c’é grossa crisi.
    stiamo parlando di primo maggio, ex festa dei lavoratori, diventata festa della beatificazione woitilesca, non di altro.
    cioé, se non conosci san precario fai qualcosa :D

  3. perchè ex ..se si vuole si va in Piazza San Giovanni a sentire il concertone con un De Gregori gratis oppure in San Pietro per la beatificazione più rapida della ‘Storia Ecclesiae’.. voluta da Ratzi consapevole che per lui sarà comunque dura…non è detto che chi crede non possa fare un salto li e là senza bilocazione o ubiquità ..se no siamo d’accapo con San Pio e finisce che il santino lo fanno a lui…al precario ..ma forse come diceva Corrado Guzzanti c’è quelo
    lo sono stato anch’io precario capisco cosa vuol dire v(u)otarsi..(call center Eutelia ex Agile ora falliti, pony express, surgelati Eismann )…ma forse ha ragione Corrado Guzzanti..quando c’è grossa crisi non ci resta che Quelo!
    ciao

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