TheClassifica 153 – Vasco, Sting, Fazio, Gheddafi. PS: Corriere, yoo-hoo! Copia anche questo

I nuovi cd di Britney Spears, Daniele Silvestri, Radiohead entrano in top ten, dove rientra Raphael Gualazzi. Fuori Noemi, Van de Sfroos, Caparezza, crollano i Green Day (dal n.4 al 18), precipitano i Duran Duran (n.21), affondano gli Strokes (n. 47). MiticoVasco chiude il lungo inaspettato regno dei Modà, che precedono Jovanotti (n.3). Sbrigativamente saltiamo al n.17: Piano Concertos di Riccardo Chailly e Ramin Bahrami era al n.69 la settimana scorsa. Il 27 marzo sono stati ospiti di Fabio Fazio – e bang, balzo di 52 posizioni. Ciò mi porta a Sting. E’ uno dei maggiori beneficiari (in Italia) di Fazio, che presumo non gli avrà mai chiesto conto del suo concerto privato per Islam Karimov, dittatore dell’Uzbekistan. Ora, Nelly Furtado o Mariah Carey (con un interessante autocritica sul suo blog, penso non di suo pugno) hanno spiegato che non sapevano per i figli di CHI si stavano esibendo – probabile – e hanno girato in beneficenza i milioni avuti da Gheddafi, proprio come Frattini, che sono certo avrà girato a cani più miserabili di lui (quei pochi) l’osso ottenuto in premio dall’amico del suo padrone. Invece Sting è andato proprio a Tashkent, e sapeva. Ha preso 2 milioni di euro, bruscolini per il suo patrimonio di circa 300 milioni di euro (Monica Bellucci, per andare a una festa della figlia di Karimov avrebbe preso solo 200mila euro). E dice: “Il concerto è stato organizzato dalla figlia del presidente, e mi pare fosse sostenuto dall’Unicef (ndr: l’Unicef nega). So che il presidente uzbeko ha una reputazione terribile riguardo ai diritti umani. Ho deciso di suonare là comunque. I boicottaggi culturali sono controproduttivi, perché isolano ancora di più chi vive in quegli Stati. Dubito che al presidente uzbeko, barricato nel suo mondo medievale e tirannico, interessi se io suono nel suo Paese”. Non è che Sting, che forse l’Uzbekistan se lo potrebbe pure comprare, abbia suonato per il popolo: i biglietti costavano 45 mensilità medie. Intanto la figlia del presidente, ministra ma anche designer (bisogna anche fare le cose importanti, nella vita) promuove le sue nuove creazioni presso la grassa ditta svizzera di orologi e gioielli Chopard, diffondendo le foto in cui è seduta accanto all’uomo che ha scritto canzoni contro Pinochet.

Lo so, vi sto gettando fumo negli occhi. Per evitare di parlare del n.1 di MiticoVasco.

Ne ho parlato già su Urban e su Rolling Stone. E non vorrei riripetermi, ché già quei due pezzi si somigliano un po’ – non è che posso cambiare idea a seconda del giornale. Posso dire che non l’ho massacrato. E quindi esco dal novero di quelli sospettati di paralre male di MiticoVasco per farsi pubblicità. Mentre resta in quel novero Marcello Veneziani, che prende soldi dagli amichetti de Il Giornale e di Gioia per riripetersi, e fare due volte pubblicità al proprio libro. MiticoVasco, spiega MiticoMarcello, è un cattivo maestro. Basta guardare il titolo del suo cd: Vivere o niente. Se lo intitola così è nichilista (…voi capite come ci arriva?). Mica come me, che ho intitolato il mio libro Vivere non basta.

Insomma, una di quelle querelle pretestuose da anellidi che neanche Klaus Davi.

Eppure, MiticoVasco ci è finito dentro con tutte le scarpe, e qui si scaglia contro l’intellettuale organico  http://www.facebook.com/vascorossi#!/notes/vasco-rossi/replica-alla-replica-di-veneziani/10150161954217633 con incazzata e prolississima veemenza, che mi fa pensare che l’abbia scritta veramente lui e non qualche spin doctor. In ogni caso, visto che non voglio usare MiticoVasco per farmi pubblicità, mi limiterò a taggarlo, così arriva qualche fan incazzato che puntualizza punteggiando come lui “…bastardi….. il Komandante non si tocca!!!!!!!!!!!”. Posso dire brevemente che è il suo disco migliore degli ultimi 15 anni. Un po’ perché i precedenti facevano schifo al Capezzone. Un po’ perché ha riciclato smaccatamente degli scarti degli anni 80, che vivacizzano musicalmente un disco che potrei persino elogiare apertamente, non fosse per i testi: più che dire (con allarmante e ossessiva reiterazione) “Io sono qui”, e che vivere è – cioè, insomma, capito, in quel senso, oh – vivere, ha gran poco da dire.

Lo so, vi ho gettato fumo negli occhi. Tutto per evitare di parlare dei Radiohead.

E’ da 15 anni che ogni loro disco, ancora prima che qualcuno gli abbia levato il cellofan o cliccato “download”, viene definito uno straordinario capolavoro grazie al quale saremo tutti redenti. Io personalmente non trovo tale codesto King of Limbs ma non escludo che nel giro di sei mesi qualche pezzo inizi a entrarmi sottopelle, come è quasi sempre successo con gli altri. Il fatto è che con i Radiohead tutti si mettano all’ascolto come in una cattedrale: alla fine, che in pulpito ci sia Tommaso D’Aquino o Tommaso Del Grandefratello, la disponibilità a cogliere metasignificati in tutto quello che dicono è altina.

Lo so, vi ho gettato fumo negli occhi. Tutto per evitare di parlare di Daniele Silvestri, che apprendo essere amico di Macchianera, e quindi è conflitto di interessi – a meno che non ne parli malissimo. Mmh. La verità è che non mi hanno mandato il suo disco, because I am a two of clubs. Lo chiederò a emule, toh.

Sezione Senior: The Wall n.43 (davanti agli Strokes), The Dark Side of the Moon n.51 (davanti ai Beady Eye), Made in Japan n.61 (davanti ad Anna Tatangelo e Justin Bieber, che proprio non sfonda in Italia), Vitalogy n.67, My Life in the Bush of the Ghosts (aaaargh) n.70 (davanti a Mauro Ermanno Giovanardi e Rumer).

Lo so, vi ho gettato fumo negli occhi. Tutto per evitare di parlare di Britney Spears. E’ che ho avuto il disco in mano per un’ora, poi un caporedattore di un giornale di cui non faccio il nome lo ha visto e mi ha guardato con occhi imploranti.

Però ha detto che me lo ridà.

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11 Comments

  1. 1) diciamo che quando ho letto le righe sui radiohead mi sono sentito meno solo, io che ero un loro fan che non ha mai capito perchè hanno abbandonato le canzoni o perchè (come dice assante) siano dei maestri a de-struttturarle. Ma perchè destrutturarle se le sai scrivere benone?
    2) ma è usicto un nuovo disco dei CARS o me lo sono sognato? (non è una domanda retorica, chiedo a te che sei sul pezzo e -anche se non sempre- te li mandano in anteprima).

  2. Intanto è “uscito” il nuovo dei Foo Fighters, ed è una bella cacata per una buona metà.

    (Cosi, mi porto avanti.)

  3. perché “anche”? che altro ti ha copiato il corriere? dai racconta ;)
    e se l’hai già raccontato e me lo son persa chiedo venia e però… linka!

  4. Se Vasco avesse inciso un disco di rutti sarebbe indiscutibilmente al n°1.
    Se lo avessero inciso i Radiohead, lo avrei già preordinato da un pezzo con il cofanetto e la reliquia e il sarcofago.

  5. sono contento di sentirti confermare la mia netta impressione che Vivere o niente suoni molto tra Vivere una favola, Lunedì e Dillo alla luna. Infatti è il primo album di Vasco che ascolto con piacere dal 1989. Viva il Blasco, viva Tullio Ferro e viva i “ripescaggi”. Non a caso l’altro album decente del post Liberi Liberi è stato Canzoni per me, frutto anch’esso di ripescaggi dal passato. Solidarietà x il plotone d’esecuzione dei quasi 2milioni di fans di Vasco che ti stanno massacrando su Facebook costringendoti ad ascoltare in loop le canzoni degli ultimi 20 anni del loro idolo, con particolare accanimento su pezzi imprescindibili come “Ho bisogno di te” in loop finché MiticoVasco in persona ti conceda la grazia.

  6. Il commento più divertente che ho letto è “Malededdu”. Mi ha fatto molto ridere.

  7. MADEDDU SEI UN GRANDEEEEE!!! SEI IL RE DEL ROCK! IL FA DEL JAZZ! IL SOL DEL CHA CHA CHA! BRUTTA BESTIA L’INVIDIAAAA! VASCO PUO’ SOLO ROSIKARE! MADEDDU NON SI TOCCA! MADEDDU BATTE VASCO ROSSI 5 A 0!!!!
    MADEDDUUU FOREVEEEEEERRRRR!

  8. Visto che volete continuare a conferire con un giornalaio – fallito – invidioso – poveraccio – sfigato che vuole solo farsi pubblicità, eccomi. E posso dirvi che:

    @DiamondDog: 1) sui Cars non sono per niente sul pezzo, ho googlato e ho scoperto un nuovo singolo (dopo 4-5 secondi già si sente clap-clap) e una recensione preventiva di Amazon: The Cars’ long-awaited, brand new record “Move Like This” has all the precise swagger, art-rock minimalism and chrome-gleam pop of their classic hits. Available May 10th from Hear Music/Concord Music Group.
    2) “Devi destrutturarti” era uno dei refrain più usati da Anna Tatangelo a X Factor. Immagino che per i concorrenti cui capitava, sentirsi consigliare di destrutturarsi dalla Tatangelo fosse uno di quei punti di non ritorno che capitano alle volte nella vita.

    @trecool: a me invece a differenza dei precedenti è piaciuto. E’ chiassoso ma indomito. E un po’ piacione, forse. Vediamo se l’altra metà ti persuade.

    @eve: non posso, sono in escalation di schermaglie.

    @Ferro: ma suppongo che quelli dei Radiohead sarebbero dei rutti destRUTTurati.

    @Nick ‘Bruce’ Tough: grazie per la solidarietà: in effetti mille infoiati che ti gridano che sei uno sfigato non sono esattamente un risveglio piacevole. Il bello è che sono convinti che lo abbia fatto per “diventare famoso”. Forse sanno qualcosa che non so – forse è in arrivo un invito da Lamberto Sposini. Ci spero tanto.

    @Filippo1: anche a me, se riesco recupero il nome della tipa che lo ha scritto e la saluto: non sono riuscito a mandarle un “like”, apparentemente non tutti sono abilitati. Solo chi la pensa come il Komandante.

    @Pietro: ……….E IL LA DELLA LAMBADA E IL SI DEL SIRTAKI – YEAH, THAT’S MI !!!!!!!!!!!!!

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