TheClassifica 152 – Sai, Silvio, nella versione di tua figlia, la mela sa di…

Ditemi se sbaglio: si dà ormai per scontato che quei pochi cd che vendono, vengono comprati dalle casalinghe al supermercato, dai rustichelli all’autogrill, dagli sfigati che non sanno usare internet. Un’umanità dai gusti di serie B. Mica come la Meglio Gioventù, che scarica aggratis, che so, i Sigur Ròs, e spende soldi solo per andarli a vedere in massa. Ecco spiegato perché si parla tanto di certi artisti che 1) non vendono dischi ma 2) fanno numeri interessanti dal vivo, e perché 3) in top 10 ci sono dischi con l’aria più insipida che succulenta.

Non viene spiegato però come mai oltreoceano le casalinghe americane, gli autogrulli e gli sfigati del midwest abbiano abbastanza buon gusto da mandare nei primi 10 posti di Billboard Mumford & Sons, Panic! At the Disco, Lupe Fiasco, Adele (da noi mai entrata in top ten, mentre in Usa è stata al n.1, e nel Regno Unito ci è stata nove settimane) e Strokes (da noi, entrati al n.20). Da noi sono sempre al n.1 i Modà, al n.2 l’Amica Nali, al n.3 Jovanotti, al n.4 c’è il live dei Green Day – che mi fa un po’ tristezza. Anche solo per il “fuck” nel titolo. Al n.5 i Subsonica, al n.6 Noemi. Chiudono la prima decina, Van de Sfroos, Gianna  Mammini, Caparezza e Duran Duran, terza nuova entrata.

E’ l’ultima argomentazione che mi è rimasta per dire che la classifica Fimi/Nielsen ha ancora un qualche valore di sondaggio sugli italiani. Cioè, alla fine, gli italiani che comprano dischi sono un campione plausibile. Il nazionalpopolare rulla. La nicchia, più che comprare, nicchia, ed ecco gli Strokes al n.20, Rumer che entra al n.59, Cristina Donà rapidamente uscita dalla top 100, Marta sui Tubi che entrano al n.80.

A proposito di Marta sui Tubi, mi spiace essermi perso il bizzarro abbinamento con Anna Oxa a Sanremo. Non per colpa mia! – per una volta – è che la Oxa è stata eliminata prima di poterli ospitare sul palco. Ah, bella quella storia della Oxa che denuncia l’amico per stalking. I due si erano conosciuti tramite un’associazione chiamata Coscienza e Salute. I giornali, giustamente non dicono di cosa si tratta (mica è il loro mestiere). Beh, ecco qui:

Con il Metodo Fiorella Rustici “le memorie mentali vengono osservate dall’individuo senza l’uso d’ipnosi: l’osservazione cosciente gli permette di capire quali registrazioni genetiche stanno influenzando la sua vita al punto da fargli ripetere inconsapevolmente il proprio contenuto senza che egli riesca a intervenire per modificare le situazioni che ne stanno risentendo negativamente”.

Non vi basta? Pensate, Fiorella Rustici, fondatrice dell’associazione, una volta è morta, come mio cuggino. Ha avuto “un’esperienza di premorte durata sei mesi che si sarebbe conclusa con la morte – per qualche istante – del suo corpo. Questo evento, “vissuto in concomitanza con la morte di un suo corpo parallelo”, le permetterebbe di scoprire come funzionano i corpi paralleli e le anime gemelle cui tutti sarebbero inconsapevolmente collegati. La conoscenza acquisita le consentirebbe perciò di vedere consapevolmente la dimensione della morte anche nei suoi mondi inferiori e bui, e non solo in quelli superiori e di luce”.

Tutto questo per dire che per anni in Italia abbiamo venerato dive completamente sciroccate, la Oxa, la Bertè, la Rettore, la Nannini – la più normale, e ho detto tutto. Ma non ne fanno più. Beati gli yankee che la prossima settimana avranno al n.1 Britney Spears. Noi abbiamo avuto una generazione di Pausini, di Giorgie, di Elise, di Miette (il Corrierone l’ha recuperata, dedicandole una paginona – ma si può?) (a proposito, è quasi lusinghiero che siano andati a cercare il disco di Bossi due giorni dopo il mio titolo qui). Tutte ammodino, rassicuranti come le loro eredi, le Amiche di Maria – ce n’è 4, in top 20 (davanti ad Adele) (…il cui caso mi prendo a cuore, ma poi il cd non mi piace neppure tanto). Donne così, dolcemente complicate. Pronte a dire ancora un altro sì.

Che poi danno la colpa a Berlusconi e a Drive In se si ritrovano i piedi in testa in una società di vecchi porconi.

 

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20 Comments

  1. io vorrei comprare la discografia completa di Tom Waits. solo che da internet un suo cd lo scarichi in 20 minuti… devo comunque vedere di trovare un negozio di dischi ancora aperto e non maledettamente fallito sotto i colpi di emule e compagnia bella.

  2. I Marta sui Tubi sono tipo un mistero sociale per me, considerato che non sono affatto “facili” ma i concerti (o quantomeno, i 3 che ho visti) sono pieni così di gente.

    Speriamo non li facciano diventare i Negramaro (La Spesa da Sushi e Coca era un chiaro tentativo di andare su Radio Italia).

  3. Io divido pure i concerti che meritano di essere visti gratis e quelli che non meritano neppure di essere visti aggratis.

  4. Non solo se ne impippa dei suoi processi ma continua imperterrito nel suo costume disgustoso.

  5. Fiorella Rustici presidente del CNR, anche se è un po’ meno scientifica di quello che c’è mo’.

  6. e finalmente sto giro scrivi dopo dissapore e non ti si deve andare a cercare giù!!!
    puntata divertente questa! (autogrulli m’ha fatto ridere, e pure la nicchia che nicchia)
    (che poi non so perché questa rubrica me la prendo tanto a cuore, che poi delle classifiche non mi importa neppure tanto)

  7. Mi chiedo il titolo cosa c’entri. C’entra per fare entrare. Il sesso è d’appertutto.

  8. E finalmente posso chiedere al TheClassificatore che ne pensi dei Mumford & Sons.
    Sulle dive nostrane sciroccate o meno, mi chiedo se alla fine non paghi essere fuori di zucca sia per maschietti che per femminucce, vista l’aria che tira. Un raro caso di pari opportunità all’italiana! Britney Spears ne sarebbe deliziata.

  9. Nessuna polemica era solo che prima di leggere il pezzo credevo si riferisse tutto al topic del titolo che prometteva bene su Barbie. Ciao!

  10. E va bene. Facciamolo.

    @stone: hai considerato di ordinarli per posta? Magari te li scontano. Ma li vuoi proprio tutti? Sicuro? Io negli ultimi dischi, più che “Aaaaawwrrghhh” non riesco a intelligere.

    @trecool: è una tradizione che penso inizi con gli Afterhours: a volte dubito che i loro cd siano mai esistiti, però il 66,66% degli italiani li ha visti dal vivo.

    @popsylon: c’è qualcuno che non vedresti nemmeno se ti dessi 50 euro?

    @eve: è stato bello ma breve, è arrivato subito avoicomunicare :-)

    @redmail: no, aveva a che fare col discorso sul corpo delle dive. Mica penserai che io faccia ricorso a bassi espedienti, eh.

    @Paolo: chi lo sa, magari è in coma a causa di Paolo Madeddu. C’è di buono che sono stato in situazioni più strane di questa.

    @S.: no, non puoi. Non sono in classifica :-)

    @Portinaio: poteva andarti peggio, pensa se avevi una zia Duffy.

  11. Sono stata sgamata :( Uffa. Quando i Mumford entreranno in classifica qui da noi saranno già vintage, o vecchie mummie.
    (Forse dovrei scriverlo nei commenti alla TheClassifica scorsa: a me le musiche di Trent Reznor per The Social Network piacciono. Ma non ho mai ascoltato i Nine Inch Nails, quindi magari non sono il giudice migliore.)

  12. Meglio non dire nomi solo iniziali. A caso: in Italia V.C. resto del mondo AC diviso.

  13. Grande Madeddu. Ammiro la capacità di produrre post sempre di grande qualità, e la generosità di donarli all´obitorio che è diventato Macchianera.

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