In difesa della gnocca

Non che abbia notizie di prima mano al riguardo, o pettegolezzi da insider, ma nessuno mi toglie dalla testa l’idea che l’attacco a Belen Rodriguez  cui molti giornali nostrani hanno abboccato (“Come testimonial è un fallimento: da quando c’è lei Tim non vende più telefonini”) fosse un’ignobile regolamento di conti trasversale che poco aveva a che fare con le ragioni del mercato. Fuoco invidiosetto mica tanto amico, insomma.

Molte sono le ragioni che portano a crederlo: il contratto dei testimonial è in scadenza; per i nuovi spot è stata indetta una gara tra sei agenzie e, non ultimo, il fatto che se un testimonial non funziona non te ne accorgi dopo un anno e mezzo.

C’è, insomma, in giro qualcuno che ce l’ha su con la gnocca, e con questa gnocca in particolare. O magari col suo ganzo, chissà. E la tecnica è quella “alla Klaus Davi (vedi il poco credibile, inesistente e ormai – guarda caso – sparito “Metropolitan Post”): metto in giro una notizia che di credibile ha davvero poco, la condisco con un nome famoso, e la faccio arrivare a un giornale (Panorama, in questo caso) che non si premurerà di verificarla prima della pubblicazione. Et voilà: il testimonial è sputtanato.

E siccome non si può dire che da queste parti si abbia antipatia per la gnocca in quanto genere, ecco in anteprima per internet (in televisione si vedrà solo a partire da lunedì, credo), il nuovo spot di Belen.

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2 Comments

  1. Gnocca è gnocca ma da quando sta con Corona provo un certo ribrezzo.
    Ecco me la tromberei con ribrezzo.

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