I post più letti degli ultimi 7 giorni
1 - 9 libri da non comprare a Natale
2 – Guida Michelin 2011 | La diretta
3 – Questi sono i vini dal rapporto quantità/qualità migliore d’Italia
4 – Gli 11 piatti del 2010
5 – La Risacca di Milano | Ristoranti che meriterebbero la stella Michelin (per referenze chiedere a Emilio Fede e Gian Germano Giuliani)
6 – Trucchi | 3 piccole cose da sapere prima comprare una bottiglia di vino
7 – Trasformare un marito in un cuoco è meglio che un rospo in un principe
8 – La carta dei vini è mia e la gestisco io
9 – L’Aquila | Brunetta vittima di un attentato culinario. La ferma risposta del ministro
10 – Cucino e nel mentre mi chiedo perché diciamo che la donna ha una vocazione naturale per l’ordine
11 – Dico a te food writer, ma da grande cosa vuoi fare?
Archivio per novembre, 2010
TheClassifica 134 – Gnam, gnam, su, prendete un pezzo di Sarah
In settimana sono stato a cena da Bruno Vespa e Alessio Vinci. Abbiamo mangiato Sarah Scazzi. Una delizia, sapete – e non finiva mai!!! Ce n’era per tutti!! Gnam, gnam, si sfamavano quei professionisti esemplari. “Che brutta storia, sì”, annuivano gravemente lì accanto – masticando Sarah Scazzi – i criminologi bisognosi d’amore e di una casa al mare. “Povera, povera Sarah”, scuotevano la testa giornalisti, opinionisti, giallisti, avvocatipsicologimedicilegali bisognosi di attenzione e di una rubrica su un settimanale. Addentavano e trangugiavano e ripetevano “E’ il PUBBLICO che ha questa curiosità morbosa”. Scuotendo la testa mentre digerivano Sarah Scazzi, spolpando le ultime ossa, versando una lacrimuccia nel togliersi un capello biondo dai denti.
Beh, chi sono io per negare al PUBBLICO un’intro su Avetrana? Siete stati VOI a farmelo fare. In fondo siamo qui per parlare di Salento: sono arrivati, come previsto, i Negramaro al n.1. Un oggetto strano, i Negramaro, non trovate? Una rockband tesa, enfatica, anche furiosa a volte – che ha un frontman che si strazia come Eleonora Duse. Un cocktail che io non avrei tentato, eppure eccoli nella storia come primo gruppo italiano live a San Siro (lo stadio italiano più prestigioso – non certo il più arduo da riempire – per un concerto rock). Sapete, ogni tanto penso quello che segue. (clic)
Troppi detenuti in un carcere dove si muore troppo
Sovraffollamento e un numero impressionante di morti dietro le sbarre. Mauro Palma, presidente del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, parla della situazione drammatica delle carceri in Italia.
Assediati dalla “Monnezza”
“Mentre si cammina per quelle vie e si abitano quelle case si è assaliti da una devastante offesa intima e personale: si soffoca nelle proprie scorie”. Non è solamente il cattivo odore che ti non ti lascia respirare o il panorama terrificante di cumuli di rifiuti che si estendono a perdita d’occhio. C’è perfino di più: c’è l’umiliazione di sentirsi sotterrati dagli scarti della propria vita.
Francesco De Filippo, scrittore e giornalista, mette in evidenza tutto il simbolismo che si nasconde dietro l’emergenza rifiuti. “Un’emergenza che è iniziata nel 1994 – spiega – e da allora non se ne è più andata”. De Filippo è nato a Napoli, vive a Roma, ma è torna nella sua regione dove ha visto un territorio assediato dalla Monnezza, per usare il titolo del suo ultimo libro. Ma che significa essere sotto assedio dei rifiuti?
“Vuol dire che apro il giornale francese Le Figaro – ci dice mentre si trova a Strasburgo per lavoro – e leggo che sulle strade della Campania ci sono tremila tonnellate di immondizia. Essere assediati significa passare per le vie di Quarto, in provincia di Napoli, ed essere costretti a fare uno slalom tra montagne di rifiuti. Essere assediati significa abitare in un appartamento al secondo piano a Monteruscello, un quartiere costruito ex novo all’indomani del bradisismo quando bisognava lasciare Pozzuoli, e non potersi affacciare perché il cumulo di sacchetti e di rifiuti è diventato tanto alto da coprire la finestra. Essere assediati vuol dire dover camminare con una benda davanti al naso e alla bocca per evitare di ingoiare polveri e pulviscoli tossici che volano nell’aria”.
Violenza, quello che le donne non dicono
Nel mondo, c’è un omicidio in famiglia ogni 2 giorni, in 7 casi su 10 la vittima è una donna. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 70% degli stupri) o dall’ambito familiare. Il 25 novembre è la giornata internazionale per la lotta alla violenza contro le donne. Scegliere di dire no e far sentire la propria voce è la migliore delle prese di posizione.
TheClassifica 133 – I am the eggman
Zucchero. X Factor. John Winston Lennon. Il Mucchio. Rolling Stone. Nathalie. Fabrizio De André. Nevruz. Berlusconi.
Uniamo i puntini. Cosa apparirà?
Ancora Zucchero n.1. Ancora Berlusconi n.1. Non era finito, Zucchero? Non era finito, Berlusconi? Sì, ma anche se non hanno più nulla da dire li teniamo in vita perché portano la gente nei negozi. Specie Berlusconi, che porta la gente nelle librerie. Andate sul sito della Feltrinelli e provate a digitare “Berlusconi”. Escono 28 pagine.
VENTOTTO.
Di tutti i tipi. Di tutti gli autori. Camilleri, Messina, Guzzanti, Ottone, ovviamente Vespa ovviamente Severgnini ovviamente Travaglio. E tanti altri, tra cui molti Sconosciuti (a me, perlomeno. Mi scuso se non li conosco) (anche con quelli che scrivono le barzellette su di lui o analizzano le sue). Forse dovrei anch’io scrivere un libro su Berlusconi… Ma che sciocchezze, OGNI LIBRO è un libro su Berlusconi, ogni programma è un programma su Berlusconi, ogni disco è un disco di Berlusconi, anche quello di Valerio Scanu (n.2) e dei Depeche Mode, che sono al n.3 e sto ascoltando proprio in questo momento nel loro ennesimo live. E’ sguaiato, incoerente e rabberciato come mai nella loro carriera – ehi, proprio come Berlusconi. E se un disco dei Depeche Mode fa schifo a me, è molto sotto la sufficienza. Ma torniamo a X Factor. Prima di andarci, ieri sera discutevo con un pezzo di storia del rock italiano (e forse non solo) che mi faceva obiezioni molto rock. Come erano molto rock le obiezioni fattemi da un mio collega bravo veramente che non scrive di musica (come tutti quelli bravi veramente). E io sono lui come voi siete lui, come voi siete me e siamo tutti assieme e galleggiamo tutti e se cliccate qui sotto galleggerete ANCHE VOI.
“San Suu Kyi libera? La rivoluzione è donna”
La leader birmana, Sakineh e le eroine della libertà. Avoicomunicare intervista Shirin Ebadi, la Nobel per la pace avversaria di Ahmadinejad.
MacchiaFactor: ne resterà soltanto uno (e speriamo sia Nevruz, ma va bene anche Nathalie)
Nevruzziani e non in ascolto: questa è la sera.
Dalle 21, su RadioNation 4, torniamo con Macchiaradio per commentare la puntata finale di questa stagione di X-Factor. Al solito, cazzeggio libero e stupidera nell’aria.
Dietro ai microfoni (elenco in progress): Matteo Bordone, Michele Boroni, Laura Carcano, Carlo Giuseppe Gabardini, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
| …oppure clicca “Play” per ascoltare la puntata in questa pagina |
Veronesi: il nucleare può salvare l’Italia
«Non è mai morto nessuno vicino a una centrale nucleare in Occidente. È più rischioso un viaggio in macchina o in aereo». Umberto Veronesi, recentemente nominato Presidente dell'Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, non ha dubbi.
Dissapore | Il meglio della settimana
I post più letti degli ultimi 7 giorni
1 – E fu così che Eataly, che non è fricchettonismo indie, sbarcò all’Ipercoop.
2 – Resta da capire, caro e-commerce, se Amazon cambierà l’idea che l’Italia s’è fatto di te.
3 – Cernacchino | Il McDonald’s che non regala giocattoli.
4 – Ecco, in breve, perché la Restaurant Week di Roma è una fregatura.
5 – Se “Lo chef è un Dio” allora il vero Vito Frolla è così.
6 – 10 vini italiani che mettono tutti d’accordo.
7 – Il foie gras come tutte le cose belle della vita, è immorale, è illegale e fa ingrassare.
8 – Arriva Eataly Roma | 14 mila metri quadrati su 4 piani, 14 punti ristoro, 300 nuovi posti di lavoro.
9 – I vini biodinamici spiegati ai bambini.
10 – Il feisbucchismo dei macarons passa per Ladurée Dolce, venite a leggere.
Rifiuti in Campania, problema risolto: lo Stato è tornato a fare lo stato
Se volete passare un bel Venerdì, fatevi due risate col sito del governo. C’è pure la foto della munnezza, però era quella di Prodi.
Macchiaradio ritorna sempre, come i Pooh
E’ a suo modo un evento, perché mancava da mesi.
Beh, questa sera, dalle 21, su RadioNation 4, torna Macchiaradio. L’occasione è la semifinale di X-Factor. Saremo scemi come ai bei tempi.
Dietro ai microfoni (elenco in progress): Matteo Bordone, Laura Carcano, Lorenzo De Marinis, Carlo Giuseppe Gabardini, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
| …oppure clicca “Play” per ascoltare la puntata in questa pagina |
Per le rime
Scialocco scrive una cosa che in minima parte è anche contro di me.
Potrei stare qui a dire che per quanto mi riguarda le cose non stanno esattamente così, ma l’ho già fatto, e poi chissenefrega.
Invece, siccome mi piace quel che ha scritto e come l’ha scritto – non necessariamente quel che dice -, ci metto il link.
| Impara l’arte di mischiare le carte e metti da parte la protesta onesta sali anche tu in cima a una gran gru e piscia sulla testa a quelli che stan giù ai carabinieri arriverà anche GNeri a darti ragione si dà ad ogni frescone che chiama ‘oppressione’ il rispetto della legge addosso a Bordone che è un servo del padrone io esco dal gregge e voglio il contratto mi spetta di diritto e di fatto e abbasso il pivello che mi frega di scatto senza anzianità non è al mio livello |
ed io non mangio più fanculo la gravità io resto sulla gru. Chorus: sali sulla gru anche tu e protesta a testa in giù sali in alto sulla gru chiedi tutto e anche di più. Avanti alla riscossa chi mi dà una scossa? bandiera rossa la trionferà accorrete numerosi dagli atri muscosi da tutti i socialcosi e i fori cadenti e ditelo alla gente cinquanta cent non sono niente per la celebrità. Chorus: sali sulla gru anche tu e protesta a testa in giù sali in alto sulla gru tanto dopo scendi giù. (da Scialocco)
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Due cose. Anzi, tre (Paola Caruso, l’universo del lavoro e tutto quanto)
Nel caso non ve ne foste accorti (ed è probabile che non ve ne siate accorti: del resto era il week-end mica per niente), negli ultimi due giorni Macchianera si è autosospeso e ha ridiretto tutto il traffico verso il sito di Paola Caruso.
Paola Caruso, se non ne avete letto nel corso del week-end, non la conoscete. Non la conosco nemmeno io. Per dire che la percezione di quel che è successo non è stata viziata da un’amicizia preesistente.
Quel che è successo è che – in una discussione su Friendfeed che è in seguito stata cancellata dall’autore originale – Paola ha annunciato di avere iniziato uno sciopero della sete e della fame. Provo con la versione corta: lavora al Corriere della Sera da 7 anni, e dal 2007 è una co.co.co annuale con busta paga e Cud. Un giornalista si dimette e Paola, come altri suoi colleghi, pensa sia arrivato il suo momento. Invece no. Al posto del collega che se ne è andato a fondare un giornale online viene piazzata una matricola fresca da scuola di giornalismo. Paola, inizialmente, dice che è stato assunto; il giornale fa sapere che no, non è stato affatto assunto. Paola sostiene che comunque il nuovo arrivato ha accesso al desk, privilegio riservato agli assunti, e si incazza parecchio, forse più dei suoi colleghi: va online e scrive su Twitter e su Tumblr che è stata sorpassata “da un pivello”. Poi annuncia l’inizio dello sciopero della sete e della fame.
Poi accade questo: che una serie di persone presenti nella discussione di Friendfeed di cui vi ho parlato prima si preoccupino per la scelta di Paola. Il problema è che passi lo sciopero della fame, ma quello della sete è molto pericoloso (dopo 48 ore alcuni organi vengono seriamente danneggiati per sempre) e Paola non ha scelto il momento migliore per iniziare quel tipo di protesta: è sabato e, verosimilmente, le redazioni non saranno presidiate fino a lunedì mattina. A quel punto saranno trascorse 72 ore, e addio Paola. Continua a leggere »





