Ciuro, Travaglio e la mafia

(Morale: sono andato a Palermo e Travaglio alla fine l’ho discolpato io).

Libero, 11 aprile 2010

Lui è quello delle «cattive frequentazioni» addebitate a Marco Travaglio, quello con cui divise una vacanza in Sicilia prima che l’arrestassero e poi condannassero per favoreggiamento. Non l’hanno condannato per mafia, però l’uomo che avrebbe favorito si chiama Michele Aiello, ex re delle cliniche, e lui sì, è stato condannato come prestanome di Bernardo Provenzano. E’ il maresciallo della Finanza Giuseppe Ciuro, detto Pippo: lui e il pm Antonio Ingroia, nei primi anni Duemila, dividevano la stanza dell’ufficio al secondo piano del palazzo di giustizia palermitano. Fu lui a indagare su Marcello Dell’Utri e sui finanziamenti Fininvest, fu lui che il 26 novembre 2002 compartecipò all’interrogatorio di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi dopo vergato un’informativa sul Cavaliere, e fu lui, pure, a deporre al processo Dell’Utri e a sostenere che un nipote di Tommaso Buscetta fosse stato socio di Fininvest. Ai tempi girava sotto scorta. E che destino, ora: addivenire a celebrità per via di un paio di vacanzine con Marco Travaglio, anzi «Marco», quel bravo ragazzo torinese che nel marzo 2001 aveva combinato un pasticcio alla trasmissione «Satyricon» di Daniele Luttazzi.

Marcolino aveva rispolverato le accuse rivolte a Berlusconi e Dell’Utri quali «mandanti esterni» della strage di Capaci, anche se la Procura di Caltanissetta aveva fatto richiesta d’archiviazione un mese prima della trasmissione. E chi fornì il materiale per «L’odore dei soldi», che pure oggi è spazzatura? Tutta farina di Ciuro. Pippo aveva fatto il suo lavoro, Travaglio stava facendo il suo.

Io faccio il mio, e incontro Pippo Ciuro per puro caso: anche se non è un caso se sono a Palermo a passeggiare con un amico avvocato. E’ Ciuro a riconoscermi, mi dice addirittura che uno dei suoi figli mi legge sempre. E si chiacchiera. Non so neppure come arriviamo a parlare del generale Mario Mori e del Capitano Ultimo, alias Sergio De Caprio, l’uomo che arrestò Totò Riina.
«Sono due grandi, io lo so perché ho fatto le indagini, quindi lo so».
E allora perché li hanno messi in mezzo?
«La verità posso dirtela? E’ che volevano fottere Ingroia e Caselli, e io sono l’anello più piccolo di tutto questo marchingegno»
Non capisco neanche bene di che parla, ma questa non è un’intervista, Ciuro non ne rilascia mai. Questo è un colloquio rubato e registrato in piedi, per strada, alle 16 e 41 del 17 marzo.
Ingroia e Caselli però t’hanno mollato.
«Quando succede un casino del genere, e tu vieni messo all’angolo, prendi solo cazzotti. Se sei bravo esci alle lunghe, e io col passare del tempo ne sono sicuro che salterà fuori la verità. Ne sono veramente convinto… quand’era ora di andare a testimoniare, però, minchia, Pippo Ciuro andava bene per tutti… o quando c’era da andare a fare le cose più sporche, nel senso di andare a fare le indagini più complicate… Mi spedivano ovunque, in piena indagine sul covo di Riina, a sentire tutti… con ampia delega… ci sono i verbali… ».
E perché ti avrebbero fatto fuori?
«Hanno voluto eliminarmi per qualcosa che devo aver fatto in buona fede, anzi ottima… non lo so, guarda, non l’ho ancora capito dopo 7 anni, te lo giuro sulla tomba dei miei genitori».
Pippo Ciuro fu arrestato il 4 novembre 2003 per concorso esterno in associazione mafiosa più altri reati: con lui un altro maresciallo, Giorgio Riolo. I due furono accusati d’aver sistematicamente informato delle indagini il citato Michele Aiello, anch’egli arrestato, ex primo contribuente siciliano, fondatore e patron della mitica clinica Santa Teresa a Bagheria dove fu curato anche Bernardo Provenzano. Ciuro, che sino a tre mesi prima era vacanza con Travaglio e Ingroia, sarà definito «figura estremamente compromessa col sistema criminale» prima di essere condannato in Appello 4 anni e 8 mesi per favoreggiamento e violazione di segreti informatici. Le accuse più gravi sono cadute tutte. L’indagine era stata condotta dai pm, Giuseppe Pignatone, Maurizio De Lucia, Michele Prestipino e Nino Di Matteo.
«Di Matteo… allora ti confido una cosa: nell’estate 2002 e 2003 c’era pure lui lì a farsi le vacanze. Non dormiva lì, ma veniva a mangiare a casa mia insieme a Ingroia e a Travaglio e a tutti gli altri… e faceva le indagini contro di me. Tanto per farti capire che bell’ambiente siamo».
Ma anche Ingroia, in vacanza con te, sapeva che eri indagato?
«No, Ingroia non è vero che lo sapeva»
L’ha scritto Travaglio: «Seppi da Ingroia che lui era al corrente delle indagini su Ciuro fin da prima dell’estate, ma che, d’intesa con il procuratore capo, aveva dovuto continuare a comportarsi con lui come se nulla fosse, per non destare sospetti».
«No, Ingroia non lo sapeva. Sai quando gliel’hanno detto? Tra luglio e agosto… vatti a vedere le carte. Andiamoci a pigliare un caffè».
Fa un freddo poco palermitano. Si chiacchiera di tutto un po’.
Appiccicarti l’amicizia con Aiello può essere servito a qualcuno?
«Michele Aiello, sino a quando è successo quello che è successo, era uno che i signori magistrati ci sono andati a cena, si sono fatti costruire le case, e quando lui aveva bisogno correvano. Ma non solo loro».
Gli accenno di quando Ingroia, che Ciuro chiamava «il Professore» o «il dottore», si fece ristrutturare da Aiello un vecchio casolare del padre, a Calatafimi.  Ingroia ne parlò al telefono con Aiello il 28 febbraio 2003, ore 9.36: discorsi su mattonelle, tramezzi e colori. Ingroia e D’Aiello cenarono anche assieme. Imbarazzante. Una vicenda poco approfondita, mi pare.
«E te lo sei chiesto perché? Ma non soltanto per la faccenda della casa di Ingroia, che è una minchiata. Il dottore Di Pisa: la casa gliel’ha costruita Aiello, gliel’ha ristrutturata… e ha pagato… anche a Paolo Giudice, oggi procuratore aggiunto, persona perbenissimo…. La domanda allora è: ma scusate, come vi rivolgete a uno, Aiello, che già dal 1996 compariva nei pizzini di Toto Riina? Ma nessuno niente sapeva?»
I magistrati credevano l’Aiello mafioso fosse un altro, un omonimo di Caltanissetta.
«E intanto l’altro, quello coimputato con me, continuava  fare la sua vita normale… ma tu l’ha vista mai la realtà che aveva costruito?»
Un centro medico all’avanguardia. Frequentato da tutti, magistrati compresi.
«La gente non aveva davvero bisogno di andare al Nord… vai a vederla adesso, la clinica, l’hanno distrutta… che schifo. La vuoi fare una bella indagine a Palermo? Allora vedi tutti i sequestri giudiziari in mano a chi sono… sempre gli stessi… Altro che Ciuro che faceva le ferie con Travaglio. Che poi, di quei giorni lì, sbagliano tutti l’anno. Giuseppe D’Avanzo ha scritto su Repubblica che nel 2002 io Travaglio abbiamo fatto le vacanze insieme: ma Travaglio era all’Hotel Torre Artale, a Trabia, e io al residence Golden Hill… lui certo, è venuto ospite invitato da me, a pranzo o a cena, ma al Golden Hill in vacanza ci è venuto l’anno dopo, una decina di giorni in cui ci saremo visti in tutto tre volte, anche perché io la mattina me ne andavo a lavorare regolarmente come Ingroia, che era lì. Certo, eravamo tutti nello stesso residence e poi magari la sera ci vedevamo».
Più tardi, Pippo Ciuro mi invierà la querela che sporse contro D’Avanzo dopo l’articolo del 14 maggio 2008, quando mise in mezzo Travaglio e scrisse che il maresciallo aveva rivelato segreti utili a favorire la latitanza di Provenzano. E questo, in effetti, risulta falso. Nella querela, poi, si definisce pure falso che «il mafioso Aiello, per il tramite del suo complice Ciuro, avrebbe pagato il soggiorno a Trabia del Travaglio». Ipotesi che, va ripetuto, nessuno su Libero o sul Giornale ha mai scritto o minimamente creduto, e tantomeno ha scagliato contro Travaglio ad Annozero: epperò Marcolino non ha fatto che difendersi da un’accusa che nessuno, appunto, a parte D’Avanzo, gli aveva mai rivolto. Ed è giunto a scrivere, Travaglio, che dei colleghi come Maurizio Belpietro o Nicola Porro «sguazzano nella merda».
Allora la faccenda delle ferie pagate è una balla.
«E’ una minchiata di quelle grosse».
E perché l’avvocato di D’Aiello l’ha confermata?
«Ma no, ha smentito tutto».
Quando?
«Non mi ricordo, ma ha smentito. Ma poi: se c’era il regime di amministrazione controllata,  come avrebbe potuto l’hotel a emettere due fatture? Una l’ha esibita Travaglio, pagata con carta di credito, mi pare 5600 euro…».
Lascia stare. Una sola cosa mi ha sempre incuriosito: perché a Torre Artale Travaglio ha speso quella cifra mentre l’anno dopo, al residence con voi per dieci giorni, solo mille euro per quattro persone? Non è un po’ poco?
«Ma no, costa così. Torre Artale costava tanto perché è a cinque stelle»
Solo mille euro. Interessante.
«E’ un’oasi di pace, dovresti venirci».
Pippo Ciuro mi parla a lungo del suo caso giudiziario, mi svela retroscena inquietanti e risvolti anche intimi, familiari. Questo è un colloquio rubato e perciò non ne parlerò: quando vorrà, lo farà lui.
«Se io esplodo ne ho per tutti, altro che bomba atomica. Qualcuno mi anche chiesto: siccome conoscevi i cazzi di tutti, perché non ti sei difeso attaccando? Ma io mi devo difendere solo per quello di cui sono accusato. La mia salvezza è che da questo D’Aiello io non ho mai preso neanche una lira… la prima volta che sento Marco però glielo voglio dire: la vogliamo organizzare una bella trasmissione? Però si dovrebbero scagliare contro certi giudici…»
Sì, buonanotte. Ma il rapporto con Travaglio è rimasto buono? Vi siete più sentiti?
«No, non… forse una volta sola».
Si chiacchiera ancora del suo caso, di ristoranti, di cannoli, di cassate, di giornalisti.
«Io li rispetto molto, i giornalisti. Me li ricordo che venivano sempre lì, che uscivano tutte le notizie sottobanco… perché escono tutte di lì, eh? E’ inutile ci prendiamo per il culo..
Si parla di intercettazioni. dell’inchiesta di Trani.
«Ma per favore, ma quali talpe… ma da dove volete che uscissero le notizie, scusa? Guarda, se volessero non avrebbero bisogno di intervenire sulle intercettazioni: basta che nel decreto scrivi chi sono i responsabili delle intercettazioni, come si faceva una volta. I nostri capitani o colonnelli ci dicevano: tu e tu siete responsabili delle intercettazioni. Facevano un ordine di servizio. E se usciva una notizia ti facevano un culo così. Caso strano, le intercettazioni non uscivano mai… C’erano tuoi colleghi che mi mandavano i pezzi e mi chiedevano: sono giusti? A una donna, una cretina sgrammaticata, glielo riscrissi tutto… E’ una categoria, la tua… Quando ho testimoniato al processo Dell’Utri, minchia, ce ne fosse stato uno che ha scritto le cose per come erano andate… »
E i magistrati?
«Hanno bisogno delle prime pagine, sennò non possono vivere… stanno male».
Tu davi le notizie a Travaglio?
No, assolutamente… a me nessuno mi ha mai usato. Quando lui voleva qualcosa telefonava a Ingroia. Comunque diglielo, al tuo direttore: state tranquilli, Travaglio non mi frequentava… Io poi, per voi,  non sono un nemico, tu magari mi consideri un nemico, ma anzi… io compravo Libero, Il Giornale…
Ecco perché ti hanno messo dentro. Sono prove a carico.

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38 Comments

  1. Contromorale: a parte che Travaglio non ha bisogno di avvocati difensori ma dove sarebbe la notizia? Sul fatto che un divulgatore-megafono delle procure possa essere esente da colpa? Mi pare che su Travaglio si costruisca un castello di carte inesistente…non è questo il suo terreno di confronto. Io vedo molto più serie 1) la risposta di Santoro a Travaglio su come si sta in trasmissione (se ci stai accetti le regole e quindi non puoi avere dalla tua il conduttore); 2) le rimostranze di Polito sul finanziamento ai giornali (quelli buoni e quelli cattivi non li decide Travaglio)

  2. Passi per il titolo (l’articolo non dice niente di nuovo su Travaglio, mentre dice – o allude – sui magistrati), non si capisce se il tipo si chiami Aiello o D’Aiello. A me, uomo mediocre, potrebbe venire il dubbio che il citato Caselli sia in realtà Casella (Jucas)…

  3. Lode! Lode! Lode alla buon’anima di questi giornalisti che prima creano il capo di imputazione, e poi lo smontano! D’altronde quei giornali sono gli stessi che ci stracciarono gli zebedei per mesi e mesi con rivelazioni shockanti, tipo Telecom Serbia o Prodi spia del Kgb… Io rido. Walt Disney al loro confronto era una pippa di serie D… Ora attendo tutto eccitato il nuovo scoop, che potrebbe essere, chessò? “La mano di Vendola dietro Ustica!” oppure “Clamoroso: parla il benzinaio di Bersani “Mi ha confessato di essere il capo di Al Qaeda!”

  4. Prima dell’articolo si legge:
    “Morale: sono andato a Palermo e Travaglio alla fine l’ho discolpato io”
    Poi nell’articolo Facci scrive:
    “Ipotesi che, va ripetuto, nessuno su Libero o sul Giornale ha mai scritto o minimamente creduto, e tantomeno ha scagliato contro Travaglio ad Annozero: epperò Marcolino non ha fatto che difendersi da un’accusa che nessuno, appunto, a parte D’Avanzo, gli aveva mai rivolto.”
    E da cosa l’ha discolpato allora?

  5. Domanda seria a Filippo Facci: ma perchè, se il colloquio è registrato, stando a quanto hai scritto, ” alle 16 e 41 del 17 marzo”, il pezzo è stato pubblicato solo domenica?

  6. (Morale: sono andato a Palermo e Travaglio alla fine l’ho discolpato io).

    lavoro inutile…Travaglio non aveva colpe…

  7. A me sembra un avvertimento a Ingroia e Travaglio.
    “Attenti che posso parlare.”
    La storia dell’incontro casuale mi pare una balla clamorosa.

    @ Antonio.
    Forse per questo:
    “Più tardi, Pippo Ciuro mi invierà la querela che sporse contro D’Avanzo dopo l’articolo del 14 maggio 2008, quando mise in mezzo Travaglio e scrisse che il maresciallo aveva rivelato segreti utili a favorire la latitanza di Provenzano.”
    O forse no.

  8. Si. Lo hai discolpato come Feltri con Boffo; prima vi inventate le accuse, poi temendo di dover risarcire danni milionari vi rimangiate tutto. Solo che Feltri, lecca che ti rilecca, è riuscito ad essere direttore di un giornale, tu resti un poveraccio pieno di invidia.

  9. Io non invento niente, piccole merde.
    Travaglio ha frequentato intimamente un poliziotto tre mesi prima che lo arrestassero perché vendeva notizie e prima che lo condannassero per favoreggiamento di un mafioso, un prestanome di Bernardo Provenzano. Nessuna calunnia: è Travaglio che ogni volta sposta il tiro e si difende da un’accusa che nessuno, a parte D’Avanzo, gli ha fatto peraltro velatamente: «Io di quelle vacanze ho documentato fino all’ultimo centesimo», ha scritto, «me le sono pagate io», «mi dovrei vergognare dopo che addirittura ho documentato tutto con gli assegni». Continua cioè a indignarsi, Travaglio, per una velata accusa che solo Giuseppe D’Avanzo di Repubblica buttò lì tempo fa: che si fosse fatto pagare le vacanze dal citato prestanome di Bernardo Provenzano, qualcosa cioè che nessuno ha mai scritto (su Libero e su Il Giornale) e che semmai è stata giudicata un’ipotesi ridicola e improbabile per esempio dal sottoscritto, in più articoli. E allora qual è il problema? Il problema è che Travaglio, anche solo della frequentazione del tizio poi condannato, si vergogna come un ladro: «Mi ha detto che c’era un villaggio turistico», ha cercato di liquidare la faccenda l’altro ieri, «e sono andato a affittarmi una casetta dove, tra varie decine e decine di persone, c’era anche la sua». Si vergogna, cioè, che questo tizio gli abbia invece organizzato le vacanze, fatto pagare una cifra ridicola al momento del conto, prestato arredi e suppellettili per la casa disadorna, ci abbia giocato a tennis, e, con famiglia e figli, abbiano sguazzato nella – solamente – piscina del residence. Si vergogna di questo perché «ha una reputazione» e la sua purezza ne risentirebbe.
    Io quindi non ho mai scritto una riga falsa, e sono l’unico deficiente che è andato da questo Ciuro a verificare.

  10. “Io non invento niente”

    BUM!

    abbiamo gli screenshot di decine di tue balle dimostratissime come tali :D

    il resto, dall’insulto in poi dimostra solo che sei intimamente ossessionato da Travaglio o che lì da voi danno un bonus ogni volta che qualcuno ne scrive male

    poi ti stupisci se sei ritenuto attendibile come Otelma e simpatico come la cacca sui maccheroni…

  11. “è Travaglio che ogni volta sposta il tiro e si difende da un’accusa che nessuno, a parte D’Avanzo, gli ha fatto peraltro velatamente”

    Non è proprio così.
    Solo per fare un nome a caso, l’ultragarantista Maurizio Gasparri:
    “Travagliosi faceva pagare il conto da un condannato per mafia”
    http://www.youtube.com/watch?v=tZ1Flqjyfmc
    Dal minuto 02:00

  12. Caro Facci, le accuse, tutt’altro che velate, son venute da un sacco di esponenti del centrodestra e persino giornalisti (“stai attento!” gli disse Porro ad AnnoZero) mentre la storia della vergogna te la sei inventata tu di sana pianta, dato che Travaglio ha sempre ribadito che non ha niente di cui doversi vergognare.

    Di nuovo: da cosa l’avresti discolpato? Di cosa era accusato? E cosa dimostrerebbe questo tuo colloquio con Ciuro?

    Ma anche: “piccole merde” è dolce stilnovo?

  13. “Continua cioè a indignarsi, Travaglio, per una velata accusa che solo Giuseppe D’Avanzo di Repubblica buttò lì tempo fa:che si fosse fatto pagare le vacanze dal citato prestanome di Bernardo Provenzano, qualcosa cioè che nessuno ha mai scritto (su Libero e su Il Giornale)”

    Non è proprio così 2.

    “Nella villeggiatura siciliana c’è di più. Marco sostiene di avere pagato lui, e salato, il conto dell’albergo. Ma il difensore di Aiello lo smentisce. «A saldare fu il mio cliente», ha detto il legale. Se è vero, l’intemerato Travaglio e famiglia si sono goduti gratis le ferie a spese di un mafioso.”

    Giancarlo Perna Il Giornale 22.02.2010
    http://www.ilgiornale.it/interni/il_teletribuno_travaglio_giustizialista_con_nemici_garantista_se_stesso/porro-travaglio-annozero-santoro-belpietro/20-02-2010/articolo-id=423689-page=0-comments=1

    Segnalo anche questa chicca riportata nello stesso articolo: “Nel 2002 andò in ferie con una persona poi condannata per mafia”.

    Visto che Ciuro non è mai stato condannato per mafia, ci sono due possibili spiegazioni:
    1. Perna ha scritto una cosa falsa.
    2. Perna sta parlando di un’altra persona, finora sconosciuta, ed allora il suo è un grandissimo scoop.

  14. Ma io volevo sapere perchè la notizia è stata pubblicata con quasi un mese di ritardo. E’ possibile saperlo oppure no? Bastava dirlo, eh.

  15. @ Premio Pulitzer

    ” Visto che Ciuro non è mai stato condannato per mafia, ci sono due possibili spiegazioni:
    1. Perna ha scritto una cosa falsa.
    2. Perna sta parlando di un’altra persona, finora sconosciuta, ed allora il suo è un grandissimo scoop.”

    Manca la terza ipotesi, quella più plausibile:
    3. Perna è vecchio e dovrebbe ritirarsi.

  16. 9204 caratteri tipografici per estorcere a Ciuro la proposta di reintrodurre i responsabili delle intercettazioni nelle procure?Comunque stai migliorando Filì..e la conquista della sintesi è dietro l’angolo..E’ il tuo primo articolo contro i giudici(o ex pm) sotto i 10.000.

  17. Vorrei fare un piccolo inciso che aiuterebbe un po’ tutti a capire:
    Ciuro e’ stato intercettato perche’ spifferava continuamente e sistematicamente ad Aiello tutte le mosse della procura che cercava di incastrarlo. Aiello e’ il prestanome di Provenzano nella sanita’.
    Di questa vicenda la rai ha fatto anche una docu-fiction, si chiama doppio gioco ( http://www.raitre.rai.it/RaiDue/category/0,1067207,1067002-1080247,00.html )
    Ciuro e’ stato condannato per favoreggiamento di Aiello. Non e’ stato condannato per mafia. Solo per favoreggiamento di un mafioso. E’ una bella differenza. Porro e’ proprio un cacciaballe, eh.
    Gli strepiti di Travaglio sono stati originati da un articolo di D’Avanzo di Repubblica. Sono stati ripresi da Facci sul Giornale. Travaglio ha risposto incazzato come una biscia su Repubblica a stretto giro di posta.
    Travaglio ha detto che le sue esaurienti (?) repliche fanno tacere quei topi di fogna berlusconiani che lo attaccano. Se si riferiva a Gasparri, e solo a lui, tiro un sospiro di sollievo, anche se scrivo un commento in un blog di piccole merde. Ma non sto parlando di te che mi leggi, eh. Sto parlando di quel altro. Sempre di quel altro.
    I fatti di cui ho parlato sono del 2008, se non erro. L’articolo di Porro citato e la terribile minaccia televisiva (“stai attento”…brrrr) sono di pochi mesi fa.
    Ho come il sospetto che Travaglio non si riferisse a lui…mah.

  18. Il mio “piccole merde” era naturalmente un esempio, non vorrei vi appigliaste a questo per rispondermi, se vi disturbaste.
    Dimenticavo di dire che tecnicamente quello di Facci si chiama “scoop”.
    Travaglio non ne fa. Lui ricalca le veline della procura.
    La Borromeo, per dire, e’ addiritura meglio di Travaglio.

  19. ” E’ una bella differenza. Porro e’ proprio un cacciaballe, eh.”

    Diciamo che è una di quelle differenze, Luigi, che ti farebbero stracciare le vesti per mesi e mesi, sul blog, se solo l’avesse scritta Travaglio. A te e tutti gli ” antitravaglio” di professione.

    E comunque, sì, c’è differenza. Perchè un conto è ” avvantaggiare” un singolo mafioso , e i motivi potrebbero essere tanti, un altro fare parte dell’organizzazione mafiosa o rendersi colpevoli di favoreggiamento facendo in più parte dell’organizzazione mafiosa. Faccio per dire, eh, ma pare che anche le pene siano differenti. Pare. Dicono.

  20. E’ Perna il cacciaballe e non Porro.
    Ciuro non è stato condannato per mafia, mi dispiace per il garantista Luigi, ma è così.

  21. MJ, basterebbe leggersi la sentenza Ciuro, per apprendere che Ciuro è stato condannato per aver favorito l’imprenditore Ajello e non il mafioso Ajello.
    Bella differenze eh?
    Si, una gran bella differenza, ma non lo ha scritto Travaglio e, quindi, va bene così.

  22. Ah, ok, Premio. Sono stata tratta in inganno dai resoconti giornalistici che parlano di condanna per avere favorito il ” mafioso” Aiello. Pensa che una volta ho passato ore a discutere con uno che insisteva che le colpe di Ciuro erano gravi, gravissime. ( per poter gettare ombre più gravi su Travaglio, ovvio ).

    Comunque, mi ero persa questa perla

    ” Ed è giunto a scrivere, Travaglio, che dei colleghi come Maurizio Belpietro o Nicola Porro «sguazzano nella merda».

    Travaglio è ” GIUNTO” a scrivere che Belpietro e Porro ” sguazzano nella merda”?

    Oh, the impudence of it.

  23. La merda sui maccheroni! Mazzetta ma allora anche a te piacciono i “balzani approcci alla questione”! Son contenta.

  24. Mj, ma secondo te uno come Perna, che si è beccato una condanna per diffamazione nei confronti di Caselli, affermando nel processo:”di aver addotto dei giudizi critici che non dovevano essere provati” ha perso il suo prezioso tempo a leggere la sentenza di condanna di Ciuro?
    Pensa che avrebbe trovato scritto cose di questo tipo:
    “Il comportamento del maresciallo Ciuro e’ gravissimo, ma il complesso delle sue azioni non puo’ considerarsi idoneo a realizzare un rafforzamento dell’associazione Cosa nostra, tanto meno tale rafforzamento ha effettivamente realizzato. L’imputato ha posto in essere una condotta di agevolazione che ha inciso esclusivamente in favore di Aiello”
    “le condotte del Ciuro risultano sia singolarmente considerate che valutate nel loro complesso, tutte oggettivamente orientate a favorire esclusivamente l’individuo Michele Aiello”
    “le informazioni riservate apprese dal Ciuro e veicolate verso l’Aiello, non sembrano aver costituito un ausilio per Cosa Nostra, neanche sotto l’aspetto intenzionale e vanno viste come reiterati tentativi di favorire l’amico imprenditore soggettivamente considerato e non come autorevole esponente di “Cosa Nostra”.

  25. A proposito di scoop, articolo di due anni fa:
    Minaccia querele anche il maresciallo Ciuro, che conferma il racconto di Travaglio. «Ricordo che segnalai il nome di quel residence a Marco Travaglio – dice Ciuro – ma Marco pagò interamente il suo conto, che si era rivelato più alto della cifra concordata. L’anno successivo venne nel complesso residenziale dove abitavo io, ma anche in quel caso pagò la cifra alla signora che gli aveva affittato la casa. In questa storia Michele Aiello non c’entra nulla». Ciuro annuncia invece una querela nei confronti di D’Avanzo per essere stato definito un favoreggiatore di Bernardo Provenzano: «non so dove abbia preso questa accusa farneticante – conclude – so solo che non esiste traccia agli atti del mio processo. Né nel capo d’imputazione, né in alcun foglio processuale. E linfatti le due sentenze, di primo e secondo grado, affermano che con la mafia non c’entro nulla. E per questo lo querelo».

    Marzio Tristano
    L’Unità, 15 maggio 2008

  26. mi chiedo sempre perchè libero e il giornale vengono accomunati da FF, sono la stessa cosa? non me n’ero accorto ma forse uno è “molto migliore” dell’altro???

  27. “Continua cioè a indignarsi, Travaglio, per una velata accusa che solo Giuseppe D’Avanzo di Repubblica buttò lì tempo fa:che si fosse fatto pagare le vacanze dal citato prestanome di Bernardo Provenzano, qualcosa cioè che nessuno ha mai scritto (su Libero e su Il Giornale)”

    Non è proprio così 3.

    “Nell’agosto del 2002, Travaglio trascorre le vacanze dormendo in un residence pagato da Michele Aiello, insieme a Giuseppe Ciuro (detto Pippo), sottufficiale della Dia. Aiello viene condannato poco dopo a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e per aver rivelato segreti d’uffico utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Così anche Ciuro, condannato per aver favorito delle famiglie mafiose. Travaglio dice di aver pagato di tasca propria quelle vacanze, ma il difensore di Aiello lo smentisce. “A saldare fu il mio cliente”, ha detto il legale. Insomma, per Travaglio ferie gratis, tutte spesate da un mafioso. E allora non ci si raccapezza più.”

    Non conosco l’autore dell’articolo in questione, ma lo trovate qui:
    http://www.libero-news.it/news/354260/Travaglio_perde_la_testa.html

  28. “Continua cioè a indignarsi, Travaglio, per una velata accusa che solo Giuseppe D’Avanzo di Repubblica buttò lì tempo fa:che si fosse fatto pagare le vacanze dal citato prestanome di Bernardo Provenzano, qualcosa cioè che nessuno ha mai scritto (su Libero e su Il Giornale)”

    Non è proprio così 4.

    “Per la verità l’idea che Marco tenesse famiglia era già balenata tempo fa quando la solita Repubblica aveva dedicato quattro puntate di una saga infinita alle vacanze siciliane del popolare giornalista. E in quell’occasione, la penna fratricida di Giuseppe D’Avanzo aveva svelato un presunto maneggio in salsa siciliana: Michele Aiello, un imprenditore poi condannato in primo grado per mafia, avrebbe pagato le vacanze di Marco e del suo clan nell’estate del 2002. Lui aveva risposto con durezza parlando di notizie false e calunnia in un duello furibondo a colpi di assegni, letture dietrologiche, rapporti vischiosi a priori, solo per il fatto di esistere e di esistere in Sicilia. Un trattatello sul pregiudizio.”

    di Stefano Zurlo da Il Giornale
    http://www.ilgiornale.it/interni/anche_travaglio_tiene_famiglia_ecco_girotondo_suoi_parenti/11-05-2009/articolo-id=350136-page=0-comments=1

  29. “Continua cioè a indignarsi, Travaglio, per una velata accusa che solo Giuseppe D’Avanzo di Repubblica buttò lì tempo fa:che si fosse fatto pagare le vacanze dal citato prestanome di Bernardo Provenzano, qualcosa cioè che nessuno ha mai scritto (su Libero e su Il Giornale)”

    La cosa incredibile è che a non averlo capito è proprio la Redazione del Giornale:

    “Le vacanze non sono proprio il suo forte. Forse farebbe meglio a farsele organizzare da qualcun altro Marco Travaglio (nella foto), che ogni volta sbaglia qualcosa. O almeno fa parlare di sé, più di quanto non succeda quando è al lavoro. Lo scorso anno le polemiche scoppiate per le ferie del giornalista giustizialista in Sicilia, il cui conto sarebbe stato pagato da un condannato per mafia. Lo scrissero sia Filippo Facci sul Giornale che Giuseppe D’Avanzo su Repubblica”

    http://www.ilgiornale.it/interni/incorreggibile_travaglio_ferie_pm/08-08-2009/articolo-id=372691-page=0-comments=1

  30. Minchia.. andare fino a Palermo e tutto sto casino per fare un “pezzato” su un collega… bah. Ma tutta sta verve non la puoi spendere per parlare di quel che ti interessa, che so, con il portiere della Carfagna..

  31. Io mi indigno quando Travaglio fa credere, con un intervista farlocca di Borsellino, che Berlusconi sia il mandante della strage di Capaci.Quando parla delle frequentazioni mafiose di Schifani 20 anni prima,quando pubblica sul suo blog le sentenze a meta’,quando dice che non ha mai perso nessuna causa.(?),percio’ tutte le cose che scrive e dice sono vere(dimenticando che in Italia c’e’ l’articolo 21 della costituzione),a buon intenditor….ect.ect.ect.
    http://cronachedallimbecillario.splinder.com/
    maury

  32. @MJ
    “Pensa che una volta ho passato ore a discutere con uno che insisteva che le colpe di Ciuro erano gravi, gravissime.
    Forse era uno che ha letto le motivazioni della sentenza d’Appello, dove si si legge chiaramente che Giuseppe Ciuro, ex Maresciallo della Guardia di Finanza, viene considerato “figura estremamente compromessa con il sistema criminale” in quanto tenne “un comportamento assolutamente riprovevole” e fu responsabile di fatti “tali per la loro intensità, da creare uno sconvolgimento nei delicati meccanismi della Procura di Palermo.”

    Nulla di gravissimo, appunto.

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  3. Anonimo

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