TheClassifica 109 – Un’Italia bimbaminkia

Utilizzato soprattutto nelle chat dei MMORPG per indicare chi si comporta da bambino stupido (…). Dall’italiano “bambino minchione” a sua volta derivato da “minchia”, termine dialettale per definire l’organo genitale maschile. (da Wikipedia)

Secondo gli esperti, Pierdavide Carone è una mosca bianca. Intendo dire che l’attuale n.1 della Pierclassifica italiana ha “stupito i critici” per la sua maturità di cantautore. Non so quali piercritici siano rimasti stupiti, risulta da un sacco di blog – quindi prima o poi qualche critico deve aver stupito, forse uno tra Antonelli, Laffranchi, Giordano e Dondoni, le cui pierfacce critiche grondanti rock’n’roll style, non avendo potuto assistere a Jimi Hendrix che incendia la chitarra o Jim Morrison che si sbiotta o Johnny Rotten che dice dal palco “Avete mai avuto la sensazione di esser stati imbrogliati?” assistono stupite e rapite a quanto potreste vedere qui, cioè a Pierdavide che esegue durante la finale di Amici la sulfurea “Trullallero rullallà”, un rock d’impatto di graffiante denuncia sociale, che mi piace pensare eseguito da Lou Reed e incorniciato dalle chitarre di Steve Hunter e Dick Wagner. Ascoltatelo e pensate al vecchio ebreo fracico che stona in stile “Vicious”: “One… troolawlayro roolawlahh… and I guess, I just don’t know”. Pierdavide è anche, vi informo, il vincitore di Sanremo grazie al brano interpretato da Valerio Scanu (è suo il pierverso sul fare l’amore in tutti i laghi, sbertucciato dai fighetti ma evidente rimando ai Lake Poets inglesi, Coleridge e Wordsworth). Dal sito delle mamme fans di Marco Carta (dico davvero) apprendo altresì che “Nonostante la sua nota timidezza”, il piergiovane cantautore non ha occhi che per Grazia, ballerina conosciuta dalla De Filippi: per lei, nonostante la sua nota timidezza, ha mollato su due piedi la pierfidanzata.


Orbene. “Nella serata dei duetti, la stella di Pierdavide ha brillato per carisma, spessore interpretativo e genialità dei testi, tanto da ricevere i complimenti di Fiorella Mannoia”. Questo lo apprendo da tvblog, ma lo apprendo anche – identico – da mondoreality.it, ma anche – paro paro – da liquida.it, ma anche – preCIso! – da pettegolo.com (ehi, non amate internet e la pierdiversità di voci che mette a nostra disposizione?) (ma bando alle ciance, ecco come continua) “Ha conquistato la giuria dei giornalisti, colpiti positivamente dall’estro creativo dell’interprete tarantino, che vanta un repertorio musicale per varietà e temi (…) L’ultimo inedito si intitola Di Notte, un racconto romanzato dei pensieri notturni che spingono gli uomini a fantasticare sul proprio futuro incerto”. Sapete, c’è anche il video. L’incipit è maestoso:

“Di notte le emozioni sembrano più dense, di notte.
Di notte nascono le melodie più intense, di notte”.

Cristo, come è vero. Ha ragione la Mannoia, hanno ragione i piergiornalisti. E’ inevitabile che Pierdavide di Amici sia entrato al n.1 in classifica relegando Emma di Amici al n.2 e Loredana di Amici al n.3. Tra loro e Valerio di Amici, n.10, ci sono Madonna di Amici (n.4), Marco Mengoni di X Amici (n.5), e poi i Baustelle, Amici senza Amici, Noemi di X Amici, Malika Ayane di Amici e i Finley, Amici ad honorem. Madonna continua ad essere l’unica ultra40enne e l’unica straniera in top 10, anche se, infondoinfondo, a colpi di bisturi si è levata una ventina d’anni e poi, infondoinfondo, ha il cognome italiano – e poi, d’accordo, non sa l’italiano, ma non è fondamentale per mandare gli sms ad Amici né per governare il Paese, io non capisco perché il Governo non la fa finita con le scuole, ché tanto non si impara certo dai prof la cultura del fare, e la famiglia Bossi è la prova che infondoinfondo, solo non studiando ti guadagni il rispetto di un dinamico ceto imprenditoriale. Inoltre, risparmieremmo un sacco di soldi e non solo! Pensate all’indotto, ai nuovi servizi studiati ad hoc per andare incontro alle nuove esigenze dei giovani ed eventualmente anche dei loro genitori – tanto, sono rimasti senza lavoro. A causa dell’euro e di tutti i lacci e lacciuoli che imbrigliano l’iniziativa privata.

Ora, parlando di euro. Pierdavide si è aggiudicato “un premio ed un riconoscimento davvero importante”, apprendo da gossip blog: “oltre al montepremi di 50.000 euro, infatti, ha vinto il premio della critica. La commissione e gli insegnanti, durante l’esperienza del ragazzo nel talent, hanno sempre elogiato e messo in luce le doti artistiche, l’enorme sensibilità e il modo di scrivere di Pierdavide: insomma, un talento senza pari, una mosca bianca che ha stupito tutti”.
(ancora questa cosa della Mosca. Un evidente omaggio a Maurizio Mosca. O a Putin)“Per questo motivo la produzione di Amici 9, vista l’innata propensione del cantautore per la scrittura e la poesia, ha deciso di intraprendere un’iniziativa senza precedenti: il 9 marzo in tutte le librerie d’Italia è uscito il romanzo “I sogni fanno rima”, scritto integralmente da Pierdavide. Si tratta, comunque, del quarto libro ispirato ad Amici di Maria De Filippi”.
(e quindi, è la quarta iniziativa senza precedenti) (per fare i pignoletti)

Però gente, cosa preferite? Il ritorno di Dalla & De Gregori? Le imminenti ennesime riletture dei Sex Pistols alla luce della morte di Malcolm McLaren? Oppure, per coniugare airplay radiofonico e trenditudine, Goldfrapp? Sapete dove sta in classifica? Ingresso al n.27 settimana scorsa, n.67 questa settimana. E la terza new entry della settimana dopo Pierdavide e i PierFinley sapete chi sono? Gli Scorpions, n.39. Mentre sale al n.17 Justin Bieber, 16enne canadese. Che però evidentemente la maturità di Pierdavide se la sogna. (a sua difesa potrei dire che d’altra parte Pierdavide ha 21 anni, non a caso proprio l’età che aveva Johnny Rotten quando disse la frase lassù in alto, durante l’ultimo concerto dei Sex Pistols, o quella di Mick Jagger quando compose Satisfaction) Quindi la classifica parla chiaro, il Paese è Amico, il Paese è pubescente. E la musica è questa. Usate la cultura del fare, per una volta, e fatevi una ragione. Fatevi una ragione del gusto musicale contemporaneo, della politica contemporanea, del calcio contemporaneo, dell’informazione contemporanea, dell’automobilismo contemporaneo, dell’Italia contemporanea. Fatelo, saputelli, invece di criticare – perché chi critica, lo saprò ben io!, è solo invidioso.
E dunque, io vi lascio con il link a questa altra sua canzone, nella quale scava ironico nelle contraddizioni del rapporto di coppia:

“Mi piaci ma non troppo perché sei simpatica e invadente
Mi piaci ma non troppo perché giochi a far l’intelligente
Mi piaci ma non troppo perché troppe volte fai l’amore
Ma mi piaci, ma non troppo, ma mi piaci. Ma non troppo”.

katemilss95 un piccolo grande genio……è il migliore in assoluto…. vogliamo la tua vittoria!!!! TI ADOROOOO!!!
scimmiettina93 Io amo questo ragazzo cavolo :D <3 vai pieeeeeeeeeeeer…deve vincere luiii
VaviDestinyHope Ma non ho capito: le macchie di rossetto sono di Grazia?! Comunque FORZA PIERDAVIDE! DEVI VINCERE TU!
anto905 pier vinci x noi!!!!!!!!
Robertina91heineken Grande grande grande grande grande!!
MissDeepEyes grandiosooooooooooo stupendaaaaaaaaaaa
mikyvipp una sola parola Talento…..!!!!
Msfioreify scusate ma al minuto 2.07 mi sembra ke canti grazia
LipsOfMarxism ma perchè non gli fanno presentare questa canzone al serale?

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23 Comments

  1. Quando la marea sale, tutte le barche vengono sollevate. Quando sale la merda, tutte le persone vengono sommerse.

    A margine del pierdolore del sublime Madeddu, aggiungo il mio sgomento.

    Ho constatato di p(i)ersona, tramite la prole adolescente (ma anche quasi a tiro per il voto) (quante morti eroiche e inutili, per) , figlia di cari amici (miei, non della de filippi), il successo divistico ammantato di non so quali pretese artistiche del Mengoni da Roncobilaccio.

    Quello che più mi interdice&perplime, nella diversità generazionale fra gli adolescenti che fummo e quelli che sono, è la loro mancanza di senso del pre-costruito. Del pre-cotto

    AI MIEI TEMPI (ta-dah), la peggior accusa, fin troppo sfinente nella sua implacabilità, era dire di qualche gruppo-cantante-cantautore che era diventato commerciale. I Genesis? bravi fino a, poi commerciuali? I PInk Floyd? bravi fino a , poi cmmerciali. Era la messa al bando.

    Ora, che Mengoni, Piedavide, Carta, Scanu (e tutti ‘sti stronzetti par loro, la verità vale più della buona educazione) siano prodotti prefabbricati da uffici marketirng come le casette di una new town o i panini finto italiani del mcDonald, non è concetto ricompreso nell’universo mentale ed estetico di un giovane. Che siano venduti come yogurt e non come forme di (bum) arte, è irrilevante. Che SIANO yogurt e non artisti, per quanto di bassa manovalanza, è irrilevante.

    Quanto allo sdilinquimento per i versi rubati dai peggiori tubi di Baci Perugina, il disegno è chiaro. E’ pluto-giudaico-massonico. I giovincelli, falli sbranarsi per un falsetto o per una rima stelle-tagliatelle. Così li disarmiamo fin da subito. Mi domando se sentissero un (pur a volte palloso) Guccini, come considererebbero quei testi.

    Comunque. Erano commerciali tutti, anche i nostri di taaanti anni fa. Ma non si vedeva, almeno

    Scusate lo sbrodolo simil-Salvatores.

  2. Il (pier)fatto è che la costruzione di un mondo parallelo autoalimentato non è cosa che si improvvisa dal giorno alla notte.
    Ci vuole tempo, ci vuole dedizione, costanza e soprattutto attenzione a ogni più piccolo dettaglio, se si vuole che da mondo parallelo quale necessariamente dev’essere in fase di costruzione, passi a mondo principale quando il processo è completo e la forma è pronta alla funzione.

    C’è tutta una macchina in moto da anni, un’enorme officina fatta di tanti ingranaggi tutti impegnati a occuparsi di ogni piccolo aspetto del mondo parallelo.
    Una macchina che non si occupava, come poteva sembrare a una prima superficiale occhiata, di costruire “talenti”, ma di costruire il mondo intorno ai talenti.
    E non si parla dei bimbiminkia con gli sms (Felter, numeri inimmaginabili, fidati, i-ni-mma-gi-na-bi-li) ma di quello che serviva per far sì che il mondo parallelo in fase di beta-test passasse a principale quando collaudato.

    E cosa serviva, per avere un vero mondo autoalimentato che da parallelo divenisse principale?
    Serviva che avesse già al suo interno gli elementi del principale, anche quelli contrari, pronti a rilevare in blocco lo spazio del precedente senza che nessuno percepisse perdita o truffa.

    Quegli elementi sono stati costruiti a colpi di fiction su sogni di provini realizzati (se ne producono altre, da due anni a questa parte?) a colpi di palinsesti interamente fondati sul nessuno che diventa qualcuno che mentre la piersignora lavorava al principale, lavoravano ai fianchi i pochi che provavano a girarsi altrove, a colpi di spopola sul web nei tiggì.

    Al processo mancava la fase finale, quella necessaria per dare a quel mondo anche la sua parte di contestazione, perché ogni mondo reale propone anche la sua parte critica e la sua parte eccentrica.
    Finché il mondo di AMici si fosse confrontato con il mondo dei non Amici, non sarebbe stato mondo completo ma solo uno dei tanti che si confrontava con il principale.
    Ma qui siamo al 2.0, da quelle parti lì si produce la politica e la sua opposizione, le leggi e l’inganno per aggirarle, il politico e il giornalista che gli fa la domanda per metterlo alla sbarra, gli amici e i nemici.
    Da quelle parti lì si è abituati a ragionare in termini di completezza, non di mondi a confronto che interagiscono.
    Si producono mondi il cui elemento di confronto è già compreso, così che la vita al suo interno possa riprodursi autonomamente senza bisogno di pescare in mondi esterni non controllati e controllabili.

    Questa è stata la geniale ultima fase di questo processo.
    Una stagione di un programma che solo apparentemente stava producendo come gli anni precedenti i talenti da produrre.
    In realtà quel processo lì era stato affinato e completato nelle stagioni precedenti, motivo per cui quest’anno i dischi sono stati dati a tutti e ben prima che finisse il programma, perché quella parte lì era completa già l’anno prima e poteva partire a produrre numeri (e perché farli produrre a uno solo, quando lo puoi far fare a tutti, dal secondo in giù?)
    Quest’anno ci si è dedicati alla costruzione di ciò che mancava, il contorno, l’opposizione.
    Quest’anno la Piersignora si è dedicata a ciò che al microcosmo mancava per dirsi ecosistema completo: la critica.
    Quest’anno i concorrenti sono stati i discografici, l’ultimo pezzo che mancava per passare dal beta-test al mondo reale.

    Oggi il microcosmo autosufficiente è completo.
    Ci sono i numeri, ci sono i bimbiminkia, c’è la concorrenza (la Clerici che il sabato sera in prima serata celebra Emma è roba da antologia politica) e finalmente c’è anche la parte critica, il mondo dei discografici che oh, loro si muovono solo se il talento c’è davvero e se si sono mossi vuol dire che c’è.
    E poi mancava l’ultimo pezzettino, senza il quale l’ecosistema non poteva dirsi completo: l’elemento fuori dal sistema, quello fuori dai contorni del sistema principale.
    Pierdavide è quello fuori da quei contorni.

    Pensi che Amici sia una sterile macchina che produce roba commerciale per Bimbiminkia?
    Sei prevenuto (e probabilmente comunista e pure un po’ anticristiano) e non sai di cosa parli, perché c’è Pierdavide che è fuori dagli schemi come Rino Gaetano lo era nell’ecosistema che va sostituito.

    Si sono costruiti dentro pure quello e oggi il microcosmo è completo con tutti gli elementi da mostrare a chi dubitasse.
    E’ finita la fase test e ora si può operare la sostituzione dell’intero blocco.

    Madeddu, non opporre resistenza, cedi al lato oscuro della forza.
    O apriti un chiosco di panini, perché il microcosmo ha già la sua critica e non ha spazio per altra che non sia quella autoprodotta.
    L’invidia stessa è elemento necessario al microcosmo.
    E tu sei solo invidiooooosoooooo invidiooooooooooossssssso.

    Se vuoi fare qualcosa per la Resistenza, sovverti il sistema, fai avanguardia.
    Le classifiche da oggi in poi falle ribaltate, parti dal 100 e sali.
    Se hai ragione tu, l’ordine qualitativo 2.0 è quello.
    Se hai torto tu, domani saranno chioschi di panini per tutti e allora tantovale.

  3. D’accordo con Broono.
    Però Madeddu non può cambiare il senso di lettura della superclassifica.
    Altrimenti non si ride più.

  4. Dovrebbe cambiarlo in Pierdavide Caronte, visto che il suo ascolto traghetta i miei gioielli di famiglia verso il basso.

  5. Visto ke i 10 commenti sono suxati, risposte!!!! :-)))))
    (ehi, prego apprezzare “suxati”)

    @Erica e Arsenio: ma secondo voi cosa dice del rene dilatato? No, perché molti siti dicono che è “dilatato colturano”. Altri, qualcosa di più inquietante.

    @Broono, c’è molto di vero nella tua risposta, per quanto torrenziale (ma nemmeno io sono esattamente epigrafico) (d’altra parte, lo sono già in tanti. Ultimamente la brevità è ritenuta folgorante a prescindere). Cioè, il prodotto è stato evidentemente incoraggiato verso la strada dell’ORIGINALITA’ pescando dagli eccentrici del cantautorato ma anche dal rap. Però,

    @Erica, Amici fa qualcosa che la discografia ha fatto per tutto il decennio, incoraggiando parecchi cantautori a stare FUORI DAGLI SCHEMI – da Bugo a Cristicchi, è stato un decennio di gente squisitamente fatta a modo suo, e fatalmente, non a modo degli ascoltatori. Che alla fine, fatalmente si rifugiano in quei sensi della vita generici e rassicuranti alla miticoLiga (“Perché nella vita rosso di sera bel tempo si spera ma la sera leoni la mattina coglioni”) o nelle lagnanze cosmiche alla miticoVasco (“E mi dici che è colpa mia, e non lo so perché, e lo sai che cosa c’è, che c’hai ragione tuuuuh – e però, lo sai o no, va bene sì, io sono quiiiii – eeeeeh!). Insomma, non dicono niente ma non si parlano addosso. I perfetti interlocutori da ascensore.

    (a proposito di essere torrenziali) (e di parlarsi addosso) (sono solo a metà) (e devo una risposta anche a )

    @Felter: i numeri non ce li diranno mai. Però ormai gli unici luoghi in cui i dischi sono (fisicamente) venduti sono autogrill e centri commerciali. E i dischi della catena Amici sono sempre molto convenienti, i classici 9 euro e 99. Secondo me non vendono malissimissimo. Una cosa cui non ho mai accennato in questa centenaria rubrica – e me ne pento – è che la “classifica” un tempo si basava sul presupposto che i dischi avessero lo stesso prezzo e lo stesso formato. E noi siamo rimasti in quella forma mentis lì. Invece oggi è tipo un Giro d’Italia con qualcuno che va in motorino invece che in bici. E, toh, guarda un po’, arriva prima.

    @Broono: sto ripensando al chiosco di panini.

    @Piti: non so, penso che ai “tuoi tempi” tu ascoltassi Guccini ma non Alan Sorrenti o Umberto Tozzi o i Pooh, che in classifica erano sempre davanti a Guccini e quindi, ritengo, erano più graditi alla maggioranza. Ai miei tempi la maggioranza paninara non ascoltava, che so, Joe Jackson, ma gente schifata dai sapienti come “commerciale” tipo George Michael, Jovanotti, Madonna, Depeche Mode, dopo un po’ tutti sdoganati anche ad ovest del Buscadero.
    (io no, li ascoltavo già allora, tra un panino e l’altro)
    (tornando ai panini)

    @Filippo1: io invece in questo lo apprezzo – ho due amici e colleghi che si chiamano Paolo Bianchi e Paolo Conti. Un cognome bizzarro attira l’attenzione. E ti permette di individuare subito quelli così brillanti da fare battute sui cognomi. Quindi non sono invidioso di chi ha cognomi normali. Non sono invidioso. Non sono invidiosoaaaaargh!

  6. Questo sono io al pensare a Madeddu che si deve appropinquare a certe classifiche:
    it.wikipedia.org/wiki/File:Muttle.png
    Comunque guarda il bicchiere pieno:
    per quel poco che ho sentito, qualitativamente i prodotti della nuova sfornata, direi, sian comunque un netto improvement rispetto a quelli del passato.
    Debbo dire che nelle radio (e all’ora), che ascolto personalmente, non li incoccio tanto, quindi non saprei o non ricordo, però è verosimile che non spippolerei per cambiar stazione.
    Quindi, considerato che è implicito a priori che almeno un minimo debban badare ad ammiccare alle Bimbominkia, non sarei così intransigente.
    Mi paion cose non meno “masticabili” del 90% del restante pop italiano mainstream (per non dire SanRemo etc).
    Dai, anche Pierdavide, per quanto la cosa dei laghi fosse imbarazzante, per aver 21 anni qualcosina fa.
    Ok, si esagera con certi riconoscimenti, ma un minimo di hype in casa propria ci sta anche.
    E’ nell’ordine delle cose. Se tu dovessi commentare le dichiarazioni dei manager/critici allineati della Boxe o dei MMA etc., che faresti?
    Non facciamo gli ingenuotti.

    Tutto ciò tanto per dire, che stai sicuro che di tutto quell’ambaradan e dintorni l’unica cosa che, per quanto mi riguarda entra “in classifica” è:
    youtube.com/watch?v=rYOP3FqsG-U

  7. Madeddu, i Depeche Mode, George Michael e Jovanotti sdoganati? E vabbè, sdoganiamo pure Bokassa allora, che ti devo dire.

  8. C’è sempre qualcuno che ci ha visto lungo. Antonio Albanese ha previsto la Pier-invasione ai tempi del suo PierPiero. Adesso abbiamo Piersilvio, Pierdavide, Pierumberto (per comodità Renzo, aveva grosse difficoltà nel farne lo spelling). Dovresti lasciare spazio a Pierpaolo anche tu.

  9. Quando tornerete a casa e se incontrerete MDF, dategli una ginocchiata nei maroni e ditegli che è da parte mia…

  10. Io non sopporto questa cosa che siccome ho 36 anni, se mi fa schifo mi dicono “Eh, ma è perché sei vecchia”. Col cavolo, io continuo a sentire la radio oggi come 20 anni fa e continuo a sentire cose che per un attimo si stagliano dal solito brodone. Quello che contesto a Sanremo e ad Amici è che propongono sempre e solo il solito brodone lagnoso all’italiana, mi sembrano le stesse note delle canzoni che mi facevano schifo vent’anni fa. Solo che loro stanno facendo terra bruciata attorno al resto. E Madeddu, a me fa schifo che il tuo direttore vada ad Amici, più di Laffranchi e degli altri. Perché se ci vai e credi nel rock’n’roll, devi dargli fuoco. Che poi sono buoni tutti a dedicare un prevedibile omaggio a Malcolm McLaren…

  11. ma non credete sia inutile stracciarsi le vesti e preoccuparsi del decadimento visto che la durata di tutto il fenomeno non sarà superiore ai sei mesi per ciascun cantante? la musica interessante dura: io penso che questa non lascerà aluna traccia (ne positiva ne negativa, nulla proprio).
    qualcuno ancora ascolterà sick of goodbyes degli sparklehorse tra 20 o 30 anni perché, sempre, ascoltandola vi leggerà una parte anche di sè stesso.
    nella musica che vale c’è un almeno un briciolo di eterno, per fortuna le classifiche (time frame di una settimana) non dicono davvero nulla di ciò che resta.
    harvest di neil young non sarà arrivato al n. 1 del 1972 ma è ancora lì a dirci la sua e lo trovi ora in nice price (per fortuna). i finley sono già in nice price.
    certo che così si sviluppi l’incnultura della base registrata è fuori dubbio. ma la tv non è lo specchio del paese e non ha (più) funzione educativa, noi siamo lo specchio del paese, cominciamo ad educare al bello il nostro prossimo. è responsabilità di ognuno. la tv fa il suo gioco, noi il nostro.

  12. @Kluz: forse hai ragione, forse il mio livello di tolleranza è più basso. A me viene da gridare: “Aridatece Fiordaliso”. Penso che il pop che hanno adottato come riferimento sia quello. Al confronto, Antonacci è Jeff Buckley, Grignani è Nick Drake e Zampaglione è Marc Bolan.
    (…parlando di cadaveri)

    @Pietro: questione di gusti. Nel mio Paradiso, i Depeche Mode sono in un girone molto vicino a quello dei Led Zeppelin. No, aspetta, sono “cerchie”, quelle del Paradiso, giusto? E George Michael è stato uno degli interpreti più straordinari della sua generazione. Madonna, beh. Per quanto male le voglia oggi, averne di album come Like a Prayer. E Jovanotti, che oggi tempesterei di schiaffi per “Baciami ancora”, ha fatto piccole meraviglie. Toh, per tornare a Dante, “Amor che a nullo amato amar perdona, porco cane”. CapireBattiato nei suoi citazionismi non è mai stato così fulminante.

    @Jordi: capisco, e in linea di massima, condivido. Ma il Nek degli esordi se non altro copiava i Police… Sul direttore di Rolling Stone, mi sono già espresso, e mi annoierebbe rifarlo.

    @Marziano: non mi straccio le vesti (invero ho due paia di jeans con lo strappo sul ginocchio, è questo vintage anni 90 che mi frega) ma avrai notato che molte volte dura anche la musica raccapricciante. Però mi piace il tuo invito a rimboccar le maniche.

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