Che cosa ci siamo persi

Michele, anzi, «Mighele» come ti chiamerebbe uno qualsiasi dei tuoi indignati speciali: fattelo dire, hai perso un’occasione storica. Tu lo sai che io scrivo questo articolo malvolentieri, lo sai che sono uno di quelli che ha sostenuto a gran voce che la sostanziale abrogazione dei talkshow non solo era grave, era gravissima, era una sciocchezza siderale che toglieva definitivamente la maschera al concetto di informazione di buona parte della nostra classe dirigente: ossia politica, politica e solo politica, il loro salottino virtuale a gettone, qualcosa che senza di loro tutto sommato non ha e non aveva ragione d’essere.

Certe volte avrei quasi voluto, in questo marzo sospeso, che accadesse magari una calamità, un altro terremoto, un attacco di Al Queda: tanto per vivere la contraddizione demenziale di un Paese che aveva sospeso, frattanto, gli approfondimenti informativi: e solo perché si deve votare in Basilicata o in Piemonte.

Ma l’informazione non è solo politica e ciarleria, non è solo una par condicio tra sciocchezze e contro-sciocchezze che non lasceranno traccia: è il racconto di ciò che succede e che succede comunque, è qualcosa che non sempre puoi racchiudere in telegiornali che dal quinto minuto in poi già ti propinano ricette di cucina o filmati a sensazione tratti da youtube.

Pensa a che cosa avresti potuto fare, Michele: dare una lezione a tutti, confezionare un Annozero ineccepibile che facesse comprendere che l’informazione non è rinunciabile, si può e si deve fare sempre,  avresti potuto fare una ricca e preziosa trasmissione di servizio – non ho detto pallosa: utile, intendevo dire – che dimostrasse che lorsignori hanno torto, che l’informazione serve, che si poteva parlare di cento cose e perché no, magari anche delle regionali, visto che in concreto non l’ha fatto nessuno, non l’ha fatto neanche chi avrebbe potuto. Perché in questo periodo si è discusso di Tar, della risibile inchiesta di Trani, di numeri e contro-numeri e manifestazioni e contro-manifestazioni, persino dell’aborto e di pedofilia: ma di temi regionali mai.

E poi arrivi tu, che potevi vincere facilissimo. Potevi fare tutto quello che volevi, potevi imporre quella par condicio naturale che ogni vero giornalista dovrebbe portarsi dentro: invece hai rafforzato i pregiudizi di tutti e hai risvegliato i fantasmi di chi ti considera solo un malcelato arruffapopolo. Ora chi aveva dubbi, anche nel centrodestra, è straconvinto che non mandarti in onda sia stato il minimo, anzi un dovere, un pericolo mancato. Lo so benissimo che hai invitato i vari Cornacchione e Luttazzi e Venditti e Morgan perché avevi un pubblico stra-fidelizzato, schierato, antipolitico, grillino, insomma composto da tutto – pare – fuorché abbonati della Rai. Hai una fatto una scelta di mercato: hai commisurato il linguaggio – perché contenuti quasi non ve n’erano – all’avanguardia/retroguardia che vive di internet, satellite, digitale terrestre, radio e tv in diretta streaming, blog, social network, maxischermi da guardare in allegria e con la birra in mano. E l’applauso scattava automatico.

Ma il messaggio veicolato a tutti gli altri – il pubblico vero, pesante, quello che la politica voleva impedirti di influenzare – può aver recepito soltanto una spaventosa parata circense, il tuo peggio, con te che ormai interloquivi direttamente col presidente della Repubblica e sermoneggiavi e ti auto-martirizzavi,  e poi uno come Luttazzi con le sue turbe sodomitiche e le sue coprolalie infantili, e il solito Travaglio borderline, e il grande Benigni che sembrava un comico usato,  e Floris e Lerner un filo imbarazzati perché l’asticella dell’informazione era ormai troppo alta, anzi,  forse non c’è neanche più. Se mancavano Grillo e Di Pietro è solo perché erano sotto elezioni coi rispettivi partiti, avrebbero fatto comizi e non informazione: tu invece che hai fatto, Mighele? Dimmi che quella era informazione. Provaci.

Non è vero che Annozero regala solo voti a Berlusconi: ma un Luttazzi secondo il quale «odiare i mascalzoni è cosa nobile», dimmi, a chi fa un favore? E tu che adombri la P2 dietro la nascita di Mediaset, dimmi, che fai? Servizio pubblico?

Ieri ti è scappata questa, Mighele: «Noi dobbiamo essere ascoltati«. No, guarda, il diritto al nostro ascolto «voi» non l’avete. Avete la facoltà di provarci negli spazi che il mercato vi offrisse. In Rai, se vuoi restarci, devi fare un’altra cosa. Tu sai farla. Non sempre la fai. Ieri, per esempio, non hai detto nulla, ma l’hai detto malissimo. Che delusione, Mighè. Che buffonata.

(Libero, 27 marzo 2010)

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35 Comments

  1. boh, filì, me pare che tu non vogia centrare il punto.
    la libertà d’opinione è un principio che non varia a seconda…dell’opinione appunto.

    se te dici minchiate su mediaset in totale libertà, oscurarti sarebbe una censura.
    e di minchiate ne dici, lo sai benissimo.

    quindi il punto qual’è? che se avesse ammorbidito la sua posizione verso gli organi politici sarebbe stato meglio?

    perdi completamente di vista quello che ti ha fatto indignare, la soppressione dei talk show, la libera informazione, solo perchè non ti è piaciuta la trasmissione?

    poi ti lamenti che ti si manda a cacare…

  2. riconosciuti tutti i limiti del Rai per una notte (specie la presenza di Morgan era di una inutilità planetaria), meglio quella trasmissione, quel Mighele, di tutti gli ipocriti, falsi, censurati, leccaculistici (a Berlusconi), ignobili programmi televisivi su rai e mediaset.

    Quanto alla storia della metafora inculatoria proposta da Luttazzi, fatemi capire. Capita solo a me che, quando si parla nella vita quotidiana, sia assolutamente usuale usare o ascoltare una simile rappresentazione, l’immagine di Berlusconi che inchiappetta l’Italia per metà consapevole ma contraria e per metà inconsapevole ma felice?

    No, perchè mi pare così pacifica.

  3. Filippo, quello che TI sei perso è stato un evento unico nel suo genere, strafare nei modi e nel linguaggio era parecchio prevedibile, visto l’attaccamento che le persone hanno per la propria libertà d’espressione e d’informazione.

    Io invece devo continuare a sorbirmi ogni sera il TG1 e il TG5, come la mettiamo?

  4. Quando inizierai a strillare per l’informazione avvilente che tutte le reti ci propinano tutti i santi giorni. Le pulci falle al potente, poi dopo le fai a Santorio e a tutti gli altri.
    Non eri quello che non poteva parlare della Carfagna? E difatti per scrivere dove scrivi non ne parli. Scendi dal piedistallo e sporcati le mani oltre la penna e poi sarai più credibile.

  5. E’ arrivato il commento di filippo facci :) oh, ci ha impiegato un giorno e mezzo per rendere filosofico il giudizio negativo espresso dai berluscones, su raiperunanotte. Ti sopravvalutavo.

    Guarda che non devi sforzarti così tanto per architettare una critica di destra confezionata ad’hoc per non so chi.. Morgan era una nota stonata anche per me, ma ci sta che in un evento così ampio e così ben riuscito ci sia qualche sbavatura. Mi associo al primo commento, è palese che non hai VOLUTO centrare il punto.
    Poi dici che non c’erano contenuti.. ma non hai scritto una parola sull’intervento di Mario Monicelli. Criticabile o meno, li il contenuto c’era! E se ti scandalizzi a sentire di rapporti anali (come mia madre) ti capisco, anche tu hai una certa età oramai (lo so che nn ti scandalizzi fai solo finta :)), ma anche lì Luttazzi ha messo molti contenuti.
    Ieri avrei potuto raccogliere la sfida di scrivere in anticipo l’articolo che avresti poi scritto tu.. Ci avrei preso per il 90%. Si perché oramai, il giochino di dare una botta alla destra e uno alla sinistra, per avvalorare la tua obbiettività (quando invece obbiettivo non sei), è diventato noioso e prevedibile. ciao. Marcello

  6. si fazzi hai proprio ragione….
    ah fazzi e’ lei?

    mi ricordi tanto fantozzi senza l’NTO

  7. Cosa ti sei perso Michele!!
    Nulla ha perso e questo intervento è puro pervaso da un filo di perbenismo, imbarazzante per uno come Facci che gioca sempre al dissacratore.
    Chissà cosa avrebbe scritto di Lenny Bruce un Facci americano, schierato, è ovvio, con Regan :-))

  8. “l’informazione non è rinunciabile, si può e si deve fare sempre”

    Giusto. Tu quando inizi, Filippo?

  9. Facci come al solito perde il punto: non era una trasmissione per informare sulle regionali, ma contro i provvedimenti dementi appoggiati dai datori di lavoro di Facci

    Che poi è il motivo per il quale Facci “manca” il punto, come ha sempre mancato di ribellarsi alla mano che lo protegge, anche quando era sporca di sangue… o più spesso di merda

  10. Che analisi illuminata. Peccato aver perso di vista il punto fondamentale: Berlusconi ha censurato la televisione. Fai uno sforzo: c e n s u r a.
    La trasmissione è stata una fenomenale risposta a questa barbarie. Annozero ha dimostrato tutte le volte che è andato in onda di essere pluralista (belpietro, ghedini, sallusti e compagnia cantante non sono comunisti) e di informare.
    Se non capisci che il tuo adorato Silvio è peggio di un fascista, se non capisci le parole di Luttazzi (“chi racconta l’altra storia fa propaganda” ed è tutta per te, Filippo), se non capisci che proclamare l’amore digrignando i denti e augurando la morte a Santoro e a Travaglio è da folli, se non capisci le parole di Monicelli e della Gabanelli, se non capisci che raccontare le intercettazioni è fondamentale ed è informazione pura be’, son ‘azzi tua.
    Cosa volevi che si facesse, che si parlasse dei programmi regionali? E quali sarebbero? E bisognava reggere il moccolo a Formigoni o Errani o a chi altri?
    E’ andato in onda tutto quello che non poteva andare in onda da anni, una liberazione.
    Che delusione Filì, una buffonata.

    Ps: non c’era nessun “antipolitico”, c’erano molte persone “apartitiche”. Almeno l’italiano, please.

  11. “Ma l’informazione (…) è qualcosa che non sempre puoi racchiudere in telegiornali che dal quinto minuto in poi già ti propinano ricette di cucina o filmati a sensazione tratti da youtube”.

    Potresti evitare di guardare Studio Aperto e il TG5, comunque; potresti perfino evitare le parafrasi e chiamarli con il loro nome.

  12. I miei due spicci, partendo da una tua frase:

    “(Michele,) avresti potuto fare una ricca e preziosa trasmissione di servizio – non ho detto pallosa: utile, intendevo dire – che dimostrasse che lorsignori hanno torto, che l’informazione serve, che si poteva parlare di cento cose e perché no, magari anche delle regionali”

    No, dai, torna sulla Terra (in Italia, possibilmente): quando MAI qualcuno ha fatto un programma del genere?
    Faccio una battuta:
    Socci?
    Ahahahahaahahahah!
    Dai, su.
    Il mondo delle idee è affascinante, ma non è il nostro.

    Prova tu a fare quello che proponi. Se sarai così bravo da realizzarlo (speranza vana, a prescindere dalle tue capacità), mi avrai tra i tuoi telespettatori.

    Non ho guardato Raiperunanotte, in genere non guardo proprio la tv. Mi fa cagare pure Annozero.

    Ho comunque guardato qualche intervento su internet, il giorno dopo.
    Mi sento di concordare con Piti sull’argomento inculatorio.
    La televisione non è il posto adatto, secondo te?
    E’ questo il punto del discorso: secondo te.
    Secondo me sì, e mi va di poter ascoltare qualunque torpiloquio, e poter vedere ogni possibile oscenità quando posso farlo in maniera consapevole. Anche dopo mezzanotte, e che vada a farsi fottere il Moige e tutti i censuratori. Il discorso è facilmente estensibile a qualunque argomento, fosse anche la propaganda faziosa di un bolscevico.

    Dai, non riesco a non ridere pensando ad un bolscevico in Italia, nel 2010

    Si è passati al digitale terrestre per smaterializzare il concetto di monopolio televisivo, e stiamo ancora a parlare di censura? E’ assurdo.

    Pensieri sparsi, lo so e me ne scuso, ma mi viene più semplice che ordinare un discorso con un principio ed una fine.
    Bom.

  13. Ma con tutti i loro difetti, davvero Santoro, Travaglio o Luttazzi, ti fanno incazzare più di un Berlusconi che gioca con le sofferenze delle persone promettendo di sconfiggere il cancro? La sinistra farà pietà, ma la destra mi fa rivoltare lo stomaco. E scegliere il male minore può anche voler dire non scegliere.

  14. quello che scrive sto poveraccio su MN oramai non lo leggo piu’, passo direttamente ai commenti, infinitamente + interessanti.

  15. Non capisco: ma raiperunanotte doveva essere una puntata di Annozero o una manifestazione multipiattaforma? Perché nel primo caso hai ragione MN, nel secondo caso, doveva essere un circo da birra in mano e un circo da birra in mano è stato.

  16. Ancora una volta il domestico con le meches ha scritto la sua articolessa per dirci che… è d’accordo col padrone!
    Certo che vuoi proprio stupirci con effetti speciali!

    p.s. Luttazzi è stato strepitoso, fatti spiegare le battute da qualcuno che le ha capite.

  17. Ma dimmi la verità, sei masochista?, Ti piace scrivere su questo blog per farti dare del pirla tutte le volte?
    Ma perchè non passi più tempo col tuo parrucchiere?

  18. No però un attimo, mica ha torto.
    Non c’era informazione.
    Soprattutto se l’informazione è:
    “il racconto di ciò che succede e che succede comunque”

    Il fatto è che il fare informazione, quella della definizione lassù, non era nelle intenzioni di quella trasmissione e non lo è mai stata, in maniera palese e dichiarata, né negli annunci che l’hanno preceduta quando se ne raccontava l’impianto e i perché, né nello svolgimento che a quell’impianto e a quei perché ha tenuto abbondamente fede.

    Poi che secondo qualcuno avrebbe dovuto fare informazione, ci sta, perché no, la carta è abbondante e spazio sui giornali va comunque riempito e perché non farlo con un bell’articolo “Se io fossi Santoro”.

    Del resto segnalare il fatto che Santoro in un palazzetto fuori da qualsiasi circuito tv a larga diffusione e boicottato in ogni modo perché non arrivasse nelle case dell’abbonato rai né durante né il giorno dopo la trasmissione, o comunque arrivasse non oltre la stanzetta del figlio chino sul piccì, non si sia speso per spiegare alla mamma del figlio di cui sopra seduta in salotto dove però c’era Bud Spencer, cosa la Basilicata intenda fare delle piste ciclabili, presentando al simpatico lettore questa pensata come quella del secolo di chi addirittura, dal tavolo accanto a quello del tizio che nella stanzetta accanto faceva la Ola stappando champagne, arriva addirittura a dirgli “Guarda ci avevo sperato persino io in te, peccato mi hai deluso” è una roba che comunque la si presenti e da chiunque esca, merita di essere davvero letta.
    Se non altro per variare un po’ sulla noia dei giornali dell’ultimo mese.

    Hai ragione Filippo, ha person un’occasione, lui, per parlare delle piste ciclabili in Basilicata.
    Ha preferito utilizzarla non per parlare di “ciò che succede”, giusto, corretto, eri sintizzato sullo stesso canale.
    Per ciò che succede non solo c’è la cronaca, ma avendo spazzato via i dibattiti da qualsiasi altra trasmissione, ci sono anche tutte le altre trasmissioni.
    Ha preferito utilizzare quello spazio, un filo diverso da Uno Mattina E come origine E come occasione, per parlare di valori e di princìpi.

    Che non “succedono”.
    Ci sono o non ci sono.
    E dove non ci sono puoi spiegarli, raccontarli.
    E quando lo fai non hai fatto informazione, è vero.
    Hai fatto altro.
    Hai fatto sostanzialmente cultura.
    Che è un’altra cosa sia nelle intenzioni, sia nelle finalità, rispetto alle intenzioni e alle finalità dell’informazione.

    L’informazione ti informa, appunto, su una cosa “successa” che non conosci.
    Parlare di valori e princìpi non ha come finalità quella di informarti sul fatto che sia successo che è scomparso lo spirito critico.
    Quello quella serata lo dava per condiviso.
    Era la partenza della trasmissione, non il suo fine.

    Se poi c’è in giro qualcuno che non se n’era accorto e che quindi ha bisogno di essere informato a riguardo, è certamente un problema di Santoro, ma non in termini di scaletta.

    Tu piuttosto.
    E’ la terza volta nell’ultima settimana che ti vedo/leggo e tutte e tre le volte vedo/leggo che lamenti l’assenza di informazione sui programmi.
    Perché non hai usato questo spazio e gli altri due precedenti per raccontare questi programmi?
    Cazzo pari Pannella, che ogni volta che gli danno la parola in tv la usa per denunciare che nessuno gli da mai la parola in tv.
    Che è anche vero.
    Ma allora approfitta di quell’unica volta per dire qualcosa che ritieni prioritario, no?

    Insomma, ‘ste piste ciclabili in Basilicata.
    Com’è?
    Dai che alla Basilicata (anche alla Basilicata) oltre a Santoro hanno offerto solo Uno sceriffo extraterrestre molto extra e poco terrestre.
    (è un’informazione che ti do così, aggratisse)

  19. facci è un poveraccio che in tv diviene giornalista mentre invece in internet(piattaforma del futuro) è e resta ciò che è sempre stato : uno scribacchino fallito,un giullare mancato……………………….

  20. Io continuo a non capire una cosa: se è stato un flop colossale, come ha detto la Rai e come sostengono i detrattori di Santoro e Travaglio, tra cui il quotidiano di Facci, allora come mai ne parlano tutti, ma proprio tutti?
    Secondo me è paura, di tante cose.

  21. in Basilicata contavo molto su Magdi Allam per un pò di humour, ma non serve nemmeno a quello, a parte dirsi più lucno dei lucani non è che abbia avuto sprint degni di nota dopo che quelli del PDL lo hanno candidato perdere e poi abbandonato

  22. ” E tu che adombri la P2 dietro la nascita di Mediaset, dimmi, che fai? Servizio pubblico?”

    Ancora stiamo al capitolo “rinfacciare ai dipendenti pubblici di non fare servizio pubblico”?
    Io sarò rimbecillito, ma a me sotto questo capitolo fa più impressione Bossi che nei comizi del ’98 narrava la storia di Fininvest nata da Cosa Nostra e di Berlusconi “uomo di Cosa Nostra al Nord” e poi diventa ministro sotto Berlusconi. E non mi venite a dire che all’epoca Bossi era all’opposizione dunque poteva permettersi di dire qualsiasi cavolata. Un paese civile non funziona così.
    Santoro se non ti piace lo spegni, Bossi fa le riforme di governo con quello che considerava un mafioso. E però il problema è Luttazzi, per carità (ma con tutta onestà: in questo paese chi se lo fila Luttazzi?).

    Quanto all’informazione, anch’io avrei piacere che qualcuno raccontasse che sotto elezioni ci sono situazioni come le regionali in Calabria, dove inquisiti e impresentabili sono in ogni lista, o in Liguria dove una candidata dell’idv fa cene elettorali con persone collegate con la ‘ndrangheta e dice che non poteva sapere.

    Sarebbe bello, insomma, che si parlasse di cose che riguardano tutti invece che le solite tre-quattro cose con le quali il presidente del consiglio da vent’anni tiene inchiodati sessanta milioni di cittadini gridando un giorno sì e l’altro pure al pericolo comunista. Pare che sia difficile trovare la via d’uscita. Magari con giornalisti più attenti sarebbe più facile trovarla.

  23. Lo schifo di una nuova dittatura sta arrivando…poi ci sarà da rimboccarsi davvero le maniche per ricomincare nuovamente dall’anno 0 una nuova epoca.

  24. la verità che muove i detrattori di Santoro è una sola :
    I N V I D I A !!!
    Nessuno e ripeto nessuno è in grado di fare in televisione ciò che riesce a fare Santoro in termini di audience e di ricavi pubblicitari.
    NESSUNO !!!
    Quei quattro servi che vorrebbero Santoro fuori dalla televisione fanno finta di non sapere ( MENTENDO COME LORO COSTUME) che la Annozero si ripaga da sola con le pubblicità !!
    Ed il canone, di cui tutti straparlano, e che quasi nessuno paga (come il resto delle tasse in questo paese di ipocriti) non c’entra nulla.
    I destrorsi italiani putroppo sanno, in cuor loro, che non hanno un loro Santoro, è inutile che si proponga Sgarbi, è inutile Belpietro.
    Loro avevano la loro punta di diamante IL BAGAGLINO.
    E Luttazzi non lo capiscono neppure perchè il loro DNA non è attrezzato.
    L’unica arma che hanno i liberali all’italiana è chiudere chi non la pensa come loro.

  25. Come la vedo io:

    Santoro fa una trasmissione scomoda e molto seguita. Gliel’hanno chiusa e si è preso una soddisfazione con Rai per una notte.

    Invece Facci non se lo fila nessuno.

  26. … “Non sono d’accordo con quello che pensi e dici, ma morirò per difendere il tuo diritto di esprimerlo” (Voltaire)

    Evidentemente non ti conosceva, avrebbe aggiunto che ci sono anche delle eccezioni.

    Riccardo.

  27. Due domande per capire meglio questo delirio:

    1) Facci: il siparietto contro il tuo nemico privato Feltri che hai fatto su Annozero il 24 settembre era un esempio di quella “informazione ineccepibile” che auspichi o lo stesso gioco al massacro che hai criticato in questo articolo, per giunta fatto con soldi pubblici?

    2) L’invito a giocarsela sul libero mercato vale solo per Santoro e i soldi del canone o anche per i giornali e le televisioni su cui ti esprimi, che mi risultano copiosamente finanziati con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non ti hanno mai letto e che considerano i giornali su cui scrivi inutili perfino per la gabbia del criceto?

    3) Visto che affermi che “l’informazione non è rinunciabile, si può e si deve fare sempre”, perché non hai dedicato a chi ha abolito gli approfondimenti televisivi nemmeno un decimo dell’accanimento contro cui ti scagli da sempre contro i bersagli di sempre?

    4) Visto che sali in cattedra per dare lezioni di “giornalismo ineccepibile”, perché non ci racconti com’è andata a finire la causa che ti ha fatto la Rai per l’uso di espressioni “ineccepibili” in perfetto stile BBC come “cloaca da ripulire” e “cancro del paese”, riferite alla stessa Tv pubblica che ti ha ben foraggiato quando ne sei stato ospite?

    E quindi ti chiedo: Facci capire. Anche se queste due parole ormai sembrano un ossimoro.

    PS. Se vuoi rifare il compitino “stroncare lo show di Santoro”, ti dò un suggerimento per compensare le tue carenze di memoria e di onestà intellettuale: perché affidare la denuncia della censura a un personaggio come Gad Lerner che quando era direttore del TG1 pensò bene di cestinare l’ultima intervista di Paolo Borsellino, poi sdoganata da Rainews24 e solo successivamente portata in prima serata da Luttazzi e Travaglio? In che cosa Lerner si è rivelato diverso da Minzolini in quella circostanza? E’ più nobile esaltare Berlusconi da vivo come fa Minzolini o imbavagliare Borsellino da morto come ha fatto Lerner?

    Dai su, studia un pò e riprova, si vede che la buona volontà ce l’hai, ma devi applicarti di più.

  28. ahahahah

    il corriere tendenzialmente di sinistra

    ahahahah

    e la stampa di sua paraculità calabresi

    e la gazzetta

    certo che è di sinistra

    critica sempre quaresma che gioca a destra

  29. In questo articolo c’è una sola cosa condivisibile, che naturalmente non è farina del tuo sacco: «odiare i mascalzoni è cosa nobile».

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