TheClassifica 1 milione – Bonino Vox

Non ho molto da dirvi, tutto è fermo in attesa dello scontro di domenica tra il Bene e il Male, tra la Vita e la Morte, tra il Lusco e il Brusco. L’hit parade ci dice che il talento visionario di Marco Mengoni si conferma n.1. Mentre il talento visionario di Berlusconi si conferma n.1 in piazza. Il talento visionario di Tim Burton si conferma n.1 al botteghino. Il talento visionario di Supermario si conferma n.1 dei videogiochi. Il talento visionario di José Mourinho si conferma n.1 della classifica della serie A. Il talento visionario di Frate Indovino si conferma n.1 dei calendari. Il talento visionario di RTL 102.5 si conferma al n.1 delle radio private. Il talento visionario del senatore Carofiglio si conferma n.1 dei libri più venduti. Il talento visionario di Sorrisi & Canzoni TV si conferma n.1 dei giornali italiani. Il talento visionario del Grande Fratello si conferma al n.1 dei programmi di prima serata. Se vi sto dando i ten top, è perché la top ten (musicale) è quasi inutile che ve la dia, non è successo praticamente nulla. Nemmeno dal n.11 in giù: la più alta new entry, è Ry Cooder & Chieftains al n.49 (!). I Gorillaz, se vi interessa, sono sempre fuori dalla decina (n.12). Ora, siccome in The Puntata Precedente si è già mostrato che Berlusconi è come Marco Mengoni (e viceversa), ora sarebbe d’uopo dimostrare che Tim Burton è come Berlusconi. Non impossibile: per entrambi, sempre meno idee, sempre più carnevale, e Johnny Depp o Bossi a fare da garanti (per strano che sembri, funziona). Poi, anche Supermario (l’idraulico, non Balotelli. Che comunque, anche lui) è come Berlusconi. Un consenso incomprensibile che dura più di quanto sarebbe ragionevole. Ed è più che ovvio che Josè Mourinho è come Berlusconi e viceversa, questa è facile, andiamo – io nou sbaju mai, sempri colpa di altci, fannu complocci e mi vuoli ammanettaji.

(che Berlusconi sia come Frate Indovino non perdo nemmeno tempo a dimostrarlo)

(forse tra tutti e dieci i succitati, il più difficile da dimostrare è che Berlusconi sia come Berlusconi) (perché non so voi, ma riesce sempre a fare peggio di Berlusconi) (e non ci basta mai, ammettiamolo) (ogni volta che pensiamo abbia raggiunto il limite dello schifo, dentro di noi chissà per quale meccanismo, speriamo che la volta dopo lo superi) (e puntualmente lo fa)

Comunque Noemi è salita al n.3 portandosi alle spalle di Malika Ayane. Segue, Valerio Scanu al n.4. E ricapitolando, Mengoni Malika Noemi Scanu lassù significano ben 4 giovani italiani, impostici da Simona Ventura, Maria De Filippi, Caterina Caselli. E’ interessante questa cosa, perché se guardate la Sodomegomorra della politica, le donne non sono mai beccate con le mani in pasta come burattinaie, ma sempre come comprimarie con le mani nel pacco: come hanno evidenziato già tutti compreso forse Giuliano Ferrara (non so se lo ha fatto. Non pretenderete che lo legga), Scandalopoli concede loro soltanto parti di donne oggettissimo, donne merce di scambio più o meno consenzienti più o meno complici in cambio di soldi o ministeri eccetera. Invece quando il potere da politico diventa mediatico, ecco le femmine farsi pupare. Accolgo la vostra obiezione (ci sento, sapete): dietro ognuna di queste presumibilmente grandi donne c’è un presumibilmente grande uomo (Gori, Costanzo, Sugar). Però, risultati alla mano, lo spettacolo – con tutto il male che ne dicono – ha l’aria di essere meno maschilista della politica.

Ad ogni buon conto, per finire con le considerazioni sulla top ten, dietro i quattro semiesordienti ci sono un paio di cadaveri – Jimi Hendrix e Michael Jackson, n.5 e n.6, coppia veramente ben assortita di afroamericani, alle spalle della quale la decina è chiusa da altri tre giovani italiani (Elisa, Alessandra Amoroso e Mario Biondi che non sarà un ragazzino ma resta pur sempre sotto i 40 anni) e un afrobritannica (viva) (…non esageratamente), ovvero Sade.

Cosa ci dice tutto questo? Che 1) il negro buono è quello morto 2) i dischi vendono poco 3) c’è voglia di giovani 4) non c’è voglia di gruppi (non che ci sia mai stata) 5) una sessualità ribaltabile non è disprezzata e 6) niente biondi (ivi incluso, curiosamente, Biondi). Quindi, interpretando la classifica dei dischi venduti nell’ottica dell’imminente Armageddon, possiamo azzardare: 1) trionfo leghista  2) tanta astensione 3) clamorose affermazioni di candidati che diano la sensazione di svecchiare il teatrino, ma 4) affermazioni sostanzialmente disgiunte dal partito o dal programma alle spalle. Puro voto di empatia, come il televoto 5) A sorpresa (visti i disastri), in Puglia potrebbe confermarsi Vendola. Bisogna vedere se quella storia della sessualità melliflua funziona. In Lombardia funzionerà di certo: Formigoni, nonostante l’indicibile porcile di cui tiene le fila, nonostante i sempre più interessanti punti di vista (“L’inquinamento non è una bella cosa ma in fondo non è causa diretta di malattie”) e nonostante il patteggiamento di Prosperini, e nonostante l’incapacità irrisa da Bossi (che però aveva già dato dell’assassino fascista a suo padre, c’è qualcosina di personale) terrà la preziosa cadrega per altri cinque anni grazie al sex appeal da prete, suo asso nella manica fin da quando era il preferito di Don Giussani (…intendo politicamente. Sciocconi). Viceversa, nel Lazio le due candidate non offrono appigli per questo tipo di analisi. Quindi non so. Pur di darvi le risposte che agognate potrei farvi notare che 6) Emma Bonino è bionda. E per sovrammercato, incontrandola di notte, nella nebbia e alticci, potreste scambiare la Polverini per Elisa. Laddove la Bonino si potrebbe scambiare per Ry Cooder.

(Visited 13 times, 1 visits today)

4 Comments

  1. Però c’è di buono che gli amorosini, scanuini etc. non votano perciò: chissà? Comunque mi hai fatto venire i brividi.

  2. Rileggere The Classifica in chiave elettorale è ancora più inquietante di rileggere i dati Auditel in chiave elettorale. Certo, la lontananza del prestanome di Emanuele Filibustiere dalla top ten ci garantisce ancora un po’ di sopravvivenza per la repubblica.

  3. ottima analisi, as usual..ma non è che l’uscita è stata tardiva perchè anche tu eri in piazza? :p

  4. E lo sai vero che alla prossima sarà la settimana delle donne Emma e Lory, “ca va sans dire” prodotto a loro volta di una delle sopracitate “grandi donne”?
    “Godi, merda!”

    Ad ogni modo, gettando a mia volta un occhiata alle classifiche, non ho potuto non scorgere il duetto (o “feat.” che sia) in inglese tra Mary J. Blige e Tiziano Ferro.
    Essendo a memoria già il secondo (dopo quello con Kelly Rowland, sempre che non me ne sia persi altri), in un lasso di tempo piuttosto breve, mi ha afflitto un interrogativo:
    non è che Tizianone semini con calma il terreno per accingersi a sbarcare (possibilmente con successo) pure nel mercato anglosassone?
    Sarebbe veramente un colpaccio, che quello latino ok, ma in quello anglofono non ricordo nessuno che ci sia riuscito (in grande). Boh, vedremo, e forse sbaglio, ma mi son drizzate le antenne.

    p.s. questo a prescindere da ogni considerazione sul valore artistico della roba di Ferro: non mi interessa, tenetevela per voi oppure no, ma di sicuro lungi da me entrar nel merito.

Rispondi