TheClassifica 103 – L’Orchestra dei Valori

Marco Mengoni è al n.1. Ne consegue che Marco Mengoni – aka Marco di X Factor – è come Berlusconi. E viceversa.

Ma un momento! Forse, per la settimana scorsa, la classifica da commentare dovrebbe essere quella del Festival di Sanremo. E invero, i dischi venduti saranno tipo 25mila, mentre gli sms giunti al vincitore Valerio Scanu – aka Valerio di Amici – sono centinaia di migliaia.

Stando così le cose, è Valerio Scanu (n.5) ad essere come Berlusconi. E viceversa.

Ma un momento! E’ stato davvero Valerio Scanu a vincere il Festival? Oppure lo avrebbe vinto Emanuele Filiberto – aka Emanuele di Ballando Sotto Le Stelle – se solo i poteri forti e talebani non l’avessero fermato? E invero, gli è un po’ strano che dopo 200mila sms, nel momento decisivo i fans di Pupo e socio abbiano mandato solo mille voti. A mezzanotte meno venti, di colpo, tutte le Cenerentole che votavano il principe hanno visto il loro cellulare trasformarsi in zucca.

Stando così le cose, Emanuele Filiberto è come Berlusconi. E viceversa.

E invero, se dobbiamo guardare all’opposizione, la somiglianza c’è: pensate soltanto, quando si è capito che il Savoia era avanti, alla reazione dell’orchestra: un pollaio dipietrista – sobillato, ha scritto il Corriere della Sera, dal direttore-macchietta, quello che per tutto il Festival si è mostrato alle telecamere come Bersani, in cerca della visibilità che legittima – con gli spartiti di “Volare” che per l’appunto, volavano.

Non guardate il dito, lo so che non si intitola “Volare” ma “Nel blu dipinto di blu”, gnè gnè gnè – guardate la luna: nella mia umile opinione, è stata una delle prime scene significative del decennio. Assieme alla sventolata di carta igienica dei tifosi dell’Inter a San Siro contro la Sampdoria. Assieme al nervosino messo in mostra da Formigoni contro «certi timbri e certi orpelli affatto indispensabili a certificare la volontà degli elettori che hanno firmato la mia lista». Non è interessante che il Paese si ritrovi percorso da un fremito di frustrazione così trasversale? Che col vostro permesso, riassumerei goffamente col seguente pensierino: “Noi meritiamo di piegare il Paese al nostro sogno ma ce lo impedisce la vostra turpitudine”. Il bello è che lo pensa la sinistra, lo pensa Berlusconi, lo pensa la Marcegaglia, forse lo pensate anche voi. Fate mente locale.

Ma come dicevamo, lo ha pensato l’Orchestra. Nel contesto sanremese, gli orchestrali hanno recitato la parte dei Migliori. Perché è evidente che lo sono: i Migliori che sanno suonare e non vanno a orecchio; i Migliori che amano la musica e non gli stacchetti; che hanno fatto la gavetta e non ci hanno solo la bella presenza nella società dell’apparenza; che hanno un nome per ogni nota, non come quelli che distinguono a malapena “i bassi” da “gli alti”.

Ma l’Italia è vigliacca e boia, coi Migliori. Non le importa se i Migliori hanno studiato, se i Migliori capiscono, se i Migliori hanno una raffinata sensibilità e quando amano, amano davvero.

Purtroppo ci sono timbri e orpelli che costringono i Migliori a sottostare alla dittatura della maggioranza ’gnorante, alla pancia dell’Uomo della Strada. Il quale non vota le canzoni brutte, no, quello sarebbe il meno: vota il pupazzo. E la cosa orribile è che i Migliori non riescono a far capire alla gente che il loro parere è Migliore. Perché, perché il popolo televota un principe sfaccendato invece di votare come loro? Perché vota Berlusconi e Valerio Scanu invece che votare PD e Malika Ayane (n.6)? Perché sono stati manipolati, perché nessuno li ha educati? Perché nessuno ha fatto di loro delle persone Migliori?

Non lo so, io sono più blaterone che intelligente, quindi non provo, anche se la capto, la frustrazione degli intellettuali contemporanei, e non mi sento di irriderli come un PG Battista. Però, seduto sulla mia montagnetta di grana grossa, sono persuaso che se gli intelligenti non riescono a convincere noi beceri, dovrebbero essere ancora più intelligenti e capire dove sta il problema, invece che rovesciare il tavolo.

Sussumendo, è “Not in my name” versus “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.

Personalmente temo che sia impossibile sfuggire alla seconda che ho scritto.

Purtroppo questo implica che, guadagnandomi di che vivere (anche) scrivendo di musica, sono corresponsabile del n.8 dei Sonohra.

Quindi vedete, se non altro avete a che fare con uno che si prende la sua parte di responsabilità delle peggio cose.

A differenza di Tronchetti Provera.

Che tra l’altro, quando dirigeva Telecom aveva quasi il 20% dell’Inter. Altro che carta igienica.

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10 Comments

  1. d’altra parte negli Usa Nel blu, dipinto di blu è stata commercializzata come Volare. Se al posto di Bersani ci fosse stato Uòlter Ueltroni sarebbe tornato tutto, così boh.

  2. “Noi meritiamo di piegare il Paese al nostro sogno ma ce lo impedisce la vostra turpitudine” potrebbe essere il nuovo slogan del Pdl in effetti?

    sono ignorante, è una citazione o un’elaborazione originale di cotanto blaterone (spero continui a blaterare, anche più spesso)?

  3. Gli intellettuali argomentano in maniera intelligente e quindi gli stupidi (la stragrande maggioranza in Italia, e in aumento!) non capiscono. Bisognerà fincersi stupidi (Woody Allen sostiene sia possibile…). Ma è umiliante.

    Ecco perchè gli intellettuali continueranno a suonare la stessa musica anche quando il Titanic andrà a fondo.

  4. “Ma l’Italia è vigliacca e boia, coi Migliori.” Forse, però i migliori, per potersi definire tali dovrebbero confrontarsi con altri migliori, altrimenti rasentiamo il ridicolo, come per i gratta e vinci di “Ti piace vincere facile?”
    Voglio dire, se sei un musicista, diplomato in conservatorio, specializzato con chi sa quale Maestro, con alle spalle anni di studi e vera gavetta, ecco è comprensibile che tu ambisca a suonare per un pubblico colto e in grado di apprezzare il tuo talento. Quindi, se sei tanto bravo troverai senz’altro un posto in una delle tanto prestigiose orchestre del mondo, ma se in attesa di entrare a far parte della Berliner Philharmonisches Orchester, ti tocca per guadagnarti il pane, suonare per il festival di San Remo, limitati a fare la tua parte e lascia che a giudicare lo spettacolo siano gli spettatori (per i quali è pensata e fatta l’intera manfrina, che sono lì per Pupo e per la Clerici, mica per te) e i critici che sono pagati per criticare, ( i cantanti e per categorie omogenee però, non il pubblico e le sue scelte).

  5. “…dovrebbero essere ancora più intelligenti e capire dove sta il problema, invece che rovesciare il tavolo.”

    Il fatto è, Paolo (aka Madeddu di Macchianera), che il problema è il tavolo, dove si gioca una partita con un mazzo di carte truccato. Bisogna procurarsi un altro tavolo, giocare con un altro mazzo, possibilmente a un altro gioco e senza bari.

    Il quale Bari è un po’ in crisi ultimamente, mentre l’Inter di TronchettoMoratto continua a vincere col suo mazzo truccato. E Gad Lerner è contento.

  6. uh, madeddu, quanto concordo con la tua analisi!(se scrivo like sotto sembro abbastanza giovane?).
    subito dop il festivàl scrissi sul mio profilo che il gesto dell’orchestra potrebbe essere ricordato un giorno come il primo segno palese di insofferenza del Paese reale.oltre all’inseguimento di ghedini e bongiorno dentro la libreria..
    off topic.come dettoti a suo tempo, ieri sera tuffo negli eighties con il concerto degli Spandau Ballet.non avranno cambiato la storia del pop, ma posso dire che valgono 35 tokio hotel?
    ps ma quanto fa schifo l’acustica del palalottomatica?

  7. Voto il lodo Sartori a vita.

    Se stai a Sanremo invece che suonare al Concerto di Capodanno di Vienna la devi prendere a ridere.

    Se da laureato in dietologia faccio il cameriere e mi ordinano strutto fritto, mica posso incazzarmi e gettare il blocchetto in aria…

  8. scusate ma nessuno si è accorto che la protesta dell’orchestra era solo una messinscena? altro che segno di sofferenza, sono tutti coinvolti

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