Bersani non era in vacanza. Stava decidendo con D’Alema chi candidare per le regionali. Dall’alto. Come nel PCUS.
Il primo obiettivo non è vincere, e neppure “non prenderle”. Il primo obiettivo è far fuori Vendola che è andato contro i diktat del partito lo scorso giro elettorale, osando addirittura vincere nella regione natìa dell’ex-compagno D’Alema.
Bersani, non è colpa tua se i candidati esterni al tuo partito – Vendola e la Bonino, ad esempio – sono più interessanti dei tuoi. Ammesso e non concesso che siate finalmente riusciti a mettervi d’accordo su chi sono, i vostri…
D’altronde, una vita passata a prendere ordini da Mosca e a conformarsi all’ortodossia del momento difficilmente aiuta a creare una persona interessante – al punto che sono 15 anni che un modesto cantante di navi da crociera ve le suona di brutto.
Bersani, dammi retta: per le politiche vedi di reclutare Fiorello – è l’unica speranza che avete.
Caro Facci,
due righe in riferimento al Suo articolo di oggi su Libero riguardante la mia lettera a Bettino Craxi dell’89 Continua a leggere »
Amazon ha fatto per il Kindle DX lo stesso che fece per il Kindle 2: da oggi c’è una versione international con la schedina UMTS che funziona in più di cento paesi.
Qui un paio di dettagli sui costi.
Natale piovoso alle Maldive. Il Corriere della Sera chiama il sottosegretario Stefania Craxi che è tra i tanti politici che lo stanno passando colà. Lei è al Palm Beach Resort, 332 dollari a notte se andate nelle casupole categoria junior. Il sottosegretario «neppure pare essersi accorta del maltempo. “Scusate, ma a queste cose non faccio troppo caso. Ho le mie letture, i miei quaderni, sono qui per riflettere e riposarmi”». Allora poteva andare su a San Pellegrino, direte voi miserabili – ma sapete come sono i Craxi, non vi perdoneranno mai di non aver apprezzato abbastanza quanto hanno fatto per il Paese a costo di sacrifici inenarrabili: prendere milioni, trombare Moana Pozzi, latitare in una villona in Tunisia. Come saprete, il sottosegretario poco dopo aver preso il diploma al liceo linguistico ha iniziato a lavorare con la tv ed è diventata dirigente di Aran (poi Endemol) (società che per un terzo appartiene a indovinate chi) (LUI! LUI! LUI!) insieme al marito Marco Bassetti che ne è oggi presidente. Endemol, avete presente, sì? Grande Fratello Affari Tuoi Chi Vuol Esser Milionario La Prova Del Cuoco Le Invasioni Barbariche Vivere Che Tempo Che Fa La Fattoria I Migliori Anni e tagliamo corto: se accendete la tv ora, c’è perlomeno uno dei loro programmi – che voi non apprezzate abbastanza. Bassetti è personaggio squisito a sua volta: “Una tv che vuol portare un’etica e una pedagogia un po’ mi spaventa. (…) Cosa è giusto e cosa è sbagliato non sta a noi deciderlo. Il telespettatore può fare le sue scelte e non bisogna limitare le alternative in nome della morale”. Gente, non sia mai: la morale ha cotto il razzo da tempo, e già che ci siamo abbassho la squola, W la figha!! (cfr. Andrea Pazienza) Ecco, questa di Stefania Craxi è la mia storia n.1 della settimana di Natale. Come la lego al n.1 di Andrea Bocelli e al n.9 di Lady Gaga in hit-parade la settimana di Natale? Non so ancora. Anche se il leit-motiv ovviamente è: gente che voi non apprezzate abbastanza.
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Selezionare tra 729 lettere e documenti e fascicoli craxiani – quelli in mano a Libero – non è proprio roba da cinque minuti. Ci sono missive, tuttavia, che saltano all’occhio soprattutto alla luce del fuggi-fuggi legato al repentino tramonto craxiano del 1992. Continua a leggere »
Mentre Apple smonta la sua icona anticonformista sottomettendo in Cina l’ideale al mercato (e mostrando così il suo volto di multinazionale tout court a chi ancora non se n’era accorto e si scandalizza…). Mentre Apple vede Nokia citarla in giudizio per violazione di brevetti (o meglio per non averne pagato esattamente i diritti) come mezzo usato dal colosso finlandese per far quadrare i conti visto che la vendita dei 1000 modelli di telefonini che ha in commercio non è proprio una favola per il bilancio, spingendo Cupertino ad una contro querela… Mentre Apple vede (e noi con lei) i vari iPhone Killer durare quanto Papa Luciani, con pubblicità che inneggiano a “Facebook sul telefono”, a “navighi in internet”, a “c’è Google”, a “vedi i tuoi video e le foto”… e uno si chiede: ok…e allora? E poi? (che è il motivo per cui sono quasi tutti uguali…) Continua a leggere »
Bersani è in vacanza o sta decidendo la linea politica con i vertici del PCUS ?
Enrico Letta sulle dichiarazioni di De Magistris: così si perde per 20 anni. Per *altri* 20 anni?
Enrico Letta sulle dichiarazioni di De Magistris: così si perde per 20 anni. E tu invece sai come si fa a vincere? Chi te l’ha insegnato, Veltroni? Come si fa, si scrive “Yes We Can” sui manifesti elettorali?
Enrico Letta: la prossima volta che sento parlare di un “giovane” del PD, voglio leggere sulla sua carta di identità: Nato nel: 1980.
Enrico Letta: a me non frega niente che tu o quelli della tua generazione riusciate a vincere. Sarebbe già più che sufficiente che riusciste a far melina e a evitare il disastro totale fino a quando Berlusconi non ce la fa più, lasciare il Paese in mano a Fini come Presidente del Consiglio e lasciare un’opportunità di vittoria democratica alle elezioni del 2020 a chi è nato nel 1980.

Filippo Facci per ‘Libero’ del 3 gennaio 2010
Carte, appunti, fascicoli, informative, soprattutto lettere. Bettino Craxi spesso non le leggeva neanche, talvolta neppure le apriva: resta che ne riceveva a tonnellate. E’ ben chiaro che le missive fossero proporzionali, per numero e spesso per l’adorazione che promanavano, al potere che il leader socialista deteneva prima di schiantarsi: ecco perché sono centinaia e perché ne faremo se va bene un sommario. Continua a leggere »
Ma se una via dedicata a Craxi riportasse la dicitura «latitante» – dicano – che cosa andrebbe scritto a margine delle «vie Stalin» che sopravvivono in due città della Sicilia? «Sanguinario»? «Assassino»? «Massacratore»? «Sterminatore»? «Arcipelago gulag»?
Bettino Craxi, «latitante», è lo statista che negli anni Ottanta ha portato il nostro paese al quarto posto mondiale e che ci ha strappato a una prospettiva greca o polacca: e Stalin? Che cosa gli dobbiamo? Erano latitanti o condannati anche Silvio Pellico o GIuseppe Mazzini, mentre è assodato che Giulio Cesare prosperò anche grazie alle ruberie di Crasso, e allora che facciamo? Sì, ho capito, è chiaro che questo è un modo cretino di ragionare: soppesare col bilancino storico il peso effettivo della toponomastica italiana rischia di far dimenticare che i nomi per vie e piazze non sono mai stati scelti con ricerca storiografica ma con lottizzazione partitica e correttezza politica e ignoranza storica, se non storica ignoranza. Solo questo spiega perché Vladimir Ilyich Ulyanov, cioè Lenin, in Italia vanti decine di targhe targhe mentre Dwight David Eisenhower - il presidente degli Stati Uniti che comandò gli Alleati in Europa, già responsabile degli sbarchi angloamericani sulla Penisola, insomma colui che ci liberò, per dirla male – compaia soltanto su una sola targa a Montesilvano, nel pescarese. Andando a sbirciare invece tutte le vie Marx e le vie Vietnam e le 55 vie Ernesto Che Guevara che sono state celebrate da piccole e grandi amministrazioni parrebbe che si sia andati a festeggiare non il 2010, ma il 1960. Continua a leggere »