The Classifica 98 – E se la FIMI-Nielsen ci dicesse balle?

Lasciamo perdere la classifica settimanale, ché tanto non racconta nulla di nuovo, se non che Lady Gaga si è issata finalmente al n.4, dietro a un podio composto da miticoVasco, Laura Pausini e Michael Jackson – che si riprende il n.3 lasciatogli dal Bocelli natalizio (che è al n.8. Ma chi cavolo ha aspettato a comprarlo dal 4 al 10 gennaio???). Il fatto clou della settimana è che la FIMI-Nielsen ha svelato la classifica annuale, forse la avete anche letta o sentita citare in radio da personaggi che poi venivano portati a tosare onde ricavare morbidi maglioni bianchi – ma io no, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera e tutte le altre fesserie. Perché A ME la classifica annuale Fimi-Nielsen, ecco, mi torna stranina. Non nelle primissime posizioni, badate. Ma in quelle dopo, un maniaco ossessivo oligofrenico come me sente un odore curioso. Seguitemi e affidatevi al vostro olfatto – giacché come vedrete, solo a naso possiamo andare.

Dunque, album n.1 del 2009, Tiziano Ferro con Alla mia età! Del quale ci dicono: oltre 500mila copie! Okay! Ci crediamo! Gentili a darci, per una volta, dei dati numerici. Ce n’è altri? NO. Quindi, ci dobbiamo fidare. E fidiamoci dunque di Presente di Renato Zero al n.2 e Ali e radici di Eros Ramazzotti al n.3. Poi, quarto disco più venduto dell’anno, My Christmas di Andrea Bocelli. COSA? Fermi lì un momento. Vi siete fermati? Grazie. Ora riprendete a seguirmi.

My Christmas è uscito (non lo indovinereste mai!) sotto Natale, ed è salito al n.1 tra il 7 e il 13 dicembre; lì è rimasto solo tre settimane (una delle quali, lavorativamente un po’ corta – però va bene, il 25 e il 26 gli Autogrill sono aperti). Eppure eccolo lì, davanti agli U2 di No line on the horizon, n.5, uscito in Italia il 27 febbraio. Gli U2, avete presente? In dieci mesi, se ne deduce, non sono riusciti a fare quanto Bocelli che canta Jingle Bells coi Muppets. A naso, è strano, no? Forse però i fans degli U2, per quanto tantini, sono tutti attaccati a eMule. Essendo così giovani. Ok. Crediamoci. Allora andiamo avanti. Al n.6, miticoVasco con il secondo Tracks, seguito da Laura Pausini (con Primavera in anticipo, uscito nel novembre dell’anno scorso, nonché con il live al n.8). Chiudono la top 10 This is it di Michael Jackson e Stupida di Alessandra Amoroso. A me prude il naso (Bocelli davanti al Caro E Stinto, nonché davanti a Sandrina, col can can che hanno fatto quest’anno). Ma sarebbe da paranoici sospettare che come ogni tanto succede a Sanremo o in Rai, la signora Fimi e il signor Nielsen abbiano voluto rendere omaggio al genio  manageriale di Caterina Caselli. Andiamo, su. Siete paranoici, voi? Ehi, lo so che lo pensate di me! Tutto il mondo lo pensa di me, aaaargh!

Comunque vanno bene Gianna Nannini al n.11 e Sandrina Amoroso (Senza nuvole) al 12. Ma pensando a Sandrina mi chiedo: e il trionfatore di Sanremo e di Amici, Marco Carta? Al n.27. Dietro, MOLTO dietro un’altra cavallina della scuderia di Caterina Caselli, Elisa, il cui album è al n.14. Beh, Elisa almeno al n.1 ce l’ho vista. Ma Claudio Baglioni che è subito dopo di lei con Q.P.G.A., uscito poche settimane fa e piazzatosi al massimo al n.4 in hit-parade, come me lo spiegano? E Sting che non è mai stato nemmeno lui al n.1 ed è uscito anche lui poche settimane fa? Che ci fanno davanti, MOLTO davanti a gente che ci è stata al n.1 come Bruce Springsteen (n.24) e i Depeche Mode (n.25), e con molto tempo di permanenza nei negozi, essendo usciti l’uno a gennaio e gli altri ad aprile? Invece, eccoli preceduti anche da Michael Bublè (n.20), nah! Boh, sarà il target:  a differenza di Sting e Bublè, che hanno un pubblico maturo  che i dischi li acquista anche per nequizia tecnica, Springsteen e i Depeche Mode, come i Tokyo Hotel (n.80) hanno soprattutto fans teenager che downloadano a testa bassa e non comprano album, neanche se hanno la fissa della discografia completa. Oppure, oppure – sentite questa, forse funziona: forse i dischi usciti sotto Natale vendono così tanto più degli altri che… Fermi (di nuovo). Non per questo l’anno scorso Laura Pausini (che è la Pausini), con due mesi di ininterrotto primato in classifica nell’ubertoso periodo tra novembre a Natale con il succitato Primavera in anticipo, portò via a Jovanotti (Safari) la proclamazione FIMI-Nielsen di disco più venduto del 2008.

Come va il naso?

Comunque, suvvia, nessuno gridi al complotto. Le classifiche di vendita si sa che sono di vendita sino a un certo  punto, ovvero sono rilevamenti fatti solo in certi negozi. E quindi come attendibilità sono tipo i sondaggi elettorali. Oh, ehm.

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19 Comments

  1. Il tuo olfatto di demone orobico la sa molto ma molto lunga, mi sa. Ma nemmeno un Povia, un disco sanremese, come quelli che tra poco torneranno a rallegrarci le giornate? Ti saluto dandoti del bresciano e urlandoti forza rondinelle, so che ti piace sotto sotto.

  2. Madeddu mi vuoi rubare il titolo di insipiente? Qui hai preso più lampioni di un ubriaco sulla strada di casa… 1. partiamo dall’unico numero di copie che citi. le 500 mila di tiziano ferro. ecco questo è l’unico numero che non ha nulla di scientifico. non è comunicato da fimi ma direttamente dalla casa discografica. senza alcuna certificazione. In Uk e Usa, ad esempio, le vendite sono calcolate dalle vendite effettive, da noi le dichiarazioni delle case si riferiscono più frequentemente alle copie uscite dal magazzino. che poi i dischi prendano polvere alla fnac non importa… il caso alexia grignani non ha insegnato nulla…
    2. passiamo ora al caso Bocelli. Il mercato natalizio in Italia vale un quarto (se non fossi prudente direi un terzo) del totale. stare al numero uno tre settimane a Natale è come starci dieci nel resto dell’anno
    3. Non credo che Fimi voglia fare tanti favori alla Caselli che con la Sugar qualche anno fa se ne è andata da Fimi sbattendo la porta

  3. D’accordo, insipiente, ma ti faccio notare che la Nota Metodologica della Fimi (che chiunque può leggere sul sito ufficiale) (non che la raccomandi come lettura sotto l’ombrellone) parla espressamente di conteggio tramite codice a barre nei punti vendita, alla cassa, “con l’indicazione per ogni codice EAN delle relative quantità vendute e del prezzo di vendita al pubblico”. Quanto al “caso Alexia Grignani” – spiego per i lettori non abituati al tuo stile sbarazzino – risale a 8 anni fa e vide Alexia ricevere un disco d’oro (allora, 50mila copie) dalla Sony pur distanziata di una ventina di posizioni in classifica dal n.1, Gianluca Grignani, la cui casa discografica annunciava trionfalmente 50mila copie vendute.
    Ad ogni buon conto, non crederò mai che Sting (soprattutto, QUESTO Sting) sotto Natale possa aver venduto più di Springsteen e Depeche Mode in un anno intero.

  4. Caro Mad,
    a parte repimere una certa punta di invidia che mi viene quando leggo le tue puntate su LaClassifica (azz… mi stai rubando una serie di idee che mi vengono ma più lentamente di quanto vengono a te…), devo farti notare però che parti da un assunto completamente errato che procurano la serie di incongruenze che fai notare.

    Il tutto giace nei concetti di sell-in e sell-out, che ti dovrebbero essere ben noti e che fai finta di ignorare per fare un post facilmente polemico, direi populista (lo vedi che sei come la tessera P2 n. 1816…).

    Detta in altri termini: la classifica di Fimi si basa sulle copie con cui le case discografiche hanno inondato i negozi (sell-in) e non a quelle che da questi sono uscite (sell-out). Quindi ci sta tutto che dischi usciti sotto Natale siano nella classifica fimi di fine anno (sell-in) senza che abbiano raggiunto posizioni importanti nelle classifiche settimanali (sell-out).

    Va be’, il resto delle cattiverie magari te le scrivo in privato :-) (o meglio, scrivimele tu in privato: non potrei sopravvivere ad un attacco pubblico). Ah, ma hai mai fatto un giro sulle mie pagine? Dove potrai vedere la “vera Classifica italiana”; secondo me dovresti commentare quella: chartitalia.blogspot.com

    .chartitalia.

  5. in effetti la nota metodologica sul sito FIMI di cui parla paolo madeddu fa pensare a un’uscita cassa, anche se il codice EAN potrebbe essere riferito, nella sintassi, solo alla definizione del prezzo:

    “Rilevazione. Settimanalmente i PdV in campione registrano le vendite di musica ed il relativo prezzo al pubblico, attraverso codice EAN univoco. Le vendite effettuate dal Lunedì alla Domenica vengono raccolte e trasmesse a GfK con l’indicazione per ogni codice EAN delle relative quantità vendute e del prezzo di vendita al pubblico. ”

    Il punto è un altro, per monitorare il sell-in serve GFK? non basterebbe una dichiarazione delle “tirature” come avviene per i giornali, c’è bisogno del campione?

  6. Madeddu domenica non passare il pacco, vedi di smazzolarti amici come tutti gli altri.
    Ci manchi, su non te la tirare troppo.

  7. @Neri, se puoi spiegami perché Laffranchi fa tre volte lo stesso commento ma da tre punti cardinali diversi – io insisto che con FriendFeed vi state divertendo tutti un po’ troppo.
    @chartitalia: vero che sono turpe e populista, falso che la classifica FIMI si basa (o dice di basarsi) sul sell-in, vero che conosco le tue classifiche e sono contento che tu esista, perché mi fai sembrare lucido e sano di mente :-)
    @Elena: no, dai, io sono lusingato ma tu non hai idea quanto possa annoiarmi Amici. Se non altro, il Grande Fratello mi causa degli spasmi: il Grande Fratello è la morte per soffocamento, Amici è la morte per assideramento.

  8. @Madeddu – per la prima volta ti vedo in difficoltà nella replica. ti ho colto in castagna…

    sting batte i depeche anche negli Usa (non il Boss che però se non vendeva l’album obamiano almeno a casa sua dove lo vendeva?)

    insomma hai fatto uno sterile esercizio di scrittura (ottimo, come sempre), ma senza verificare i fatti.

    che provo a chiarire con tono da maestrino qui sotto

    @tutti – i dati dichiarati dalle case discografiche e quelli della Fimi non sono paragonabili.
    sono, direbbe il landi parlando di cinema (questa chi non viene su friendfeed non la coglie), come pere e mele

    A – quando le case discografiche parlano di copie vendute, disco d’oro e platino NON fanno riferimento al numero di dischi venduti al publico.
    Nel migliore dei casi il loro parametro è il SELL-IN cioè il numero di copie uscite dal loro magazzino: così a un disco pompato a dovere, ma che non vende nulla, viene comunque dato “disco di platino”. disco che, a differenza di quella Usa e Uk, non viene certificato da nessuno e che pertanto non ha alcun valore. Non è certo un caso che nei miei articoli non si citi “disco di platino” più di un paio di volte l’anno (se non credi vai nell’archivio storico su corriere.it).
    Nel peggiore dei casi si tratta di numeri estratti a caso dal bussolotto tanto per fare un comunicato stampa.

    Per questo l’autocertificazione non vale. Nella stampa è diverso perché esistono meccansimi di controllo più complessi. se un editore “bara” il caso si fa delicato: non solo si fa solo pubblicità dicendo che è il più venduto (come capita nel caso di un disco), ma sottrae quote di mercato pubblicitario e quindi gli altri hanno interesse a smascherarlo.

    B- Fimi fa riferimento al SELL-OUT, ovvero alle copie effettivamente vendute dai negozi al pubblico.
    Ma si basano su un campione di punti vendita non su tutti e per questo motivo (oltre che per il fatto che le case discografiche italiane preferiscono dare i numeri che vogliono loro) le classifiche ufficiali non parlano mai di numeri di copie vendute ma solo di posizioni.

    e se è buona per me, buona classifica a tutti

  9. In difficoltà ci sarai tu, scimmione, altrimenti non saresti al quarto commento che dice quasi sempre le stesse cose e sempre più in lungo – tranne su Sting versus Depeche Mode e Springsteen. E insisto che non la bevo. Non ho altro da aggiungere.

  10. Madeddu, mi sa che hai toccato un nervo scoperto e tra un pò arriverà un post di Caterina Caselli :). Intanto che ci sei mettici anche la siae nel minestrone.

  11. orsù quale sarebbe il complotto? illuminami, quale sarebbe l’obiettivo delle trame segrete della fimi?

    -far arrivare sting in alto e abbattere depeche e boss? e quindi universal che trama contro emi e sony?

    -regalare posizioni alla caselli con lo scopo di far tornare la sugar in fimi?

    -sputtanare le major per fare pietà e riportare la gente nei negozi agitando lo spettro delle famiglie dei dipendenti sul lastrico? eh sì perchè renato zero, primo big a mollare le major non solo come etichetta ma anche come distribuzione, che arriva al secondo posto è la dimostrazione che le major non servono più a nulla…

    -ah già, dimenticavo, dimostrare che la p2 influenza anche la discografia

  12. @Mad:
    Noi portiamo alle estreme conseguenze certe intuizioni e quindi dedichiamo una rubrica settimanale alla “Hit Parade che non c’è“…

    Comunque, io insisto: l’unico modo per giustificare i dati che hai evidenziato è che si riferiscono a due cose diverse: quelle settimanali al sell-out e quella annuale al sell’in. Al riguardo, prova ad aprire lo zippone di fine anno della Fimi ( http://www.fimi.it/pdfddm/Classifiche%20annuali_3.zip ): mentre la chart annuale dei download ha il logo Nielsen come tutte le chart settimanali che diffonsono, quelle dei cd e dvd no (secondo me si vergognavano).

    E poi sì, l’unica cosa seria sarebbe pubblicare il numero di copie vendute. Ma questo dato è, dopo Ustica, il mistero meglio custodito in Italia…

  13. e se ci fosse da considerare solo un bel “Macchissenefotte”? considerata la grandezza artistica dei primi 10 nella classifica FIMI, direi che chi compra dischi in Italia ha gusti da decerebrato.

  14. @GianniNardo: effettivamente. Macchiassenefotte. :-)
    @chartitalia: che sia davvero impossibile?
    @alaf: no, sostanzialmente penso che lavorino in modo un po’ approssimativo. Sarebbe come se per fare un articolo su un giornale serio tu intervistassi i primi tre amici che rispondono al telefono. Ti pare un modo serio di lavorare? :-)

  15. E in tutto questo, SU BILLBOARD, al numero uno come new entry i Vampire Weekend.
    Il mondo è sottosopra o anche là iniziano a barare alla grande (molto più di prima) per spingere chi di dovere?

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