Fumo mediatico, arrosto digitale

Mentre Apple smonta la sua icona anticonformista sottomettendo in Cina l’ideale al mercato (e mostrando così il suo volto di multinazionale tout court a chi ancora non se n’era accorto e si scandalizza…). Mentre Apple vede Nokia citarla in giudizio per violazione di brevetti (o meglio per non averne pagato esattamente i diritti) come mezzo usato dal colosso finlandese per far quadrare i conti visto che la vendita dei 1000 modelli di telefonini che ha in commercio non è proprio una favola per il bilancio, spingendo Cupertino ad una contro querela… Mentre Apple vede (e noi con lei) i vari iPhone Killer durare quanto Papa Luciani, con pubblicità che inneggiano a “Facebook sul telefono”, a “navighi in internet”, a “c’è Google”, a “vedi i tuoi video e le foto”… e uno si chiede: ok…e allora? E poi? (che è il motivo per cui sono quasi tutti uguali…)

Mentre appunto tutto questo capita… voglio spostare l’orologio delle mie emozioni al gennaio del 2007, quando un Steve Jobs ante trapianto mostrava con la voce tremula un aggeggio in puro stile Apple: un telefono a cui si era tolto tutto quello che si poteva togliere ma che faceva cose che gli altri non facevano. E vorrei ricordare quel momento in cui si ebbe, al meno per noi mac-maniaci, l’idea che si stesse facendo un passo avanti. Come Apple, come tecnologia, come umanità. E in effetti le cose sono cambiate abbastanza da allora: se Apple è in Cina a vendere, se Apple vede Nokia obbligata a citarla in tribunale per fare cassa, se tutti i telefoni di oggi tentano di fare (male) le funzioni che l’iPhone svolge con semplicità ed eleganza è perché allora si era davvero colto nel segno.

Ora si è in attesa di un nuovo miracolo iPhone da criticare, guardare con scettico distacco radical chic, smontare elencando le cose che non ci sono (il bluetooth, il bluetooth!!! che devo condividere la foto del mio sedere con i miei amici…), sputtanare sui giornali generalisti di continuo (la stampa specialistica se ne guarda bene dal farlo) per poi fare i bravi, tirare fuori la carta di credito e comprarlo (non parlo di noi mac maniaci, noi saltiamo subito all’ultimo passaggio a prescindere, fosse anche pupù di mucca brandizzata “mela”).

Ora si è in attesa di un iTablet, iNetbook, iSlate, iDispositivo più grande di un iPhone, ma poi non di troppo, ma che faccia non si sa cosa o meglio si pensa le stesse cose, più forse permetterci di leggere qualche libro o rivista senza annoiarci troppo in fretta facendoci tornare al cartaceo, ancora più pratico. Tutti ne parlano senza averne un’idea precisa non solo di come faccia le cose ma anche di cosa sia in se stesso l’iCoso. E si sta ricreando quell’attesa del 2007, almeno sulla Rete.

Spero che “il miracolo” (e parlo da prete…) si ripeta. Perché a mio parere siamo in ritardo: i nostri computer non sono ancora “touch”. Microsoft Surface è bello soprattutto quando è impiantato (entrate in un grosso centro vodafone ad esempio e provatelo sfogliando a manate e cazzotti il catalogo delle promozioni… se ci riuscite). I telefoni promessi da Google, imminenti, sembrano le solite iPhone imitazioni (sul mio iPhone ho scaricato tutte le web apps di Google… cosa c’è da svenire allora? Ma tranquilli, ci dicono che il wallpaper sarà “animato”!!!).

Nella notte, una luce. Steve Jobs ha dichiarato di essere entusiasta della nuova interfaccia del nuovo iCoso. Ecco perché da bravo mac maniaco mi predispongo bene ossequioso e devoto. E – appunto – spero. Spero che il 26 gennaio, se sarà poi quello il giorno della Rivelazione, ci si possa compiacere: non tanto di Steve, non tanto di Apple, non tanto della tecnologia in se stessa, ma di quell’umanità che sa ancora stupire e stupirsi, che vuole avanzare, che vuole rendersi la vita più facile e simpatica, almeno per quanto un dispositivo digitale lo possa fare.

Troppo fumo mediatico e poco arrosto digitale di questi tempi. Sarebbe davvero ora che Apple, Google o chi è di turno questa volta ribaltassero il tavolo, il tablet, o qualsiasi altra cosa ci faccia vivere un po’ di quel gennaio 2007.

p.s. E dal 27 gennaio tutti di nuovo a criticare e copiare. Ok?

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