Toltici il peso delle liste di fine decade, con tourbillon di commenti e considerazioni, ora un po’ come fanno nel Regno Unito potremmo dedicarci altrettanto utilmente alle scommesse sul n.1 di Natale. Ma prima dei freddi calcoli, andiamo dove ci porta il cuore: alla hit parade! Dunque, chi è come Berlusconi questa settimana? Ah, sì – Elisa. Bene, vediamo: Elisa è come Berlusconi perché sta menando il can per l’aia, ha meno personalità di quando aveva iniziato, e in questi anni si è appoggiata alla Liga – oops, volevo dire al Lega – o alla Faccetta Negramaro per posizionare la sua immagine a seconda delle pulsioni dell’elettorato. Poi ai palati più esigenti dà in pasto il duetto con Antony Hegarty, in cui lei potrebbe finanche non cantare. Ma meglio lei al n.1 che uno dei prodotti di Maria De Filippi, no? O è quasi la stessa cosa? (…qui sto per partorire un’audace teoria) (non so se è ancora pronta, però – magari vi sottopongo una demo) (prima coinvolgo altri esempi ad adiuvandum). Al n.2 il Barry White italiano, Mario Biondi, un po’ crooner un po’ coroner, però ineccepibile e non pretenzioso, via. Al n.3, l’immarcescibile (o quanto meno, non biodegradabile) Michael Jackson; al n.4 Sting con le sue palle di neve, al n.5 CapireBattiato. Qui, pausa e prima premessa della Teoria. Il Maestro non sta vendendo tantissimo (ma che gli frega, lo Spirito è con lui). Allo stesso modo, Lucio Dalla va sempre peggio (dal 21 al 36 alla terza settimana). E non vanno benone nemmeno, a una manciata di settimane dall’uscita, Samuele Bersani (n.72), Sergio Cammariere (n.41), Alex Britti (n.53). E nemmeno Gianni Morandi e Raf (con due simil-raccolte però). Vanno per ora benino, trovandosi dal n.6 al n.10, Robbie Williams, Il Natale di Bocelli, le romanzine di Francesco Renga, ALEEEE AMOROSOOOOO e al n.10 The Giusy Ferreri. Fuori dalla top ten Michael Bublè e Mina e Carmen Consoli (ciuff, dal n.9 al n.22). Entrano al n.16 i Finley. Entra bassissima Rihanna (n.45). Ri-entra in posizione non altissima (rispetto a quanto se ne parla) Lady Gaga (n.14). E tutto ciò considerato, ecco a voi, a seguire, La Teoria.

(ripeto che è una demo, eh)

Sentendo l’album di Elisa, ho avuto l’impressione che anche lei abbia pucciato le corde vocali nel caffelatte di strazio in cui sono intrise le voci degli Amici. Riguardando la top 10, ma soprattutto quelli che non stanno andando benone, sembra che gli interpreti più enfatici e accorati vengano preferiti a quelli che se la scrivono, e poi se la cantano meglio che possono. La vittoria dell’emosissimo Marco Mengoni all’ultimo X Factor è una sorta di adeguamento a questo andazzo, visto che i vincitori degli anni scorsi (i desaparecidos Aram Quartet, e Matteo Becucci che non è entrato in top 20) non hanno poi venduto i dischi; il fatto che i popolarissimi Bastard Sons Of Dioniso a un mese dall’uscita siano al n.78 è un altro segnale. Al n.50 c’è invece (ulteriore segnale) addirittura Susan Boyle, il furgone dell’X Factor inglese che impazzava su youtube (su youtube, tutto “impazza”) .Il che porta a pensare che X Factor e Amici stiano indirizzando il consenso popolare verso gli atleti della performance vocale emozionale e possibilmente soffertissima e negramareggiante – perché il campione di tutto ciò è Giuliano Sangiorgi, dotato dell’abilità straordinaria di cantare della mezza stagione (metà delle sue canzoni contengono rilievi meteorologici) gorgheggiando “Piove!” o “C’è il sole!” sovraccaricando la pregnante osservazione con una intensità modugnesca quasi caricaturale. Alcuni tra quelli che sono in giro da un po’ hanno capito l’importanza di questa intensitè vocale (Elisa, Renga), altri sono stati selezionati proprio per questo (ovviamente ALEEEEE e The Giusy), altri come Bocelli e Biondi a X Factor farebbero la loro figura. Se allarghiamo il discorso agli stranieri, il fatto che i primi 30enni cui viene dato San Siro dopo credo un secolo di vecchie carampane siano i Muse dalla tremula voce, parrebbe suggerire che siamo in pieno barocco vocale, mancano solo i castrati alla Farinelli. Oddio, c’è Antony Hegarty – aha!

Comunque è solo una teoria, eh.

E nemmeno completamente formata. E’ come le creature dei baccelloni dell’Invasione degli Ultracorpi. Però che un passo fuori dalla top 10 ci siano due professionisti del pathos (due agenti pathogeni) come Tiziano Ferro (n.12) e Renato Zero (non dimenticatelo!!! È al n.15!!!) i cui dischi sono usciti rispettivamente tredici mesi e nove mesi fa e continuano incessantemente a vendere, potrebbe essere un ulteriore indizio. La gente non vuole cantanti che abbiano granché da dire. Basta che ribadiscano che l’amore, santo cielo, è un po’ un tormento – purché si veda che lo dicono con grande trasporto. In politica non pare così diverso. A destra sicuramente l’hanno capito: a sinistra ci devono ancora arrivare. Ma prima o poi, uno che comizia portandosi le mani al cuore e vibrando tutto d’emozione arriva, dai. Magari basta un Claudio Amendola.

Vabbè, fatemi sapere cosa ne pensate, se non siete a fare il ponte.

Ma vi avevo promesso che avremmo parlato del disco più venduto a Natale – che sarà ovviamente… Ma ehi, sono stato già lungo. Lo faccio anche spesso. Quindi rimando-oh. E lo so. Che non son sinceroooh. Ve lo dico così. La prossima volta-aaah. Sempre qui. Eeeeeh.