La Ru-486 in pillole

ru486

Non scrivo niente di nuovo. Ma lo scrivo su Libero.

***

Seguite tutta la storia e poi rendetevi conto.

Allora. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia, dove è in uso da 22 anni, e nel frattempo è entrata in uso in tutta l’Unione Europea tranne in Polonia e Lituania e Malta, che assieme a Città del Vaticano sono ormai le nazioni di riferimento di alcuni tardo-clericali del nostro governo. Il farmaco, che negli Usa è adottato da oltre diec’anni, è stato oggetto di infinite sperimentazioni tanto che anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell’aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l’unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all’interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l’Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza mentre l’aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.

Questo nel mondo normale: ora veniamo all’Italia. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 un’altra sperimentazione a Torino sfociò in un’ispezione dall’omologo ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi la magistratura – quella non manca mai – avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un’archiviazione nel secondo.

Sempre nel 2005 partì l’offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell’aborto» e il cardinale Ruini che «tende a non farne percepire la reale natura». Posizioni culturali, queste, che alcuni parlamentari evo-con indirizzeranno progressivamente verso un obiettivo sostanziale:  far sì che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica fisicamente e socialmente.

Nel giugno 2007 l’uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall’Emea (l’agenzia europea per i medicinali) ma neppure questo spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco: nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura, fu il ministro Livia Turco che decise di chiedere un parere del Consiglio superiore di sanità per riscontrare il «pieno rispetto della legge 194», peraltro già indagato da due inchieste giudiziarie. Non solo: si procedeva a un’altra sperimentazione e se ne incaricava l’Aifa, ossia l’agenzia italiana del farmaco che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità dei medicinali. Il 30 luglio 2008, ancora, dopo anni di sperimentazione – dalla quale è risultato, paradossalmente, che l’aborto chirurgico è più rischioso di quello fatto con la Ru486 – l’agenzia l’Aifa ha infine deliberato l’idoneità del farmaco: purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero, ha detto, che è esattamente ciò che il governo di centrodestra voleva; negli altri paesi, quelli normali, l’uso è infatti privato e domiciliare.

Finita? No: si annunciava che si dovevano attendere le «linee guida» del governo. In agosto, poi, Maurizio Gasparri proponeva un’ulteriore inchiesta parlamentare. E siamo finalmente alla comica finale di ieri: la commissione Sanità del Senato – poco prima della pubblicazione in gazzetta del provvedimento per la messa in commercio della Ru486 – ha fermato tutto e, circa la compatibilità con la Legge 194, questa volta ha ri-chiesto un parere al ministero della Salute.

Ora: definirli dei pagliacci non è più sufficiente.

E neppure il ripetere che nel nostro Paese è in corso una palese offensiva per ridiscutere o sabotare la Legge 194, ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitare alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono spesso gli obiettori di coscienza, ipotizzare la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontare che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194 quando in realtà sono proprio loro a volerla smontare. Non basta più.

E neppure può bastare la facile irrisione di chi straparla di «salute delle donne» e di una «pericolosità» ignota alla realtà scientifica mondiale, visto che l’Oms, solo due anni fa, ha inserito la Ru486 nell’elenco dei farmaci essenziali: si parla di una pillola che ha evidenziato nocività inferìori non solo rispetto all’aborto chirurgico, ma rispetto a una comune aspirina.

Ciò che va succedendo, appunto, è più grave: la propensione di una parte minoritaria del centrodestra, infatti, non è più solo una propaganda infarcita di dati scientifici letteralmente inventati o falsificati, ma – peggio – ormai tende a correggere le verità scientifiche con l’azione legislativa. Memorabile, a piccolo titolo di esempio, un’uscita di Maurizio Gasparri dell’agosto scorso: «I tecnici dell’Agenzia del farmaco sono privi di legittimazione democratica», disse. Allo stesso modo, a proposito di testamento biologico, ricordiamo come il Senato abbia stabilito che idratazione e alimentazione assistita non siano cure mediche:  e pazienza se frattanto lo stesso ministero della Sanità – e tutti gli organismi d’occidente – seguiti a definirli trattamenti sanitari sottoposti al consenso del paziente.

A costoro non importa di questo. E neppure gl’importa dell’opinione degli italiani su questi temi. Molti di questi legislatori – spesso ex radicali, ex laicisti riformisti, ex mangiapreti di sinistra – sono in autentica folgorazione pre-senile. Vanno semplicemente fermati. E’ vero, è tutta fuffa: perché la Ru486 è già comunemente in vendita sottobanco nelle farmacie e perché forme simili all’eutanasia sono giù praticate da migliaia di medici. La legislazione materiale se ne fotte da anni di quella ufficiale, è vero. Ma vanno fermati lo stesso, perché questa è una democrazia.

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34 Comments

  1. ognuno ha i pagliacci che si merita

    per una volta esprimo la mia solidarietà a Facci nella lite con Iorio, che non potendo prendersela con Il Giornale ha denunciato due giornalisti della RAI (giuro)

    per loro solidarietà doppia

  2. aggiungo una info importante, perché non è vero come dice Facci che la pillola fosse o sia venduta sottobanco, cito un’amica precisa:

    ” E comunque il punto sul quale nessun mezzo di informazione è chiaro è che moltissime regioni, tra le quali l’emilia romagna, hanno già i protocollo per la RU486. Se una donna la chiede, le sue condizioni lo consentono (deve essere incinta di meno di 6 settimane) può già usarla. L’unica differenza è che l’Ausl deve ordinarla in Francia, perchè in Italia non è in vendita. Quello che si discute non è il suo utilizzo ma solo il suo inserimento nel prontuario dei farmaci italiani….”

    il che aggiunge ridicolo al ridicolo…

  3. stai provando seriamente a cambiare quel 4% del centro destra italiano che legge i giornali? auguri

  4. Like al cubo a Filippo che non lo deve dire a me trovando porti dalle acque più che calme in cui approdare, ma su Libero. Voi avete presente un certo tipo di lettori di Libero?

  5. nessuno vuole discutere di questa cosa perché chi ne vuole il blocco non ha argomenti

    molto meglio parlare d’altro, c’è ancora da distogliere l’attenzione dal capo e allora va bene anche riciclare un vecchio post di indy per annunciare un video-scandalo con la Mussolini e il suo amico nero

    l’importante è parlare di niente, i problemi di questo paese sono: i trans, il traffico e travaglio, le famose 3 T…

  6. Dove sono finiti i soliti “leccaculo”, “servo del potere”, “trave nel culo”, “facci il piacere, facci”, “stipendiato dal berlusca”, dove siete quando si parla di cose tremendamente serie?
    Complimenti Facci, dovrebbero farteli tutti, questo dimostra la tua fermezza e indipendenza di pensiero.
    Questo articolo, scritto su Libero, è molto più rilevante di altri.

  7. cala Aida, cala….

    :D

    questo al massimo testimonia la qualità del giudizio dei commentatori e l’assenza di pregiudizi ideologici, credi che sia divertente leggere leccate di culo tali che spingono a commentarle e stigmatizzarle?

    nessuno gode di fronte a certe schifezze, si reagisce perché sono fastidiose, solo i commentatori de Il Giornale aggrediscono in muta gli sgraditi a prescindere

    piuttosto mi stupisce che tu consideri un gran gesto di libertà l’abbracciare un’opinione ormai comune a tutto il mondo civilizzato contro i deliri di una parte minoritaria della destra, che coraggio ci vuole a stare dalla parte della stragrande maggioranza?

    O forse pensi che qualcuno potrebbe “fargliela pagare”, perché in fondo certa gentaglia è quella che è e lo si anche tu?

  8. Vis, nei fatti non accadrà mai. Quando si tratta di questa precisa libertà di scelta io ho una fiducia lucida e incrollabile nelle donne. Non lo permetteremo.

  9. Tu gli citi tutto il mondo, l’Oms, l’agenzia europea del farmaco, quella italiana, vent’anni utilizzo della Ru486, e loro – quello lì – ti estrae una ricerchina – ma volendo trovi ricerche che possono provare ogni cosa – che proviene da un Paese in cui la pillola è perfettamente lecita e la puoi comprare in farmacia.
    Domanda. I ballisti che paventano nocività perché non sollevano una questione all’Emea? Se ne guardano bene. Le balle sulla nocività le raccontano solo ai giornali italiani. Sanno che tutto il mondo li deriderebbe.

  10. Oggi intervenendo telefonicamente nella trasmissione di Monica Setta, il Prof. S.Antinori e’ stato molto critico sull’argomento…e abbastanza incisivo (infatti lo hanno sfumato perche’ era particolarmente acceso).
    Diceva che l’assunzione di questa pillola crea conseguenze serie ,pericoli per la salute…e non e’ cosi’ tranquilla come si pensa…a chi bisogna credere?
    Interessante articolo anche questo …come tutti del resto.

  11. mazzetta, non sono affatto d’accordo su questo: “un’opinione ormai comune a tutto il mondo civilizzato contro i deliri di una parte minoritaria della destra, che coraggio ci vuole a stare dalla parte della stragrande maggioranza?”
    Non è un’opinione così condivisa, per assurdo nelle donne che votano a sinistra, alcune convinzioni inculcate dalla chiesa sono ancora molto radicate, a prescindere dallo schieramento politico.
    A proposito degli insulti, ho notato che spesso vengono dai soliti autori, indipendentemente dal contenuto dell’articolo, non so che giornale leggano e non mi interessa, ma sembrano venire più da un’antipatia personale verso Facci, causando lo svilimento della discussione sull’argomento in questione.

  12. Non si potrebbe risolvere il problema dei commenti dichiarando direttamente che sì, è nota a tutti l’esistenza di un blocco che abitualmente insulta Facci a prescindere dalla validità di ciò che scrive e lo sappiamo e basta si passi oltre per esempio al post?

    Dai, per alzata di mano.
    Chi pensa che ci sia un blocco che insulta Facci a prescindere-eee?
    Tutti?
    Fantastico.

    Chiuso?
    Fantastico.

    Contaminare un tread parlando di chi insulta pure quando chi insulta se n’è stato zitto in disparte, mi pare atteggiamento non diverso da quella stessa battaglia personale contro Facci che si attribuisce loro.
    Cioè gli si è dato dei poveretti a prescindere dal loro esserlo stati o meno.
    Questa volta sono stai zitti?
    Sono dei poveretti perché sono stati zitti.

    Mio piccolo contributo per cercare di chiudere subito la questione insulti a Facci.
    Che sotto un post nel quale non erano comparsi mi pare persino paradossale, ma tant’è.

  13. Barynia, parlavo della morte civile verso la quale ci stiamo avviando. Poi non solo ci passeranno sopra, ma prima ci espianteranno il cervello per trapiantarcelo nelle tette.

  14. ma perché trapiantarlo poi?
    dopo l’espianto la vita ti può sorridere anche senza e per le tette restano meglio le protesi di ultima generazione

    MVB e colleghe dimostrano che il cervello è un peso inutile per la donna dell’uomo di destra, non averlo può rappresentare un fondamentale vantaggio competitivo

    cambiando discorso, Aida ci ha ricordato che esiste anche una platea di fan che applaude il nostro qualunque cosa scriva, gridando al miracolo anche per i compitini più banali, a parte la sempiterna questione della genuinità dell’Aida (mah…), sembra quasi che certe reazioni siano ricercate e che quando mancano qualcuno ci resti male …
    ;)

  15. Come sempre, quando tratta di bioetica, l’autore del post fa i salti mortali pur di non analizzare la sostanza del problema: la legittimità (etica, non giuridica) di uccidere un essere vivente di natura umana; perché di questo e non di altro si dovrebbe discutere, quando si parla di aborto, chimico o chirurgico che sia. Chissenefrega dell’assenza di pericolosità clinica e prognostica della Ru486: ok, per chi la assume non è nociva; e allora? È così anche per chi ne viene avvelenato a morte? Ovvio che una diversa valutazione sanitaria del pillolone è pretestosamente finalizzata ad evitarne la commercializzazione per ragioni morali, così come, per le medesime ragioni, sarebbe opportuno rivederla eccome, la Legge 194. Dice: la vogliono cambiare ponendo assurdi veti sulla Ru486. Magari fosse così! Invece, stai pur sereno FF, che non ve lo toccheranno mai il vostro stramaledettissimo “diritto” all’aborto: vi siete inventati ridicole argomentazioni politicamente correttissime, tipo la libertà delle donne, pur di giustificare l’uccisione di una persona, figurarsi se un Gasparri qualunque riesce ad arginare l’abbruttimento generalizzato in cui ci siamo andati a cacciare. Già, perché voi filoabortisti siete bravissimi a giocare con la parole, a comporre ipocrite sostituzioni lessicali al fine di costruire false distinzioni che, in termini logici, esistono esclusivamente nella vostra psiche e, in ambito etico, servono solo a mettervi in pace con la coscienza: è aborto, non omicidio; muore un feto, mica un bambino. Et voilà, con la nomenclatura abbiamo risolto il problema, sciacquando via ogni dubbio morale. Ipocriti. Che ci vuole ad appiccicare qualche etichetta linguistica? Niente. Non per caso, infatti, il problema rimane sostanzialmente intatto, una volta che quell’etichetta la si gratta via. Uno vi chiede come fate a sentirvi tanto disinvolti ad uccidere un bambino che ha tre mesi di vita e voi gli rispondete che la domanda è mal posta. Cos’è, al dunque, soltanto una questione di stile? Avveleniamo o aspiriamo? Ipocriti.

  16. “per chi la assume non è nociva; e allora?”

    e allora niente.
    Oltre all’efficacia rispetto al problema per il quale lo si assume, è l’unica altra cosa richiesta a un farmaco.

    Anche perché se l’essere etico dovesse diventare una caratteristica richiesta ai farmaci, temo proprio che sul mercato rimarrebbero forse giusto due caramelle per la gola.

    “stai pur sereno FF, che non ve lo toccheranno mai il vostro stramaledettissimo “diritto” all’aborto”

    Una donna che parla dell’aborto come un diritto maschile è la miglior rappresentazione dello smarrimento totale in cui il fanatismo caccia chi ne è invaso.
    Vi levano ogni punto di riferimento, persino quelli più banali, ve ne lasciano uno solo e con quello vi mandano allo sbaraglio (previo etico espianto del cervello, s’intende) a dire a FF che il “suo” diritto all’aborto non verrà mai toccato.

    Qualche anno fa nessuno ci avrebbe mai creduto, che questo sarebbe stato il futuro di questo paese.

  17. il mondo è pieno di antiabortisti che pur di salvare un feto ne ucciderebbero la madre e pure il padre (perché il feto è “innocente” a parte la maledizione bibilica su ogni nato)

    sono fatti così, non c’è da stupirsi, agitano improbabili moralità che vecchi chierici (maschi) dicono discendere da ancora più improbabili divinità senza capirne troppo

    sono credenti, l’unica cosa che può convincerli è una figlia quattordicenne ingravidata da un amichetto extracomunitario con la pelle nera, dopo sì che corrono ad abortire in gran segreto e vergogna, così come da sempre i preti gaudenti hanno mandato ad abortire le fedeli che hanno ingravidato

    per questa gente che le donne ricorrano -comunque- all’aborto anche se vietato non vuol dire niente, chi abortisce commette peccato ed è giusto che rischi la vita affidandosi a una mammana piuttosto che legittimare il peccato

    Clarissa ne è l’esempio perfetto

  18. Clarissa ammette con candore improponibile che la lotta alla RU486 non è una lotta al farmaco ma una lotta all’aborto e che si prevaricano i diritti sanciti dalla 194, salvo contraddirsi due righe dopo.
    Tralasciando il fatto che se si parla di RU486 l’argomento è proprio e dev’essere il pillolone, è angosciante la semplicità con la quale parifica “eticamente” un feto (ma anche uno zigote, immagino) ad un neonato (senza dare uno straccio di spiegazione) e come se ne freghi altamente delle situazioni reali (stupri, gravi malattie genetiche, impossibilità di crescere un figlio, pericolosità dell’aborto clandestino) che gravano sulle vite delle persone.
    Complimenti.

  19. Clarissa, scrivi “essere vivente di natura umana”? e poi mi dici che ricorro a “ipocrite sostituzioni lessicali”? Ma che cazzo è un “essere vivente di natura umana”? L’ovulo prodotto da una donna lo è? Direi di sì: è vivente, è di natura umana. Quindi che fai? ti fai ingravidare ogni mese perchè sennò è omicidio? e lo spermatozoo? Finalmente ho capito perchè quando entro negli stati uniti mi chiedono se sono un genocida: fanno riferimento a quando ero un adolescente e facevo strage di spermatozooi. Tu mi dirai sicuramente “Ah-ha: ma tu parli di ovuli non fecondati!”. E allora? Tu l’hai mai visto un ovulo fecondato? visto che è così importante per te, hai mai preso un cazzo di microscopio? Hai cercato di capire la differenza, di vederla?

  20. Rileggendola (perché ‘sta gente è come il trash in tv: si prova quell’insano istinto a ritornarci per vedere se son veri) mi sono accorto che contiene perle una via l’altra.

    “vi siete inventati ridicole argomentazioni politicamente correttissime, tipo la libertà delle donne”

    Questa per esempio merita un palco tutto suo.
    E’ troppo per stare in mezzo alle altre perdendosi l’occhio di bue che merita.

  21. vabbè ma mo non è che uno diventa bravo scrivendo una cosa giusta dopo averne scritte 1000 sbagliate…..
    siamo seri.

  22. Cara Clarissa, fai tenerezza. Quello che qui è in discussione non è la vita o l’etica. Magari ci fosse dietro un vera e sincera posizione etica. Qui è in discussione solo il potere e il diritto all’aborto della gente comune. Perché il Capo del governo che guida questa gente che vuole bloccare la RU-486, quando gli faceva comodo ha mandato la sua amante ad abortire all’estero al settimo mese. Lo ha rivelato la stessa signora V in un’intervista sul Corrierone, che puoi trovare facilmente con Google.
    Sai cos’è un aborto al settimo mese? Non è un grumo di cellule. Quello è un vero omocidio di un vero essere umano con un cuore che batte e con il corpo quasi completamente formato. Se volevi un bell’esempio di ipocrisia, bene, l’hai trovato.

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