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Archivio per settembre, 2009

MBA – Macchianera Blog Awards 2009 /1 – Il Red Carpet

set 15 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

MBA 2009 - Macchianera Blog Awards 2009Tornano anche quest’anno (con tanto di premiazione finale, che avverrà nel corso della prossima BlogFest a Riva del Garda), gli MBA, ovvero i “Macchianera Blog Awards 2009“.

Ecco i vincitori degli anni precedenti: 2008, 2006 (con annessa trasmissione radio per la premiazione), 2004, 2003.

Questo, invece, è il “Red Carpet” della nuova edizione, ovvero la vostra occasione per dare supporto ai blog che più vi piacciono, che leggete assiduamente o a cui siete particolarmente affezionati.

Come accadde lo scorso anno, si vota tramite la form automatica di Google Docs, per cui dopo il salto troverete una corposa spiegazione di come si terranno le votazioni e – finalmente – la scheda online per poter votare.

Se invece desiderate inserire la scheda di votazione all’interno del vostro blog, potete semplicemente fare un copia e incolla di questo codice:

Vi ricordiamo che è possibile esprimere una candidatura fino al 21 settembre. Poi succederà questo: in base alle vostre segnalazioni verranno proposti cinque candidati per ogni categoria, e a quel punto potrete rivotare e contribuire a scegliere il vincitore.

Riva del Garda - BlogFest 2009 - sponsored by Telecom ItaliaSi vince per suffragio popolare: una volta scelti i cinque candidati tutti potranno votare il proprio preferito; il voto degli utenti (al netto degli immancabili brogli, quindi: nun ce provate) non sarà “corretto” da nessuna giuria.

Le votazioni per questa seconda fase partiranno il 22 settembre e si concluderanno venerdì 2 ottobre, un giorno prima della cerimonia di premiazione che avrà luogo nel corso della BlogFest, a Riva del Garda, nella giornata di sabato.

Il premio è quello che vedete in alto (quest’anno, sarà proprio lui, molto simile a come qui lo vedete ritratto) e i vincitori lo riceveranno dalle mani di due presentatori d’eccezione.

E ora, alle votazioni:
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Lifestream (15/09/09)

set 15 2009 Inviato da nella categoria Lifestream,Segnalazioni

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Il Progetto L.U.N.A. diventa la rete WiFi ufficiale della BlogFest 2009 http://ff.im/-86AWG [macchianera]
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RT @blogfest Partiti i Macchianera Blog Awards 2009: qui puoi segnalare i blog che meritano di essere nominati: http://bit.ly/18igql [macchianera]

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La settimana dell’apartheid a Venezia

set 14 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Perché Venezia odia i turisti? 1 - Questa settimana abbiamo letto che a Venezia il cibo è il peggiore d’Europa. E che i ristoranti chiudono alle 21. E che il vaporetto costa 1 euro e 10 per i veneziani e 6 euro e 50 per i turisti? Così ci siamo chiesti: perché Venezia odia i turisti?
2 – Vicino Londra invece, 500 clienti del ristorante al n.2 tra i migliori del mondo (Fat Duck) sono stati intossicati da frutti di mare infetti.
3 – Italia1 ha trasmesso in prima serata la sex-tape di Alessia Marcuzzi. Noi e i nostri bimbi settenni abbiamo molto apprezzato la scena del wurstel.
4 – Colpiti da improvvisa botta di nostalgia, abbiamo ricostruito come mangiavamo negli anni ’70.
5 – Questi due scontrini, uno da 6.765, l’altro da 500, per un totale di 7.265 euro, pagati da tre turisti giapponesi al night club Pussy Cat di Via Gonzaga 5 a Milano proprio non li abbiamo capiti. Voglio dire: da dove esce fuori una cifra simile? Cosa diamine si smercia in quel localino?
6 – Abbiamo gustato un paio di bianchi a bordo piscina questa settimana, faceva caldo. Non ci crederete, è arrivato lo tsunami. Non quello tsunami, sciocchini.
7 – Vi abbiamo fatto vedere alcune ragioni per dare il due di picche alla Festa Democratica. Come una Letizia Moratti qualsiasi.
8 – Contrordine compagni: Lambrusco is God.
9 – Vi abbiamo chiesto un piatto per l’estate. Dalla portata elegante del ristorante da gastrofanatici alla creazione inedita del vostro pizzaiolo, valeva tutto.
10 – Ma questa è stata anche la settimana delle parolacce.

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set 14 2009 Inviato da nella categoria Bookmarks

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Lifestream (13/09/09)

set 13 2009 Inviato da nella categoria Lifestream,Segnalazioni

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Viaggio a New York [pic] http://ff.im/-7ZnB1 [macchianera]
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Ilaria davanti alla Bethesda Terrace a Central Park (9 novembre 2008) [pic] http://ff.im/-7ZnAZ [macchianera]

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Lifestream (12/09/09)

set 12 2009 Inviato da nella categoria Lifestream,Segnalazioni

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Ora lo chiedo a voi, perché a noi il management di quel gruppo (come di altri, eh) ci sta facendo impazzire. Ma voi… http://ff.im/-7XmwD [macchianera]
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Fat Cat. [pic] http://ff.im/-7XAj5 [macchianera]
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Di Pietro Real Estate

set 11 2009 Inviato da nella categoria Senza categoria

La Corte dei Conti, come è noto da prima dell’estate, sta conducendo un’istruttoria sui finanziamenti pubblici – adesso di chiamano rimborsi – che l’Italia dei Valori da molti anni percepisce con modalità quantomeno singolari.

E’ un gioco di scatole molisane: in sostanza il partito è sempre stato affiancato da un’altra e diversa associazione costituita da Di Pietro (Presidente) e dall’amica Silvana Mura  (tesoriera) e dalla moglie Susanna Mazzoleni (segretaria) nel cui consiglio si poteva accedere solo con il consenso dello stesso Presidente (Di Pietro) il quale si è sempre intascato tutti i soldi e ha deciso come e quando usarli; solamente l’associazione è un soggetto giuridico con tanto di codice fiscale,  il partito formalmente era e resta una scatola vuota con facoltà di gestire in termini amministrativi i soldi eventualmente calati dall’alto, ma senza poter dire una parola al riguardo.

In pratica Di Pietro è presidente a vita di questa associazione parallela e gli iscritti al partito non possono sfiduciarlo, non esistono organi di controllo neppure sul bilancio (quindi su entrate e uscite per milioni di euro) e insomma non c’è collegamento diretto tra il partito e l’associazione che lo gestisce economicamente e politicamente: tranne nel fatto che Di Pietro è padrone di entrambi. E’ qualcosa che non si mai visto in nessun paese del mondo e la Corte vuole appunto vederci chiaro, visto che le varie gestioni dei soldi paiono inestricabili.

In uno sforzo di distinzione delle diverse spese, abbiamo infatti:

1) il pubblico partito dell’Italia dei Valori;

2) i pubblici affari dell’Italia dei Valori;

3) gli affari privati dell’associazione Italia dei Valori;

4) gli affari privatissimi di Antonio Di Pietro e della sua famiglia che a sua volta, con Cristiano e Susanna, milita rispettivamente nel partito e nell’associazione Italia dei Valori. Ed ecco: in questo intreccio si muove una quantità di affari immobiliari da conturbare un enigmista.

All’associazione blindata che gestisce i soldi, e al partito scatola vuota, Di Pietro ha pensato infatti di aggiungere un terzo soggetto: la società An.To.Cri., una Srl con a capo ovviamente se stesso e come socia sempre Silvana Mura, e però stavolta, come secondo socio, la novità: non sua moglie, ma il marito di Silvana Mura o convivente che sia. Oggetto sociale della Srl: acquisti immobiliari a raffica in un incrocio continuo col partito e con l’associazione. Per capire di che cosa si sta parlando c’è solo da azzardare un riepilogo di tutta l’impressionante sequenza partitica e societaria e personale e familiare e immobiliare dell’uomo che seguita, ancor oggi, a sventolare il vessillo del conflitto d’interessi e della lotta alle commistioni tra politica e affari. Il lavoro di ricostruzione catastale è stato curato da Giulio Sansevero dal luglio 2008 all’aprile 2009.

Segue cronologia. Continua a leggere »

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New York, to that tall skyline I come, flying in…

set 11 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

L'11 settembre visto da Clarence - di Grassilli


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TheClassifica 82 – Se vedo ancora Tardelli che esulta, sparo al televisore

set 11 2009 Inviato da nella categoria Cultura e Spettacolo,Musica

Whitney Houston al n.1. Non so se mi angoscia più che sia stata lei a spodestare la cara salma (n.2 e n.5) dopo tre mesi, oppure il fatto di aver sentito Drop The Pilot di Joan Armatrading due volte in una settimana e da due radio diverse. Manco negli anni 80 la si sentiva così spesso. E’ ridicolo. Qualunque radio si accenda, bang, arrivano gli anni 80. Siamo il Paese più anni 80 del mondo. Ci teniamo aggrappati a quei dieci annetti coi denti e le unghie. Ora: lo so che l’inutile carampana è al n.1 anche in America. Però lì ha un senso. Lì c’è uno stupido culto acritico per le divas (oddio, anche qui ha un po’ preso piede. Il concerto pro-Abruzzo di Pausini-Mannoia-Nannini a San Siro è andato meglio di quello misto con Zero, Baglioni, Mannoia, D’Alessio all’Olimpico). Ma qui da noi, Whitney al n.1 è perversione, è ansia da riesumazione, la voglia di tornare, dopo che il duce sarà morto, a DC, PSI, PCI e buonanotte al secchio. Il suo I look to you è il punto di non ritorno di tutti i dischi-carrozzone coi “migliori autori, migliori produttori, migliori musicisti”. Alicia Keys, Akon, R. Kelly, Diane Warren, blablabla. Non si sono giocati Linda Perry, strano. Non sarebbe cambiato niente, tutti i cavalli e tutti gli uomini di Clive Davis non potrebbero salvare questo immenso niente che precede David Guetta di 14 posizioni e gli Arctic Monkeys di 24 posizioni. Ora: in Francia, Inghilterra, Spagna e Germania, questi due nomi, esecrabili quanto si vuole (e personalmente, esecro i chitarrosi d’Albione più che il figuetto francese) sono nella top 10. Cos’è, loro non sanno scaricare i dischi? Siamo l’unico popolo furbo al mondo? Non ci sono ventenni, qui? Non si consumavano atti a fine riproduttivo, negli anni 80? (forse no. Dopo tutto, c’erano il C64 e l’Amiga).

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Lifestream (11/09/09)

set 11 2009 Inviato da nella categoria Lifestream,Segnalazioni

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Agg. Twitter del 2009-09-10 http://ff.im/-7Swbi [macchianera]
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Metto le mani in avanti e lo dico prima: un po’ perché non ho tempo, ma soprattutto perché mi manca la voglia e mi… http://ff.im/-7TRyn [macchianera]

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Fiuggi, vent’anni di meno

set 10 2009 Inviato da nella categoria Senza categoria

Dopo 15 anni ho smesso di scrivere sul Giornale e dopo dieci mi sono dimesso da Mediaset.
Questo mio articolo è uscito ieri su Libero.

***
Il mio terrore è che dietro la burbanzosa sicumera di certa destra governativa – dietro la neo ostentazione di uno schematismo destra/sinistra che si è tornati a tagliare con l’accetta, in questo Paese – si celi una progressiva involuzione di tutta la destra italiana. La mia paura, cioè, è che il famoso complesso delle catacombe missine, poi trasfigurate nella nuova e moderna destra di Fiuggi, si stia ri-trasformando in una becera rivendicazione di pulsioni datate e che non hanno niente a che vedere col progetto che il Pdl si era dato da principio. Temo, per dirla malissimo, che una larga parte del Pdl si stia trasformando in pratica nella Destra di Storace: senza che nessuno, tantomeno gli elettori, gli abbia mai chiesto di farlo.

Aggiungo che la frequente militanza ex missina o ciellina di molto personale giornalistico di centrodestra, temo ancora, rischia di avvitarsi in una corsa a inseguimento del lato estremista della consueta «gente»: quella di cui ciascuno, ovviamente, si sente interprete genuino e infallibile.

A chi ritenesse che sto esagerando – com’è possibilissimo – risponderei che in questo centrodestra c’è comunque un clima nervoso, palesemente corroborato dall’ebbrezza di un potere rimasto notoriamente senza avversari. Così gli avversari si fabbricano in casa. Sembrano quasi, certe declarazioni ostentate, come pervase da un afflato liberatorio: e Gianfranco Fini, o meglio il caso Fini, su questo sfondo è divenuto il reagente di tutte le contraddizioni, lo sfiatatoio di apnee che forse duravano da troppo tempo, forse addirittura dal 1994. Perdonate se non mi curo dei presunti retroscena da analisti malati di politica, cioè le corse per il Quirinale o le improbabili successioni a Berlusconi: io mi limito a registrare un paio di cose. Una è questa: non gliene frega più niente a nessuno di atteggiarsi a conservatore illuminato ed europeo, non importa più a nessuno che certe asserzioni di Fini, nella destra di Cameron e Sarkozy, o nei cristiano-democratici della Merkel o dello spagnolo Rajoy, sarebbero considerate addirittura banali. Altro che «compagno Fini». Non importa a nessuno, neppure, di voler incarnare il sogno moderno dei Leo Longanesi, del Mondo di Pannunzio, di Montanelli, della famosa destra risorgimentale e libertaria e balle varie: macché, c’è piuttosto da imitare il lato peraltro inimitabile e sanguigno della Lega, c’è da inventarsi «l’Italia delle piccole comunità e delle periferie urbane» che l’ex socialista Maurizio Sacconi, in un’intervista al Corriere della Sera, ha descritto come se al governo ci fosse ancora Amintore Fanfani; c’è da pensare alle regionali, c’è da bollare come «radicale» chi non lo è stato mai, da laicista di chi è laico e basta; e c’è in generale, e soprattutto, una classe politica che è stata eletta con liste blindate, che spesso non ha neppure mai visto un collegio elettorale in vita propria – al limite qualche patinata cena elettorale – ma che adesso ti parla della piazza anche se ha frequentato solo quella di Ballarò. Ci sono anche i sondaggi, come no: nel caso di certe generiche affermazioni di Fini, però, non valgono neanche quelli, anzi, non vengono menzionati. Il 70 per cento degli elettori di centrodestra (fonte: Crespi Ricerche) è contro il testamento biologico che il governo sta cucinando, ma guai a dirlo; il 51 per cento degli elettori del Pdl è favorevole a un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, ma è roba da froci, roba da sinistra o, peggio ancora, da destra europea. C’è poi una faccenda che mette in presidente della Camera in una posizione oggettivamente eccentrica – ne convengo pienamente – ed è quella sul voto agli immigrati, posizione che oltretutto è la stessa di Santa Romana Chiesa: e però guardate la disparità di trattamento.
Lo dicessero alla Chiesa, «rientra nei ranghi».

E’ vero, la sinistra applaude Gianfranco Fini: e allora? Applaudirebbero anche un carciofo, se fosse alternativo a Berlusconi. E’ solare che mirano a fomentare divisioni, ci stanno pure riuscendo. Ma non dite che le idee di Fini siano uguali a quelle di un Franceschini, e questo sia perché sono diverse e basta e sia perché, spesso, non sono neppure idee, sono solo uscite genericissime e dettate dall’ecumenismo che il suo ruolo richiede o almeno permette: uscite che ogni volta, però, sono sottoposte a plurimi processi alle intenzioni.

Davvero, io Fini neppure lo conosco e della sua ascesa politica m’importa relativamente. Certe sue uscite forcaiole non gliele perdonerò mai, per quanto possa interessarvi. Però so, e ho visto, che ha fatto un percorso mica da ridere, ha pagato prezzi salati e senz’altro discutibili – certi suoi bagni penitenziali li ho trovati, quelli sì, cattocomunisti – e comunque ha elaborato e sofferto lo scioglimento di un partito storico per ben due volte.

Ha fatto bene? Ha fatto male? Chissà. A oggi sappiamo solo che tutto questo è servito per ritrovarsi stampate nero su bianco, un bel mattino, le ciniche espettorazioni giornalistiche di chi gli ha intimato di punto in bianco: «Rientra nei ranghi, sei ridicolo».

I ranghi.
A pensarla come Gianfranco Fini sono in milioni, nel centrodestra, e in milioni fisiologicamente non la pensano come lui: volete smembrare gli uni dagli altri, ciascuno nel suo preciso rango? Non è difficile: basterebbe tornare alla Repubblica multipartitica, basterebbe non mettersi in testa fondare il più grande partito della storia d’Italia come però, ecco, è stato fatto: un crogiolo composito, complesso, ridondante, soprattutto molto più e ambizioso dei ranghi da caserma prefigurati da qualche bollito con in mano il Winchester. La terza parola che compone il nome del partito – il Pdl – forse andrebbe riletta e riletta sino a stamparsela nel cranio una volta per tutte.
Mica i ranghi.

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Lifestream (10/09/09)

set 10 2009 Inviato da nella categoria Lifestream,Segnalazioni

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I really could use, right now, a little support. [macchianera]
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Prenotazioni 2009 http://ff.im/-7Oapd [macchianera]
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RT Sul sito ufficiale è possibile ora effettuare le prenotazioni per gli hotel nei giorni della @blogfest! http://bit.ly/KMsq2 #blogfest [macchianera]
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set 09 2009 Inviato da nella categoria Bookmarks

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Piacere, Caciocavallo

set 09 2009 Inviato da nella categoria Personale

Questa ve la devo proprio raccontare, perché merita. Premessa: è una cosa di blogger, tra blogger, quindi se l’argomento non interessa siete pregati di saltare a piè pari. Non interesserebbe nemmeno me (e mica per niente su Macchianera, da qualche anno, gli argomenti come questo si evitano come la peste), se non fosse che un giorno ci sono capitato dentro, per caso.

Mi chiama un amico. Mi dice: hai presente Manrico Caciocavallo? Quello di FeedGomorra, la classifica dei blog? E io: sì. Lui continua: eh, si è rotto le scatole di gestirla. Beh, è un peccato, dico io. E lui: si, ma ormai si è sputtanato, tra lui e quella pazza della moglie hanno fatto allontanare tutti quelli che li hanno aiutati gratuitamente, e ogni volta che qualcuno muove un’obiezione su come è gestita monta una polemica che non ti dico. Non riescono proprio a non prenderla sul personale, quei due. Ora lui dice che vuole fare altro e vuole venderla. Va bene – ribatto -  ma io cosa c’entro? Scusa, tu non collabori con Telefone? No – rispondo – gestisco solo alcuni progetti per conto loro, o mi occupo dell’ideazione di nuovi servizi, ma lo faccio tramite FrecciaNera. Vabbè, lo stesso – dice lui -, magari a loro interessa: sono abbastanza grandi di potersi permettere di pagarla quel che costa. Perché non gliela proponi?

Va bene, rispondo all’amico, posso sicuramente proporgliela, ma non voglio averci a che fare. Facciamo che se gli interessa li mettiamo in contatto e se la sbrigano loro, ok? E’ ok anche per lui.
Non è ok, invece, per Telefone. Mi dicono: certo che ci interessa, ma questo qui chi è? Voglio dire: te ti conosciamo, ma di lui cosa sappiamo? Abbiamo letto quello che ha scritto in giro per la rete e, francamente, ci sembra abbia perso qualche venerdì. E’ perché non avete incontrato la moglie – rispondo -: quella ha perso tutti i giorni feriali e pure qualcuno di quelli festivi. Appunto, mi rispondono loro: chi ce lo fa fare di mettere uno così in casa? E poi siamo sicuri che il prodotto valga la pena? Il prodotto è buono, dico io. Anzi, per voi è perfetto: nelle mani giuste potrebbe diventare un servizio davvero utile. Investendoci un po’, migliorandolo, accettando consigli e contributi esterni… Loro ci pensano su e concludono che sì, gli interessa, ma c’è un però. Continua a leggere »

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Precario federalista

set 08 2009 Inviato da nella categoria Senza categoria

gelmini_formigoniInnovativa forma di sanatòria del precariato scolastico nella Regione Lombardia. Il governatore della Regione Roberto Formigoni ed il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini si sarebbero “messi d’accordo” per far assumere almeno 2.000 insegnanti senza cattedra.

Secondo l’accordo (nato da un’idea lanciata da Formigoni durante il Meeting di Rimini e subito raccolta dalla Gelmini), gli insegnanti saranno assunti con ruoli di orientamento, sostegno e reinserimento nel territorio lombardo nel nome di “una nuova concezione del welfare” (dice Formigoni) e superando “le polemiche e la demagogia della sinistra” (dice Gelmini).

Ma chi paga?

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