About Makkox 119 Articoli
Classe '65. Adolescenza in pieni '80 tra Tenax e Frigidaire (in mezzo c'è tutto). Attualmente, assieme ad altri 8 ragazzi realizziamo volantini per i supermercati. Di segno da sempre e... uff. Mò m'ha preso tristezza per quella cosa dei supermercati e non riesco a finire il profilo. C'è roba mia su www.canemucca.com e su canemucca.tumblr.com

13 Comments

  1. a me pare pro baricco, ma forse non capisco una fava

    baricco non dice che il teatro, rivolgendosi a un pubblico gia’ consapevole, non dovrebbe avere soldi pubblici, da destinare invece alla crescita della cultura di chi non e’ consapevole?

    e la vignetta non mette in ridicolo l’idea circolante che il teatro non debba vivere di solo botteghino?

    O non capisco piu’ niente?
    E poi, ho mai capito niente?

  2. hehehe, niente di troppo contorto. pensavo ai tagli sul sovvenzionamento pubblico che subirà il mondo dello spettacolo e della cultura.
    e, come si comprende (?) dalla vigna, non ho una posizione definita e definitiva in merito.

    invece non so cosa abbia detto baricco.
    tocca documentamme.

  3. Deliziosa. Oddio, la cultura è fondamentale, il cinema il teatro ecc. ecc., certo che , appena si esce dalla commedia o dal drammatico social-denunciator- vittimist— rimangono spesso opere che capisce solo chi le ha scritte.- Idem certe oscene pièces teatrali che fanno il verso alle opere “vere” (“I promessi sposi alla prova” con gli attori che riassumono la storia, ma anche una certa versione dell’Edipo Re) e ti fanno chiedere cosa sei venuto a fare a teatro.O Amleto con il principe danese che entra sulla scena in Harley Davidson… ebbeh, ebbeh…

  4. EMERGENZA
    CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO

    Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi.
    Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito.
    Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee – in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale.
    Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome.

    Gli autori di cinema, di teatro e di televisione,
    gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e
    tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura,
    della ricerca e dell’informazione.

  5. “Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee”

    meno serie televisive ITALIANE come quelle che ho visto passare in rai e mediaset?
    ci metto la firma pur’io. col sangue.
    anche sul meno idee son poco d’accordo.
    insomma senza fondi pubblici s’azzera la cultura di ‘sto paese? a guardarmi attorno oggi non credo noterei la differenza.
    forse con altri argomenti ‘sta battaglia raccoglierebbe più consensi. perché, in fondo, LO SO che è una battaglia giusta.
    forse.

1 Trackback / Pingback

  1. nikink

Rispondi